I fallimenti Della Bossi-Fini

Ho messo un video ,un famoso video della rissa tra Luxuria e Alessandra Mussolini a Porta a Porta e dnque in sottofondo si sentono insulti ma io veramente ho spezzato quel video perchè prendo le parole di Roberto Castelli che parla della Bossi-Fini come un salvagente per il Paese.Questo libro gli risponde in modo preciso.Da due come Bossi e Fini c’è poco da aver fiducia.Solo una parte di questo Paese di sottosviluppati possono credere in gente del genere.Ma chissenefrega se grazie a questi signori ci tolgono i soldi dalle tasche. W l’Italia sempre e comunque. Per chi si fosse la puntata di ieri,la riporto in unico post. da LA RESA DEI CONTI -Iginio Ariemma (Editori Riuniti) I FALLIMENTI DELLA LEGGE BOSSI-FINI COSA AVEVANO PROMESSO IN CAMPAGNA ELETTORALE Durante la lunghissima campagna elettorale del 1999-2001 il centrodestra articolò una serie di proposte: 1) Più severità nel combattere l’immigrazione clandestina e la criminalità che sostenevano esservi collegata:più espulsioni certe con accompagnamento alla frontiera,senza più inutili intimazioni ad allontanarsi volontariamente dal territorio nazionale,introduzione del reato di permanenza clandestina sul territorio,controllo più rigido delle fontiere,uso delle armi contro gli scafisti,maggiore durezza nei confronti dei paesi di provenienza che non collaboravano sufficientemente,con taglio agli aiuti nella cooperazione allo sviluppo e pugno duro. 2) Riduzione dei flussi in entrata di lavoratori immigrati,affrontando le richieste di manodopera degli imprenditori del nord con una sorta di politica di preferenza nazionale:incentivando la mobilità verso il Nord dei disoccupati meridionali o quella delle imprese del nord verso le regioni del Sud,privilegiando l’immigrazione di ritorno dei discendenti degli emigrati italiani,attribuendo alle regioni la facoltà di fissare le quote per collegarle alla capacità di assorbimento locale. 3) Puntare sull’immigrazione extracomunitaria temporanea per non aumentare in maniera permanente la popolazione straniera in Italia,rallentando l’integrazione,in particolare per quella di origine musulmana in cui si metteva in dubbio l’integrabilità,ispirandosi al cardinale Biffi:allontanamento degli immigrati al momento della perdita del lavoro,limitazione dei ricongiungimenti familiari,polemiche contro gli insediamenti di moschee,allungamento dei tempi di attesa per la carta di soggiorno e per la cittadinanza. COSA HA INTRODOTTO LA BOSSI-FINI E COSA HA PERSO STRADA FACENDO “Il centrodestra abbandonò rapidamente l’obiettivo di introdurre il reato di immigrazione clandestina,con la relativa sanzione penale,per evitare di ingolfire le aule di giustizia,rallentando la stessa espulsione con l’intervento della magistratura.L’approvazione della legge 189 del luglio 2002,meglio conosciuta come legge Bossi-Fini,irrigidì tutte le misure di espulsione,che furono inutilmente incattivite e rese inapplicabili.Fu introdotta una norma programmatica che ribadiva la possibilità di usare le armi in situazioni di legittima difesa contro clandestini (norma che non fu mai usata negli anni successivi).Come strumenti di coercizione nei confronti dei paesi non cooperativi fu introdotta la possibilità di tagliare gli aiuti allo sviluppo o di emanare decreti di decurtazioni dei flussi legali di lavoratori (nessuno di questi strumenti fu mai usato nel corso della legislatura). Lo slogan “Si viene in Italia per lavorare e non per delinquere”,si ridusse semplicemente nell’introduzione di ulteriori controllo cartacei di natura burocratici (rinnovi frequenti dei permessi di soggiorno) e nell’eliminazione di uno strumento di flessibilità ,il permesso di soggiorno per ricerca di lavoro e sponsor.Il nuovo “contratto di soggiorno” non era null’altro che la somma di vecchi componenti (il contratto di lavoro e il biglietto di ritorno di ritorno per il migrante) più l’obbligo per il datore di lavoro di “fornire” un alloggio,derubicato in sede di applicazione al semplice obbligo di indicare un alloggio,dopo le diffuse proteste degli imprenditori. La programmazione dei flussi lavorativi fu modificata con l’introduzione prioritaria dei migranti formati all’estero e con la creazione di un canale speciale per i discendenti degli emigranti italiani nel mondo.Alla fine del 2005 non è ancora stato emanato il regolamento di attuazione della