02/04/2010
Di Domenico vs Di Pietro

FOTO PRESA DA :www.daw-blog.com
L'avvocato Mario Di Domenico è stato uno dei fondatori dell'Italia dei Valori insieme ad Elio Veltri e come lo stesso Veltri è scappato da Di Pietro e ha deciso di parlare di certe cose che ovviamente i giornalisti collegati a Tonino (non ci vuole molto a capire chi sono,basta leggere voglioscendere.it e IL FATTO QUOTIDIANO) non ne vogliono sapere di parlarne. Aspetto con ansia il suo libro dove ci racconterà episodi molto interessanti.Ne parla anche Alberico Giostra nel suo libro.Ne riporto un pezzo.
da IL TRIBUNO-Alberico Giostra (Castelvecchi)
Di Domenico cita un espisodio,avvenuto il 31 marzo 2003.Come risulta dai verbali,quel giorno l'assemblea dei soci dell'Italia dei Valori,composta da Di Pietro,Silvana Mura e Mario Di Domenico,approvava all'unaminità il bilancio del partito.Il 31 marzo scadevano i termini per la presentazione alla Camera dei deputati del bilancio,e il rischio era di perdere 8 milioni di euro.Nel verbale erano riportate le firme dei tre soci.L'assemblea si sarebbe svolta nella sede nazionale del partito a Busto Arsizio,ma a Roma,cosi come Antonio Di Pietro.Come sostegno a questa sua tesi,l'avvocato abruzzese porta una serie di fotografie che ritraggono l'ex pm insieme a Di Domenico e a molta altra gente mentre partecipano a una cena elettorale in onore del candidato del Centrosinistra alla Provincia di Roma, Enrico Gasbarra.Viste quelle foto,è dunque estremamente improbabile che quel 31 marzo 2003,alle 19:40 ,l'ora di conclusione della riunione cosi come riportato dal verbale,Di Pietro si trovasse a Busto Arsizio insieme a Di Domenico e alla Mura per poi arrivare intorno alle 21 a Roma.Di certo comunque non c'era Di Domenico,perchè in vita sua l'avvocato abruzzese sostiene di non aver mai messo piede in quella città.E la sua firma sul verbale dell'assemblea? Di Domenico conferma di aver firmato per presa visione un documento mandatogli quel lunedi 31 marzo via fax da Di Pietro.Ma se era presente alla riunione di Busto Arsizio che bisogno c'era di mandargli un fax? I due fogli firmati iniziavano cosi:
"ogni lunedi 31 marzo alle ore 18 i soci fondatori dell'Italia dei Valori-Lista Di Pietro,si sono riuniti senza le ritualità di rito [sic] presso la sede sociale.Sono presenti i Sigg:On.le Avv.Antonio Di Pietro-Presidente;Rag Silvana Mura-Tesoriere;Avv Di domenico Mario.A norma di legge e di Statuto l'on.le Avv Antonio Di Pietro assume la presidenza della riunione.Il presidente verifica che sono intervenuti tutti i soci fondatori della Italia dei Valori-Lista Di Pietro quindi dopo aver chiesto alla rag. Silvana Mura di svolgere le funzioni di segretaria dichiara l'assemblea validamente costituita e idonea a discutere e deliberare in conformità allo statuto"
Dunque Di Pietro in quella circostanza verifica che Di Domenico,al quale aveva appena inviato un fax a Roma,era presente accanto a lui.E in base a questa verifica dichiarava che l'assemblea era valida.Ma come poteva essere valida quell'assemblea se un socio in quel momento si trovava a Roma? E la legge dice che la presenza in un'assemblea può essere surrogata da da una firma inviata via fax? E sull'originale del bilancio in questione depositato alla Camera dei deputati c'era la firma di Di Domenico? Perchè su quel verbale di riunione che conteneva un bilancio riassunto in 14 righe,Di Domenico aveva apposto la sua firma con la dicitura "per presa visione"? Se fosse stato presente perchè premettere una locuzione del genere?
Se Di Domenico quel giorno non era davvero presente nella sede sociale di Bustio Arsizio l'atto approvato dovrebbe essere nullo ed essendo l'approvazione del bilancio propedeutica alla concessione dei finanziamenti pubblici,l'IDV non avrebbe diritto alla quota di rimborso elettorale relativa al 2002,soldi dunque che dovrebbe restituire.Inoltre,in base allo statuto allora vigente e richiamato nel testo della delibera di approvazione del bilancio,quello elaborato da Di Domenico,approvato il 29 marzo 2001 e depositato al Ministero dell'interno,l'approvazione del bilancio sarebbe spettata all'esecutivo nazionale del partito (art 7).Ma l'esecutivo nazionale,che si componeva di sette membri,in quell'occasione non veniva minimamente consultato.Dove sono infatti le sei firme degli altri componenti oltre Di Pietro?
21:49 Scritto da: anglotedesco | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: alberico giostra il tribuno antonio di pietro italia dei valori | OKNOtizie |
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