05/09/2011

Mario Di Domenico e il guastafeste (1 parte)






"C'è anche il giornalista in malafede:quello convinto che tutti i buoni stiano tutti di qua e i cattivi tutti di là;quello a cui conviene,per motivi di interesse personale,o di amicizia,o di appartenenza partitica o affaristica,o di carriera,o di servilismo,o di paura,o di opportunismo,o di ordini superiori,dare sempre ragione a una parte o torto all'altra.
Il sistema piu semplice per cancellare i fatti è,molto banalmente ,quello di non parlarne.Ignorarli.E sostituirli con altri della stessa specie e della stessa importanza,usati come diversivi,come coprenti"

Questo è quello che scrive Marco Travaglio nel suo "LA SCOMPARSA DEI FATTI (IL SAGGIATORE)".Sono cose giuste ,e infatti gli chiedo come mai su Il FATTO QUOTIDIANO non si parli mai del libro di Mario Di Domenico e di quello che viene trattato all'interno.I dipietristi ci resteranno male mentre uno un po obiettivo riflette e comincia ad avere dei dubbi su MANI PULITE nonostante i vari Travaglio, Gomez,Barbacetto stanno dalla parte del pool senza metterlo minimamente in discussione.
Altra cosa strana è la denuncia che ha fatto Piercamillo Davigo nei confronti del blog LEGNOSTORTO che ha osato pensarla diversamente da loro su questa storia parlando di un complotto anglo-americano ecc ecc. La cosa che mi sorprende è che questi  scrivono su un blog gratuito senza essere finanziati da nessuno e che purtroppo hanno perso la causa e devono dare a Davigo ben 100 mila euro e che tra l'altro proprio Davigo sarà  ospite alle Festa del Fatto Quotidiano a Pietrasanta in provincia di Lucca.
In poche parole chi osa dire che Bettino Craxi è stato fatto fuori con la regia degli Usa,deve essere zittito.Questa non è democrazia anche se qualcuno fa manifestazioni in piazza per difenderla.

Per leggere altro collegatevi al sito La Voce del Corsaro:

http://lavocedelcorsaro.myblog.it/archive/2011/08/16/ghig... 



da IL GUASTAFESTE -Antonio Di Pietro con Gianni Barbacetto (Ponte alle Grazie)

ALLORA, E ANCORA OGGI, SI DICE E SI RIPETE CHE MANI PULITE E' STATA UN'OPERAZIONE POLITICA PER ELIMINARE ALCUNI PARTITI DALLA SCENA ITALIANA.

Si,lo ha detto Craxi,lo dice Berlusconi,lo ripetono in tanti.I primi a sostenere questa tesi, però, sono stati, incredibile a dirsi, quelli dell'allora PDS.Berlusconi non ha inventato niente;le prime accuse al pool di Milano di aver fatto un'operazione politica sono arrivate dalla sinistra, non appena si accorsero che indagavamo anche sui cassieri del PCI-PDS,Renato Pollini e Marcello Stefanini.E' successo quando siamo andati a fare una perquisizione alla sede storica del PCI,in via delle Botteghe Oscure.Dovevamo capire che fine aveva fatto un miliardo di lire:il finanziere Sergio Cusani racconta che Raul Gardini l'ha portato a Botteghe Oscure.Piaccia o non piaccia, dunque, quel miliardo li è entrato,anche se non siamo mai riusciti a sapere a chi è arrivato.

MA L'ACCUSA PIU' FREQUENTE RIVOLTE A MANI PULITE E' STATA PROPRIO QUELLA DI AVER DISTRUTTO PSI E DC,SALVANDO INVECE IL PDS.

