13/09/2011
L'11 settembre dell'economia.Da TOO BIG TO FAIL (2 parte)

Una decina di giorni fa ero nella solita biblioteca dove vado quasi tutti i giorni a dare un occhiata a quotidiani e libri.Difficilmente si riesce a scambiare qualche parola perchè è un posto dove si va a leggere e studiare e dunque c'è bisogno di concentrazione ma quella mattina eravano in tre :io ,un signore sulla settantina che ho conosciuto li nella sala lettura quotidiani e uno che lavora in quella biblioteca.Mi è venuta la brillante idea di parlare con loro. .All'improvviso il 70enne si esalta per quello che dice Warren Buffet su Repubblica mentre l'altro si esprime in un linguaggio da dipietrista sostenendo che negli altri paesi chi fa danni si dimette,che questo governo ha rovinato ciò che avevano fatto di buono quelli della Prima Repubblica.
Prendo la parola io, e tiro fuori dei fogli e faccio i nomi di quelli che hanno distrutto il 40% dell'economia mondiale e che hanno provocato ben 30 milioni di disoccupati in piu gli faccio notare alcune cose:
Richard Fuld, il padrone incontrastato della Lehman Brothers (quarta banca d'affari americana) esce da questo crack contando i soldi.Dal 1993 al 2007 si è messo in tasca 466 milioni di dollari.
Stanley O'Neal ,ex numero uno di Merryl Lynch abbandona con una pensione da 161 milioni di dollari.
Chuck Prince di Citigroup, si è intascato 68 milioni di dollari e Jimmy Cayne (ex Bear Stearns) 60 milioni di dollari.
I due signori restano a bocca aperta. Questi non sono i soliti vecchietti che passano tutto il tempo al bar o al circolo a guardare chi passa per strada e leggendo solo il quotidiano del paese dove trovi solo stronzate, leggono quotidiani nazionali e non sanno chi sono questi criminali.
"Fanno dei danni e se la spassano con i soldi dei contribuenti" dico. Uno dei due non ci sta e con tono molto travallino mi dice:"Si però almeno la vanno in galera!" Appena gli ricordo che questi truffatori vigliacchi non hanno avuto quello che si meritavano ,cioè la pena di morte, ma sono coccolati da Obama, smettono di parlare e uno torna a fare il suo lavoro mentre l'altro dice che deve leggere un articolo di Prodi e non vuole essere disturbato.
Questi sono il 90% degli italiani, dei provinciali che pensano solo al loro paese, che vivono gossip e di cazzate e che se succede qualcosa di veramente grave come questa crisi, è sempre colpa di chi sta al governo ,delle marionette del potere.
Intanto dai giornalisti che non hanno nulla a che fare con Il Fatto Quotidiano,Il Giornale,Repubblica e il Corriere della sera, si sente dire che la banca d'affari piu criminale del mondo cioè quella Goldman Sachs che Prodi e Draghi conoscono bene,sta dicendo al pubblico che le cose si sistemeranno ,ma nel frattempo di scommettere su un enorme collasso. Si perchè la Goldman pensa che stia arrivando un nuovo collasso economico non provocato da Tarantini,Lele Mora ,Berlusconi o Emilio Fede.Addirittura sembra che per salvare le banche europee siano necessari un trilione di dollari.
La Goldman Sachs è come Barack Obama e il centrosinistra italiano :dicono una cosa in pubblico e poi si girano e in privato fanno l'opposto.
da TOO BIG TO FAIL-Andrew Ross Sorkin (De Agostini)
Venne il turno di Geithner.Mentre uno dei suoi assistenti distribuisce copie del documento che riportava i bilanci di Lehman Brothers,disse schietto:"Se non trovate una soluzione sarà soltanto peggio per tutti".Il problema era chiaro:in pratica Lehman non aveva piu contanti".Se non si trovava una soluzione entro lunedi c'era il rischio che gli investitori chiedessero quel poco che era rimasto e mettessero fuori gioco la banca nel giro di pochi minuti dall'apertura del mercato.Di conseguenza ,ciò avrebbe messo a rischio il sistema finanziario nel suo complesso,poichè le controparti-gli investitori all'altro capo di una transazione con Lehman-non sarebbero state in grado di tener fede agli accordi,creando una valanga che in breve tempo si sarebbe trasformata in una catastrofe.Per quanto i mercati mondiali siano diventati sofisticati,la colla che tiene insieme l'intero sistema resta sempre la cara vecchia fiducia del mercato.Svanita la fiducia,le cose possono disfarsi in un baleno.
