Veltroni fuori dai coglioni!

Veltroni si è tolto dai coglioni, non è l’unica mela marcia della politica italiana ma è sicuramente uno dei peggiori. Lui essendo kennediano,avrebbe dovuto dimettersi appena perso le elezioni (come fanno in America) e dunque è restato al governo 10 mesi di troppo. Era diventato patetico ,sopratutto dopo piazza Navona quando disse a Di Pietro: o stai con me o stai con Travaglio.Certo, perchè la politica vuole fare tutto di nascosto,prendere per il culo i cittadini senza che nessuno dica niente e allora quando trovi qualcuno come Travaglio che dice la verità sui politici,  Veltroni va fuori di testa e poi sappiamo che Topo Gigio ha sempre avuto un debole per Berlusconi .Lo ha aiutato nei momenti che era nella merda e dunque uno come Di Pietro che giustamente fa di tutto per rovinare il Piduista,bisogna prendergli le distanze. Riporto una sintesi di un paio di libri che spiega bene questa amicizia Berlusconi-Veltroni.

da IL BARATTO -Michele De Lucia-Kaos

Ennesimo straordinario libro della Kaos.Un libro che dovrebbe leggere l’italiano ,visto  la mancanza di dignità che ha.Ma lo sappiamo,i mangiaspaghetti preferiscono il gossip,Novella 2000 o Tv Sorrisi e Canzoni.Dopo aver letto una gran parte di questo libro,sono ancora più orgoglioso di aver dato il voto a DI PIETRO anzichè VELTRONI. comunque la copertina del libro spiega bene, il PCI e le televisioni: le intese e gli scambi fra il comunista VELTRONI e l’affarista BERLUSCONI negli anni ottanta.

Alla fine della convenzione il coordinatore della segreteria comunista  ACHILLE OCCHETTO riassume: <<Abbiamo lanciato una importante proposta di regolamentazione dei rapporti tra la Rai e le private per la quale BERLUSCONI ha mostrato una disponibilità mai dichiarata prima>>.Evviva!
In pratica,proponendone una minima <<riduzione>> formale,il Pci riconosce e avalla la legittimità del monopolio televisivo privato berlusconiano.E dopo avere conquistato il controllo della Terza rete Rai,il Partito comunista riserva alla Fininvest attenzioni sempre maggiori.Come aveva anticipato “Il Moderno”,comincia a circolare la voce che quando i network privati avranno la diretta e i Tg,uno dei tg berlusconiani verrà appaltato al Pci.
Durante il mese di aprile le star della Rai PIPPO BAUDO e RAFFAELLA CARRA’ lasciano la tv di Stato e passano alla Fininvest con ingaggi miliardari.Nei telespettatori italiani si rafforza lì’immagine di una Rai pachiderma statele lottizzato e esoso (per via dell’odiato canone),soppiantato da tv berlusconiane libere,moderne e gratuite.
Il numero di aprile del mensile comunista “Il Moderno” esce con un’intera pagina pubblicitaria della Fininvest.E’ la prima di una lunga serie di inserzioni pubblicitarie dalla misteriosa utilità per l’inserzionista,dato che il giornale è semi-clandestino e vende meno di 500 copie.E’ solo un espediente del gruppo berlusconiano per ingraziarsi la corrente “migliorista” del Pci,come confermerà anni dopo il direttore editoriale “Moderno” LODOVICO FESTA:<<La Fininvest ci dava pubblicità,come anche a molte Feste dell’Unità.In quel momento avere degli amici del Pci attenti alle ragioni di una televisione privata faceva comodo a BERLUSCONI>>.

