17/02/2010
COMMISSION TRILATERAL-2

Purtroppo la maggior parte della popolazione italiana continua a prendersela con il potere di serie B cioè con la politica italiana:Berlusconi-Di Pietro Destra e Sinistra ma in realtà il vero potere è quello economico e in questo libro straordinario lo spiega bene.Buona lettura.
da IL CLUB BILDERBERG-Daniel Estullin (Arianna Editrice)
UNA SOFISTICATA SOVVERSIONE
"Come si può spiegare il rapporto tra la parte settentrionale del mondo,ricca, e i Paesi del Terzo Mondo?".
Questa è la domanda,che l'editorialista della Knight-Ridder,Holly Sklar, si pone in "The Trilateral and Elite planning for World Management".Nel 1991,Doug Henwood,econimista ed editore di The Nation's,ha reso nota la sua risposta in un articolo sul Left Business Observer,un giornale da lui fondato nel 1986:
"Ogni gruppo geografico della Trilateral ha posto sotto il suo controllo una serie di nazioni povere,per avere manodopera,terre e miniere da sfruttare.Gli Stati Uniti hanno preso l'America Latina,la Comunità europea ha l'Europa Orientale e l'Africa Mediterranea,il Giappone invece il Sudest Asiatico.In qualche caso,un Paese è "gestito" da due gruppi.Taiwan e Singapore sono divisi tra Giappone e Stati Uniti,l'Argentina è divisa tra Stati Uniti e Comunità Europea ,la Malesia tra Comunità Europea e Giappone; infine l'India tra tutti e tre.
La strategia di Rockfeller-scrive Will Banyon-svela anche qualcosa di fondamentale nel rapporto tra ricchezza e potere:non conta quanti soldi hai,ma quanto sei in grado di organizzare e gestire queste organizzazioni,che orientano le idee e le politiche delle varie nazioni,lasciando ai rispettivi governi,e ai loro membri,solo responsabilità di facciata"
Scrivendo alla rubrica "Lettere al Direttore" sul New York Times del 20 agosto 1980,David Rockfeller,il presidente della Chase Manhttan Bank,per difendere i principi della "Trilateral Commission" ,ha rilasciato una dichiarazione di questo genere: "La Trilateral Commission" consiste,in realtà,in un gruppo di cittadini,che si riuniscono perchè interessati a creare la maggiore comunità di intenti e cooperazione possibile tra alleati internazionali".
Questa,però,non è l'impressione che aveva avuto il Senatore degli Stati Uniti Barry Goldwater,che espresse il proprio punto di vista,in modo meno leggero,nel suo libro Senza scuse,nel quale analizzava la situazione in questi termini:"La nuova sette internazionale di David Rockfeller vuole essere il veicolo con il quale consolidare,a livello globale,gli interessi delle multinazionali e delle grandi banche,attraverso il controllo politico degli Stati Uniti".
Il senatore Jesse Helms,in un discorso tenuto il 15 dicembre 1987 davanti al Senato degli Stati Uniti,andava ancora piu a fondo,affrontando l'aspetto dell'influenza di queste organizzazioni private:
"Questa campagna contro il popolo americano,contro la cultura e i valori tradizionali del popolo americano,è una strategia sistematica di tipo psicologico.E' orchestrata da una vasta rete di gruppi di pressione,espressione non solo della "Costa Est",ma anche del radicalismo di sinistra.Tra di loro,possiamo citare il Dipartimento di Stato,quello del Commercio,le banche centrali ,le multinazionali ,i mass media, l'establishment della cultura ,l'industria dell'intrattenimento e le maggiori organizzazioni no-profit.Signor Presidente,un attento esame di ciò che sta accadendo dietro le quinte degli avvenimenti mondiali,rivela che tutti questi gruppi di potere stanno lavorando per creare quello che alcuni chiamano il "nuovo ordine mondiale".Le organizzazioni private,come il "Council on Foreign Realtions" ,la "Dartmouth Conference" , L'Aspen Institute for Humanistic Studies" ,l'Atlantic Insitute e il Bilderberg Group" servono a diffondere e a coordinare i piani di questo "nuovo ordine mondiale",nei settori vitali degli affari,della finanza,della cultura e dell'amministrazione...L'influenza dei loro membri all'interno del nostro establishment politico sta diventando un dato di fatto,nella nostra realtà quotidiana.Questa influenza cosi forte lavora,a lungo termine,contro la sicurezza della nostra nazione.Rappresenta un'ingerenza che,se non controllata,potrebbe,in ultima analisi,sovvertire il nostro ordine costituzionale".
Non è interessante? Questa è esattamente la conclusione alla quale è giunto Antony Sutton,che in Trilateral Observer scrive: "I membri della "Trilateral Commission" hanno rifiutato la Costituzione americana e il processo politico democratico".