Sia Blankfein che Dimon ribatterono che il rischio dell'eventuale bancarotta di Lehman era sopravvalutato,almeno dal loro punto di vista.In privato, avevano già detto a Paulson di aver ridotto la maggior parte della loro esposizione a Lehman Brothers ,e oramai per Blankfein non era un problema affermarlo di fronte a tutti."Ce lo aspettavamo da mesi" disse.
Geithner,ascoltandoli senza ribattere,invitò i banchieri a suddividersi in tre gruppi di lavoro.Il primo avrebbe valutato gli asset tossici di Lehman,la parte di attività che,era stato annunciato,si sarbbe scorporata in una società chiamata SpinCo.La rinominarono subito ShitCo,una battuta rinfrancante di cui avevano tutti bisogno.
Il secondo gruppo,proseguì Geithner,avrebbe cercato di sviluppare una struttura perchè le banche potessero investire in Lehman.Infine c'era quello che nelle precedenti riunioni private di quel giorno Geithner aveva descritto come "lo scenario a luci spente":se Lehman fosse stata costretta alla bancarotta,voleva che tutte le banche che facevano transazioni con loro cercassero di capire se potevano contenere in anticipo il danno, facendole trading "attorno",in modo da compensare a vicenda le reciproche posizioni.
Per evitare eventuali fraintendimenti ,Geithner reiterò il decreto di Paulson :"Non c'è la volontà politica per un salvataggio federale".Mentre pronunciava quelle parole,un treno della metropolitana passò sotto la sala,tuonando minaccioso come a ribadire il concetto.
Prima di ordinare a tutti di riunire le loro squadre e ripresentarsi alla Fed l'indomani mattina per le nove,Paulson fece un ultimo appello che a molti suonò piu come con una minaccia:"Qui stiamo parlando dei nostri mercati ,dei capitali ,del nostro Paese.Ci ricorderemo di chiunque non vorrà dare il proprio aiuto".La sala iniziò a svuotarsi,mentre i banchieri uscivano,muti e inespressivi ,storditi dell'entità del lavoro che li aspettava.
Appena uscito dal palazzo della Fed,John Mack estrasse il cellulare per allertare l'ufficio.
"Ragazzi ,sarà una lunga notte" disse ai suoi luogotenenti James Gorman,Walid Chammah e Paul Taubman ,invitandoli a prepararsi per il fallimento di Lehman."Avremo bisogno di un sacco di gente,questo fine settimana".I banchieri di Morgan Stanley avevano due incarichi correlati:restare in vita a aiutare la Fed.Avrebbero dovuto esaminare ancora una volta la loro esposizione a Lehman,spulciando il portafoglio dei derivati e analizzando anche l'esposizione a Lehman dei loro clienti.L'investment banking,nel frattempo ,doveva cominciare a considerare la lista dei clienti di Lehman per capire quali potevano strapparle.Avrebbero dovuto convocare una riunione di consiglio per tenere tutti informati.Un'altra squadra doveva mettersi a fare i conti sui valori degli asser di Lehman.Alla fine dovrebbero avuto una chance di vedere la situazione finanziaria di Lehman;se non altro,poteva rivelarsi un'esperienza istruttiva.
Mack fece fermare l'autista davanti al suo ristorante italiano preferito,il San Pietro, per comprare da mangiare per i suoi uomini,che di certo avrebbero avuto bisogno di un bel ricostituente per la nottata insonne che li aspettava.Bisognava calarsi tutti nei panni di un analista al primo anno.
16:03 Scritto da: anglotedesco | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: 15 settembre 2008 crollo lehman brothers crisi | OKNOtizie |
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