Il 19 febbraio BERLUSCONI e VELTRONI partecipano insieme al convegno “tecnologie,legge,mercato:un nuovo orizzonte per il sistema radiotelevisivo”,organizzato dal Partito Repubblicano.il capo della Fininvest mette le mani avanti in difesa del duopolio: <<Non può esservi in Italia una modificazione di questo sistema se non si parte da una modificazione radicale,che è quella di prendere la Rai e di smembrarla>>. VELTRONI gli risponde con un ramoscello d’ulivo:<<Guardavo ancora i dati di quest’anno,dati che mi confermano nella valutazione della giustezza dell’orientamento del gruppo Rai e del gruppo BERLUSCONI di andare a un accordo che riguardi le cifre per gli acquisti,la logica delle star,eccetera:tra il 1986 e il 1987 in Italia si è passati dai 127 milioni di dollari per l’importazione di film e programmi televisivi a 324 milioni di dollari,cioè questa cifra si è sostanzialmente triplicata>>.Il compagno Walter dimentica che è stato proprio BERLUSCONI a provocare l’escalation dei costi,e si offre al suo interlocutore come un medico amico capace di indorare la pillola della legge MAMMI’:<<Una legge leggera,non prescrittiva,non eccessivamente rigida,con le esigenze di evoluzione del mercato,secondo una disciplina e una logica moderna…Io sono…convinto che la base fornita dal progetto di legge MAMMI’ sia un cavonaccio sul quale continuare a lavorare,a lavorare in sede di approfondimento,di analisi,di valutazione.Non sembri paradossale che proprio una forza di opposizione faccia questa valutazione…>>.
Non sembra paradossale:il Pci è una forza consociativa,e la predicazione veltroniana segue quella logica.
Nello stesso mese di febbraio la destra del Pci,attraverso “Il Moderno”,difende il monopolio privato Fininvest polemizzando col compagno VELTRONI:<<La proposta comunista di liberare la tv pubblica da qualsiasi,al contrario di quel che sostiene il rappresentante del Pci nella Commissione di Vigilanza,non significa mettere tutti solo stesso piano,visto che la Rai già vive di un canone annuo>>.Poi il giornale della destra comunista inneggia al miracolo imprenditoriale di BERLUSCONI,proiettato anche all’estero:<<Non è un caso che la FININVEST sempre più giochi la carta europea.Dop0o la spagna e la Francia, BERLUSCONI ha raggiunto la germania,conquistando Music Box… che apre la strada a un possibile business pubblicitario valuto…in 1.700 miliardi di lire.Quest’ultimo consente a BERLUSCONI di presentarsi alla produzione cinematografica americana alla testa di una catena televisiva che trasmette in quattro paesi…ne dovrà tener conto anche la Rai:l’autodifesa a colpi di veti e divieti può far male a tutti (sempre che ovviamente non si decida di calcellare il mercato>>.
Alla metà di aprile la Commissione cultura della Camera,alle prese col tema delle concentrazioni editoriali,ascolta  SILVIO BERLUSCONI.L’onorevole VELTRONI si rivolge al presidente della Fininvest esprimendo <<complimenti sinceri>> e stima per le capacità di BERLUSCONI come imprenditore che ha inventato un settore,e per la capacità che ha avuto di imporre,attraverso un grado alto di egemonia,i tempi della decisione oilitica>>.Un entusiasmo a dir poco eccessivo…

Il 4 maggio lo stesso BERLUSCONI fa un annuncio incredibile:dice di avere stipulato un contratto con la televisione sovietica,in base al quale la Finivest è diventata la concessionaria esclusiva per gli annunci pubblicitari di tutte le aziende europee sulla tv di Stato dell’Urss comunista.In pratica,qualunque azienda europea voglia fare annunci pubblicitari sulla tv di Mosca dovra obbligatoriamente rivolgersi al gruppo berlusconiano.
La notizia è così clamorosa e sorprendente che viene annunciata dall’interessato con un’apposita conferenza stampa a Roma.La sbalorditiva intesa fra BERLUSCONI e il PARTITO COMUNISTA sovietico solleva varie domande,che restano tutte senza risposta.Perchè l’acerrimo anticomunista BERLUSCONI fa affari con la patria del comunismo? Per qiali strade il presidente della Fininvest è arrivato fino a mosca? Chi ha fatto da trait d’union fra BERLUSCONI e il Pcus?Perchè il Pci ha dato benestare (impensabile un affare del gebere senza il placet di Botteghe Oscure),incrementando ulteriormente il già enorme potere del monopolista della tv privata in Italia? E se è cosi,in cambio di cosa il partito del compagno VELTRONI ha permesso all’ex piduista 1816 di incassare miliardi dall’Urss e di acquisire prestigio sulla scena internazionale?
La trattativa è durata un anno e mezzo,dichiara il tycoon di Canale 5,e si è svolta su un piano puramente commerciale,senza interventi nè del Pci ne di altre forze politiche.In ogni caso,precisa BERLUSCONI,<<noi non abbiamo cattivi rapporti col Partito comunista italiano,e cerchoiamo di averne sempre di migliori>>.Quale tipo di rapporti,però,non lo spiega.Non lo spiega neanche al Pci,e lo stesso compagno VELTRONI,altrimenti loquacissimo,in questo caso mantiene il più rigoroso silenzio.Allo scoppio dello scandalo di Tangentopoli,il leader socialista CRAXI dirà: <<Era impossibile pensare di fare con l’Urss e con gli Stati satelliti senza pagare il dazio al più grande Partito comunista d’Occidente,del resto ben organizzato da tempo per questo scopo>>.

