RAI:LA VERGOGNOSA TV DI STATO/Il caso Nicoletti

La settimana scorsa ho spiegato quello che è successo a Carlo Nesti,oggi riporto invece il modo in cui fu trattato Gianluca Nicoletti.
Nicoletti entrò in Rai facendo il furbo inventandosi una lettera scritta dal vescovo di Verona, sperando di essere assunto e cosi fu.Un comportamento per niente onesto che però non nè niente in confronto a quello che hanno fatto a lui. Per prima cosa :solo dopo questo fatto Nicoletti confessò la lettera e dunque non venne punito per questo.Venne punito perchè la Rai è una tv mafiosa,non ha niente da invidiare a Mediaset.
Gianluca Nicoletti non è ilmassimo della simpatia ma nel suo lavoro ci sa fare. E’ un pò come se fosse un grande giocatore che però gioca nella squadra avversaria. Lo odi ma ammetti che è bravo.
Loris Mazzetti ha scritto dei libri molto interessanti,spiccano QUELLO CHE NON SI DOVEVA DIRE su Enzo Biagi oppure quello da cui ho preso il caso Nicoletti IL LIBRO NERO DELLA RAI.
Ultimamente ha scritto LA MACCHINA DELLE BUGIE. Lo comprerò tra qualche giorno e ovviamente ne metterò parecchi pezzi.All’interno una intervista a Roberto Saviano.

da IL LIBRO NERO DELLA RAI -Loris Mazzetti (Bur)