Goldwater conclude Senza scuse,con questa frase: "Quello che i membri della "Trilateral Commission" vogliono,in realtà ,è creare un potere economico mondiale superiore a quello politico dei singoli governi nazionali...in qualità di organizzatori e gestori di questo potere,vogliono governare il futuro".
Questi critici stavano mettendo in guardia da quello che stava accadendo negli anni 70' e 80' e si ispirava alla politica imperialista,portata avanti da George Ball-il Sottosegretario di Stato per le questioni economiche sia sotto J.F Kennedy che sotto Lyndon Johnson-e presentata alla riunione del Bilderberg tenutasi a Mont Tremblant (Canada) nel 1968.Come venne fatto notare successivamente,Ball faceva partire il suo ragionamento da una domanda:"Come possono,le leadership delle multinazionali,trovare legittimazione al proprio potere di prendere decisioni,che avranno pesanti effetti sulla vita economica di intere nazioni,delle quali i governi eletti dal popolo hanno solamente limitate responsabilità?".
L'unica risposta che può venire in mente è che organizzano una crisi,che unisca le nazioni "libere" in una comunione di intenti contro un pericolo mondiale,sia esso economico,politico e terroristico.Questa è proprio la direzione che hanno assunto le politiche della Trilateral.
I metodi sono evidenziati in un "ingenuo" documento del 1974,"La crisi della democrazia",scritto da Samuel Huntington (politologo di Harvard) ,da Michel Crozier (un sociologo francese,membro della Accademie des sciences morales et politiques) e da Joji Watanuki (membro giapponese della Trilateral).Il loro scritto sottolineava "il bisogno di instaurare un dialogo tra il Dipartimento di Stato e le multinazionali;il primo eserciterà pressione sui Paesi sviluppati,affinchè adottino legislazioni liberiste e contrarie ai nazionalismi;le seconde forniranno al Dipartimento di Stato le loro conoscenze sui Paesi in cui operano".
Il documento ,inoltre,afferma che una repubblica democratica "è l'unica via per imporre l'autorità,ma non necessariamente è applicabile in tutti i suoi aspetti...E' auspicabile porre dei limiti a un'estensione troppo ampia della politica democratica...Un buon governo dovrà avere la capacità di prospettare una crisi clamorosa,in modo da poter richiedere ai propri cittadini dei sacrifici per poterla fronteggiare... In diverse situazioni,l'esperienza,la maturità e i talenti particolari dovranno superare il valore della democrazia,al fine di imporre l'autorità...Gli scenari in cui si possono adottare le procedure democratiche sono,in poche parole,limitati".
Sembra piuttosto repressiva,come visione,no?
UNA SOFISTICATA SOVVERSIONE
"Come si può spiegare il rapporto tra la parte settentrionale del mondo,ricca, e i Paesi del Terzo Mondo?".
Questa è la domanda,che l'editorialista della Knight-Ridder,Holly Sklar, si pone in "The Trilateral and Elite planning for World Management".Nel 1991,Doug Henwood,econimista ed editore di The Nation's,ha reso nota la sua risposta in un articolo sul Left Business Observer,un giornale da lui fondato nel 1986:
"Ogni gruppo geografico della Trilateral ha posto sotto il suo controllo una serie di nazioni povere,per avere manodopera,terre e miniere da sfruttare.Gli Stati Uniti hanno preso l'America Latina,la Comunità europea ha l'Europa Orientale e l'Africa Mediterranea,il Giappone invece il Sudest Asiatico.In qualche caso,un Paese è "gestito" da due gruppi.Taiwan e Singapore sono divisi tra Giappone e Stati Uniti,l'Argentina è divisa tra Stati Uniti e Comunità Europea ,la Malesia tra Comunità Europea e Giappone; infine l'India tra tutti e tre.
La strategia di Rockfeller-scrive Will Banyon-svela anche qualcosa di fondamentale nel rapporto tra ricchezza e potere:non conta quanti soldi hai,ma quanto sei in grado di organizzare e gestire queste organizzazioni,che orientano le idee e le politiche delle varie nazioni,lasciando ai rispettivi governi,e ai loro membri,solo responsabilità di facciata"
Scrivendo alla rubrica "Lettere al Direttore" sul New York Times del 20 agosto 1980,David Rockfeller,il presidente della Chase Manhttan Bank,per difendere i principi della "Trilateral Commission" ,ha rilasciato una dichiarazione di questo genere: "La Trilateral Commission" consiste,in realtà,in un gruppo di cittadini,che si riuniscono perchè interessati a creare la maggiore comunità di intenti e cooperazione possibile tra alleati internazionali".
Questa,però,non è l'impressione che aveva avuto il Senatore degli Stati Uniti Barry Goldwater,che espresse il proprio punto di vista,in modo meno leggero,nel suo libro Senza scuse,nel quale analizzava la situazione in questi termini:"La nuova sette internazionale di David Rockfeller vuole essere il veicolo con il quale consolidare,a livello globale,gli interessi delle multinazionali e delle grandi banche,attraverso il controllo politico degli Stati Uniti".
