ROMANO PRODI AL F.TIMES NEL 2001:”Un giorno ci sarà una crisi e…”

Alberto Bagnai in un suo convegno poco tempo fa ha ricordato quello che disse Romano Prodi al Financial Times mel 2001:”Un giorno ci sarà una crisi e saremo obbligati a introdurre nuovi strumenti politici,oggi non proponibili”. Mi piacerebbe chiederglielo un giorno se avrò l’occasione di andarlo a sentire e magari sarà permesso fargli domande, una cosa molto difficile.L’opinione che mi sono fatto io è che questo democristiano spietato ,che molti comunisti semi-analfabeti l’hanno votato solo perchè si è schierato con il centrosinistra, sapeva della catastrofe che andavamo incontro adottando la moneta unica ma non gliene fregava nulla perchè chi pagava erano solo quei poveracci dei ceti medio bassi. Con l’euro ci siamo agganciati ad una moneta troppo forte in confronto al dollaro e non è possibile che alcune delle economie piu deboli del mondo esprimano la moneta piu forte.Ad esempio il cambio 1,30 sulla divisa Usa ci blocca le esportazioni, quelle che sono sempre stati il punto di forza con la Lira, mentre ora ,nel mercato americano troviamo sempre qualcuno che ha i prezzi piu bassi dei nostri e i capitali non vanno per forza dove possono produrre il miglior rendimento sociale,ma dove trovano le condizioni piu convenienti.
Non si capisce perchè l’Italia debba pagare tra il 6-7% di rendimenti,quando il deficit effettivo,per esempio,della Gran Bretagna è quattro volte superiore del nostro.Questo grande sostenitore della moneta unica,insieme a l’altro che piu volte si è vantato ,cioè Bersani, dovrebbero ammettere che la Gran Bretagna ha una Banca Centrale che può acquistare titoli statali in quantità enormi,mentre per quelli italiani non avviene perchè la BCE  non può fare da prestatore di ultima istanza e quindi il compito è stato girato all’EFSF.Si è introdotta la logica delle sanzioni semiautomatiche,non piu oggetto di trattativa politica,ai paesi che non rispettavano i vincoli sui bilanci.
Il rincoglonimento sull’euro grande invenzione, dello spread,del debito pubblico, i sacrifici che devono fare (i soliti cretini), è voluto con forza dal potere europeo,infatti dipende dalla scelta inserita nel 1992 nel Trattato di Maastricht e confermato in quello di Lisbona (firmato da tutti) ,di proibire alla Bce di comprare le emissioni del debito pubblico sul mercato primario,alle  aste, cioè da fare una vera e propria banca centrale di emissione,così da impedire la speculazione. I paesi che hanno una propria banca centrale pubblica non hanno problemi con gli speculatori perchè loro garantiscono l’acquisto e il debito pubblico non rappresenta un problema.
Hanno cercato in tutti i modi di convincere la gente che facendo sacrifici il debito sarebbe calato,in realtà è aumentato,ah ah ah. Continuano a rompere i coglioni con la corruzione.Scusate tanto ultrà dell’euro: quando l’Italia cresceva del 6,5% (1979-80) non c’era corruzione? In Italia c’è da sempre.
Vi distruggeremo!!!

ROMANO PRODI AL F.TIMES NEL 2001:”Un giorno ci sarà una crisi e…”ultima modifica: 2013-01-15T17:05:11+00:00da anglotedesco
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