GIANLUCA NICOLETTI:UN PROFESSIONISTA REGALATO ALLA CONCORRENZA

Ci sono fatti accaduti in RAI,passati attraverso il silenzio generale,che sono difficili sia da raccontare che da credere.
Alla vigilia di Natale 2004 arrivò una sua telefonata e non era per farmi gli auguri: <<Loris,sono disperato,sono costretto ad andarmene dalla Rai,non ho alternativa.L’amministratore delegato di Rainet,Alberto Contri, mi ha mandato una lettera su cui c’è scritto che sono responsabile del fatto che sono stati trovati dei links sul sito della nia trasmissione Golem,che è inserito nel portale Rai,di cui sono curatore e responsabile,che portano a siti porno.Io non c’entro nulla.Ho fatto leggere la lettera al mio avvocato.Mi ha detto che non devo farmi illusioni:è l’inizio di un procedimento disciplinare>>.
Immediatamente Nicoletti predispose una memoria difensiva molto dettagliata smontando tutte le accuse,e in particolare sottolineando che <<Internet è per sua natura un sistema aperto,si fonda sulle connessioni e sull’ipertesto.Qualunque approccio a questo sistema deve naturalmente tener conto del fatto che non sarà mai possible avere l’assoluta certezza di un controllo del materiale che si pubblica se questo materiale è sottoposto alla condivisione e contaminazione di altri navigatori>>.
Durante la fase istruttoria,la vicenda avrebbe dovuto rimanere riservata,invece la notizia non solo circolò all’interno di Rainet,ma fu fatta trapelare anche all’esterno:fu pubblicata su un seguitissimo sito di gossip.Questo causò a Nicoletti un notevole imbarazzato nei confronti di quanti gli chiedevano se era vero quello che si diceva in giro.Ci fu un effetto tam tam accentuato dall’improvvisa sparizione del sito Golem dalla rete.
Gianluca era disperato,era in gioco la sua onorabilità.Qualsiasi decisioni avesse preso,davanti a se vedeva solo il baratro:vent’anni di carriera buttati al vento,fango su di lui,sulla famiglia e sopratutto sui figli.Io lo conosco troppo bene per poter soltanto dubitare,e per quello che potevo fare mi misi a disposizione.Quel mese,fatto di incontri con avvocati e di memorie difensive,lo aveva distrutto.Chi non lo sarebbe stato al suo posto? Capii che la decisione di combattere era stata abbandonata per una soluzione che,secondo lui,avrebbe limitato i danni.
Nicoletti proseguì:<<Mi sono trovato di fronte a un bivio: portare Contri e Rainet in tribunale,affrontando un lunghissimo iter giudiziario di almeno quattro o cinque anni,facendo diventare la mia vicenda un caso pubblico e leggere cosi tutte quelle nefandezze,di cui mi si accusa,sui giornali,e dover sempre essere sottoposto alla gogna di spiegare e giustificarmi su argomenti che ti sporcano anche solo a parlarne.In questi giorni neri ho risentito il mio vecchio direttore e amico, Marcello Sorgi,che mi ha detto che è in campagna acquisti per <<La Stampa>> e ha già ingaggiato Riccardo Barenghi, Lucia Annunziata e Mattia Feltri.Lui ha fatto crollare goli ultimi miei dubbi.Sai quanto conosce bene la Rai (è stato direttore del Gr e del Tg1).Marcello mi ha ipotizzato di andare al suo giornale.Con questa prospettiva e la convinzione che una causa mi porterebbe a diventare pubblicamente,per anni, quello che già si dice per i corridoi di viale Mazzini,uno sospettato di essere un pornografo,peggio, uno che si diverte a mettere links a siti osceni o addirittura pedofili.Dopo aver parlato con Sorgi ho chiamato il mio avvocato e gli ho dato mandato di negoziare il mio divorzio da Rainet. In cambio delle mie dimissioni mi propongono una cifra consistente come buona uscita ,oltre alla liquidazione.Loris,non ce la faccio più nemmeno a vedere le loro facce.Anche se le accuse sono ridicole e chiunque abbia un pò di dimestichezza con Internet sorriderebbe,preferisco cambiare aziende e lavoro.In questo mese sono stato trattato come un pericoloso maniaco,incontro colleghi che fanno finta di non vedermi>>.
Rimasi esterrefatto.Gianluca un pericoloso maniaco?
Lo conoscevo troppo bene.Il racconto era da incubo.Lui così attaccato alla Rai,un culo di piombo,quindici ore di lavoro al giorno,stava buttando via tutto,ma la sua reazione era spiegabile,anche se io al suo posto avrei lottato in fondo;ma non ero al suo posto e stavo per passare un Natale in famiglia,contrariamente al suo,molto sereno.
Cosa aveva fatto Gianluca perchè qualcuno ce l’avesse tanto con lui?
L’obiettivo era chiaro:farlo saltare dalla poltrona.
Prima di raccontarvi cosa penso della vicenda,dobbiamo fare un salto nel passato,a quando le nostre vite professionali si sono incrociate.Arrivai a Raiuno tanti anni fà,mi portò il vicedirettore Nino Crescenti,che aveva lavorato Angelo Guglielmi a RaiTre.Fu in quell’occasione che conobbi Gianluca Nicoletti,astro nascente di RadioRai,conduttore di alcune edizioni dello storico programma Radiodue 3131.Un giornalista,assunto qualche anno prima con un contratto di assistente ai programmi,che era nella situazione assurda di essere ancora in attesa che la sua posizione venisse regolarizzata nonostante fosse a capo di una redazione composta da quindici persone.Nel giro di pochi mesi tutto fu sistemato.
Criscenti mi affidò la regia di un programma dal titolo Uno più Uno,in onda tre volte alla settimana,condotto dallo stesso Nicoletti (fu il suo debutto televisivo),e da Gigi Marzullo,che dopo più di un anno di purgatorio ,era l’estate 1992 e Berlusconi aveva vinto le elezioni,ritornava in video prendendosi la sua rivincita sugli stessi “professori” che lo avevano epurato. Con Criscenti avevo già realizzato un altro programma.L’arte di non leggere,uno dei lavori più importanti che ho fatto,condotto da due grandi:Carlo Fruttero e Franco Lucentini.
Gianluca Nicoletti e Gigi Marzullo erano una “strana coppia” perchè uno l’opposto dell’altro.Nicoletti, considerato il “perfido” per la sua pungente critica ai programmi televisivi,terrore tra gli autori e dei conduttori-in tempi non sospetti aveva previsto la “degenerazione” della tv -rappresentava il cattivo,e in Radiocomando aveva spesso fatto diventare Marzullo oggetto delle sue attenzioni:<<La visione di Marzullo ci fa lo stesso effetto di un gatto spiaccicato sull’autostrada.Ci fa orrore,ma non possiamo fare a meno di guardarlo>>.Sempre a proposito di Marzullo:<<Ha creato la scuola della domanda idiota,sempre la stessa.Come se fosse un test,come le macchie colorate dagli psicanalisti.Se non esistesse,andrebbe inventato.