misura relativa alla formazione all’estero e le quote per i discendenti di emigranti italiani sono state ridotte a poche centinaia all’anno,per manifesta mancanza di richieste. Il coordinamento e il monitoraggio della legge sull’immigrazione fu affidato a un comitato di ministri,inserendo nella legge ciò che già esisteva in maniera formale,ma il coordinamento fu spostato dalla presidenza del Consiglio al ministero dell’Interno,con tutti i rischi di schiacciamento delle problematiche dell’immigrazione sull’aspetto della sicurezza. Il comitato è stato costituito solo a fine novembre del 2005 e nel frattempo per oltre quattro anni non sono state consultati nè il Parlamento ,nè le regioni e gli enti locali,nè le parti sociali e le associazioni attive nel settore dell’immigrazione,pur essendo la loro partecipazione prevista dalla legge. COME SONO GESTITE LE POLITICHE REALI? Il discorso del governo è stato pesantemente condizionato dalla Lega Nord,pregiudizialmente contraria all’immigrazione.Neanche gli altri partiti di governo sono però pienamente coscienti della situazione.Forza Italia tiene un discorso meramente utilitarista (Martino vuole gli immigrati per rinfoltire i ranghi dell’esercito volontario,in prospettiva un’altra professione rifiutata),An oscilla tra durezze rigoriste e tentazioni di apertura rapidamente accantonate (diritto di voto) e l’Udc svolge cautamente un ruolo di difensore delle istanze della Chiesa,che senza ambiguità e occasionali cadute di tono. Le dimensioni della popolazione che sarebbe stato necessario espellere con l’uso della forza pubblica secondo la legge Bossi-Fini,oltre a essere di una brutalità inumana (sarebbero state deportate le badanti straniere che accudivano gli anziani,le colf che sostenevano la possibilità di lavoro esterno delle italiane e tutti quei lavoratori che sostenevano l’economia produttiva) era incompatibile con le condizioni finanziarie italiane. Tra espulsioni-aerei-scorte-passaggi nei Centri di permanenza temporanei (Cpt) e costruzioni di nuovi Cpt,espellere tutti i 700.000 clandestini e irregolari che hanno presentato domanda di regolarizzazione nel 2002 sarebbe costato tra 0,9 e 1,2 miliardi di euro, ovvero dalle 6 alle 9 volte il bilancio totale stanziato dalla Cdl nel 2003 per le politiche di sicurezza in materia di immigrazione. Rispetto agli obiettivi iniziali di contenimento o arresto dell’immigrazione bisogna registrare in realtà il più consistente aumento della popolazione straniera della storia d’Italia:da 1,33 milioni nell’ottobre del 2001 a 2,4 milioni nel gennaio 2005 (residenti secondo l’Istat).A dispetto delle dure critiche alle quote di 83.000 ingressi di lavoratori extracomunitari decise dal centrosinistra nel 2001,il centrodestra ha varato un consistente aumento di flussi,autorizzando 179.000 ingressi di lavoratori nel 2005.Il governo Berlusconi II ha però cominciato comprimendo le quote destinate a immigrati regolari stabili (ridotte dai 50.000 del 2001 a 11.000 nel 2003 con decreti flussi emanati solo a fine 2002),cercando di sostituirli con immigrazione temporanea (i lavori stagionali).Il risultato di questa politica è stata la crescita della clandestinità,apparsa in piena luce con le 700.000 domande di regolarizzazione del novembre del 2002 e altri 600.000 clandestini presenti 2005,secondo la valutazione dei sindacati confederali.Il rifiuto di accettare una emigrazione regolata proporzionata rispetto alle esigenze dell’economia e delle famiglie italiane,assieme all’annuncio di misure restrittive,ha portato a una spinta sociale che ha costretto il governo a varare una regolarizzazione,come quelle che negli anni precedenti avevano dichiarato di aborrire.Il centrodestra ha cosi varato senza neanche rendersene pienamente conto la più grande regolarizzazione della storia d’Europa (650.000 nuovi permessi rilasciati) ,tre volte più grande di quella realizzata dal centrosinistra (217.000 permessi rilasciati),tre volte più grande di quella realizzata del centrosinistra (217.000 permessi rilasciati nel 1998-2000).Rinunciando a regolare in maniera ragionevole i flussi il centrodestra ha finito per subirli.Solo dopo alcuni anni il governo ha aumentato le quote,anche se in maniera ancora largamente insufficiente a soddisfare le richieste presentate.La burocratizzazione del meccanismo di emanazione dei decreti di programmazione dei flussi di