Alle festa provinciale de L’Unita di Milano,l’8 settembre,durante il dibattito “Le regole del gioco per il sistema informativo”,l’amministratore delegato della Fininvest FEDELE CONFALONIERI rimprovera al Pci di avere <<atteggiamento persecutorio>> verso il gruppo berlusconiano,poichè la riduzione da tre a due reti tv,come propone la normativa antitrust sostenuta dal Partito comunista,comporterebbe per il gruppo la perdita di due terzi del fatturato.La risposta di VELTRONI è un compitino politicamente corretto con piroetta finale:il Pci vuole conciliare <<la crescita del mercato dell’informazione con la tutela degli interessi della collettività>>, e in questo quadro intende anche tutelare BERLUSCONI dai condizionamenti politici che subisce>>, dice proprio cosi:TUTELARE BERLUSCONI DA CONDIZIONAMENTI POLITICI CHE SUBISCE!
Nel numero di fine settembre,”Il Moderno” pubblica l’inserto <<Milanesi a Mosca.Dall’ecologia agli spot nella città di GORBACIOV>>.Il settimanale della corrente di destra del Pci inneggia ancora sempre al magico BERLUSCONI,stavolta capace di <<mostrare ai sovietici cos’è la pubblicità>>,e di convincerli a sottoscrivere <<un contratto di esclusiva con la tv di Stato sovietica,per la concessione della vendita di spazi fuori dall’Urss,ma per il suo mercato.Un contratto che ha fruttato,nel suo primo anno di attività,un fatturato di 4 miliardi di lire>>.Ma i miracoli berlusconiani,secondo “Il Moderno”,continuano anche in Italia:<<Reclutate forze lavoro convincendo con gli spot:questa è l’idea lanciata dalla Fininvest per “Programma Italia”.Hanno risposto in quasi diecimila in quattro mesi,un successo inatteso>>.

Il 25 gennaio 1990 il consiglio di amministrazione della Mondadori (controllato dalla Fininvest e dai suoi alleati) elegge BERLUSCONI presidente della casa editrice.Si tratta di un trust enorme,che riunisce il monopolio della tv privata,il più diffuso quotidiano italiano (La Repubblica),i due più prestigiosi settimanali (L’Espresso e Panorama) e la più importante casa editrice di periodici e libri.Lo sconfitto CARLO DE BENEDETTI definisce l’operazione <<un complotto-affaristico-giudiziario>>.
La protesta veltroniana a tutta prima è di routine,un altro compitino politicamente corretto e pieno di moderazione:<<L’informazione in Italia vede oggi la presenza largamente dominante di due soli gruppi (AGNELLI E BERLUSCONI ndr) tutt’altro che editori puri…La situazione non può apparire normale,nè tale appare agli operatori del settore,ai giornalisti,che vedono ridursi gli spazi di libertà professionale.Si dice che tutto ciò è frutto del normale gioco del mercato:ma un mercato privo di regole è un Far-west dove vige la legge del più forte>>.Poi,ma senza esagerare,per carità,prova a rincarare:<<Quando una sola persona è capo di un autentico impero della comunicazione c’è il rischio che un pezzo di libertà vada perso…Soltanto da noi c’è questo scambio del mercato delle vacche tra le forze di governo e i possessori dei mezzi di informazione…Il gioco è condotto anche da  personaggi il cui nome è apparso negli elenchi della P2>>.
Intervistato come responsabile del Settore informazione del Pci,VELTRONI dichiara che il nuovo assetto di vertice della Mondadori <<è una scelta che rende assolutamente evidente la sua natura politica.La Fininvest e i suoi sponsor si sono prestati un reciproco giuramento di fedeltà>>,che avrà come conseguenza <<l’omologazione di giornali come “Panorama”,”Espresso”,”Repubblica” alla cultura berlusconiana,a questo rampantismo conformista venato di arroganza e prepotenza>>.BERLUSCONI risponde sarcastico con una frase che sembra un rebus:<<Il Pci e il signor VELTRONI possono avere i loro interessi,ma non devono gabellarli per interesse generale>>.
Nel mese di febbraio il settimanale del Pci “Rinascita” si preoccupa della complicata situazione finanziaria del gruppo Finivest:

