IN ITALIA I PARLAMENTARI POSSONO ANDARE IN PENSIONE A 42

Questa settimana ho sintetizzato un capitolo dello straordinario capolavoro (1.200.000 copie vendute) La Casta. Si parla degli assurdi vantaggi che hanno i parlamentari,riporto alcuni esempi da far venire il mal di pancia.Per chi si fosse perso le puntate scorse,le riporto in un unico post.

da LA CASTA -Gian Antonio Stella-Sergio Rizzo (Rizzoli)

BABY PENSIONATI DI 42 ANNI

E C’E’ CHI HA AVUTO IL VITALIZIO SENZA MAI SEDERE A PALAZZO MADAMA

Nel calendario della show-girl televisiva Irene Pivetti,organismo geneticamente modificato della badessa militare che fu presidente della Camera,c’è una data cerchiata di rosso:4 aprile del 2013,festa del beato Francesco Marto, il terzo pastorello di Fatima.Quel giorno,la bella e pimpante presentatrice celebrerà non solo il compleanno ma la possibilità di diventare una baby pensionata parlamentare.A 50 anni.Dopo aver fatto tre legislature ma,grazie a due tornate di elezioni anticipate ,solo 9 anni a Montecitorio.

Abituati a trattarsi principescamente,non potevano proprio predicare agli altri l’assoluta necessità di fare sacrifici e rimandare il più possibile l’età del ritiro dal lavoro e nello stesso tempo tenersi quelle regole lussuose grazie alle quali potevano andare in pensione a 60 anni se avevano alle spalle una legislatura ,a 55 se ne avevano due, a 50 se ne avevano tre, a 45 se ne avevano quattro e cosi via,a scalare.Il troppo è troppo.
Decisero cosi nel 1997,tra tanti maldipancia ,di cambiare.Stabilendo che in futuro il parlamentare con una sola legislatura nel carniere avrebbe potuto ricevere la pensione non prima di aver compiuto i 65 anni.Ma che ogni anno in piu sugli scranni delle Camere avrebbe dato dritto a un accorciamento di un anno. Dieci anni <<onorevoli>>? Pensione a 55.Venti anni <<onorevoli>>? Pensione a 50 anni.Col risultato che se dovesse essere rieletta per altre due volte,la deputata forzista Chiara Moroni potrà ricevere il suo lussuoso vitalizio di 8455 euro il 23 ottobre del 2024.A 50 anni. Diventando una baby pensionata con due soli decenni di contributi ben 29 anni dopo la riforma Dini.
E’ qui la truffa.Nell’aver fatto credere agli italiani che quella riforma del 97′ fosse davvero una svolta radicale dopo decenni di privilegi.Falso. Primo:allungava solo di cinque anni,a scalare,l’età pensionabile.Secondo:valeva solo per gli eletti futuri a partire dalle politiche del 2001. Tutti gli altri,già presenti nel 2000,hanno diritto per l’eternità del vecchio trattamento.Il napoletano Giusepope Gambale, entrato ragazzino nel 92′ con quella Rete di Leoluca Orlando che voleva scardinare la vecchia politica,è andato in pensione nel 2006 (per essere subito riconvertito come assessore alla cultura del Comune di Napoli:4000 euro di stipendio) con 8455 euro lordi al mese.A 42 anni.
L’onorevole giovanotto ,per avere quella pensione,ha versato in quattro legislature 222.000 euro e spiccioli.Nel solo primo anno da vecchietto 42enne a riposo ne ha ricevuti 101.406.Fate due conti:26 mesi ed eccolo in pari con il versato.Dopo di che,dai 44 anni in avanti,sarà mantenuto dai cittadini.Se la vita gli sorriderà quanto sorride mediamente a  un maschio italiano d’inizio millennio  arriverà a 80 anni dopo avere incassato,in valuta attuale, 3.855.000 euro.Cioè 17 volte più di quanto aveva versato. Se conosce una polizza privata altrettanto magica,per favore, dia l’indirizzo anche a noi.
E il bello è che in realtà,di anni veri in Parlamento,Gambale ne ha passati solo 14.Degli altri 6 per completare le legislature interrotte da elezioni anticipate ha versato solo i contributi.

