04/03/2012

CARLO PETRINI (ex calciatore):andai a casa del Boss e trovai l'attore Walter Chiari

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Qualche giorno fa leggevo il Messaggero, e ho trovato questo articolo dove il giornalista e critico cinematografico e anche "biografo ufficiale" di Walter Chiari,Tatti Sanguineti, che ha sparato cose poco simpatiche nei confronti del famoso attore e di suo padre.Simone, figlio di Walter, non ha digerito e ha risposto a Sanguineti.
Leggendo il libro di Carlo Petrini che ha fatto il giro del mondo sugli scandali del calcio nel suo periodo, ho trovato un pezzo che parla di Chiari cioè quando lo trovò a casa di un boss.

da il MESSAGGERO del 29/02/2012

TATTI SANGUINETI:

"Nel dicembre 1926 nei sotterranei della questura di Verona,il brigadiere Carmelo Annichiarico (padre dell'attore) percosse a morte con un nerbo di bue,assieme a un tal commissario Palazzi,due antifascisti veronesi,i fratelli Panzieri,sottoponendoli ad un interrogatorio stringente.Questo segnò tutta la vita di Walter".

SIMONE FIGLIO DI WALTER CHIARI:

"Su mio padre è stato scritto e detto di tutto e di piu.Ma questa ricostruzione è fantascienza allo stato puro".


TATTI SANGUINETI:

"Il delitto rimase impunito,ma sconvolse la vita della famiglia e del brigadiere timoroso di vendette.Walter aspirò sempre a riscattarsi e fabbricarsi padri piu nobili.Non si può capire nulla di lui se non si parte dalle botte prese da suo padre con il cinturone della divisa".

SIMONE FIGLIO DI WALTER CHIARI:

"Io non ho mai sentito parlare di questa vicenda del nonno in casa.Questa ricostruzione è fantascienza.Inoltre la storia dell'istituto correzionale mi sembra surreale.Viene da chiedersi perchè si senta ancora oggi il bisogno di infangare il suo nome a tanti anni dalla sua morte.C'è qualcosa di morboso.Non è sano!

da NEL FANGO DEL DIO PALLONE-Carlo Petrini (Kaos)

Un giorno arrivò una telefonata dell'allenatore delle giovanili del Genoa.Disse che c'era un importante boss mafioso della zona che voleva vedermi perchè voleva che suo figlio giocasse nel Rapallo.Disse che il ragazzo aveva 19 anni,che col pallone se la cavava,e che comunque a suo padre era meglio non dire di no.
Incontrai il Boss al ristorante "Il Galletto" di Genova,era un bell'uomo sui sessant'anni,vestiva con eleganza,aveva la parlata siciliana e il fare di chi è abituato a dare ordini.Mi disse di suo figlio,e io gli risposi che lo avrei provato:se meritava l'avrei fatto giocare,sennò sarebbe rimasto fra le riserve.Il Boss si disse d'accordo.
Padre e figlio arrivarono a Rapallo la settimana dopo per il provino.Il ragazzo non era male,col pallone ci sapeva fare.Tirai un sospiro di sollievo,la bravura del ragazzo aveva risolto il problema,lo feci subito giocare da titolare.
Il Boss,molto soddisfatto,mi invitò a cena a casa sua,ci andai con mia moglie:abitava in una splendida villa a picco sul mare,a Nervi.Entrammo in confidenza.Sapevo che il Boss nella zona era temuto e riverito,anch'io un pò lo temevo.Ma un'altra delle volte che mi invitò a cena nella sua magnifica villa ci trovai l'attore Walter Chiari e questo mi tranquillizzò.

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