LA VOSTRA SCHIFOSA ITALIA/ le pratiche per aprire un locale-1

Ancora una volta l’Italia riesce a farsi compatire. Infatti per aprire un ristorante,una bottega o altro locale pubblico ci vuole più tempo , più pratiche burocratiche che in altri paesi. Poi ovviamente c’è  qualche furbo che di pratiche non ne fa neanche una e che apre bar-ristoranti abusivi ,tra cui ne conosco qualcuno anch’io, e se qualcuno si azzarda a rompermi le scatole ,lo inculo. Comunque come spiegherà Stella nel capitolo che riporterò questa settimana, gli stranieri in Italia non hanno nessuna voglia di investire,e fanno bene!

Da LA DERIVA/ Gian Antonio Stella, Sergio Rizzo

BOLLI,SEMPRE BOLLI, FORTISSIMAMENTE BOLLI
Per aprire una trattoria 71 timbri,per una licenza edile 27 mesi

Lo studio Dome  Business 2004 della Banca Mondiale dice che l’apertura di un’attività economica in Italia richiede mediamente 5012 euro (siamo quarti dopo la Grecia Austria e la Svizzera che però ci stracciano sui tempi e le pratiche), 62 giorni di pastoie burocratiche (secondi dopo la Spagna e il Portogallo dove però sono molto più bassi i costi) e 16 procedure (siamo primi in assoluti).Tanto per dare un’idea:negli Stati Uniti servono 167 euro,quattro giorni, quattro
procedure.In Gran Bretagna 381 euro,quattro giorni,cinque procedure.
Per aprire un ristorante bisogna fare 71 pratiche burocratiche,una bottega di generi alimentari 58, un’impresa edile 73, una lavanderia 68, un’officina meccanica 76… Per non dire degli uffici che occorre contattare:20 per aprire una trattoria, 18 per una gioielleria,19 per un negozio da estetista, 22 per un laboratoria fotografico…
C’è poi da stupirsi se gli investitori stranieri preferiscono stare alla larga? Nelle classifiche del 2007 sulla competitività  per l’International Insitute for Management Development siamo al 42esimo posto e per il World Economic Forum al 46eesimo ,dopo Paesi quali il Cile, Estonia la Lettonia la Tunisia…Appena davanti all’Ungheria ,Giordania ,Polonia o alla Turchia. Nella classifica della libertà economica della Heritage Foundation, dove conta la facilità di apertura ,chiusura e gestione di un’impresa,scivoliamo ancora più basso: nel 2000 eravamo al 32esimo posto e bel 2008 al 64esimo ,dietro perfino l’Armenia il Belize e la Mongolia.Vale a dire che abbiamo perso 32 posizioni.Risultato: nella hit parade dei Paesi che attirano investimenti dall’estero,elaborata dall’Unctad (United Nations Conference on Trade and Development) e saldamente guidata da Stati Uniti Singapore e Regno Unito,siamo precipitati dal 18esimo del triennio 1988/1990.Il tutto con governi di sinistra e di destra.
A scoraggiare gli investimenti nel Bel Paese sono,in ordine crescente,la criminalità,la poca informazione delle forze lavoro,la corruzione,l’instabilità politica e su su il fisco, la scarsità di infrastrutture ma, soprattutto (tre volte più insopportabile perfino della criminalità) la burocrazia.Un’indagine condotta dall’Istat nel 2006 su un campione d’imprese nel 2002,conferma :<<La difficoltà giudicata più rilevante dagli imprenditori è costituita dall’affrontare i diversi e complicati aspetti amministrativi”. Due imprenditori su tre attribuiscono una rilevanza decisiva a questo fattore di ostacolo>>.Insomma, ha sintetizzato Alessandra Arachi sul <<Corriere della Sera>>.

 

LA VOSTRA SCHIFOSA ITALIA/ le pratiche per aprire un locale-1ultima modifica: 2008-09-15T19:56:52+02:00da anglotedesco
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