Il banchiere varesino Giovanni Valcavi,per dire, è rimasto a Palazzo Madama nove settimane e mezzo.Ma non provateci neanche,a chiedergli se non si senta in imbarazzo a portare a casa ogni mese,dal 23 aprile del 1992 ,una pensione che all’inizio del 2007 era salita a 3108 euro:è convintissimo di essersela guadagnata.
<<Oh ,signur! Ma lei ha idea di quanto ho lavorato,in quei mesi? Ho fatto un sacco di disegni legge,di interrogazioni parlamentari,di riunioni ,di viaggi all’estero…Non stavo mica a guardar per aria,io>>.Subentrò al defunto Antonio Natali il 27 marzo 1991,il giorno dopo chiesero di dimettersi dalla carica di presidente della Banca Popolare di Luino e Varese perchè le due poltrone erano incompatibili.Diede battaglia presentando una modifica alla legge,gli andò male,fu costretto a scegliere,scelse di continuare a fare il banchiere e il 3 giugno lasciò il posto a Bruno Pellegrino.Totale dei giorni da senatore:68.
Non gli sarebbero bastati,ovvio, per avere vitalizio.Ma gli fu sufficiente coprire i contributi di tutta la legislatura.<<Ho versato 50 milioni! Di allora! Cinquanta milioni erano dei bai soldi sa? Erano dei bei soldi>>In valuta attuale,meno di 39.000 euro. Recuperati in poco più di un anno.Da allora ,i cittadini italiani hanno regalato a Giovanni Valcavi ,a integrazione di altre pensioni deluxe,mezzo milione assai abbondante di euro.Più di un miliardo di lire. Per 68 giorni da parlamentare e una cinquantina di milioni di investimenti.

Dall’autunno del 2000 incassa ogni mese il vitalizio senatoriale (sia pure ridotto) la vedova di un uomo che non mise mai piede nell’aula di Palazzo Madama.Mai,neppure per un minuto.Si chiamava Arturo Guatelli ed era un giornalista famoso.Trombato alle elezioni del 1979 nelle quali si era candidato con la Dc,non ne aveva certo fatto un dramma.Da corrispondente da Parigi del Corriere della Sera aveva già le sue soddisfazioni.Finchè,il 29 aprile del 1983,dopo mesi di tira molla,il quinto governo di Amintore Fanfani si dimise. Quattro giorni dopo,il presidente della Repubblica Sandro Pertini sciolse le camere.Altri due giorni e mentre giocava con i figli nel suo appartamento a Palazzo Giustiniani,il presidente del Senato Tommaso Morlino morì:infarto.
Un paio di giorni dopo la Prefettura di Milano telefonava a Guatelli,che anni dopo ne avrebbe parlato col collega Ivo Caizzi del Corriere:<<Mi annunciarono che ero stato nominato senatore al posto di Morlino in quanto primo dei non eletti Dc in era finita.Quando capìì che era un fatto più formale che sostanziale,evitai perfino di dirlo in giro.La cosa si seppe quando il Senato,riunito in seduta straordinaria per insediare il nuovo presidente,annunciò la mia nomina>>.Al momento della chiaccherata,la primavera del 1997.<<Hai mai pensato a rinunciare?>> gli chiese Caizzi.No,rispose.Certo il suo caso dimostrava <<al meglio l’assurdità del sistema pensionistico dei parlamentari>>.Ma spiegò:<<Non sono abituato a buttare i soldi dalla finestra.Capisco che si tratti di un privilegio,ma la legge non l’ho inventata io>>.

