Il bugiardissimo

Trovo ridicolo che  tifano per il Milan gente di sinistra nonostante sia Berlusconi  il presidente. La squadra di calcio è una fede,rispondono. Una cosa ridicola, lo dice uno che di fedi non ne ha mai avute. Ho tifato un sacco di squadre: Inter Parma (in serie A  una e in B l’altra) , Manchester United ed infine mi sono messo a tifare l’intero calcio inglese ma sopratutto contro il calcio italiano e l’Italia. Di questo non me ne vergogno perchè il calcio non è la cosa più importante.

Oggi riporterò dal bellissimo libro di Carlo Petrini (aiutato da qualcuno) i conflitti d’interessi di Berlusconi ,di Galliani e infine Fabio Capello che oltre ad essere famoso per il suo berlusconismo  (più che per i suoi successi in campo internazionale)saltano fuori altre cose…

da LE CORNA DEL DIAVOLO -Carlo Petrini (Kaos)

IL BUGIARDISSIMO

Nel maggio 2001 il padrone del Milan diventa padone dell’Italia.Infatti milioni di pecore votano Berlusconi,cosi gli fanno vincere le elezioni regalandogli il trono di presidente del Consiglio.
Arrivato al governo in base a una serie di promesse fasulle perchè impossibili da mantenere (a cominciare da quella <<Meno tasse per tutti>>), il Padrone milanista da capo del governo usa la propaganda per imbrogliare gli italiani fino in fondo.Infatti nel dicembre del 2001 arriva al punto di dichiarare: <<E’ necessario mettere un tetto alle spese delle società di calcio per l’acquisto dei giocatori.Anche se non si può parlare di immoralità,in certi casi si sono verificate situazioni che sono andate al di là del buon senso>>. Che coraggio,che faccia di bronzo,che presa per il culo:proprio lui che ha devastato il calcio a colpi di centinaia di miliardi! Tutto perchè da primo ministro è alle prese con la manovra finanziaria che comincia a impoverire la stragrande maggioranza degli italiani,per cui come presidente del Milan tenta di fare il moralizzatore.
Alla fine del campionato 2001-02 il conflitto di interessi del Milan una specie di mostro a due teste.Infatti Adriano Galliani, mantenendo le sue cariche societarie nel Milan,ai primi di luglio si fa eleggere presidente della Lega calcio.Cosi abbiamo questo bel quadretto di furbizia italica:il presidente del Milan,padrone del monopolio televisivo Mediaset e dell’impero editoriale Fininvest,è anche presidente del Consiglio dei Ministri:mentre il vicepresidente e amministratore delegato del Milan è al tempo stesso anche presidente della Lega pallonara.
Nell’estate del 2002 la società rossonera sta manovrando per comprare il forte difensore della Lazio e della Nazionale Alessandro Nesta;il presidente laziale Cragnotti chiede 40 milioni di euro,cioè un’ottantina di miliardi di lire,e più o meno altrettanti ne vuole il giocatore come ingaggio contrattuale.Allora Berlusconi,intervenendo come capo  del governo all’assemblea di Rimini di comunione e liberazione il 22 agosto,parla anche di calcipo e fa l’indignato:<<Siamo arrivati a un livello che non ha piu niente nè di economico nè di morale.Tutti hanno sbagliato,tutti abbiamo sbagliato! e’ giunto il momento di ravvedersi,bisogna ridare al calcio quell’essenza di sport che oggi non c’è più>>.che meravigliosa sceneggiata.E ai tifosi presenti all’assamblea che gli dicono:<<presidente ,compraci Nesta!>>,il Superpresidentissimo risponde ancora più indignato:<<No, non è possibile:costa troppo!>>.
Sette giorni dopo la notizia è ufficiale:il Milan ha comprato Nesta pagandolo più di 30 milioni di euro (oltre 60 miliardi);il contratto col giocatore,durata 5 anni, prevede 4 milioni di euro a stagione,totale 20 milioni (circa 40 miliardi).Totale dell’operazione:cento miliardi,lira più lira meno.La scena politica si agita di polemiche,ma il presidente del Consiglio fa lo gnorri:<<Io non ne so niente,ha fatto tutto Galliani>>.

I CAZZI LORO

Con il Psdrone che è capo del governo,e il vicepresidente che è capo della Lega calcio,il Milan dei primi anni del duemila,è in una botte di ferro.Come e più di prima, i servi mediatici sono scatenati:per le televisioni è la squadra numero uno, per le gazzette sportive è il massimo, per i giornali è uno squadrone intoccabile.intanto i signori Berlusconi e Galliani si fanno i cazzi loro.
Esempio. Nel febbraio del 2003 il governo Berlusconi fa il decreto salva-calcio.siccome le società di serie A e B hanno deficit da bancarotta,il governo autorizza la manipolazione dei bilanci societari dando la possibilità di diluire in dieci anni la svalutazione del valore dei giocatori.Un “salvgente di Stato” che per il bilancio del Milan calcio è manna dal cielo:<<Un rosso da 247 milioni di euro.A tanto sarebbe ammontata la perdita del Milan senza la manna del “decreto spalma-debiti”. E altrettanti soldi avrebbe dovuto sborsare il presidente Berlusconi per evitare la bancarotta della sua squadra del cuore.Queste sono le cifre contenute nel bilancio della stagione calcistica 2002-03>>. (Walter  Galbiati , (la repubblica”, 20 ottobre 2003).
Nuovo esempio. Il Milan non vuole più pagare l’Iva sui diritti delle partite della Champions League,e fa un’istanza al Fisco. Nell’agosto del 2003 (mentre gli italiani sono distratti dalle vacanze) l’Agenzia delle entrate gli dà pienamente ragione.<<Nella stagione passata le quattro società italine in Champions League hanno incassato di “diritti”, rispettivamente:Juve 32,3 milioni di euro; Milan 29,7 ;Inter 22,8 Roma 18,0.Totale:102,8. Milioni risparmiati grazie allo “sconto Iva”:20,6.Cioè 40 miliardi delle vecchie lire>> (Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, “Corriere della Sera”,1 settembre 2003).
altro esempio.A partire dal 2004 le televisioni berlusconiane danno l’assalto al calcio con il business del “digitale terrestre”. E’ una triangolazione Milan-Lega-Mediaset con la regia del governo Berlusconi,uno scandalo politico-affaristico mai visto al mondo:

