Calcio e Camorra

Un mesetto fà Cannavaro in maniera furba senza allargarsi troppo,fece capire che gli ha dato fastidio il  film Gomorra tratto dal libro di Roberto Saviano.Direttamente o indirettamente, i giocatori che giocano nel Napoli,hanno a che fare con i camorristi.Nelle feste private e per altre cose. Oggi riporto un pezzo del libro dove parla appunto  dei rapporti tra calciatori e Camorra.

da LUCKY LUCIANO-Marco Travaglio,Francesco Caremani e altri (Kaos)

SCANDALI SOTTO IL VESUVIO

Restano comunque assodati alcuni dati di fatto,connessi allo scudetto 1987-88 inopinatamente perso dal Napoli e sorprendentemente vinto dal Milan,tali da rendere verosimili i peggiori sospetti.
Il primo elemento inoppugnabile sono le minacce che,dopo quell’incredibile sconfitta,cominciarono a subire i giocatori più rappresentativi del Napoli.Minacce,secondo molti,finalizzate a impedire eventuali “pentimenti” e ammissioni.Alcune le ricorda Pugliese:”A Maradona rapinarono i trofei e i gioielli che aveva in banca.Fu un avvertimento,poi glieli restituirono.Io stesso l’ho accompagnato otto volte a casa di Salvatore Lo Russo,che allora era agli arresti domiciliari ,durante la trattativa per fargli riavere la roba rubata.Poi c’è la storia del figlio di Salvatore Bagni:il bambino morì in un incidente stradale e dopo qualche tempo la salma fu portata via (trafugata dal cimitero ,ndr).Anche quello fu un avvertimento e io l’ho spiegato ai magistrati.Non era mai successo che qualcuno pigliasse una creatura da sottoterra.E il corpo non è mai stato trovato,nè sono stati pagati soldi.Un movente vero non c’era,se non quello che io conosco bene.Vogliono farli tacere…”.Il 26 ottobre 1989,alcuni rapinatori avevano svaligiato le cassette di sicurezza della Banca di Provincia,compresa quella dove Maradona teneva i suoi trofei  (E’ la strana rapina di cui parla il pentito Pugliese nell’intervista.Nel settembre 1989,ancora in vacanza in Argentina,Maradona aveva fatto sapere di non voler più rientrare a Napoli,e in un apposito comunicato stampa aveva poi attivati per fargli riavere il tesoro,che alla fine era stato riconsegnato al legittimo proprietario.I magistrati hanno tentato di interrogare Maradona su quegli sconcertanti episodi,ma lui non si è presentato alla convocazione e,richiamato in Procura,ha preferito tornarsene in Argentina senza mai più rimettere piede in Italia).
Il secondo dato certo sono i contatti con alcuni giocatori del Napoli-dunque non solo Maradona-con alcuni boss della camorra napoletana:rapporti e contatti dimostrati sia delle fotografie scattate dagli agenti della Questura partenopea,sia dalle ammissioni degli interessati.Decine di foto immortalano il fuoriclasse argentino in compagnia di capiclan,a cominciare dal suo amico Carmine Giuliano.Ci sono le deposizioni di alcuni calciatori (e delle rispettive consorti) che ammettono di aver frequentato case e barche di vari boss,con o senza contorno di cocaina:come il party organizzato-secondo la moglie di Renica-dal capo-tifoseria Gennaro Montuori detto “Palummella” a casa dei boss di Forcella,i Giuliano,per festeggiare con “piste di neve” il secondo scudetto del 1990.O come l’altro “party” di cui parla la moglie di Francini,allestito per l’occasione dai fratelli Lo Russo,boss della cosca dei Capitoni.
Rapporti fra boss camorristi e calciatori del Napoli cosi plateali da lasciare interdetti.Eppure il direttore della squadra partenopea,l’attentissimo Moggi,non si è mai accorto neppure di quelli.Grandi sniffate di droga,grandi feste a casa dei mafiosi,delle quali il responsabile della squadra,l’informatissimo Moggi,non ha mai saputo niente.Intimidazioni,voci,sospetti intorno a uno scudetto perso dal Napoli per “cause di forza maggiore “:ma lo scaltrissimo Lucianone non ha mai visto nè sentito niente.Complimenti.

Calcio e Camorraultima modifica: 2009-02-06T17:43:00+01:00da anglotedesco
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