30/12/2009
La globalizzazione neoliberista

Continua la lettera e la pubblicazione di alcune pagine di questo capolavoro di Klaus Wener-Lobo che ci spieghi i veri problemi che del mondo.Neoliberismo- lobby e tante altre cose.Mentre leggi questo libro ti domandi :ma come mai quasi nessun giornale o tv parli in modo adeguato di questi problemi dando più spazoi ad altri che in confronto a questi non sono nulla?
Intanto come dice Paolo Barnard, il vero POTERE gode.
da IL LIBRO CHE LE MULTINAZIONALI NON TI FAREBBERO MAI LEGGERE-Klaus Wener-Lobo (Newton Compton Editori)
LA GLOBALIZZAZIONE NEOLIBERISTA
La globalizzazione delle multinazionali non è una catastrofe naturale di fronte alla quale governi e società sono impotenti.Sopratutto i ricchi Paesi industrializzati hanno ceduto molto presto alla pressione dei grandi gruppi,concedendo loro molte libertà,invece di obbligarli alla protezione dell'ambiente e dei diritti umani.Questa politica viene definita neoliberista.A differenza del liberismo politico,che mira alla libertà di tutti i membri di una società,il neoliberismo fa riferimento soltanto alla libertà di mercato.Ne consegue che persone e azienfde possano concludere affari senza alcun limite.Che questo danneggi o meno la nostra società e il nostro pianeta,non ha importanza.
In pratica siamo arrivati al punto che sopratutto i grandi gruppi e le persone moloto ricche abusano della globalizzazione per i propri interessi e si arricchiscono ulteriormente per mezzo di sfruttamento, guerre ,danni all'ambiente o speculazioni finanziarie.Quasi non esistono leggi che lo impediscano.Perfino in beni indispensabili alla vita come acqua,alimenti base e energia,ma anche la forza lavoro umana,le multinazionali vedono soltanto una merce da cui trarre profitti.Il neoliberismo non desidera una società responsabile.E' meglio che la popolazione e anche i politici si immischino nell'economia il meno possibile,per non disturbare le libere energie del mercato.L'ideale per i sostenitori del neoliberismo sarebbe che tutti i beni e i servizi fossero proprietà privata.Se fosse per loro abolirebbero la proprietà privata.Se fosse per loro abolirebbero la proprietà dello Stato e non dovrebbero esistere più niente che fosse proprietà di tutti o di nessuno.Per costoro il mondo è semplicemente una merce con la quale fare soldi.
ORGANIZZAZIONI MONDIALI AL SERVIZIO DELLE MULTINAZIONALI
Queste tre organizzazioni globali furono fondate per migliorare la situazione economica dei loro Paesi membri e in generale del mondo intero:la Banca Mondiale si prefigge di aiutare i Paesi in via di sviluppo a lottare contro la povertà,il Fondo monetario mira a tendere loro una mano se si trovano in difficoltà economiche e l'Organizzazione mondiale del commercio si propone di migliorare le relazioni commerciali internazionali.
Sono grandi obiettivi.
Tuttavia l'esperienza ci ha mostrato che i veri scopi di queste tre istituzioni sono stati la liberizzazione e la privatizzazione,sopratutto nei Paesi più poveri del mondo.Per cui operano a vantaggio delle multinazionali.
Perchè?
E' vero che queste organizzazioni rappresentano quasi tutti i Paesi del mondo,ma in effetti le ricche nazioni industrializzate hanno molta più voce in capitolo rispetto agli Stati più poveri.Nessuna delle tre istituzioni è sottoposta a un controllo democratico:coloro che prendono le decisioni ai loro interno non sono stati nominati democraticamente,ma designati dai singoli governi.Le trattative hanno luogo a porte chiuse e i documenti importanti sono tenuti sotto chiave.Questi procedimenti lasciano ovviamente il campo libero dell'influenza delle lobby economiche.Tutte e tre organizzazioni,che data la loro importanza economica sono ben più potenti delle Nazioni Unite,con la loro politica favorevole alle multinazionali hanno peggiorato le condizioni di vita di centinaia di milioni di persone. E hanno aumentato i profitti delle grosse aziende.
L'IMPOTENZA DELL'ONU
Ma cosa succede alle Nazioni Unite,che con i loro 192 Stati membri sono la maggiore e più importante organizzazione internazionale?
L'ONU,insieme alle sue organizzazioni affiliate,gioca un ruolo importante quando si tratta della convivenza dei sette miliardi scarsi di abitanti del nostro pianeta.Già nel 1948 l'ONU postulò la Dichiarazione universale dei diritti umani e da sempre ha una parte importante sia nella creazione e nel consolidamento della pace,sia nella lotta contro povertà,malattie -sfruttamento e distruzione dell'ambiente.Tuttavia ha perso influenza politica con la globalizzazione neoliberista promossa dalle multinazionali.Il denaro governa il mondo,e la Banca Mondiale,il Fondo monetario e l'Organizzazione mondiale del commercio hanno a disposizione strumenti di potere economico che le Nazioni Unite non hanno.
Inoltre nella commissione più importante dell'Onu,il Consiglio di sicurezza,non succede niente senza il nulla osta dei cinque membri permanenti Cina-Russia-Francia-Gran Bretagna e Usa.Senza la loro approvazione non possono essere decretate nè sanzioni militari nè economiche,quando da qualche parte del mondo si compiono gravi violazioni dei diritti umani.E ognuno di questi Paesi pone regolarmente il proprio veto a queste sanzioni se vede minacciata i propri interessi economici-o quelli delle sue multinazionali.
Ci sono stati e ci sono tuttora tentativi di sollecitare direttamente le grandi aziende a rispettare i diritti umani,gli standart sociali minimi e la protezione ambientale.Molte grosse imprese hanno firmato il cosidetto Global compact dell'ONU,mirato a rendere la globalizzazione più sociale e più ecologia.Ma quel contratto non vale la carta su cui è stato stilato,poichè contiene unicamente accordi volontari.Il contratto non prevede alcuna pena nel caso un'azienda non rispetti gli obiettivi che si è prefissata,per cui hanno potuto firmare anche numerosi gruppi multinazionali che,è dimostrato,traggono profitti da gravi violazioni dei diritti umani.Il loro scopo:presentarsi all'opinione pubblica come un'impresa modello che si preoccupa dei diritti umani e della protezione dell'ambiente,senza in realtà assumersi alcun impegno.
Dal 2003 esiste una nuova proposta dell'ONU,stavolta per creare delle regole vincolanti per le multinazionali:le Norme delle Nazioni Unite e altre imprese riguardo ai diritti umani,che comprendono diciotto richieste relativamente concrete stilate in collaborazione con organizzazioni per i diritti umani e rappresentanti delle multinazionali.I gruppi e le loro lobby,però, si sono velocemente opposti al nuovo contratto,non appena si sono accorti che stavolta si sarebbe insistito sull'osservanza delle decisioni prese.
14:38 Scritto da: anglotedesco | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: globalizzazione neoliberismo il libro che le multinazioni non ti | OKNOtizie |
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28/12/2009
Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere

Consiglio di acquistare questo libro a tutti coloro che vogliono capire quali sono i problemi capitali del mondo.Dopo averlo letto, gli interessi, il modo spietato che le multinazionali hanno di gestire il mondo,fa venire il mal di stomaco ,in confronto Berlusconi sembra fin un agnellino. Certo chi è esperto di queste cose non ha bisogno di questo libro,ma molti (anch'io) che fino all'altro ieri leggevano solo Travaglio-Gomez e Stella, è utilissimo e mi raccomando compratelo in tanti.
Lo ha scritto un austriaco, se l'autore fosse stato italiano molto probabilmente sarebbe stato scambiato per un berlusconiano perchè se non consideri Berlusconi colui che ha fatto più danni nel mondo,ti mettono da parte.Il piduista è un pessimo elemento ma i 550 miliardi di dollari che hanno messo in ginocchio un sacco di gente (in Europa i disoccupati sono 22 milioni) non è colpa sua e neanche la rovina dei Paesi poveri.
Io riporto solamente qualche pezzo ,cioè quelli che ho letto fino a questo momento,ma presto metterò capitoli interi e video su Youtube.L'autore ,nell'introduzione,ha detto che si possono fotocopiare le pagine a patto che venga citata la fonte. Grazie.
da IL LIBRO CHE LE MULTINAZIONALI NON TI FAREBBERO MAI LEGGERE-Klaus Werner-Lobo (Newton Compton Editori)
L'uomo piu ricco del mondo è l'azionista americano Warren Buffett.Possiede circa 62 miliardi di dollari (un miliardo sono 1.000 milioni,una cifra con 9 zeri).Il fondatore di Microsoft,Bill Gates, ha circa 58 miliardi di dollari,cifra che ammonta piu o meno al guadagno annuale di tutti gli abitanti dei cinquanta Paesi più poveri del mondo messi insieme.
La cinquecento persone più ricche del mondo sono secondo l'ente di sviluppo dell'ONU ,UNDP un reddito annuale maggiore della somma dei redditi dei 416 milioni di abitanti più poveri della Terra,E se la metà meno abbiente della popolazione mondiale depositasse tutto il proprio reddito annuale su un unico conto,la cifra raggiunta non supererebbe il patrimonio dei 200 miliardari pù ricchi.
Tra i ricchi esistono anche quelli che danno soldi in beneficienza addirittura tra il 7 e il 10% del loro patrimonio.Secondo il World Wealth Report sono pur sempre 285 miliardi di dollari devoluti in beneficienza.E' quasi la cifra di cui ci sarebbe bisogno secondo la stima ONU per combattere la povertà estrema.Eppure la maggior parte di queste "donazioni" non vanno a beneficio dei poveri.Al contrario,finiscono in fondi di investimento e azioni dei gruppi multinazionali.Il denaro quindi serve sopratutto alla crescita di quei gruppi.I pochi progetti sociali finanziati-per esempio nella lotta contro l'Aids o nella protezione dell'ambiente-non sono soggetti a nessun controllo pubblico,per cui spesso le vittime della povertà e dei danni all'ambiente non ne traggono alcun giovamento.