Il senatore Jesse Helms,in un discorso tenuto il 15 dicembre 1987 davanti al Senato degli Stati Uniti,andava ancora piu a fondo,affrontando l'aspetto dell'influenza di queste organizzazioni private:
"Questa campagna contro il popolo americano,contro la cultura e i valori tradizionali del popolo americano,è una strategia sistematica di tipo psicologico.E' orchestrata da una vasta rete di gruppi di pressione,espressione non solo della "Costa Est",ma anche del radicalismo di sinistra.Tra di loro,possiamo citare il Dipartimento di Stato,quello del Commercio,le banche centrali ,le multinazionali ,i mass media, l'establishment della cultura ,l'industria dell'intrattenimento e le maggiori organizzazioni no-profit.Signor Presidente,un attento esame di ciò che sta accadendo dietro le quinte degli avvenimenti mondiali,rivela che tutti questi gruppi di potere stanno lavorando per creare quello che alcuni chiamano il "nuovo ordine mondiale".Le organizzazioni private,come il "Council on Foreign Realtions" ,la "Dartmouth Conference" , L'Aspen Institute for Humanistic Studies" ,l'Atlantic Insitute e il Bilderberg Group" servono a diffondere e a coordinare i piani di questo "nuovo ordine mondiale",nei settori vitali degli affari,della finanza,della cultura e dell'amministrazione...L'influenza dei loro membri all'interno del nostro establishment politico sta diventando un dato di fatto,nella nostra realtà quotidiana.Questa influenza cosi forte lavora,a lungo termine,contro la sicurezza della nostra nazione.Rappresenta un'ingerenza che,se non controllata,potrebbe,in ultima analisi,sovvertire il nostro ordine costituzionale".
Non è interessante? Questa è esattamente la conclusione alla quale è giunto Antony Sutton,che in Trilateral Observer scrive: "I membri della "Trilateral Commission" hanno rifiutato la Costituzione americana e il processo politico democratico".
Goldwater conclude Senza scuse,con questa frase: "Quello che i membri della "Trilateral Commission" vogliono,in realtà ,è creare un potere economico mondiale superiore a quello politico dei singoli governi nazionali...in qualità di organizzatori e gestori di questo potere,vogliono governare il futuro".
Questi critici stavano mettendo in guardia da quello che stava accadendo negli anni 70' e 80' e si ispirava alla politica imperialista,portata avanti da George Ball-il Sottosegretario di Stato per le questioni economiche sia sotto J.F Kennedy che sotto Lyndon Johnson-e presentata alla riunione del Bilderberg tenutasi a Mont Tremblant (Canada) nel 1968.Come venne fatto notare successivamente,Ball faceva partire il suo ragionamento da una domanda:"Come possono,le leadership delle multinazionali,trovare legittimazione al proprio potere di prendere decisioni,che avranno pesanti effetti sulla vita economica di intere nazioni,delle quali i governi eletti dal popolo hanno solamente limitate responsabilità?".
L'unica risposta che può venire in mente è che organizzano una crisi,che unisca le nazioni "libere" in una comunione di intenti contro un pericolo mondiale,sia esso economico,politico e terroristico.Questa è proprio la direzione che hanno assunto le politiche della Trilateral.
I metodi sono evidenziati in un "ingenuo" documento del 1974,"La crisi della democrazia",scritto da Samuel Huntington (politologo di Harvard) ,da Michel Crozier (un sociologo francese,membro della Accademie des sciences morales et politiques) e da Joji Watanuki (membro giapponese della Trilateral).Il loro scritto sottolineava "il bisogno di instaurare un dialogo tra il Dipartimento di Stato e le multinazionali;il primo eserciterà pressione sui Paesi sviluppati,affinchè adottino legislazioni liberiste e contrarie ai nazionalismi;le seconde forniranno al Dipartimento di Stato le loro conoscenze sui Paesi in cui operano".
Il documento ,inoltre,afferma che una repubblica democratica "è l'unica via per imporre l'autorità,ma non necessariamente è applicabile in tutti i suoi aspetti...E' auspicabile porre dei limiti a un'estensione troppo ampia della politica democratica...Un buon governo dovrà avere la capacità di prospettare una crisi clamorosa,in modo da poter richiedere ai propri cittadini dei sacrifici per poterla fronteggiare... In diverse situazioni,l'esperienza,la maturità e i talenti particolari dovranno superare il valore della democrazia,al fine di imporre l'autorità...Gli scenari in cui si possono adottare le procedure democratiche sono,in poche parole,limitati".
Sembra piuttosto repressiva,come visione,no?
20:00 Scritto da: anglotedesco | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: commissione trilateral club bilderberg daniel estullin david roc | OKNOtizie |
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