<<Nel giro di un anno… l’indebitamento consolidato della Fininvest è passato da 1.427 a 3.639 miliardi di lire,mentre gli utili si sono ridotti dai 246 miliardi del 1987 ai 181 del 1988.Non si conoscono i dati relativi al 1989,ma è lecito pensare che l’indebitamento sia ulteriormente cresciuto,se non altro a causa degli oneri finanziari.Negli  ambienti finanziari cominciano a flirare voci sulla solidità della Fininvest,alla luce degli impegni che il cavalier BERLUSCONI dovrà assumere per estromettere definitivamente la Cir dalla Mondadori.C’è anche chi prevede che la possibile mediazione di CUCCIA tra i due contendenti farà leva proprio sulla difficoltà per BERLUSCONI di procurarsi la somma necessaria a chiudere definitivamente la parità.Se negli ultimi due anni i ricavi del gruppo BERLUSCONI sono aumentati da 2.631 a 6.048 miliardi di lire,l’indebitamento è salito ancora di più,passando dal 54 al 60% dei ricavi>>
La realtà televisiva italiana continua a essere completamente asservita alla partitocrazia e senza regole.Nel corso del 1989 le tv hanno invaso l’etere con quasi 900.000 spot pubblicitari:un numero superiore alla somma di tutti quelli trasmessi in Francia,Germania e Gran Bretagna insieme. E’ una situazione nella quale vige la legge del più forte che diventa sempre più forte.

In vista delle elezioni amministrative di maggio,VELTRONI polemizza col “Tg1” e la Dc: <<Guardando la tv in questi giorni si possono scorgere tutti i rischi racchiusi nella prospettiva di un risultato del voto del 6 maggio che premi questa Dc,la sua arroganza, il suo integralismo…Le edizioni del “Tg1” sono piene,come non erano da anni, interviste a potenti Dc…Perfino un evento di straordinaria importanza religiosa e politica come il viaggio del Papa in nCecoslovacchia è stato utilizzato per tristi strumentalizzazioni>>.Pronta la replica del deputato democristiano PIERFERDINANDO CASINI:<<Che sia proprio l’onorevole WALTER VELTRONI,regista occulto ma non troppo del “Rg3”,ad attaccare l’uso strumentale del “Tg1” è veramente paradossale.Con questa indeita interferenza l’esponente comunista intende esercitare una sorta di pressione psicologica sugli operatori del servizio pubblico.Consiglio a VELTRONI un’analisi attenta dei telegiornali di Raitre di questi ultimi mesi:li,davvero emerge un uso distorto e strumentale del servizio pubblico,spesso sottomesso alle taioni di partito>>.Si fa sentire anche BRUNO PELLEGRINO,consigliere di amministrazione della Rai per conto del Psi.<<VELTRONI ha una  doppia morale in tema di informazione:infatti non passa giorno che predichi contro l’invadenza dei partiti nel servizio pubblico,e non passa giorno che attraverso il servizio pubblico il Pci non esasperi l’uso partigiano della Rai>>.
Nei confronti di SILVIO BERLUSCONI il Pci continua a usare-chissà perchè-il bastone (poco) e la carota (tanto).In questa pratica,a suo modo evocativa della doppiezza togliattiana,primeggia senza gara il compagno VELTRONI che ci aggiunge una bella dose di paternalismo :<<Ma via! BERLUSCONI non dovrà certo chiedere l’elemosina solo perchè abbiamo abolito la pubblicità in mezzo ai film! In fondo,ci stiamo battendo per l’autonomia del gruppo Fininvest,perchè stiamo dimostrando come certi legami con il mondo politico costituiscano per la Fininvest un errore>>