Il proprietario di Microsoft Bill Gates,per esempio,ha costituito la fondazione Bill&Melinda Gates con la quale si propone di sostenere la lotta contro le malattie come l'AIDS e la malaria nei Paesi poveri e di promuovere progetti di istruzione.La fondazione possiede 37,6 miliardi di dollari e Warren Buffett,l'uomo più ricco del mondo,ha addirittura annunciato di volerne raddoppiare il patrimonio.In tutto ammonterebbe quasi alla cifra che tutti i Paesi del mondo spendono per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo.Sarebbe bello,no?
Sembrebbe un'iniziativa buona,eppure solo il 5% dei soldi della fondazione Gates viene speso realmente tutti gli anni dei progetti di pubblica utilità,somma che corrisponde in media agli interessi del capitale.Finora gran parte di quel capitale è stato investito in aziende multinazionali che hanno rovinato la gente ,più che aiutarla.
La globalizzazi8one ha reso i gruppi multinazionali i signori del mondo.Fanno pressione sui governi,traggono profitti dallo sfruttamento,dalla violazione dei diritti umani e dalla distruzione dell'ambiente e inoltre mettono a repentaglio la democrazia.
Con la caduta del muro di Berlino e il crollo del socialismo reale nel 1989,l'economia di mercato capitalistica si impose come sistema mondiale.Allo stesso tempo,negli ultimi due decenni di secolo scorso iniziò una nuova era.
La multinazionale è definita come la fusione di più imprese in un unità economica.
Quando fino circa agli anni Ottanta del secolo scorso l'Adidas fabbricava scarpe a Herzogenaurach in Baviera doveva rispettare gli standart sociali ed ecologici tedeschi.Tramite la globalizzazione Adidas guadagna oggi nettamente più di allora.Le scarpe da ginnastica ora vengono cucite da operaie in Cina o Indonesia per circa 40 centesimi il paio.Il prezzo di vendita in Germania però è intorno ai cento euro.Il trasporto dell'altra parte del mondo ovviamente non è molto ecologico,e mentre le persone nei Paesi più poveri fabbricano i nostri prodotti di consumo per stipendi minimi,nei Paesi industrializzati vanno persi migliaia di posti di lavoro.
Lo Stato americano spende 500 miliardi di dollari l'anno in armamenti.Il budget per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo invece ammonta solo a 15 miliardi di dollari.
ExxonMobil e altre aziende petrolifere sono state i maggiori finanziatori della campagna elettorale di George W.Bush.Probabilmente è questa la ragione per cui il suo governo ha fatto cosi poco per la protezione dell'ambiente;se avesse introdotto una tassa ecologica sulla benzina i gruppi petroliferi ci avrebbe rimesso.Non si sputa nel piatto in cui si è mangiato.
Negli ultimi anni l'Europa è diventata sempre più ricca:nel 1995 il prodotto interno lordo per ogni simbolo abitante delle attuali ventisette nazioni europee ammontava a 15.200 euro,dieci anni dopo era già aumentato a 23.400 euro,quindi era cresciuto di più del 50%.Tuttavia anche da noi sono stati sopratutto i ricchi e i potenti gruppi multinazionali a moltiplicare i lori beni,mentre coloro che appartenevano alle classi sociali inferiori e le piccole aziende sono divenuti sempre più poveri.Le piccole e le medie imprese pagano,in confronto ai grossi gruppi,nettamente piu tasse e contributi.Eppure sono loro che assicurano posti di lavoro:"Negli ultimi anni le piccole e medie imprese con meno di cinquecento dipendenti hanno creato 5 milioni di nuovi posti di lavoro,mentre aziende con più di cinquecento dipendenti hanno tagliato 5 milioni di posti" ha detto il presidente dell'Unione Europea degli imprenditori (Sme Union) Christoph Leitl.
Le multinazionali sono di solito imprese quotate in borsa,delle quali privati o istituzioni (per es banche) possiedono partecipazioni sotto forma di azioni.Questi proprietari vengono definiti anche shareholder.Ogni gruppo multinazionale deve procurare ai propri shareholder molti profitti nel minor tempo possibile ,altrimenti costoro compreranno le azioni di altre imprese.Al contrario delle piccole ditte locali,grazie alle loro dimensioni le multinazionali hanno il potere di mettere sotto pressione i governi di singoli Paesi.Possono minacciarli,ad esempio,di trasferire la loro produzione in Paesi con tasse,stipendi e standart ecologici più bassi.Anche i proprietari di capitali depositano i loro patrimoni sempre piu spesso sui conti anonimi nei cosidetti paradisi fiscali,in Paesi come Liechtenstein o le isole Bahamas,che impongono minime tasse o non ne impongono affatto.
Il grosso delle decisioni di rilevanza economico-politico in Europa viene preso a Bruxelles,dove attualmente lavorano circa 15.000 lobbisti.Il problema è che il "governo" europeo -la Commissione europea-fondamentalmente non ha alcuna legittimità democratici,perchè de facto non viene votata dalla popolazione dei Paesi dell'Unione Europea,ma nominata dal presidente della Commissione.
Un gran numero di leggi europee ,quindi,viene quasi copiato parola per parola dalle proposte formulate per i politici dai rappresentanti delle multinazionali.Ma la Commissione e il Parlamento europei non dovrebbero essere impiegati per il bene della popolazione?
Un esempio significativo di lobbismo è il comportamento di gruppi petrolieri come ExxonMobil,ma anche dei produttori tedeschi di automobili come Bmw-Daimler e Porsche,che,per mezzo di un atteggiamento aggressivo,tentano di impedire che la UE prenda provvedimenti vincolanti vincolanti per quanto riguarda la protezione del clima attraverso la riduzione del CO.La loro motivazione è semplice da spiegare:standart ambientali più alti diminuirebbero i profitti di queste imprese.Un altro esempio è il tentativo delle lobby dei grossi gruppi di imporre leggi rigide sui brevetti per il sofware.
La politica dell'Unione Europea spesso fa proprio ciò che desiderano i potenti dell'economia:si occupa per esempio di rendere la politica agraria più conveniente per l'industria o di costruire superstrade nell'interesse di industria e imprese di trasporto.Molti politici dell'Unione Europea perdono di vista il fatto che in realtà dovrebbero difendere gli interessi sociali e ambientali dei cittadini dell'Ue.Nel 2007 per esempio,l'Austria fu costretta ad ammettere l'importazione di cibi modificati geneticamente,nonostante non solo la maggioranza della popolazione,ma perfino il governo austriaco fosse contrario.
Per far accettare ugualmente tali decisioni le multinazionali devono condizionare l'opinione pubblica.
Questo riesce loro abbastanza facilomente,dato che anche in Europa la maggior parte dei media è economicamente dipendente dalle grosse aziende.
Per "Format" lavorano giornalisti eccellenti-eppure ,come negli altri media,dopo affermazioni simili si accorgono che articoli critici sulle multinazionali non sono ben visti.Non c'è nemmeno più bisogno di una censura ufficiale,la maggior parte dei giornalisti ha la forbice della censura già in testa.
Quindi dobbiamo smettere di utilizzare i media? No,questa sarebbe la strada sbagliata.Al contrario:abbiamo bisogno dei mezzi di comunicazione,ma dobbiamo tenere presente che spesso le informazioni celano interessi economici e di potere.Per questo è molto importante informarsi da più fonti.Se poi ne discutiamo anche con altri e ci scambiamo le idee non siamo più alla mercè della pubblicità e dei partiti populistici e ci creiamo una nostra opinione.Forse anche questo libro può essere un buon inizio.
22:51 Scritto da: anglotedesco | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere warren | OKNOtizie |
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25/12/2009
IL LIBRO:negri froci giudei

Periodo di Natale ,periodo di regali ,sopratutto libri. Questo bellissimo libro non tratta gli argomenti che hanno fatto balzare in testa all'hit parade Gian Antonio Stella,ma di razzismo nel mondo. Io riporto un pezzo del primo capitolo.
da NEGRI FROCI GIUDEI-Antonio Stella (Rizzoli)
SANGUE PURO,PATRIOTTISMO INFETTO
L'ossessione feticista dell'identità e la deriva xenofoba
Sarebbe un delitto se il rancore e la voglia di "rivincita" dei neri annietassero un paese che,ha ricordato in parlamento Pieter Mulder,il leader del partito di destra VF+,è "economicamente due volte più forte della Nigera,quasi tre volte più forte dell'Egitto,ottanta volte più forte della media di tanti paesi africani" e dotato di "quasi la metà di tutte le strade asfaltate in Africa".Il prezzo pagato dai neri alle leggi dell'apartheid introdotte dal 1948,però, non può essere liquidato come un danno collaterale o qualcosa che,per usare le parole dette da un abitante di Orania a Luigi Offeddu del Corriere Della Sera: "non ha funzionato,ci ha portato cattiva pubblicità".
Vogliamo ricordare cos'era l'apartheid?
"Quasi ogni giorno a Johannesburg alcuni uomini sono condannati alla morte civile",scrive Enrico Altavilla su "La Stampa" nel maggio del 1956 raccontando la tragedia delle sentenze che stabilivano la "negritudine" di questo o quel cittadino piu o meno meticcio.
"Ho visto uno di questi uscire dall'aula del tribunale speciale dove un giudice gli aveva comunicato che doveva considerarsi negro e vivere tra i negri.Era un uomo sui quarant'anni,con la pelle scura e con i capelli ricci,non crespi:ai miei occhi inesperti appariva come mulatto,non come un bantu.Ma osservando i suoi caratteri somatici o compiender indagini sui genitori dei suoi nonni,o motivando in segreto il verdetto con il suo matrimonio con una negra,il giudice l'aveva classificato tra i bantu e ora egli barcollava come un ubriaco.Mi spiegarono che avrebbe dovuto,entro qualche giorno,abbandonare la sua villetta nel quartiere dei colored per andare ad abitare in una bicocca di terra o di lamiera lontana dalla città,fra gli zulu o altre tribù negre" e che da quel momento sarebbe potuto andare al cinema per "vedere soltanto le pellicole salvate dal censore ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai negri" e avrebbe perduto "il permesso di acquistare liquori". Peggio,s'indigna Altavilla :"Per lui da quel giorno lo sciopero era reato e i suoi figli sarebbero stati tenuti lontani da ogni mestiere qualificato.I poliziotti potevano arrestarlo e tenerlo tre mesi in carcere senza giustificazione senza lasciapassare-gli avrebbero domandato: "Preferisce affrontare il verdetto del giudice o lavorare per sei mesi nella fattoria di un bianco?"