TRAMITE UNA INTERVISTA GIANLUCA NICOLETTI SPIEGA LA VICENDA.

GIANLUCA PERCHE’ TI HANNO FATTO TUTTO QUESTO?

<<Quando seppi che Alberto Contri stava per arrivare a Rainet,fui felice perchè quando era nel cda mi aveva molto aiutato.Anch’io nel mio piccolo lo avevo aiutato ad arrivare da noi:andai a parlare con il consigliere Staderini-sapevo che non lo gradiva molto-per convincerlo che invece era giusto per quel ruolo.Ero convinto che insieme avremmo fatto buone cose.Poco dopo il suo arrivo cominciò a mostrare alcuni lati della personalità che io non conoscevo:era continuamente preoccupato a promuovere se stesso.Me lo disse pure:”Sai,io dovrò prendermi il merito di qualcosa che fai tu,ma in questo momento è necessario per il bene di tutti che io mi accrediti”.A me questo non importava molto,se era per il bene comune che si prendesse tutti i meriti che voleva.Contri era un ottimo comunicatore,ma non aveva nessuna competenza nella costruzione e gestione di un portale internet.Pensai:”Poco importa, lui fa l’amministratore delegato,si occupa dell’aspetto industriale di Rainet,io di quello editoriale”.Invece,non solo si prendeva i meriti,ma cominciò graudualmente anche ad occuparsi di questioni che competevano al mio ruolo.Spesso andava a fare riunioni di prodotto con i direttori delle reti o delle testate senza dirmi niente.In quella sede proponeva autonomamente nuovi siti e nuove iniziative editoriali di cui sapevo solo a posteriori.La mia reazione non fu morbida.Su queste cose non sono malleabile.Tutte le volte che vedevo invasa la mia area gli scrivevo.Come quella volta che ricevetti via email,per conoscenza,una comunicazione da parte del responsabile dell’area commerciale,che dava direttive,a persone che dipendevano direttamente da me,sull’impostazione del prodotto e in particolare sull’area giornalistica.Trovai grave che avesse scritto cosa doveva essere segnalato sull’area del portale di competenza dei giornalisti.La mia lettera di richiesta di spiegazioni dei giornalisti.La mia lettera di richiesta di spiegazioni alterò molto l’amministratore delegato.Da quel momento in poi si creò una frattura che con il tempo aumentò sempre più.Contri cominciò a privarmi di alcune delle miecompetenze,ad esempio la comunicazione della società e il marketing furono sottratte all’area editoriale.Cambiarono le strategie,la linea divenne quella di portare a Rainet tutte le commesse possibili,anche se non avevamo le forze,spesso ci mancava il know-how,con il risultato che la qualità del nostro servizio cominciò ad abbassarsi.Ad esempio,senza il mio avallo si fece fare all’esterno un sotto portale da mettere in quello Rai per vendere la musica on line.Io dissi: “Cosa centra questo con noi? A ottobre 2004 apparve improvvisamente una società di consulenza che era stata incaricata dall’amministratore delegato di studiare un piano di ristrutturazione di Rainet.In pratica facevano interrogatori ai miei collaboratori entrando anche nel merito della mia gestione.Chiesi più volte,inutilmente, di vedere il loro lavoro,visto che riguardava il mio.Capìì allora che in realtà l’obiettivo ero io.Era un processo e non una normale verifica per produrre meglio. Solo una volta partecipai a una riunione con i consulenti.Li ebbi la conferma che lo scopo della missione era quello di mettermi nelle condizioni di lasciare la mia direzione.Tutte queste cose mi avevano inaridito,avevo completamente perso il controllo della situazione e sempre più mi accorgevo che tra i miei collaboratori avanzava l’idea che ero stato fatto fuori.La prima dichiarazione ufficiale di guerra era avvenuta durante l’estate.Io ero in ferie.Mi telefona Contri:”Perchè sei in ferie? Qui ci sono tante cose da fare…”,rispondo: “Dimmele,perchè è tutto sotto controllo,sono il direttore,quale problema c’è?”,e lui:”Non puoi startene in ferie tutto questo tempo”, “Perchè non posso starci,seguo tutto,ho funzionari che,sotto la mia responsabilità,controllano.Dimmi se ci sono dei problemi.Cos’è che non sto gestendo? Se serve proprio rientro”.La risposta fu evasiva.Non poteva dire nulla perchè le ferie lo ho sempre fatte con il computer acceso e il telefono all’orecchio,ne sa qualcosa la mia famiglia.Quando tornai ci furono subito problemi su un corso che avrei dovuto tenere,per chiara fama (gratuitamente per mia scelta),all’Università di Pisa.Inizialmente Contri mi aveva autorizzato,anzi mi aveva mandato una lettera complimentandosi perchè avevo coinvolto la nostra azienda nel progetto:eravamo partner dell’ateneo di Pisa in un corso sperimentale.Gli studenti avrebbero alimentato con i loro sms un blog del nostro portale.Il fine doveva essere l’interazione tra me e loro attraverso i linguaggi telematici usati dai giovani per comunicare.Feci la prima lezione nell’aula magna con la presenza di tutte le autorità accademiche e istituzionali,ne parlarono tutti i giornali,fu un successo anche per Rainet.Il giorno in cui stavo per andare a fare la seconda lezione,mi chiamò la segretaria,mentre ero già alla stazione:”Venga,venga,c’è una lettera per lei urgente”.La lettera era molto aspra e c’era scritto che non ero stato chiaro sulla durata dell’impegno ,che nella realtà avrebbe occupato solo cinque o sei weekend.Siccome stavamo facendo un grande sforzo di riorganizzazione di Rainet,se Contri avesse saputo che sarei stato assente da Roma il venerdi pomeriggio non mi avrebbe mai autorizzato.Scrisse testualmente che weekend per lui andava inteso come sabato e domenica.Non avrei mai sacrificato il mio lavoro per l’università,ero in grado di gestire il tutto benissimo.Portai quello scritto dall’avvocato,il quale mi disse: “Gianluca è una lettera che presuppone un siluro ben più grosso”>>.

