06/09/2011

Mario Di Domenico e il guastafeste (2 parte)






"C'è anche il giornalista in malafede:quello convinto che tutti i buoni stiano tutti di qua e i cattivi tutti di là;quello a cui conviene,per motivi di interesse personale,o di amicizia,o di appartenenza partitica o affaristica,o di carriera,o di servilismo,o di paura,o di opportunismo,o di ordini superiori,dare sempre ragione a una parte o torto all'altra.
Il sistema piu semplice per cancellare i fatti è,molto banalmente ,quello di non parlarne.Ignorarli.E sostituirli con altri della stessa specie e della stessa importanza,usati come diversivi,come coprenti"

Questo è quello che scrive Marco Travaglio nel suo "LA SCOMPARSA DEI FATTI (IL SAGGIATORE)".Sono cose giuste ,e infatti gli chiedo come mai su Il FATTO QUOTIDIANO non si parli mai del libro di Mario Di Domenico e di quello che viene trattato all'interno.I dipietristi ci resteranno male mentre uno un po obiettivo riflette e comincia ad avere dei dubbi su MANI PULITE nonostante i vari Travaglio, Gomez,Barbacetto stanno dalla parte del pool senza metterlo minimamente in discussione.
Altra cosa strana è la denuncia che ha fatto Piercamillo Davigo nei confronti del blog LEGNOSTORTO che ha osato pensarla diversamente da loro su questa storia parlando di un complotto anglo-americano ecc ecc. La cosa che mi sorprende è che questi  scrivono su un blog gratuito senza essere finanziati da nessuno e che purtroppo hanno perso la causa e devono dare a Davigo ben 100 mila euro e che tra l'altro proprio Davigo sarà  ospite alle Festa del Fatto Quotidiano a Pietrasanta in provincia di Lucca.
In poche parole chi osa dire che Bettino Craxi è stato fatto fuori con la regia degli Usa,deve essere zittito.Questa non è democrazia anche se qualcuno fa manifestazioni in piazza per difenderla.
 


da IL "COLPO" ALLO STATO-Mario di Domenico (Edizioni Si) 

19-21 ottobre 1992

Siamo nel pieno del tourbillon dell'inchiesta.Tutti i giornalisti cercano il giudice Tonino.Ma nonostante il presidente Scalfaro avesse ammonito prudenza ai magistrati del pool,circa possibili interferenze o anche prestarsi ad equivoci contatti con l'intelligence americana,il  giudice Tonino è improvvisamente volato negli Stati Uniti.I giornalisti lo inseguono ovunque:"Avrebbe lasciato New York,mercoledi sera e,abbandonato l'hotel Pierre,sarebbe tornato a Washington.Eppure giovedi mattina qualcuno gli ha parlato a New York ,sulla Quinta strada,davanti alle vetrine di Tiffany.Qualcun altro cerca di accreditare la sua presenza a Los Angeles e infine in Pennsylvania.Arrivano perfino ad ipotizzare che si sarebbe imbattuto in giri di denaro sporco,che potrebbero portare a Cosa Nostra americana. "E' una fesseria-risponde ai giornalisti-smentisco assolutamente di essere qui per interrompere un pentito.E poi che c'entro io con la mafia?
E davanti all'ufficio della Procura,con in mano un hot-dog senape e crauti ,precisa:"Siamo qui per alcuni incontri con giuristi e agenti dell'FBI che ci devono spiegare come si fanno qui in America certe indagini.Non sono conferenze,sono incontri operativi,ne abbiamo cinque o sei in diversi città degli Stati Uniti".
Fatto sta che uno dopo l'altro tutti i protagonisti di questa rocambolesca e assai strana trasferta americana di tangentopoli hanno lasciato gli Stati Uniti.Solo Di Pietro è rimasto li, andandosene in giro per casa suoi! Disperso in incognito ,avvistato qua e là da turisti  italiani che lo fermano per stringerli la mano e chiedergli autografi:"No,autografi no,se volete ci facciamo una foto insieme"
Dunque:dichiara d'imparare dagli americani;mente dicendo di collaborare con Falcone e Borsellino per le rogatorie lo ha confessato sempre lui,in diretta televisiva "Perchè non le sapevamo fare,non si attiva,però, sulle direttive d'investigazione segnalategli proprio da castoro...Insomma un caos infernale che i giornalisti alimentano con indicazioni assai equivoche,cui nessuno da peso:"Si dice che venga ospitato anche da quelli della Kroll,la superagenzia di investigazioni private che da sempre lavora anche per l'intelligence a stelle e strisce.
Sta di fatto che da questo momento la magistratura ha trovato il suo idolo internazionale.
Gherardo Colombo,nel 1996,quando iniziano a sollevarsi i dubbi sulla verità torna ad esaltare l'attività del pool milanese,col sostegno immediato,ma non poco preoccupato  e preciso,del Giudice Caselli,facendo quadrato sull'immagine di Di Pietro:"Caselli:se affonda il pool affondiamo tutti.Non è in gioco solo l'onore di Di Pietro o dei collghi milanesi,ma anche dei politici nati da quelle macerie.Colombo,a quel punto ,lo immola all'idolatria popolare:"Un'opera nella quale Di Pietro è stato uno dei punti di forza,ha lavorato con estrema professionalità e correttezza.La Magistratura ha trovato il suo mito e non lo mollerà piu...per un bel pò!.
 

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