Perfino un giornalista conservatore come Max David restò sconvolto,un giorno del 1952,alla stazione ferroviaria di Johannesburg,assistendo all'arresto di cinque ragazzi neri che per protesta si erano semplicemente avviati ai binari entrando da un varco riservato ai "soli bianchi" mentre la distinta vecchietta seduta al suo fianco saltava su strillando: "Oh,my God! Delinquenti! Arrestateli! Maledetti! Pigliateli!".E questo sistema ignobile andò avanti,immutabile,per decenni.Al punto che i giornali sudafricani arrivarono ad attaccare la Svezia nel 1984 (quando già la Lega che oggi esalta Orania aveva due parlamentari a Roma) per l'assegnazione del Nobel per la pace al vescovo nero Desmond Tutu.
C'è un articolo dell'Osservatore romano" del 19 giugno 1985 che dice più di mille saggi sociologici.Sotto le foto di una bella ragazza bianca e di un distinto signore nero c'è scritto:" Il primo matrimonio tra persone di diverso colore è stato celebrato ieri nella chiesa cattolica di Marianhill in Sudafrica.Suzanne e Protas Mdlala hanno potuto coronare il loro sogno d'amore dopo che il governo sudafricano ha abrogato ,mesi fa,la legge del 1949 che vietava i matrimoni interraziali".La cosa più interessante arriva però la riga dopo:" Contro la norma si erano già pronunciati i vescovi del Sudafrica nel novembre 1983". Nel 1983? Ma come ,e fino ad allora?
" Il genocidio dei boeri": titolano oggi molti siti olandesi denunciando le aggressioni ai bianchi da parte di bande criminali di colore gonfie di odio razziale che da Durban a Johnnesburg sono responsabili dal 1994 al 2009,secondo il quotidiano "Reformatorisch Dagblad",di oltre tremila omicidi.Il grande paradosso sudafricano,quello che mostra come la bestia razzista possa presentarsi sotto mille forme,è qui.I boeri protagonisti di tante brutalità contro le popolazioni indigene e oggi vittime di troppe vendette sono gli stessi boeri che furono vittime del primo vero genocidio del XX secolo.Perpetrato dagli inglesi che volevano liberarsi di quei bianchi africani nati da un miscuglio di olandesi -francesi-tedeschi...
Una mattanza."Circa 30.000 fattorie furono distrutte,almeno 120.000 persone,in grandissima maggioranza donne e bambini,quasi al 50% della popolazione boera,vennero internate nei campi di concentramento dove oltre 22.000 bambini persero la vita",la denuncia il libro Deportazione e memorie femminili a cura di Bruna Bianchi."E questi dati devono essere considerati sottostimati poichè la registrazione dei decessi iniziò solo qualche tempo dopo l'internamento.Le morti infantili,che spazzarono via almeno una intera generazione,furono ben superiori a quelle dei combattenti di entrambe le parti".
"In una tenda c'era una donna,Mrs, Akkerman accanto al figlio di 8 anni steso su un mucchio di immondizia.Lo aveva portato li perchè in quella tenda c'era luce e voleva vederlo morire"E' l'ultimo dei miei 7 figli che ho portato nel campo.Sono passati nove giorni dalla morte del primo.Cinque stanno aspettando la loro sepoltura", avrebbe ricordato Johanna Rousseau,prigioniera nel lager di Kroonstad.Fu cosi spietata,la pulizia etnica inglese,che sarebbe stata utilizzata da Adolf Hitler per rigettare sul Regno Unito nel 1941 le accuse di genocidio e raccontata in un film "girato per istigare le SS a vendicare le donne e i bambini boeri".
Tutto cominciò quando gli inglesi,che a cavallo tra il 1899 e il 1900 avevano invaso la Repubblica Sudafricana e lo Stato Libero d'Orange puntando a impossessarsi degli immensi giacimenti diamantiferi,si accorsero che la guerra minacciava di andare per le lunghe.Fu allora che Lord Frederick Sleigh Roberts decise di tagliar corto: "A meno di non infliggere sofferenze ai civili come ritorsione per le azioni degli uomini in armi contro di noi,non finirà mai".
Fu un uomo,il maledetto,di parola: "Mai prima d'ora l'intera popolazione femminile di una nazione è stata sradicata e posta in tali condizioni di vita",scrisse Emily Hobhouse,una filontrapa britannica che volle vedere coi suoi occhi i lager.Certo,non c'erano forni crematori.Ma alcuni campi,per le terribili condizioni di vita,fecero registrare un tasso di mortalità addirittura superiore a quello dei futuri campi di sterminio nazisti."Le persone muoiono come mosche,per la fame,l'esposizioni alle interperie ,le malattie",scriveva la Hobhouse."E' impossibile immaginare le condizioni e le sofferenze delle donne e dei bambini.Il tifo infuria ovunque".
C'era sul posto,come inviato di guerra,Arthur Conan Doyle.Ma fece davvero una pessima figura.E attribuì l'ecatombe di bimbi "all'ignoranza ,all'ostinazione e alle sudicie abitudini dei genitori". Una tesi razzista.Allineata a quella dei troppi connazionali.Sui giornali inglesi,denuncia la Bianchi, "i boeri erano descritti come sleali-pigri-sporchi-ignoranti-bigotti e schiavisti".Qualcuno si avventurò,come l'Indian Planters Gazette",ancora più in là:" I boeri non solo andrebbero uccisi,ma bisognerebbe ucciderli con la stessa spietatezza con cui essi ammazzano un topo infetto".
Fu,quello,solo il primo di tanti genocidi di un secolo tremendo.Che avrebbe visto via via sterminare intere popolazioni con le motivazioni più diverse.Dai contadini ucraini uccisi nel 1932-33 dall'Holondomor (la carestia artificiale provocata da Stalin che secondo lo storico Stanislav Kulchitsky avrebbe ammazzato da tre a tre milioni e mezzo di persone) ai musulmani massacrati negli anni Novanta dai serbi (e dai croati) in Bosnia.
Dai greci che prima del crollo dell'impero ottomano vivevano a Costantinopoli ,nell'Asia Minore e in Cappadocia,liquidati dai turchi a cavallo della Grande Guerra prima dello scambio di popolazioni con Atene ,fino ai tutsi vittime della spaventosa mattanza scatenata dagli hutu del 1994.
Tutti genocidi mossi dalla deliberata intenzione di annientare l'identità nazionale,religiosa ed ed etnica di un popolo.
23:33 Scritto da: anglotedesco | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gian antonio stella negri froci giudei | OKNOtizie |
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23/12/2009
Paolo Barnard risponde

Era da circa un mese che non scrivevo a Paolo Barnard ma dopo gli ultimi avvenimenti ero curioso di sapere cosa ne pensasse.Presto farò un video su Youtube dove metterò la sintesi delle sue risposte alle mie domande che gli ho posto anche nelle email precedenti. E' chiarissimo Barnard,come al solito non lecca il culo a nessuno.
Ciao
>Perchè non scrivi un libro dal titolo " PALADINI DELL'ANTISISTEMA? Non sarebbe un libro inutile perchè faresti aprire gli occhi alla gente.
Non ho i mezzi per scrivere un libro così, e poi quello che ho da dire è già pubblicato in rete.
Chi compra un libro se lo può leggere gratis in rete?
>1) Inevitabile che ti chieda cosa ne pensi del ferimento di Berlusconi da parte di Massimo Tartaglia e di come secondo te si sono comportati i giornalisti.
I giornalisti sono dei pagliacci o dei minorati mentali, non hanno alcuna dignità e coraggio di
decidere cosa sia notiza e cosa no. Tartaglia è un povero pazzo. Fine della storia.
>2)Ma tu non vai in televisione perchè non ti invitano o perchè non ci vuoi andare ? Una cosa è certa:tu li metteresti in riga e la gente comincerebbe a svegliarsi.
Non mi invitano neppure morti.
>3) hai lavorato con Santoro a Samarcanda.Ma è davvero quel giornalista democratico che lascia dire alla gente ciò che vuole oppure decide lui ?
Uno che è stato 20 anni in RAI sotto il PCI secondo te è uno libero? Non esiste televisione libera a quel livello, non scherziamo.
>4) 10 100 1000 Piero Ricca.A dire questo non è il primo fesso che passa per strada ma il noto politologo Giovanni Sartori.C'è da essere preoccupati?
Sì, moltissimo. Vuol dire: 1000 tizi che coinvogliano le energie dei cittadini via e
lontano dal vero Potere. Gli fa comodo al Potere.
>5) sarei curioso di sapere cosa ne pensano di te i giornalisti dei quotidiani di centrodestra.
Non lo so. Mai frequentati. Ciao e grazie, B.
17:20 Scritto da: anglotedesco | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: paolo rossi barnard libera informazione marco travaglio michele | OKNOtizie |
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22/12/2009
L'ORDA NERA

Questo è un libro un pò pesante, duro da digerire ma è realtà,quello che viene descritto in questo libro non sono invenzioni come nei romanzi gialli. Avevo letto anche BANDE NERE ma questo lo trovo fatto meglio.
Sicuramente non è il più interessante in circolazione e dopo Natale leggerò e mettero dei pezzi del libro :IL LIBRO CHE LE MULTINAZIONALI NON TI FAREBBERO MAI LEGGERE dove vengono elencati in modo sintetico e preciso i veri problemi dell'Italia e non solo.
da L'ORDA NERA-Giovanni Fasanelle e Antonella Grippo (Bur)
L'inseminazione evoliana dà i suoi frutti negli anni dell'esplosione della violenza politica,persino oltre le stesse intenzioni del filosofo tradizionalista.Al primo Evola si rifanno gruppi come Ordine nuovo e Avanguardia nazionale.Al secondo,lo spontaneismo armato degli ultimi anni Settanta,per esempio quello dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari),per cui il militante porta avanti un'azione isolata-violenta-distruttiva.Insomma,è il soldato politico che compie il gesto esemplare:una delle idee che oggi costituiscono il nucleo centrale del pensiero e dell'azione della nuova destra radicale.