<<Repellente>>.Ecco come Toni Negri,il pessimo maestro d’una generazione,marchio della sua esperienza alla Camera:<<Terribile e repellente>>.Tirato fuori grazie all’elezione nelle file radicale dal carcere in cui era rinchiuso dal 7 aprile del 79′ sotto una montagna di accuse legate al terrorismo rosso, il professore padovano entrò a Montecitorio ,tra le urna dei missini e il disprezzo di quasi tutti gli altri,il 12 luglio del 1983.Da quel momento restò li,prima che i colleghi ne autorizzassero l’arresto reso impossibile dalla fuga a Parigi,per un totale di 64 giorni.Durante i quali,a causa delle ferie estive,vennero convocate 9 sedute.
Rilasciò una serie di interviste.In una disse: <<Mi hanno accusato di aver vissuto in cento bande clandestine, ma l’unico corpo separata in cui mi è toccato di vivere è proprio questo Parlamento>>.In un’altra,parlando di sè in terza persona come i terzini e le soubrette,spiegò:<<Il Negri rivoluzionario non si è rinnegato nè convertito al parlamentarismo>>.Finchè lanciò alla Francia,via radio, un appello alla sua plebe ribelle nella scia dell’adagio <<armiamoci a partite>>:<<Ci rivedremo.Ma per ora dobbiamo riuscire ad alzare  ancora quello che è il piano dello scontro>>.Forza ragazzi,che lui si era un pò stufato e adesso aveva altro da fare con gli accademici parisiens.
Bene: per quelle 9 <<repellenti>> sedute in cui c’era e non c’era,Toni Negri prende ogni mese,dal 1993 quando compi i 60 anni,3108 euro.Cinque volte di più ,stando alle tabelle Inps,della pensione  di vecchiaia di un operaio.Un dettaglio che, a lui che divenne noto per aver scritto <<sento il calore della comunità operaia e proletaria  tutte le volte che mi calo il passamontagna>>,dobrebbe far venir voglia di rimetterlo,il passamontagna.Per l’imbarazzo.Niente da fare:nella sua testa il vitalizio è un risarcimenro per la galera fatta.                                                                                                  
Andiamo avanti? Ad Antonio Gava,che fu per anni il monarca della Dc napoletana e porta in groppa un paio di condanne per corruzione,arrivano ogni mese un vitalio di quasi 10.000 euro e altre due pensioni.A vito Lattanzio,il monarca di Bari,lo stesso vitalizio e tre pensioni.Per non dire di certi accumuli celeberrimi come quello di Giuliano Amato,che nel 98′ andò in pensione a 59 anni,dopo essere stato docente universitario,parlamentare,capo del governo e presidente dell’Antitrust,con una somma cosi stratosferica (pari a 20.000 euro di oggi) che,tornato al governo, si sentì in dovere di rinunciare allo stipendio di ministro.O di Danilo Poggiolini,che al vitalizio più modesto (6600 euro) somma ancora oggi una pensione da segretario dell’Ordine dei Medici che intasca dal 1966.L’anno in cui la tv americana trasmetteva il primo episodio di Star Trek,Indira Gandhi veniva eletta primo ministro e Celentano cantava a Sanremo Il ragazzo della via Gluck.
Residui di un passato indecente riscattato da virtuose correzioni? Falso.Il peso dei vitalizi agli ex deputati grava <<oggi>> su Montecitorio (bilancio 2005) per 127 milioni di euro, 35 più delle indennità dei parlamentari in carica. Una cifra immensa, 8 volte più alta dei 19.700.000 euro ,in valori attuali,di tre decenni fa, nel 1978.Ed è ancora destinata a salire e pesare sul futuro.
E anche i privilegi più insopportabili,quelli che fanno ribollire il sangue,non appartengono affatto al passato.Lo dimostra platealmente la presenza nel Parlamento italiano ,nella legislatura iniziata nel 2006,di 6 siciliani che ogni mese portano a casa non solo lo stipendio da deputato ma anche, come ex consiglieri regionali,un sontuoso vitalizio dell’Ars ,l’Assemblea regionali siciliana,dai 3 agli 8000 euro e mezzo.Sono il margheritino Franco Piro,i forzisti Giovanni Ricevuto e Giuseppe Firrarello,il nazional-alleato Nino Strano e i diessini Vladimiro Crisafulli e Angelo Capodicasa,che incassa anche lo stipendio da viceministro alle infrastrutture e passa quindi in carrozza i 25.000 euro.Al mese. Tutta colpa,dicono,di un buco nei  regolamenti parlamentari siciliani.Ma come,direte voi, vogliono farci credere di non essersene accorti? Esatto.Al punto che la loro reazione,alla domanda sul perchè non avessero segnalato l’ingiustizia di questo priviligio,somiglia alla risposta che diede un architetto palermitano quando gli chiesero perchè diavolo avesse costruito la grande piscina olimpionica,rimasta chiusa per anni,senza l’impianto di riscaldamento.Si battè una mano sulla fronte e disse:<<Minchia:m’ù scurdai!>>.

IN ITALIA I PARLAMENTARI POSSONO ANDARE IN PENSIONE A 42ultima modifica: 2008-11-13T19:54:16+01:00da anglotedesco
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