<<Adesso sarò chiaro a tutti, finalmente,a che cosa serviva il digitale terrestre introdotto dalla legge Gasparri nella riforma della tv.A consentire a Mediaset di trasmettere in diretta le partite di serie A…Un governo della Repubblica ha presentato una legge,imponendola all’approvazione della sua maggioranza in Parlamento a colpi di voti di fiducia,per favorire l’azienda televisiva e la società calcistica che appartengono entrambe al presidente del Consiglio.E per di più,promuovendo la diffusione del digitale terrestre con incentivi pubblici per l’acquisto dei decoder,a carico dello Stato e quindi dei contribuenti,di ciascuno di noi.Tutto ciò con la complicità del presidente della Lega calcio,Adriano Galliani,al contempo vicepresidente vicario e amministratore delegato del Milan,che in questa veste ha trattato direttamente con Mediaset insieme a Juventus e Inter,senza informare e coinvolgere le altre 39 società che fanno parte dell’associazione,tradendo con ciò i suoi doveri e le sue responsabilità instituzionali>>. (Giovanni Valentini, “la Repubblica” ,20 gennaio 2005)

Intanto il padrone milanista-presidente del Consiglio continua a fare il doppio gioco. Nei periodo in cui la squadra rossonera va male: dice: <<Il Milan non vince più perchè, da quando sono in politica,non me ne occupo più…Per colpa della politica ho dovuto abbandonare la squadra>>.Quando invece il Diavolo vince qualche coppa, dice il contrario:<<Si parla del  Milan di Sacchi,di Zaccheroni e di Ancelotti ,ma non si parla mai del Milan di Berlusconi,sembra che io non esista.Eppure sono io che da diciotto anni faccio la formazione,detto le regole e compro i giocatori…>>.Alla fine di dicembre 2004 il Padrone rossonero annuncia le dimissioni dalla presidenza del Milan per “incompatibilità” con la carica di capo del governo:niente paura,è solo una messinscena mediatica.

NEI SECOLI FEDELE

Tutto si può dire di Fabio Capello,ma non che è un ingrato.Anche da allenatore della Juventus ,infatti,non perde occasione per ricordare che lui è un fedelissimo del Presidentissimo Berlusconi,che deve tutto all’ometto di Arcore.E’ una fedeltà commovente,in un mondo crudele come quello pallonaro,anche se è un sentimento concimato dai miliardi berlusconiani.
L’amore di Capello per Berlusconi è cosi forte,così intenso, che è diventano imitazione.non solo il mister si tinge i capelli come il Presidentissimo,ma si dà da fare anche nei paradisi fiscali,e in compagnia di personaggi non proprio raccomandabili.:

<<Che cos’hanno in comune il finanziere Stefano Ricucci,l’imprenditore e patron del Genoa Enrico Preziosi e l’allenatore della Juventus Fabio Capello? Per scoprirlo bisogn fare un viaggio fino all’isola di Guernesey nella Manica.Capello,Preziosi e Ricucci hanno scelto questo rinomato paradiso fiscale a sovranità britannica come sede della loro holding di famiglia,della cassaforte societaria a cui fanno capo tutte le loro attività personali. Un caso? pare proprio di no,perchè ( persino in Lussemburgo) Ricucci,Preziosi e Capello risultano attivi con altre società personali.L’allenatore della Juve,per esempio ha costituito nel Granducato la Sport 3000, controllata attraverso il Capello Family trust di Guernsey.(Nel 2001) Capello era residente a Campione d’Italia,che offre grandi vantaggi fiscali>> (Vittorio Malagutti, L’Espresso”,24 novembre 2005)

Però l’amore di Capello per Berlusconi non è fatto solo di ricordi,miliardi e paradisi fiscali. C’è anche la politica,come no, c’è il partito padronale Forza Italia.Nel novembre del 2005,per esempio,il mister fedelissimo partecipa alla riunione dei giovani berlusconiani,organizzata a sorrento dal galantuomo Marcello Dell’Utri,per spiegare ai riuniti quanto è meraviglioso il Padrone: <<A 34 anni ero finito.Poi ho avuto la fortuna di incontrare il Presidente.Un giorno mi disse: “Il Milan è in difficoltà,te la senti di prenderlo in mano?” Mi ha fatto fare cinque partite come allenatore…>>,e come nelle favole oplà:il miracolato Capello è diventato un supermister ricco e famoso.
C’è da dire che l’ometto di Arcore è generosissimo coi suoi fedelissimi.Per esempio:la Juventus allenata da Capello perde il suo portiere titolare per infortunio e non ha un sostituto all’altezza? Ecco che il Milan gli presta il suo secondo portiere,Abbiati.Una mano lava l’altra, il calcio ormai è cosa loro.

Il bugiardissimoultima modifica: 2008-10-26T14:06:48+01:00da anglotedesco
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