Dunque,formare poche persone pronte all'azione,allo stadio come in piazza.Si parte dalla difesa della curva e si arriva al presidio del territorio,la fortezza da difendere dal nemico;e poi ,dal quartiere fino alla patria.Questo è oggi il compito del soldato politico,come emerge da un'analisi di tutto il materiale teorico e propagandistico prodotto negli ultimi anni dalle varie sigle della galassia nera.
Il nemico ,d'altronde,è sempre alle porte:ieri i comunisti,oggi le "zecche" dei centri sociali di sinistra,la squadra di calcio avversaria,le "guardie infami" delle forze dell'ordine, l'immigrato, il rom.
"Difendi il tuo simile,distruggi il resto" è lo slogan che corre underground,nel sottosuolo invisibile della destra alla destra di Fini.E per non farsi trovare impreparati si va allo stadio con le lame e in piazza coi manganelli.Magari avvolti nel tricolore.
Un'orda nera poco conosciuta.E in forte espansione,come si diceva.Questo libro non fa un inventario di nomi ,luoghi e azioni violente,ma cerca di fornire una spiegazione del fenomeno a partire dalle sue motivazioni più profonde,dalle sue radici culturali,dai bisogni reali che spingono tanti giovani a trasformarsi in soldati politici.
La destra radicale ha molti volti,dai suoi esordi ha tenuto insieme-come scriveva già nel 1984 il sociologo Franco Ferraresi nel saggio DA EVOLA A FREDA:
Monarchici e repubblicani;socializzatori e difensori della proprietà privata,corporativi e anticorporativi ,filoborghesi e antiborghesi ma anche neutralisti -filoatlantici e antisraeliani.Inoltre:cattolici osservanti,tradizionalisti anti o a-cattolici;fra questi,gli ostili alla Chiesa per motivi politici (il tradimento del fascismo) ,i neopagani ,i mistici orientalisti,i simpatizzanti per l'Islam,e cosi via.
A decenni di distanza,sono ancora tante,complesse e di non facile lettura le anime di questa magmatica "Cosa nera".Ma trovano un loro comune denominatore proprio nell'opposizione alla destra instituzionale.Da cui si distinguono per le loro istanze antimondialiste (contrario alla globalizzazione),antiamericane e antisioniste,spesso antioccidentali -antisemite e filoislamiste.Quasi sempre razziste.
Una destra sommersa,certamente nuova per le modalità organizzative,per il target a lui lancia i propri messaggi,per i canali di comunicazione che adotta.E' fortissima nel mare magnum del web,che fornisce grande pubblico e la possibilità di difendersi dai rigori della legge nascondendosi dietro identità fittizie.Nuova,ma con radici nella storia e nella tradizione.Il primo Mussolini ,sindacalista e rivoluzionario,ma anche la Repubblica sociale,per esempio,costituiscono dei veri e propri miti fondanti.Per i fascisti del Duemila,i ragazzi di Salò non erano soldati che combattevano dalla parte sbagliata,secondo l'interpretazione finiana.Ma uomini d'onore fedeli alla parola data ad eroi e romantici.Oltretutto,molti di loro,con l'aura d'artista,di filosofo o di intellettuale:Giorgio Albertazzi e Walter Chiari, Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, Filippo Tommaso Marinetti ed Ezra Puond, Giovanni Gentile e Julius Evola ,Ardendo Soffici e Anton Giulio Bragaglia...Non tutti,nel corso dei decenni,rimasero fascisti.Ma tutti,dopo il 25 luglio 1943,come rivendica con una punta di fierezza Albertazza nella sua biografia UN PERDENTE DI SUCCESSO,scelsero la Repubblica sociale, "non coloro che si erano già arresi,che disprezzavo,bensì la causa perduta.
Ieri,la causa perduta era la difesa del fascismo ormai agonizzante e dell'alleanza con il nazismo.Oggi,è lotta alla globalizzazione e all'immigrazione.Osserva il politologo Giorgio Galli:
" La nuova destra radicale è antiglobalizzazione e in alcune sue enunciazioni si propone come una grande epopea anticapitalista.Stiamo attenti,sono posizioni che hanno una forte capacità di impatto,è un fenomeno embrionale e si evolverà in base alle vicende del XXI secolo"
Il nemico,dunque,è ancora una volta l'America:ieri nella veste della democrazia vittoriosa sul fascismo;oggi in quella di un capitalismo "di rapina".
Curioso punto di contatto con la sinistra più estrema,anch'essa antiamericana,anticapitalista e contraria alla globalizzazione.Curioso,ma spiegabile.Non solo alla luce di un'antica tradizione di strumentale contaminazione tra gli opposti,che ha caratterizzato una lunga fase della storia dei rapporti tra i due nemici sin dall'ultima fase della guerra partigiana,e che ha toccato il suo punto più alto durante la strategia della destra radicale tendente a occupare spazi tradizionali della sinistra.
In questo caso,estrema destra e estrema sinistra sono contrarie alla globalizzazione.La differenza è che la sinistra vede nella globalizzazione il primato del mercato e della tecnica,l'odiato capitalismo che getta la maschera e svela il suo volto di predatore.La destra ,invece,riconosce nella globalizzazione la vecchia idea dell'internazionalismo socialista,l'omologazione della cultura e delle tradizioni dei popoli ,l'abbandono dell'idea di patria.Fin qui le due visioni contrastanti e alternative dello stesso problema.Ma entrambe rifiutano il mondo omologato nei consumi e nei gusti,odiano l'America e le sue esportazioni forzate di democrazia.Ed è questo il terreno sul quale la destra estrema cerca punti di contatto con l'estrema sinistra.Per contenderle l'egemonia sul movimento antiglobalizzazione.E se il contatto viene rifiutato-come spesso accade-la destra radicale sceglie una tattica più soft,una sorta di mimetizzazione di uomini e idee per occupare gli spazi sociali usurpati dall'avversario.
21:25 Scritto da: anglotedesco | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: l'orda nera fascismo forza nuova nazifascisti | OKNOtizie |
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21/12/2009
Il video di West Ham-Chelsea

E cosi sono 7 i punti persi dal Chelsea nelle ultime 4 partite di Premier League. Risultato:Ancelotti è primo a +4 dal Manchester United con l'Arsenal che vincendo il recupero (in casa) contro il Bolton arriverebbe a -3. Come ho detto l'altra volta, torneo mediocre dove i Blues sono la squadra meno peggio del torneo. Mourinho non deve aver paura di questa squadra.
CLICCA QUI per vedere e scaricare la (mia) sintesi di West Ham-Chelsea
15:29 Scritto da: anglotedesco | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: premier league carlo ancellotti gianfranco zola west ham united | OKNOtizie |
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18/12/2009
Annozero comincia col partigiano Ricca

Inizio di Annozero con il "partigiano" Piero Ricca, uno che combatte in prima linea il violento regime berlusconiano, ma di questo parlerò più tardi.
Ieri sera il signor Michele Santoro ha toccato veramente il fondo.Che questo programma non sia piu quello che ammiravo cioè che andava nelle periferia di Milano o in via Anelli a far vedere i veri problemi dei cittadini,lo si è capito dall'inizio della nuova stagione .Si vedono delle puntate con i soliti argomenti detti e ripetuti per quindici anni.Le puttanate di Santoro dimostrano,per l'ennesima volta,che è l'EMILIO FEDE DI SINISTRA.
Fare gli auguri a Spatuzza è una cosa vergognosa ,non si augura il buon Natale ad un mafioso che ha ucciso un sacco di persone ma che ha il merito di aver nominato Berlusconi. Stessa cosa se avesse nominato Di Pietro,Bersani o Casini.Ma d'altronde Santoro fa parte di quella Sinistra ipocrita che vuol far credere,in televisione, di non odiare ma in realtà odia eccome.Uno del genere merita di essere cacciato dalla Rai a calci in culo e anzi,se fossi uno dei parenti di quelli uccisi da Spatuzza,la prima volta che Santoro passa dalle mie parti,gli sputerei in faccia.Ma finchè le cose non capitano me... questo è il modo di ragionare della Sinistra e un sacco di gente non è fessa e non si fa prendere per il culo da questi signori.
Mettiamo che stasera o nei prossimi giorni (magari lo ha già fatto ma non guardando quasi mai il Tg4 dunque non lo so) Emilio Fede dovesse fare gli auguri a Filippo Graviano.Il Fatto-Repubblica-L'Unità-Il Manifesto, scriverebbero pagine e pagine, voglioscendere.it riproporrebbe l'argomento per settimane. A proposito:adesso voglio vedere se i compagni di parrocchia di Michele Santoro hanno il coraggio di dare del somaro al conduttore salernitano.I vari Peter Gomez-Gianni Barbacetto sopratutto Salvatore Borsellino (che stimo) ma anche Antonio Ingroia e Scarpinato.Per il momento nessuno ha criticato Santoro.
Capitolo Ricca: povero Annozero ti affidi a Piero Ricca e Qui Milano Libera.
Guardate bene questo video e memorizzate sia quello che dicono che le facce.
Guardatevi il video sotto e poi confrontatelo.Parla di democrazia, di trasparenza ecc ecc. Gli va vicino Cippala,non interrompe nulla perchè Ricca è li che non dice nulla, gli fa una domanda sul Trattato di Lisbona e vedete il modo che reagisce,lui è il suo compagno "Zio Fester".Minacce e insulti. Discorsi che non si sentono neanche in prima elementare.
A dimostrazione che Berlusconi si sbaglia di parecchio quando sostiene che la maggior parte degli italiani ha la testa di un ragazzino di 12 anni.Al massimo il cervello è di uno di 7-8 anni.
"10 100 1000 Piero Ricca". Non lo dice il primo fesso che passa per strada ma il noto politologo Giovanni Sartori.Povera Italia...
Intanto sul Sole 24 ore di oggi si parla di ripresa tra quattro anni (forse).
CLICCA QUI per vedere e scaricare l'intervento di Marco Travaglio
18:25 Scritto da: anglotedesco | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: michele santoro annozero 17 dicembre 2009 marco travaglio piero | OKNOtizie |
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17/12/2009
L'intervento alla camera dell'onorevole Antonio Borghesi (Idv)
Ieri l'onorevole dell'IDV (ex leghista) Antonio Borghesi è intervenuto alla Camera.Borghesi mi visita,sopratutto il canale Youtube e Myblog tanto che a luglio mi lasciò tre commenti in due giorni. La cosa mi sorprende anche perchè un onorevole che ci tiene a rispondere ad uno sgrammaticato analfabeta come me, è un pò strano.Nonostante sia cosi,a qualcuno interessa ciò che pubblico.
