PAOLO DI CANIO:il fascistone

da SENZA MAGLIA E SENZA BANDIERA-Carlo Petrini (kaos)

Parliamo un pò di calcio ma sopratutto dello scandaloso calcio italiano con i loro vergognosi personaggi.Oggi tiro fuori Paolo Di Canio famoso per il gesto fascista dopo i gol.L’Inghilterra però riesce quasi sempre a fare miracoli,infatti ha fatto diventare corretto un fan di Benito Mussolini tanto che è riuscito a compiere un gesto sportivo che, giustamente, lo ha premiato con il premio Fair Play.In Italia invece si è fatto notare per la poca intelligenza.

IL FASCISTONE

L’amico mi mostra un libro con certe righe sottolineate e se la ride.E’ l’autobiografia del pallonaro Paolo Di Canio,ex attaccante di Lazio; Ternana; Juve,Napoli milan, poi emigrato in Inghilterra a giocare in varie squadre britanniche.leggo e non ci trovo niente da ridere.
Poche pagine più avanti ,Di Canio fà il filosofo e spiega che differenza c’è tra violenza e scontro fisico: <<Mentre la violenza è sbagliata per principio,lo scontro fisico può essere salutare>>.Poi traduce il detto romanesco: “Chi mena prima mena du vorte” spiegando che <<se tu colpisci l’altro per primo,lo sconfiggerai anche un’altra volta>>. Tutto per dire che <<il calcio non deve essere una battaglia,ma se lo tratti come se lo fosse e tu sei un guerriero,raggiungerai il tuo massimo>>.
Se il lettore avesse ancora qualche dubbio sul fatto che Di Canio è un fascista,ecco la conferma:<<Politicamente io sono schierato a destra.non me ne vergogno,la Destra impersona valori e idee nelle quali io credo.Questo non significa che sono un nazi o un razzista>>. Nooo,infatti racconta che quella volta che si è rapato a zero e si è specchiato <<sembravo come uno di quei poveri bastardi che si vedono nei campi profughi>>.Del resto lui sugli immigrati ha le idee chiare:<<Se non stiamo attenti, in dieci anni l’Italia potrebbe diventare un paese mussulmano.Non ho nulla contro i mussulmani,ma non voglio che la mia cultura italiana sparisca>>.Sembra di sentire quelli che dicono: <<Io non sono razzista,però…>>.
Di Canio scrive che standosene in Inghilterra ha imparato lo <<spirito combattivo>> dei britannici,<<questa esigenza di dominare, combattere,di non arrendersi mai che ha permesso alla Gran Bretagna di costruirsi un Impero…E’ quella sensazione che ti fa dire: “Io sono migliore di te, e ora te lo dimostrerò”. E’ questo che ha permesso loro di colonizzare il mondo intero>>. Mica come quegli smidollati degli italiani di oggi:<<In Italia,quando abbiamo la nostra pizza,la nostra Coca-cola,le nostre donne siamo contenti. Questo è tutto ciò in cui abbiamo bisogno.Io ero una delle eccezioni,perchè ero un combattente>>.Non sto inventando niente:c’è scritto così,parola per parola. Parole di un fascistone.
Di Canio scrive ancora che ha tanta nostalgia dei bei tempi andati: <<Sono affascinato da Benito Mussolini…Ci sono due aspetti che mi affascinano di Mussolini.Il primo è il modo in cui ha affrontato le difficoltà e ne è venuto fuori…L’altra grande qualità di Mussolini era il patriottismo. Come me,era un nazionalista.E’ triste che questa parola,nazionalismo,sia diventato sinonimo di razzismo e di xenofobia>>.Veramente un gigante,il duce Benito,perchè <<sacrificò individui per quello che lui pensava fosse il bene più grande.E fece molte cose buone,dall’introduzione delle pensioni nazionali alle costruzioni di ospedali,dal riammordenamento delle ferrovie al ristabilire l’orgoglio di un intero popolo>>-si è dimenticato di dire che faceva andare i treni in orario…
Ma il duce del fascio-scrive Di Canio sempre più nero,è ammirevole per altre due ragioni.La prima perchè Mussolini era un patriota che costruì qualcosa dal nulla,passo dopo passo,individuo dopo individuo>>. La seconda è che <<provò a radunare un intero Paese intorno a sè in un periodo in cui non c’era televisione,poche radio, nessun mass media cui parlare.Non è come oggi,quando ogni politico può fare un discorso e finire in televisione>>.
Chiudo il libro,sono schifato.
Mi viene in mente mio padre,partigiano socialista.penso alla deportazione degli ebrei,alle guerra in Africa,in Grecia,in Russia.Penso agli antifascisti in carcere e al confino,alle leggi razziali,alle squadracce fasciste,all’alleanza militare con Hitler…Centinaia di migliaia di morti,tragedie, lutti e disperazione. Com’è possibile che un pallonaro di poco più di trent’anni (allora visto che il libro è del 2004,l’ho scritto io e non Carlo Petrini),all’inizio del Duemila,possa ammirare Mussolini e essere un fascistone?
L’amico mi dice che Di Canio è spesso ospite,in collegamento da Londra,di una trasmissione sportiva della berlusconiana Italia 1: siccome è a fine carriera come giocatore,starebbe preparando il suo ritorno in Italia,magari da allenatore,oppure come telecronista.Beh,in tal caso si potrebbe dire che il fascistone pallonaro per il suo ritorno in Patria (P maiuscola) ha già preso la strada giusta,quella del ducetto di Arcore. Come Benito,anche silvio “si è fatto da solo”, è un patriota (Forza Italia),ha avuto molte difficoltà (giudiziarie) ma ne è venuto fuori (a colpi di leggi su misura,avvocati-onorevoli e prescrizioni);anche lui è un destrone con un passato “socialista”,sta tentndo da anni di radunare intorno a sè un intero Paese (però usando televisioni e giornali),e i suoi squadristi picchiano con il manganello mediatico.Certo, ha i tacchetti per sembrare più alto,si è fatto il lifting e si trucca la faccia col cerone: ma è comunque il padrone del Milan, è un tifosissimo di calcio,ha miliardi su miliardi e un potere enorme- in fondo, basta che il camerata Di Canio sappia accontentarsi.

PAOLO DI CANIO:il fascistoneultima modifica: 2008-10-09T19:08:12+02:00da anglotedesco
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