Articoli da leggere (anche se in ritardo)

Sabato a lavorare leggendo IL CORRIERE DELLA SERA mi sono piaciuti due articoli,volevo inserirli prima ma mi sono dimenticato,con il mio portatile rotto, posso aggiornare meno il blog.Il primo articolo riguarda gli sbarchi dei clandestini , che secondo il Cavalier Bugiardoni, Silvio Berlusconi, l’accordo con Gheddafi avrebbe portato meno clandestini in Italia. In pochi giorni ne sono arrivati 425. Mica male, nel prendere per il culo l’italiano è imbattibile. Nel secondo invece si parla di una giornalista in gamba che parla dei Casalesi, cioè Rosaria Capacchione. Ovviamente vive sotto scorta come Roberto Saviano. In bocca al lupo ai giornalisti veri come lei.

da www.corriere.it

L’accordo Berlusconi-Gheddafi non viene attuato: solo ieri a Lampedusa 217 persone
Clandestini in alberghi e conventi
Centri pieni, il governo ricorre a 49 strutture alternative per oltre 9mila immigrati

ROMA – Alberghi, conventi, edifici di associazioni religiose: sono ormai 49 i centri che si affiancano a quelli governativi e ospitano gli stranieri clandestini. Il Viminale moltiplica le sedi dove sistemare chi arriva in Italia senza permesso di soggiorno e — in base al decreto che ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale — ne affida la gestione ai privati. Soltanto 14 rimangono sotto il controllo diretto dello Stato.

Ad Ancona è stato il Comune a reperire due alberghi, mentre l’amministrazione di Caltanissetta ha messo a disposizione alcuni appartamenti. Gli altri centri sono affidati a Croce Rossa, Onlus, cooperative, organizzazioni cattoliche. Nuovi siti sono stati creati in un agriturismo in provincia di Arezzo, in una confraternita di Frosinone, in una cooperativa di Latina e poi a Matera e a Messina. In attesa di istituire i dieci nuovi Centri di identificazione ed espulsione che, secondo quanto aveva annunciato il responsabile dell’Interno dovranno essere pronti entro la fine dell’anno, gli extracomunitari vengono sparpagliati in locali e palazzine di tutta Italia. E il numero di presenze — aggiornato a ieri mattina — è ormai da record: 9.186 persone alle quali devono aggiungersi gli oltre 1.200 clandestini che si trovano nei vecchi Cpt e i 1.114 di Lampedusa. Dopo le polemiche tra il regime di Tripoli e il ministro Roberto Maroni, l’ipotesi di effettuare pattugliamenti misti in acqua libiche rimane sulla carta.

L’accordo siglato tra Silvio Berlusconi e il colonnello Gheddafi non ha trovato attuazione e sull’isola siciliana continuano a sbarcare centinaia di persone provenienti dall’Africa. Soltanto nelle ultime ore ne sono arrivate 217. Il flusso è continuo, basti pensare che negli ultimi due giorni c’è stato un aumento di 425 presenze. Una situazione che fa dire a Margherita Boniver, presidente del Comitato Schengen: «Abbiamo la fotografia di un vero e proprio fallimento in quella parte della politica dell’immigrazione che da un lato deve assicurare lavoro e integrazione a chi ne ha diritto e dall’altra deve allontanare dal territorio italiano i clandestini e tutti coloro che non hanno il titolo per restarci». La maggior parte di chi riesce ad approdare in Sicilia dichiara di provenire da Paesi martoriati dalla guerra e chiede asilo politico. Dice di essere partito da Somalia, Sudan, Ciad e fa istanza per essere considerato rifugiato. Per verificare che questi stranieri abbiano davvero i requisiti occorrono settimane o addirittura mesi, dunque è necessario avere strutture dove sistemarli. E rimpatriarli è pressoché impossibile: la Libia non accetta il ritorno e, se si eccettua l’Egitto, gli altri Stati non hanno accordi bilaterali con l’Italia. Il governo si è impegnato a costruire i nuovi Cie nelle caserme dismesse, ma gli edifici finora messi a disposizione da Difesa e Demanio devono essere completamente ristrutturati o addirittura ricostruiti. Sono nati così questi minicentri di accoglienza che, in base al decreto, possono essere affidati agli enti gestori a trattativa privata con un esborso che, secondo gli ultimi accordi, si aggira sui 55 euro per ogni immigrato ospitato.

Fiorenza Sarzanini
11 ottobre 2008

«Premio Napoli», riconoscimento speciale a Rosaria Capacchione, giornalista sotto scorta
La cronista del «Mattino» vive protetta dopo le minacce del clan dei Casalesi. La consegna del premio avverrà giovedì 16 ottobre

Rosaria Capacchione
NAPOLI – La giornalista del «Mattino», Rosaria Capacchione, sotto scorta per le minacce ricevute dal clan dei Casalesi è tra i sei vincitori del Premio Napoli 2008. Alla Capacchione è stato attribuito uno dei riconoscimenti speciali. Il 9 ottobre scorso, inoltre, ignoti hanno fatto incursione nell’abitazione della giornalista entrando da una finestra: hanno messo in subbuglio tutto portando via solo una targa consegnata alla cronista casertana in occasione di un recente premio giornalistico. La consegna del premio avverrà giovedì prossimo 16 ottobre alle ore 21 nella chiesa di S.Caterina da Siena a Napoli (Via Santa Caterina 38). «Da svariati anni – è questa la motivazione ufficiale – la Capacchione tenta con lavoro testardo, coraggioso e quotidiano di tracciare e aggiornare la mappa dei clan camorristici dell’hinterland, segnalandone i confini, gli spostamenti e le sempre nuove strategie. Il lavoro giornalistico della Capacchione somiglia a quello di un analista scientifico, attento a non esagerare con gli aggettivi e con i sensazionalismi e concentrato soprattutto a vagliare il tasso di inquinamento che l’economia criminale della camorra produce sulle nostre vite. Questo premio speciale è dunque dedicato alla manutenzione del suo lavoro quotidiano e alla speranza – conclude la motivazione – che produca in futuro discepoli altrettanto bravi».
13 ottobre 2008

Articoli da leggere (anche se in ritardo)ultima modifica: 2008-10-14T15:36:27+02:00da anglotedesco
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