Riporto il pezzo iniziale di Borghesi e poi risponderò:
"Signor Presidente, signori Ministri, sono un piccolo imprenditore, la mia azienda è sana, ma le banche non mi fanno più credito e le pubbliche amministrazioni non mi pagano. Tra qualche settimana dovrò chiudere, lasciando senza lavoro i miei dieci dipendenti. Dico «no» al Governo Berlusconi, perché in questa finanziaria non ha fatto nulla per me e per gli altri piccoli imprenditori che come me faticano quotidianamente per continuare a sopravvivere"
L'Italia dei Valori ha come obiettivo quello di "uccidere" Silvio Berlusconi e dunque ci sia affida a qualsiasi cosa.Di Pietro adesso vuole anche il voto dei cassaintegrati e si è messo a girare fuori dalle fabbriche. Però mai tira fuori i veri colpevoli del crack cioè coloro che hanno messo in ginocchio fabbriche e famiglie.La colpa è del governo Berlusconi,un pò come dice Borghesi nel suo intervento.Mai una volta che viene citato Mario Draghi,uno che ha fatto molti più danni di Berlusconi.Da antiberlusconiano mi tocca dire che se fosse solo lui il problema, adesso molti avrebbero ancora il posto di lavoro,e con il centrosinistra (che visto la loro ultima legislatura dovrebbero tapparsi la bocca) sarebbe la stessa.
Ma sappiamo che la parrocchietta dipietrista nella quale fanno parte anche giornalisti (inutile dire quali) ,magistrati e procuratori, hanno l'obiettivo di far acchiappare ombre ai cittadini e arricchire loro.
Io rispondo a Borghesi con alcuni pezzi del lunghissimo ma interessante (nessuno della parrocchietta dipietrista sarebbe in grado di scrivere) di Paolo Barnard.
I problemi veri sono questi:
"118 miliardi di euro. E’ la somma di denaro che noi cittadini italiani abbiamo dovuto rendere disponibile – e una cui parte abbiamo già del tutto perduto - nel 2008-2009 (12 mesi) per far fronte a un altro ricatto, quello inflittoci dalla Mafia degli speculatori e degli investitori internazionali, i responsabili della crisi finanziaria e della fuga di capitali dall’Italia".
"dei 118 miliardi di euro che cito, 96 miliardi è denaro che la comunità ha dovuto rendere disponibile al ricatto, ma che non è chiaro se sia stato del tutto speso o quando verrà del tutto speso; il resto è già perduto. In ogni caso, si tratta di una ricchezza che sbuca dal cilindro solo per compiacere alla Mafia finanziaria, e che non sarebbe mai stata impiegata per spese di utilità sociale"
"Goldman Sachs, la banca più devastante del XX e XXI secolo, la banca che mentre i lavoratori, le loro vite e le aziende venivano fottuti dai crimini di Wall Street (lei complice), scommetteva sulla loro rovina e vinceva miliardi di dollari (si chiama swap betting e hedging . Infatti nel giugno scorso, mentre qui in Italia la cassa integrazione divampava peggio dell’influenza suina, Goldman Sachs incassava i suoi profitti di quadrimestre più ricchi da 140 anni: 3,4 miliardi di dollari."
"Nell’ottobre del 2008 il Governatore ha emesso 40 miliardi di euro in titoli di Stato di alta qualità che ha scambiato con titoli scadenti delle nostre banche, per permettergli di tornare a funzionare (Il Sole 24 Ore, 14/10/2008). Sono soldi nostri. Cioè Draghi ha usato 40 miliardi di euro di debito pubblico (sono 4 finanziarie) per salvare le banche danneggiate dai suoi compagni di ‘cosca’ a Wall Street. Fra l’altro ha oliato con i nostri soldi le stesse banche che dal 2008, grazie ai “finanziamenti illimitati e cambiali in bianco” del decreto salva-banche n. 155 (ne parlo sotto), possono poi “promuovere i loro prodotti finanziari assicurando i clienti di godere delle garanzie illimitate dello Stato” (Sangalli e Lannutti, Senato, 22/12/2008). E attenzione, perché quando parliamo del ‘salva-banche’ stiamo parlando di qualcosa come 12 o 18 miliardi di euro, nostri soldi, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale del 2008"
"il conflitto d’interessi sta nel fatto che un uomo teoricamente pubblico come il Governatore (proposto dalla Presidenza del Consiglio, con decreto del Presidente della Repubblica) usi il denaro dei cittadini per rimediare a un crack del tutto privato della sua ‘cosca’ dei banchieri internazionali e nazionali, e di cui nessuna azienda o lavoratore italiano hanno alcuna colpa. Le cifre coinvolte sono di almeno 52 miliardi di euro prelevati dalle casse nazionali. La Fininvest ne vale 6. Di nuovo, queste proporzioni dovrebbero dettare a qualsiasi cittadino attivo delle priorità. E qui ricordo anche ai forsennati dei V- e No-B days che l’intero affare del Ponte di Messina è un interesse di 6 o 7 miliardi di euro, e che l’intero affare dei costi della Casta dei politici è di 4 miliardi. Chiare le proporzioni?"
"Sempre a causa dei misfatti della Mafia degli speculatori e degli investitori internazionali, l’Italia ha visto morire una media di 30 aziende al giorno nella prima metà del 2009 (dati Camera di Commercio), con la prevedibile voragine di disperazione che si è aperta sotto i piedi di migliaia di famiglie e centinaia di migliaia di lavoratori. Il 20 agosto del 2009, Bloomberg News scrive un’analisi intitolata “La pacchia del salvataggio finanziario italiano”, dove ci informa che “le banche italiane sono all’avanguardia nel salvataggio delle aziende in crisi, buttandovi almeno il 40% dei loro capitali, cioè il doppio di ciò che ha fatto la media del resto d’Europa”.
"la Mafia degli speculatori e degli investitori internazionali delinque, scoppia la crisi finanziaria, le aziende italiane vanno al macero; e le banche pur di non perdere le speranza di recuperare i crediti devono anticipare 40 miliardi di euro alle aziende asfissiate. Ma è chiaro anche a un bambino che non saranno le banche a rimetterci, perché alle loro casse ci pensano Draghi e Tremonti coi nostri soldi, e poi anche noi correntisti, ovviamente. Altro che pizzo"
"Cosa vi minaccia di più? Le cosche o il fatto che l’intero sistema bancario italiano sia indebitato per 718 miliardi di euro? E’ indebitato per il triplo di ciò che vale, cioè 277 miliardi di euro "
18:34 Scritto da: anglotedesco | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: antonio borghesi idv antonio di pietro governo silvio berlusconi | OKNOtizie |
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15/12/2009
PIAZZA FONTANA:nessuno è stato

Sabato scorso c'è stato l'anniversario della strage di Piazza Fontana.Ci sono stati attimi di tensione che Fortunato Zinni non ha gradito, e io sono d'accordo con lui.Era da prendere esempio la gente che qualche giorno dopo, scese in piazza Duomo per i funerali. Riporto un altro pezzo del bellissimo libro che un e mezzo fa al Circolo della Stampa di Milano distribuirono gratis.
da PIAZZA FONTANA:NESSUNO E' STATO-Fortunato Zinni (Maingraf Editore)
LA PROTESTA DEI SINDACATI PER ILO RIFIUTO DELLA CORTE DI ACCETTARE LA COSTITUZIONE PARTE CIVILE DEI LAVORATORI CONTRO IL SID
Signor Presidente,
abbiamo appreso che la Corte da Lei presieduta non ha ritenuto di ammettere la costituzione di parte civile dell'Agricoltura soltanto per ragioni di ordine formale:e cioè perchè non sarebbe stata fornita la prova della sussistenza e della consitenza del Comitato e della qualità delle persone che in data 17/01/1977 avevano conferito mandato al signor Roberto Parachini perchè li rappresentasse nel processo penale a carico di Freda-Ventura-Giannettini ed altri.
Nella sostanza tuttavia,la decisione della Corte ha per presupposto il rico9noscimento della legittimazione de3gli organismi sindacali-e tale è il consiglio d'Azienda-a rappresentare,unitariamente,gli interessi di tutti i lavoratori che,nell'esercizio e a causa dell'attività lavorativa,ricevano offese nella loro integrità fisica e morale.
In effetti l'attentato del 12 dicembre 1969 ha comportato non soltanto la morte e il ferimento di numerosi lavoratori della Banca Nazionale dell'Agricoltura,ma ha costituito altresì un attacco all'intera organizzazione del lavoro all'interno della Banca.
Il Consiglio D'Azienda,dunque, con la costituzione di parte civile ha voluto rivendicare il proprio diritto alla rappresentanza degli interessi dei lavoratori che non solo individualmente,ma come collettività hanno visto mettere in pericolo la continuità del loro lavoro e la loro stessa sopravvivenza.
Il Consiglio d'Azienda ,inoltre,si è fatto portatore anche in un interesse proprio,perchè, laddove l'ambiente di lavoro è minacciato,l'esistenza stessa delle organizzazioni sindacali viene messa in forse.Pertanto,la sua costituzione si è fondata su un doppio titolo di legittimazione.
Questi stessi principi,sia pure per implicito,sembrano avere trovato accoglimento nell'ordinanza emessa in data 19/01/1977.
Sembra,viceversa,eccessivamente prudente la decisione della Corte sotto l'aspetto formale,posto che non ha considerato come prova sufficiente della legittimazione le dichiarazioni dei componenti dello stesso Comitato del Consiglio d'Azienda:essi,sotto la loro responsabilità,avevano affermato la sussistenza del Comitato e la loro appartenenza a questo organismo sindacale,senza che nulla potesse smentirli.
Le confederazioni sindacali,ad ogni modo,vogliono ribadire a Lei,signor Presidente,ed alla Corte d'Assise di Catanzaro che il Consiglio d'Azienda è l'organismo sindacale che,eletto dai lavoratori ,ne rappresenta per legge l'interesse collettivo (art 39 cost;art 19 e seguenti dello Statuto), e che le persone che il 17/01/1977 hanno conferito mandato al signor Roberto Parachini ,sono i componenti del Comitato del Consiglio d'Azienda della Banca Nazionale dell'Agricoltura,sede di Milano.