lavoratori immigrati ha spinto lo stesso governo a non rispettarne le regole fino al 2005 a poi a impantanarsi nella nuova procedura una volta entrato in vigore il regolamento di attuazione (con quasi tre anni di ritardo). Nel timore infondato di arrivi massicci di lavoratori dai paesi europei di nuova adesioni all’Ue nel 2004,il governo ha adottato delle inutili misure restrittive con quote transitorie.Si è persa cosi l’opportunità di dare un messaggio di fiducia che non avrebbe comportato rischi.Le quote per i lavoratori nuovi cittadini dell’Ue sono infatti rimaste in larga parte inutilizzate.Ciò non di meno pesanti procedure burocratiche sono state mantenute. Gli obiettivi di lotta all’immigrazione clandestina sono stati largamente disattesi.Alleanza nazionale diffondeva nel 2002 dei manifesti che annunciavano: “La Fini-Bossi è legge:non più immigrati clandestini,un impegno mantenuto da Alleanza nazionale”.Per anni l’attenzione di chi voleva valutare l’andamento dell’immigrazione clandestina si è concentrato sulle cifre degli sbarchi (in calo da 50.000 a 13.700 sbarchi tra il 1999 e il 2004),salvo poi scoprire che solo il 10% dei clandestini sbarcavano dalle carrette del mare,mentre tutti gli altri passavano sotto il naso della polizia di frontiera con documenti falsi o entrando con visti turistici di cui non rispettavano limiti e scadenza.Infine sono saltati anche i dati sugli sbarchi.Dal 1 gennaio al 29 settembre 2005 sono sbarcate illegalmente 15.327 persone,a fronte delle 9.959 arrivate nel medesimo periodo dell’anno precedente,pari a un aumento del 53,9%.Se il ritmo degli sbarchi dei primi dieci mesi del 2005 continuasse fino alla fine dell’anno si avrebbero quasi 21.000 sbarchi,tornando ai livelli del 2001,tanto criticati dal centrodestra.Il vero strumento di lotta alla presenza irregolare è il contrato al lavoro nero,cosi pervasivo e dannoso per l’economia italiana,ma il governo non ha fatto nulla in materia,e non ha minimamente potenziato le ispezioni sul posto di lavoro. Nel corso degli anni il tema della minaccia terroristica internazionale è stato sfruttato intensamente dal governo Berlusconi a scopo propagandistico.Più volte il ministro dell’interno ha denunciato l’infiltrazione di terroristi tra gli immigrati clandestini.Il numero di arresti per terrorismno è aumentato da 33 nel 2001 a 64 nel 2002 e a 71 nel 2003.Ad agosto 2005 il governo ha annunciato di aver raggiunto quota 203 arresti. Usando la stessa logica del governo questo significa però che nel biennio precedente.Ma il vero problema è che finora solo tre stranieri sono stati condannati per terrorismo e ciò non è avvenuto solo per le lentezze dei trinunali italiani.La stragrande maggioranza degli arresti sono stati rilasciati durante le indagini preliminari o prosciolti già dal tribunale di primo grado perchè erano stati incriminati sulla base di qualche parola avventata,di semplice sospetti e di leggerezze investigative. Promettendo maggiore sicurezza,la legge Bossi-Fini ha introdotto continui controlli di polizia,accorciando la durata dei permessi di soggiorno.Cosi facendo gli uffici stranieri delle questure sono stati trasformati in uffici burocratici dediti esclusivamente a controlli cartacei,dove i poliziotti sono costretti a rinnovare continuamente e inutilmente dei permessi amministrativi.La macchina amministrativa si è intasata e ci vogliono ormai molti mesi per rinnovare i permessi,fino a un anno di tempo in città come Toma,arrivando al paradosso che il rinnovo arriva talvolta dopo la propria scadenza.Inoltre,le forze dell’ordine,prese da attività burocratiche hanno meno tempo e meno risorse finanziarie per effettuare le attività di controllo reale del territorio,come pure le espulsioni.Le espulsioni effettive sono calate cosi da 44.706 nel 2002 a 32.874 nel 2004 e sono ormai di quelle del 2001 (36.641).La Corte costituzionale ha inoltre bocciato parti del dispositivo repressivo della Bossi-Fini,in particolare l’arresto dei clandestini e la convalida del trattamento in attesa di espulsione senza valutazione di merito da parte di un magistrato. I Cpt,destinati al trattenimento degli stranieri da espellere privi di documenti e non collaborativi,erano nati con precise garanzie.La loro funzione era quella di permettere l’identificazione,l’acquisizione dell’accordo del paese di origine o di ultimo transito alla riammissione,la