E' un'accusa che respingo con fermezza e con sdegno.Avevo messo sotto indagine i piu potenti big della politica e della finanza ,si figuri se mi mettevo paura di indagare su Achille Occhetto.Suvvia! La verità è un'altra.C'era stato il crollo del muro di Berlino e questo aveva cambiato anche lo scenario italiano, perchè a quel punto anche il Partito comunista,restato senza il sostegno economico di Mosca,ha avuto bisogno di entrare nel sistema italiano delle spartizioni e delle tangenti.Infatti, abbiamo il racconto scoperto che il costruttore Mario Lodigiani spartiva le tangenti tra i partiti e dava una quota anche al tesoriere del PCI-PDS Renato Pollini.
Noi anche su questo abbiamo indagato.Su questo e su molti altri casi di tangenti.Abbiamo arrestato e fatto condannare molti esponenti del PCI-PDS di Milano, dove la corrente migliorista del PCI pretendeva le tangenti come gli altri partiti.Non siamo arrivati ad avere le prove su chi-materialmente-a livello nazionale fosse il beneficiario del miliardo di Gardini,ma non c'è riuscito neppure Carlo Nordio, magistrato di Venezia che ha rifatto per anni le indagini già fatte da noi, senza alcun ulteriore risultato.


da IL "COLPO" ALLO STATO-Mario di Domenico (Edizioni Si)

Ecco allora il gioco dei dubbi irrisolti sui misteri italiani:c'era forse un intento occulto internazionale dietro all'improvviso scoppio di Tangentopoli? Come mai tutto scoppia nel 1992,poco prima delle stragi di Falcone e Borsellino,cioè dieci giorni dopo la firma del trattato di Maastricht dei dodici dopo la firma del trattato di Maastricht dei dodici paesi membri della futura UE e dell'Euro?
Come mai i pm che prima non sentivano e non vedevano il grado della malversazione raggiunta nel campo del finanziamento illecito dei partiti politici,oppure venivano zittiti dai loro capi,da quel momento in poi possono procedere?
Interrogativi ai quali gli storici, i politici e la sociologia giuridica stessa non hanno ancora fornito una compiuta risposta,anche se via,via qualcuno sta stendendo l'ipotesi di una programmata operazione giudiziaria:"Mani Pulite internazional".Sta lasciando cioè trapelare la necessità di una nuova linea d'intelligence sostenuta dalla C.I.A non può militare e non direttamente sui magistrati,ma sulle linee contingenti alla loro operatività politica interna,come aveva riferito il generale Gerardo Della Valle.
La Banca Mondiale,principale promotrice della nuova politica economica "Trasparency International",ispirata da Filippo di Edimburgo,sollecitò l'avvio di una "Mani pulite international",per il tramite del responsabile della Banca Mondiale per il Kenya,Peter Eigen,a sua volta promotore di una linea anticorruzione a tutto campo.
"Alla fine della guerra fredda,dichiarò,Peter Eigen,funzionario della World Bank che-i tempi erano maturi e assieme ad alcuni colleghi decisi di procedere indipendentemente con l'iniziativa.Venne cosi stilato una sorta di "papello" o meglio decaologo internazionale",in base al quale sarebbe stato possibile,anzi lecito e quasi doveroso,intervenire in quelle nazioni a rischio-corruzione,nei loro affari interni.E' estremamente facile, senza ricorso alcuno ai dati statistici di quel periodo,considerare l'Italia fra questi,.E non sono pochi gli storici che ricordano il caso del presidente di Deutsche Bank,Alfred Herrhausen,che per aver osato sfidare questa nuova politica a tutto campo della Banca Mondiale e del FMI,il 30 novembre 1989 verrà trovato misteriosamente suicida.
Sarà pure un caso, ma c'è una notizia che ha trovato conferma in una prestigiosa rivista internazionale, mai smentita dagli interessati e cioè che tra i firmatari del decalogo presentato il 9 dicembre 2005 da Trasparency International in occasione della "Giornata Mondiale contro la corruzione" a Parigi,figurano, fra gli altri ex magistrati:Eva Loy consulente per il governo norvegese nella lotta contro la corruzione ,per 20 anni magistrato in Francia;il giudice spagnolo Baltasar Garzon,il nostro Francesco Saverio Borrelli ad accanto a lui il giudice Tonino dimessosi dalla magistratura il 6 dicembre 1994.
 

I commenti sono chiusi