Le confederazioni sindacali,perciò,chiedono alla Corte che,alla luce di queste ulteriori informazioni,voglia revocare l'ordinanza del 19/01/1977:ordinanza che,riguardando la prova della legittimazione,deve ritenersi presa allo stato degli atti.
Resta fermo,in ogni caso,il mandato giuridico e politico che le organizzazioni sindacali hanno conferito al signor Roberto Parachini perchè si faccia portavoce nel processo degli interessi dei lavoratori della Banca Nazionale dell'Agricoltura.
Con osservanza
per la segreteria della Federazione CGIL-CISL-UIL di Milano
Lucio De Carlini
Milano,31 gennaio 1977
17:41 Scritto da: anglotedesco | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: il libro piazza fontana nessuno è stato fortunato zinni 12 dicem | OKNOtizie |
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14/12/2009
Il POTERE 7-Di Paolo Barnard

Non c'è dubbio: 10 100 1000 Nicola Tartaglia, è l'uomo giusto per uscire dalla crisi e far funzionare quelle 20 fabbriche al giorno che chiudono e quei milioni di disoccupati che nel mondo hanno perso il posto di lavoro. Ormai non si hanno più argomenti da tirar fuori, se una persona non si chiama Berlusconi o non è di centrodestra, va bene, chissenefrega della crisi piu grossa dal 1929. Mi raccomando datemi del berlusconiano ,datelo anche a Paolo Barnard e ai suoi tifosi perchè con le cifre esatte tirano fuori chi sono i veri mafiosi ,quelli che hanno messo in ginocchio un sacco di persone o che a 50 si ritrovano senza lavoro e che sono costretti a fare lavori in nero senza orari.
Leggete questo articolo di Paolo Barnard e smettetela di fare i cretini facendo passare in secondo piano i problemi seri.
Le Mafie, i Pifferai magici, e i topi.
C’era una volta un Pifferaio magico…
E’ tutta una questione di proporzioni. Combattere le Mafie è giusto, a patto che le si combatta in ordine di pericolo. Combattere i conflitti d’interesse è giusto, a patto che si combattano per primi quelli che ci danneggiano di più. Ma se accade l’inverso, se cioè si combatte il nemico minore e si ignora quello maggiore, che succede? Risposta: succede l’Italia, purtroppo. Si ottiene cioè quel Paese miserabile e miserabilmente smarrito in cui viviamo, e si ottengono i Pifferai magici che ci fanno danzare come topi istupiditi ai loro comandi, dall’altra parte del Sistema.
Lotta alla Mafia? Sì, ma la peggiore per prima.
Date un’occhiata qui: c’è 1 miliardo di euro da una parte, e ci sono 118 miliardi di euro dall’altra.
1 miliardo di euro. Secondo un autorevole studio sull’impatto della Mafia sull’economia produttiva della Sicilia, e cioè il volume ‘I costi dell’illegalità’ di Antonio La Spina (ed. Il Mulino 2008), le cosche hanno sottratto a quella regione un miliardo di euro nel 2007 (12 mesi) col ricatto del pizzo.
118 miliardi di euro. E’ la somma di denaro che noi cittadini italiani abbiamo dovuto rendere disponibile – e una cui parte abbiamo già del tutto perduto - nel 2008-2009 (12 mesi) per far fronte a un altro ricatto, quello inflittoci dalla Mafia degli speculatori e degli investitori internazionali, i responsabili della crisi finanziaria e della fuga di capitali dall’Italia.
Preciso che in questa trattazione non si tiene conto dell’ulteriore danno sistemico che le due Mafie causano a noi cittadini (cioè le ripercussioni indirette). Mi sono attenuto unicamente all’impatto sull’economia pulita dei ricatti delle due organizzazioni criminose, in 12 mesi. Ma anche includendo il danno sistemico, le proporzioni rimangono identiche, cioè Mafia della finanza batte Mafia regionale con un ampissimo margine. Ultimo appunto: sappia il lettore che dei 118 miliardi di euro che cito, 96 miliardi è denaro che la comunità ha dovuto rendere disponibile al ricatto, ma che non è chiaro se sia stato del tutto speso o quando verrà del tutto speso; il resto è già perduto. In ogni caso, si tratta di una ricchezza che sbuca dal cilindro solo per compiacere alla Mafia finanziaria, e che non sarebbe mai stata impiegata per spese di utilità sociale.
E se nel ricatto delle cosche ci sono i morti da lupara, i commercianti strozzati e l’infiltrazione nella politica, in quello della Mafia degli speculatori e investitori internazionali ci sono migliaia di aziende decapitate, masse immensamente superiori di italiani licenziati, sottimpiegati, cassintegrati, di famiglie senza futuro, di destini troncati sul nascere, di drammi personali, e un intero sistema politico nazionale ricattato senza eccezioni, e non solo in alcuni casi come accade con le cosche.
E allora, perché veniamo incessantemente dirottati dai Pifferai magici sugli uomini con la coppola di Palermo e Roma e mai su quelli col doppiopetto blu di New York e di Milano? Perché siamo topi che marciano sulle loro note mentre alle nostre spalle il Vero Potere ci distrugge la vita? Sarò esplicito: perché la carogna nazionale è sempre chiamata il Cavaliere e mai il Governatore? Berlusconi proviene dalle fila degli uomini d’onore? proviene cioè da quelli del miliardo di euro? Mario Draghi stringe la mano ai mafiosi che ce ne hanno sottratti 118 di miliardi. Ecco da dove viene il Governatore: è stato uomo di punta del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo, della Banca Mondiale (le cause di ‘solo’ qualche centinaio di milioni di morti di fame e stenti, ma non contano, sono negri), e poi vice presidente di Goldman Sachs, la banca più devastante del XX e XXI secolo, la banca che mentre i lavoratori, le loro vite e le aziende venivano fottuti dai crimini di Wall Street (lei complice), scommetteva sulla loro rovina e vinceva miliardi di dollari (si chiama swap betting e hedging – i crimini sono spiegati qui http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=122). Infatti nel giugno scorso, mentre qui in Italia la cassa integrazione divampava peggio dell’influenza suina, Goldman Sachs incassava i suoi profitti di quadrimestre più ricchi da 140 anni: 3,4 miliardi di dollari. E vanno capite le drammatiche differenze fra le due Mafie: gli uomini dei pizzini possono essere arrestati, e talvolta lo sono, ma quelli di AIG, Citigroup, Goldman Sachs, Banca Italease (Banco Popolare) o di via Nazionale no, nessuno li tocca, meno che meno i Pifferai magici che tanto inveiscono contro i poteri minori. Infine, l’illegalità che permea entrambe le organizzazioni è di sicuro spaventosa, ma il Vero Potere è riuscito nell’impresa di vestire il re nudo, cioè di convincere l’opinione pubblica che la Mafia di gran lunga più micidiale, quella intoccabile dell’alta finanza, quella che può rovinare una nazione come l’Italia in pochi mesi, è del tutto legale. Berlusconi e picciotti 1, Draghi & partners 118, queste sono le proporzioni, e queste proporzioni dovrebbero dettare a qualsiasi cittadino attivo delle priorità nella lotta alle Mafie. Ma entriamo nei fatti.
Conflitto di interessi? Vediamo le proporzioni.
Parliamo di conflitto d’interessi. Il Presidente del Consiglio certamente si affanna per oliare la sua azienda, ma di nuovo, stiamo sulle proporzioni. Tenete a mente che la Fininvest è un interesse da 6 miliardi di euro. Torno a Draghi. Nell’ottobre del 2008 il Governatore ha emesso 40 miliardi di euro in titoli di Stato di alta qualità che ha scambiato con titoli scadenti delle nostre banche, per permettergli di tornare a funzionare (Il Sole 24 Ore, 14/10/2008). Sono soldi nostri. Cioè Draghi ha usato 40 miliardi di euro di debito pubblico (sono 4 finanziarie) per salvare le banche danneggiate dai suoi compagni di ‘cosca’ a Wall Street. Fra l’altro ha oliato con i nostri soldi le stesse banche che dal 2008, grazie ai “finanziamenti illimitati e cambiali in bianco” del decreto salva-banche n. 155 (ne parlo sotto), possono poi “promuovere i loro prodotti finanziari assicurando i clienti di godere delle garanzie illimitate dello Stato” (Sangalli e Lannutti, Senato, 22/12/2008). E attenzione, perché quando parliamo del ‘salva-banche’ stiamo parlando di qualcosa come 12 o 18 miliardi di euro, nostri soldi, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale del 2008. * (nota: il Ministero dell’Economia interpellato sulle cifre non ha risposto) La capite la giostra come gira qui? Riassumo: la Mafia degli investitori internazionali delinque impunemente, scoppia la crisi finanziaria, le nostre banche vanno in sofferenza; il delegato in Italia di quella Mafia (Draghi), che teoricamente dovrebbe fare i nostri interessi, prende i nostri soldi e salva il deretano dei suoi amici banchieri, i quali poi si fanno belli con quei soldi (più quelli del decreto salva-banche) per venderci i loro giocattoli. Le banche così incassano due volte. Oltre all’ignobile beffa, il conflitto d’interessi sta nel fatto che un uomo teoricamente pubblico come il Governatore (proposto dalla Presidenza del Consiglio, con decreto del Presidente della Repubblica) usi il denaro dei cittadini per rimediare a un crack del tutto privato della sua ‘cosca’ dei banchieri internazionali e nazionali, e di cui nessuna azienda o lavoratore italiano hanno alcuna colpa. Le cifre coinvolte sono di almeno 52 miliardi di euro prelevati dalle casse nazionali. La Fininvest ne vale 6. Di nuovo, queste proporzioni dovrebbero dettare a qualsiasi cittadino attivo delle priorità. E qui ricordo anche ai forsennati dei V- e No-B days che l’intero affare del Ponte di Messina è un interesse di 6 o 7 miliardi di euro, e che l’intero affare dei costi della Casta dei politici è di 4 miliardi. Chiare le proporzioni?
Il resto della storia.