Il 16 luglio 2007 <<La Repubblica>> ha pubblicato un’inchiesta molto interessante di Paolo Benzi dal titolo PEDOFILIA ,ECCO LA RETE DEGLI ORCHI. L’articolo inizia cosi:
<<Per entrare nella stanza dell’orco non bisogna nemmeno bussare.Si saltano le presentazioni.Nessuna maschera o identità posticcia.Al massimo un nickname a scadenza.In molti casi neanche quello.Entri e fai i tuoi porci comodi,e anche ottimi affari.Indisturbato.Impunito.Senza pagare un centesimo.Anche se con Internet non sei un drago.Bastano un minimo di dimestichezza telematica e un paio di dritte giuste per accedere gratuitamente alla galleria degli orrori della pedofilia on line.Li si può mettere in piedi,in quattro e quattr’otto,un mercato nostrano,redditizio.Scarichi,gratis,foto vietatissime,e le rivendi>>.
Ipotizziamo che Nicoletti sia un “bastardo”,perchè dovrebbe,per fare i “porci comodi”,utilizzare il sito di Golem e più in generale quello della Rai,dal momento che,come ha scritto Benzi,non bisogna essere un “drago della navigazione” per accedere a certe immagini.Oltre che “bastardo” sarebbe anche “pirla”.
Se Contri era veramente convinto che Nicoletti avesse favorito per sua scelta l’accesso alle immagini porno e pedofile,essendo questo un crimine,lo doveva denunciare alla polizia postale.Perchè non lo ha fatto? Sono tante le domande a cui vorrei dare una risposta.Perchè Contri ha accusato solo Nicoletti e non anche chi si occupava materialmente della pubblicazione e aggiornamento del sito?
La storia non regge e sicuramente,come abbiamo visto dal racconto,alla base c’è un rapporto disastroso tra i due.Questo non giustifica ciò che è accaduto.

RAI:LA VERGOGNOSA TV DI STATO/Il caso Nicolettiultima modifica: 2008-12-23T20:24:37+01:00da anglotedesco
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