predisposizione dei documenti di viaggio e dei mezzi di trasporto,evitando nel frattempo la fuga dello straniero.Durante questa legislatura sono diventati dei luoghi di negazione dei diritti umani,chiusi a controlli esterni e dunque soggetti ad abusi di potere e al mancato rispetto dei diritti umani e del diritto d’asilo. Il centrodestra aveva promesso una radicale discontinuità rispetto alle politiche dell’Ulivo in materia di accordi bilaterali,tuonando che andavano usati mezzi coercitivi (cannonate contro gli scafisti,ritorsioni contro i paesi che non collaboravano,tramite il taglio dei fondi per la cooperazione allo sviluppo e alla riduzione delle quote migratorie a favore di quei paesi).Le quote privilegiate,destinate ai paesi che accettavano di impedire la partenza di clandestini e ne permettevano il rimpatrio nell’ambito delle procedure di espulsione italiane,erano state pesantemente ridimensionate.Erano state ridotte da 15.000 nel 2001 a sole 3.600 nel 2003,perchè il ministro del Lavoro Maroni non voleva immigrati stabili.Invece,scontrandosi coercitive ma esigono collaborazione attiva dalle due parti,il centrodestra ha dovuto riportare le quote privilegiate a 20.000 unità,mettendo da parte cannoni e ritorsioni e tornando alla politica dell’Ulivo di accordi di riammissione e buoni rapporti in cambio di quote privilegiate. Tutta l’Europa ha concentrato ormai da anni l’attenzione sulle politiche di integrazione degli immigrati e dei loro figli,per permettere loro di realizzare pienamente il proprio potenziale,senza discriminazioni e per evitare le reazioni negative in caso di emarginazione.Gran parte dei paesi incontrano delle difficoltà su questa strada,affrontando talvolta improvvisi scoppi di violenza dei giovani che si sentono segregati,esclusi e discriminati (dai Riots al terrorismo di alcuni figli di immigrati in Gran Bretagna,alle Banlieues in rivolta in Francia e agli omicidi da parte di estremisti islamici nei Paesi Bassi).Ciononostante nessun paese si tira indietro e rifiuta di affrontare la questione ,perchè questa ha un posto centrale nel futuro della società europea,dove gli immigrati e minoranze etniche rappresentarno raramente meno dell’8% della popolazione. In Italia invece il governo ha scelto dal 2001 in poi di ignorare la questione,se non sulla base di qualche occasionale proclama di intolleranza (Berlusconi ha sostenuto la superiorità della civilta cristiana su quella musulmana nel 2001,Pera si è espresso contro la minaccia rappresentata dal meticciato nel 2005,Oriana Fallaci ha predicato indiscriminatamente contro tutti i musulmani).Il ministro dell’interno Pisanu ha parlato di concilliazione tra le religioni,salvo essere costantemente smentito dai ministri della Lega Nord,e non ha realmente deciso di far nascere una consulta islamica che alla fine del 2005.Per la scuola sono state fatte solo polemiche identitarie (discussioni sulla presenza dei crocefissi nelle aule,sull’introduzione di elementi multiculturali,sul ecc). Il fondo per l’integrazione degli immigrati è stato prima tagliato (da 56,8 milioni di euro nel 2001 a 7 milioni nel 2003) e poi fatto scomparire all’interno del fondo indistinto per le politiche sociali.I fondi per l’integrazione sono stati dirottati inutilmente verso la sicurezza che ormai assorbe l’80% della spesa relativa all’immigrazione.Nelle scuole,a fronte di un aumento del numero di studenti stranieri da 181.000 nel 2000-01 a 420.000 nel 2005-2006 ,sono diminuiti agli insegnanti di sostegno e mediatori culturali,indispensabili per colmare il divario linguistico-culturale di bambini arrivati da poco in Italia o che non possono godere in famiglia dello stesso sostegno all’apprendimento dell’italiano e delle discipline scolastiche italiane. Nel 2003 Fini ha ripreso le proposte della sinistra sul diritto di voto degli stranieri alle elezioni locali dopo 6 anni di presenza legale.Tuttavia ha condizionato il diritto sulla base criteri di tipo censitorio e,davanti all’opposizione del suo stesso partito,oltre che della Lega e di forza,Fini non ha veramente insistito per l’approvazione della proposta.Il testo è rimasto formalmente in piedi,ma in realtà è stato affossato in qualche piega del calendario parlamentare.

I fallimenti Della Bossi-Finiultima modifica: 2009-02-17T15:14:35+01:00da anglotedesco
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