Sempre a causa dei misfatti della Mafia degli speculatori e degli investitori internazionali, l’Italia ha visto morire una media di 30 aziende al giorno nella prima metà del 2009 (dati Camera di Commercio), con la prevedibile voragine di disperazione che si è aperta sotto i piedi di migliaia di famiglie e centinaia di migliaia di lavoratori. Il 20 agosto del 2009, Bloomberg News scrive un’analisi intitolata “La pacchia del salvataggio finanziario italiano”, dove ci informa che “le banche italiane sono all’avanguardia nel salvataggio delle aziende in crisi, buttandovi almeno il 40% dei loro capitali, cioè il doppio di ciò che ha fatto la media del resto d’Europa”. Bloomberg cita poi l’ABI, che parla di una concessione alle aziende italiane di almeno 40 miliardi di euro. Si tratta di esborsi che le banche non offrono in beneficienza, e la domanda che segue è: chi paga alla fine? Indovinate la risposta. E la seconda domanda è: chi ci ha ficcati in questo disastro? Vi do una mano: non è Berlusconi, non è Dell’Utri, e non sono i corleonesi. E disastro è, senza ombra di dubbio. Arnaldo Borghesi, direttore dell’azienda di consulenze finanziarie Borghesi Colombo e Associati di Milano, confessa a Bloomberg quello che difficilmente vi dicono i Tg nostrani: “In teoria, una massa enorme di aziende italiane sono già fallite… non hanno più un soldo per tirare avanti”. E Francesco Faldi, socio della Linklaters LLP sempre a Milano, spiega alla medesima agenzia di business news il resto del marasma: “Le banche sono costrette a sborsare quei fondi perché devono a tutti i costi evitare che le aziende finiscano in amministrazione straordinaria… i loro crediti con quelle aziende perderebbero ogni possibilità di essere rimborsati”. Avete compreso? Riassumo: la Mafia degli speculatori e degli investitori internazionali delinque, scoppia la crisi finanziaria, le aziende italiane vanno al macero; e le banche pur di non perdere le speranza di recuperare i crediti devono anticipare 40 miliardi di euro alle aziende asfissiate. Ma è chiaro anche a un bambino che non saranno le banche a rimetterci, perché alle loro casse ci pensano Draghi e Tremonti coi nostri soldi, e poi anche noi correntisti, ovviamente. Altro che pizzo.
Il lettore deve comprendere una cosa: c’è una rappresentazione mediatica del pericolo Mafia regionale che grazie anche all’apporto delle fiction Tv ci fa percepire la criminalità organizzata come un mostro tentacolato (la Piovra infatti) che strangola l’intera nazione. I Pifferai magici soffiano incessantemente su questo falò, che ai nostri occhi diviene un Inferno. Ma nella realtà, la Mafia regionale è solo un fuoco, e l’Inferno sta ai piani alti di Wall Street, della City di Londra, o della cittadella finanziaria di Milano. Le bombe che possono fare a pezzi milioni di esistenze faticosamente costruite sono le loro, ed è accaduto pochi mesi fa. Le pianificazioni criminali in grado di rovinare due generazioni di italiani non avvengono a Casal di Principe o a Corleone, ma in uffici con l’aria condizionata perfettamente legali. La Mafia regionale è ovviamente un pericolo da combattere, ma se volete tremare di paura fatelo quando passate di fronte a scritte come Banca d’Italia e Citigroup, o se leggete il termine Hedge Fund. La vostra vita - e cioè l’economia che deciderà se vostro figlio sarà insegnante o telefonista alla TIM, che deciderà se potrete avere abbastanza mezzi per partorire un bambino, se avrete una Sanità decente o il Far West del privato - viene decisa o rovinata da poche persone libere di circolare, non indagate, non latitanti e persino rispettate. Cosa vi minaccia di più? Le cosche o il fatto che l’intero sistema bancario italiano sia indebitato per 718 miliardi di euro? E’ indebitato per il triplo di ciò che vale, cioè 277 miliardi di euro. E anche se i nostri istituti di credito si erano esposti ai prodotti derivati ‘tossici’ americani per soli 4,9 miliardi di euro (cioè a quei prodotti finanziari fraudolenti alla fonte della crisi globale), risulta però che le banche italiane siano titolari di altri derivati (rischiosissimi per definizione) per un valore lordo di 367 miliardi di euro. Cosa significa tutto ciò? Significa che coloro che hanno in mano sia i vostri risparmi che il destino di aziende e lavoratori italiani, cioè vite reali, vagano in un campo minato di indebitamento e di finanza speculativa selvaggia che può farli/farci saltare per aria da un giorno all’altro, rovinandoci tutti. E non si sta parlando di perdere la villa al mare, ma di lavoro, di stipendi, del futuro e soprattutto di Diritti fondamentali. Di seguito il perché. (i dati sopraccitati sono di: Banca d’Italia, Senato, Legislatura 16, Atto Ispettivo n. 4-00961, 22/12/08; Capital Economics, Italian Banks weathering storm better than most, 2/7/09; Lamberto Cardia, Consob, 13/7/09)
Uno degli aspetti più osceni di queste deflagrazioni finanziarie internazionali, oltre ai prezzi evidenti per tutti noi, è che esse servono agli oligopoli di destra economica per erodere sempre più i Diritti dei lavoratori acquisiti in oltre 200 anni di lotte dal basso. Il meccanismo è semplice: queste crisi mandano a morte migliaia di piccole medie aziende; ciò significa che il mercato dell’offerta di manodopera aumenta enormemente (tanti lavoratori in cerca di lavoro); le grandi aziende licenziano con la scusa della crisi, e dunque altri lavoratori a spasso; quando sul mercato c’è grande offerta di qualcosa (lavoratori), questa cosa crolla in valore; e così, sfruttando la disperazione di milioni di disoccupati (in Italia oggi sono 2 milioni) e con la scusa della crisi, le aziende erodono i salari, precarizzano il lavoro e ricattano i sindacati. Ecco che il Diritto al lavoro e a una sopravvivenza degna prende un altro colpo micidiale. Ma c’è di peggio: le grandi aziende che hanno licenziato con il pretesto della crisi, si ripresentano agli investitori come slimmed down (gergo finanziario, cioè ‘dimagrite’, cioè con meno lavoratori a carico). Essere slimmed down è una delle condizioni essenziali per attrarre gli investimenti; così ‘ringiovanite’, esse si riquotano in borsa apprezzandosi, e i dirigenti incassano bonus milionari. Tutto legale, ma disgustoso, poiché sono lacrime e sangue per masse enormi di persone comuni e per le loro vite future, mentre i Diritti evaporano sempre più. La Mafia regionale può fare una cosa del genere all’intero Paese?
Tremonti bonds. Stato stuoino della Mafia, quella maggiore.
Nell’ottobre del 2008, come si è detto, la Mafia finanziaria si era vista porgere dal governo un salvataggio delle proprie voragini (decreto salva-banche) che è potenzialmente la seconda truffa grottesca dopo quella della Banca d’Italia di cui sopra, e sempre sulla nostra pelle. La cifra impegnata, lo ricordo, è secondo il Fondo Monetario Internazionle di 12 o 18 miliardi di euro. Scrisse Massimo Mucchetti sul Corriere finanza del 12/10/08: “Il Tesoro sottoscriverà azioni privilegiate, che hanno diritti di voto limitati. Ma, se una banca salvata dal Tesoro poi si rilancia, il plusvalore si concentrerà soprattutto sulle azioni ordinarie. I contribuenti sarebbero meglio protetti se il Tesoro ottenesse azioni ordinarie, più facili, tra l' altro, da rivendere. Certo, da azionista ordinario, il Tesoro nominerebbe gli amministratori. Può non piacere. Ma dovrebbe piacere ancor meno che chi paga non comandi”. Traduzione: lo Stato dava i nostri soldi per salvare le banche, ne diveniva così co-proprietario con in mano però delle quote di serie B; ma se la banca salvata tornava a far soldi, sarebbe stata lei a incassare le quote di serie A. Lo Stato diventava così partner delle banche buttandovi una montagna di denaro nostro, ma non poteva comandare su nulla, e alla fine chi scremava i profitti erano i banchieri. Erano i soliti miliardi di euro regalati alla Mafia delle banche mentre a noi raccontano che non ci sono gli spiccioli per i vigili del fuoco o per le scuole. Questo vi dà ancora un’idea di chi comanda obbedienza nel Potere, altro che Piovra. Il marchingegno sopra descritto era la fotocopia replicata in Italia di ciò che ha fatto Obama con le banche americane, attraverso lo stratagemma dei non-recourse loans, di cui ho parlato in altri interventi. L’esempio del Banco Popolare è lampante: ha aderito in ottobre all’offerta di salvataggio incassando 1,5 miliardi di euro, per i quali noi, lo Stato, abbiamo ricevuto in cambio azioni con diritto di voto limitato, come volevasi dimostrare. E poiché la crisi delle banche è ancora tutta in pieno sviluppo, “il Banco Popolare non sarà l’ultima banca italiana ad aderire”, ha scritto nell’ottobre 2009 Market Scan sotto suggerimento del super analista italiano Marcello Zanardo.
Poi nel febbraio del 2009 il ministro Tremonti annuncia i suoi bonds. Dice cioè: care banche, lo Stato vi dà i miliardi per le cure a patto che voi ci ricambiate con impegni scritti a ripagarci con gli interessi (cioè i bonds o obbligazioni). In apparenza nulla di che. Parte una zuffa fra politici, banchieri e giornalisti dove su questi bonds se ne dicono di tutti i colori. Ma vediamoli con calma, anche perché sono ancora in gioco oggi.
Menzogna numero 1): Ci dicono che quei soldi pubblici dati alle banche “hanno l’obiettivo di rafforzare il capitale di vigilanza Core Tier 1 e, di conseguenza, favorire l’erogazione del credito a famiglie e imprese”. Traduzione: il Core Tier 1 è l’indicatore di quanto sana sia una banca in termini di beni, e, ci dicono, rafforzando quei beni con denaro pubblico si permette alle banche di ricominciare a prestare soldi ai cittadini e alle aziende. Balle. Il reale motivo per cui lo Stato dona alle banche i nostri soldi lo spiega il Financial Times del 5/02/09: “Quando gli investitori internazionali (la Mafia, nda) hanno dato un’occhiata alle banche italiane, si sono resi conto che erano messe male… Siccome le loro azioni continuavano a languire, l’opzione di raccogliere fondi dagli azionisti era scomparsa. L’unica sorgente di fondi rimaneva lo Stato”. Traduzione: la Mafia della finanza gli ha detto: siete con le pezze al sedere, valete poco, andate a succhiare capitali da Roma, se no chi investe più in voi? Ma chi è ancora sano di mente ed è cittadino, ribatte: un momento, perché devo essere io a pagare i guai dei banchieri causati proprio dai loro compagni di ‘cosca’ americani e inglesi? Ma non vige la legge del Libero Mercato? E allora che si vadano a trovare i soldi sul loro mercato, e che i soldi pubblici vadano direttamente ai cittadini/aziende in difficoltà.
Menzogna n. 2): Lo Stato non ci rimette, anzi, ci guadagna. Badate bene, e semplifico: con i Tremonti bonds se le banche non hanno di che ripagare lo Stato, questo deve mettersi da parte e aspettare che prima le banche ripaghino tutti gli altri debiti che hanno coi privati. Cioè noi cittadini/Stato creditori ci attacchiamo al tram. E inoltre, gli interessi sono pagati allo Stato solo se la banca ha i conti in attivo, se no, di nuovo, ci attacchiamo al tram. Poi, sempre secondo i Tremonti bonds, se la banca debitrice allo Stato perde di valore sul mercato, anche i soldi che ci deve perdono di valore. Cioè: ti ho prestato 100 quando eri ricco, ma se diventi povero mi ridai 10. A un pensionato indigente non lo permetterebbero mai, ma ai banchieri sì. Infine, c’è il tasso di rischio di questo finanziamento alle banche con denaro pubblico: il Sole 24 Ore del 2/02/09 già ci informava che i Tremonti bonds “sono prodotti d'investimento particolarmente rischiosi e solo l'investitore più sofisticato può valutarne correttamente il rapporto rischio/rendimento”. Traduzione di tutto quanto sopra: non solo noi cittadini diamo soldi a privati banchieri a condizioni di grande favore, ma rischiamo pure il deretano in diversi modi.
Menzogna n. 3): Non è un favore fatto alle banche. Leggete cosa scrive sempre il Sole 24 Ore su questo punto: “Queste obbligazioni speciali hanno tutti i vantaggi del capitale, perché aumentano il "Core Tier 1" delle banche che le emettono, ma costano meno di un ricorso diretto sul mercato dei capitali”. Traduzione: lo Stato permette alle banche di farsi il lifting come in clinica, ma senza pagare le tariffe di mercato del chirurgo plastico. Ma perché io e voi dobbiamo fargli questi favori? Provate voi a negoziare favori del genere anche solo con la vostra filiale di quartiere.
Naturalmente i media che leggiamo ci hanno amplificato le poche regoline pro-collettività che questi regali alla Mafia finanziaria comportavano, e cioè la promessa di riprendere a prestare soldi alle aziende, e la sospensione dei pagamenti per mutui da parte dei cassintegrati per un anno.
Con lo Stato prostrato ai piedi della Mafia in doppiopetto blu, quest’ultima ha avuto poi l’ardire di protestare che le condizioni di quei regali coi nostri soldi erano troppo onerose. Non solo non sono finiti in galera per aver giocato con le nostre vite e i nostri posti di lavoro (mentre almeno qualche volta i mafiosi in carcere ci finiscono), ma pretendevano anche il tappeto rosso. E non è una pura coincidenza che le banche italiane che hanno attinto dalle casse dello Stato coi Tremonti bonds abbiano chiesto in prima battuta un totale di oltre 4 miliardi di euro. Perché quella cifra è esattamente l’ammontare delle scommesse finanziarie ‘tossiche’ (toxic assets) che avevano fatto in combutta coi colleghi delinquenziali di Wall Street.
Il fatto più sconcertante che emerge da quanto scritto sopra, è come nella democrazia moderna, Italia inclusa, sia dato per scontato un meccanismo orwelliano, scandaloso e grottesco: la comunità dei cittadini lavoratori viene colpita a sangue da una crisi cucinata per intero da un Mafia internazionale di avidi speculatori privati; il dolo è doppio, perché non solo la comunità dei cittadini ne soffre nella carne viva, ma deve poi intervenire per salvare gli stessi criminali, ricattata dal fatto che se non li salva questi ci rovinano del tutto. E’ come se un alcolizzato ti sfascia l’auto, e non solo non ti paga il danno, ma sei tu che devi pagargli la disintossicazione se no quello ti sfascia pure la casa. E’ esattamente così.
Capitali con le ali (e ricatti di Mafia).
La Mafia degli investitori e degli speculatori internazionali ha poi a sua disposizione un altro strumento di ricatto immane, che non ha paragoni con quello esercitato dalle bombe della mafia regionale. Si chiama Capital Flight (volo di capitali), di cui ho già parlato in ‘Questo è il Potere’, da cui cito direttamente: “L’Italia dipende come qualsiasi altra nazione dagli investitori esteri, per cifre che si aggirano sui 40 miliardi di euro all’anno, cioè più di due finanziarie dello Stato messe assieme. Immaginate se una cifra simile dovesse sparire dalla nostra economia oggi. Nel 2008 è quasi successo, infatti ne sono scomparsi di colpo più della metà (57%) col risultato in termini di perdita di posti di lavoro, precarizzazione, e relativo effetto domino sull’economia di cui ci parla la cronaca. Ripeto: qualcuno che non sta a palazzo Chigi, decide che all’Italia va sottratto il valore di oltre un’intera finanziaria. Così, da un anno all’altro, una cifra superiore a tutto quello che lo Stato riesce a spendere per i cittadini gli viene sottratta dal ‘Tribunale (Mafia, nda) degli Investitori e degli Speculatori Internazionali’, a capriccio. Questa tirannia del vero Potere prende il nome tecnico di Capital Flight (letteralmente capitali che prendono il volo), ed è interessante constatare il candore con cui il ‘Tribunale’ (la Mafia, nda) descrive la pratica: basta leggere Investors.com là dove dice che “Capital Flight è lo spostamento di denaro in cerca di maggiori profitti… cioè flussi enormi di capitali in uscita da un Paese… spesso così enormi da incidere su tutto il sistema finanziario di una nazione”. Peccato che di mezzo ci siano i soliti ingombranti esseri umani a milioni. Oltre al caso italiano, si pensi alla Francia, altro Stato ricco e potente, ma non a sufficienza per sfuggire al Capital Flight, che ha punito l’Eliseo con una fuga di capitali pari a 125 miliardi di dollari per aver legiferato una singola tassa sgradita al business”.
Ritorno qui al rapporto sproporzionato con cui ho esordito. Le cosche siciliane sottraggono in un anno un miliardo di euro alla regione colpita, le ‘cosche’ di Wall Street, della City di Londra o della cittadella finanziaria di Milano ce ne hanno fatti sparire col Capital Flight 22,8 di miliardi in un anno, a capriccio. E perdonate se sono ripetitivo, ma stiamo sempre parlando di stipendi, di lavoro, di famiglie e di destini umani.
Conclusioni.
Mafia significa in ultima analisi una consorteria di pochi individui occulti che tramano per il loro esclusivo lucro con i mezzi dell’illegalità, apportando grave danno alla comunità dei cittadini. Senza dubbio le Mafie regionali fanno ciò e vanno combattute. Ma come si è visto, incombono sulle nostre vite altre Mafie che rispettano tutti i criteri sopraccitati meno uno (sono pochi, occulti alla maggioranza, tramano, lucrano, danneggiano, ma solo legali), e che alla prova dei dati risultano immensamente più pericolose delle cosche siciliane o della Camorra. E sta qui il pericolo micidiale: i criminali con la coppola, essendo riconosciuti come palesemente illegali, si possono combattere, e lo facciamo. Quelli con il doppiopetto blu no, e nessuno dei Pifferai magici e dei topi al loro seguito si sbraccia per farlo. Anzi, tacciono, e, come del caso di Saviano, diventano dei simulacri ipertrofici se invece combattono le Mafie minori, dirottando, guarda caso, immense energie civiche e mediatiche lontano dalle Mafie maggiori. Dove sono in Italia i ‘saviano’, ‘travaglio’ e ‘di pietro’ delle Mafie finanziarie? Dove i No-Draghi day? E se poi a queste ultime si aggiungono quelle dei grandi burocrati non eletti, sovranazionali, e dei loro club privati e lobbisti a servizio (leggi ‘Questo è il Potere), non è azzardato affermare che le proporzioni in termini di pericolo e danno fra Mafie in doppiopetto blu e Mafie regionali è di mille a uno.
Lo ricorderò sempre: il danno economico diretto inflittoci da tutta la criminalità organizzata italiana in un anno è comunque inferiore a quello inflittoci dai 'mafiosi' finanziari. Le cifre cantano chiarissimo, e sono 91 miliardi di euro a 118 (dati Confesercenti Sos impresa 10/2008). Goldman Sachs controlla 1.081 miliardi di dollari ogni anno (dati 2008, Goldman Sachs Group in Forbes' list of global 2000), ed è stata strumento di un danno diretto all'economia mondiale pari a 12.000 miliardi di dollari (dati FMI, 2009). Chiare le proporzioni?
Infine, si pensi che mentre la Mafia della finanza ci ha ricattati con almeno 118 miliardi di euro nel 2008-9, a noi viene detto da Roma che in finanziaria per l’Università ci sono solo 400 milioni, che per le assunzioni in polizia ce ne sono 115, per il mondo del lavoro un misero miliardo, per gli indigenti pochi spiccioli, e l’opposizione crede di far meglio reclamando un ‘suntuoso’ bonus di 200 euro a cranio per i redditi bassi, ma una tantum naturalmente.
Badino il lettore e la lettrice che queste righe non sono la solita denuncia di misfatti per causare inutile indignazione. Sono l’esposizione chiara e indiscutibile di chi sia il vero Potere, la maggiore Mafia, e dunque un’indicazione su chi combattere con maggior forza. Altro che No-B day.
I Pifferai magici erano a Roma il 5 dicembre, i topi al seguito. “Cacciamo l’uomo da 1!” si gridava, mentre quello da 118 dormiva sonni sereni.
E tutti vissero felici e contenti...
11:11 Scritto da: anglotedesco | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: paolo barnard draghi governatore banca d'italia silvio berluscon | OKNOtizie |
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