Ad aprile VELTRONI pubblica un libro dal programmatico titolo IO E BERLUSCONI (e la Rai),una antologia di suoi articoli e interventi su <<dieci anni di duri combattimenti nella carta stampata e in tv>> per conto del Pci.DURI COMBATTIMENTI? Mah! Nell’introduzione,il futuro leader del Partito democratico scrive:

“In Italia questo decennio porta il segno,non lo si può negare,della irresistibile ascesa di SILVIO BERLUSCONI e dall’affermazione della tv commerciale.Potente come una armata invicibile,il gruppo Finivest,all’alba degli anni Ottanta,moltiplicava audience e pubblicità,divorava,come un pacman,tutti i concorrenti,riempiva le pagine di giornali ammirati,dettava leggi al governo e al Parlamento…Così BERLUSCONI cresce,salda legami solidi con   una parte de mondo politico e impone di non legiferare garantendosi,con spregiudicatezza e abilità,le condizioni di una escalation che non ha paragoni,in termini di concorrenza nei media,nel mondo occidentale…
La sua (di BERLUSCONI) tv è uguale e ripetitiva,nella costruzione dei palinsesti,come nell’uso selvaggio della pubblicità,nella fissità,come nell’uso selvaggio della pubblicità,nella fissità dei riferimenti culturali e della servitù politiche.Al suo tramonto,come nei grandi imperi,quel modello televisivo produce i fenomeni più morbosi,inquietanti:un’assurda volarità un’insopportabile leggerezza,una voglia disperata di far sensazione,perfino giocando,con freddo cinismo,sul doloroso esibizionismo di coppie in crisi…
In questi anni abbiamo combattuto molte battaglie contro chi voleva anniettare la Rai o schiacciarne i segnali di autonomia e indipendenza.Ora,però,è il tempo delle regole certe…La Rai deve trasformarsi in un’azienda,liberandosi dei residui di ministerialismo assistito.La Rai ha riconquistato consensi.Tanto BERLUSCONI appariva fermo,incapace di strategia,tanto la Rai,specie in alcune realtà aziendali (la rete Tre controllata dal Pci),ha dimostrato dinamismo e intelligenza ideativa e produttiva.E’ un risultato,anche,della liberazione di forze professionali compresse,comuniste e non, nelle reti e nelle testate…”

Il libro di VELTRONI viene presentato a Milano con una cerimonia alla quale partecipano,come ospiti d’onore,FEDELE CONFALONIERI (amministratore della Fininvest) ANGELO GUGLIELMI (direttore di Raitre).Nell’occasione il compagno VELTRONI garantisce che il Pci non ce l’ha con BERLUSCONI,anzi,si prodigia in consigli cifrati:<<CONFALONIERI,state attenti che nel cerchio di fuoco siete stati buttati da qualcuno,e lo stesso qualcuno ha poi acceso la benzina>>

da IL BAVAGLIO -Peter Gomez-Marco Lillo,Marco Travaglio (Chiarelettere)

LA RESURREZIONE

E dire che il Cavaliere,solo una manciata di mesi prima,stava sull’ultimo cornicione disponibile.In bilico.
Era appena lo scorso autunno.Il governo Prodi sembrava destinato a navigare fino al 2009.BERLUSCONI  non si dava pace.Spettacolari spallate a vuoto avevano accartocciato il suo doppietto.Di umore era iracondo.Aveva fretta.E insieme si sentiva inconcludente.Era a caccia di senatori della Sinistra,tre voti gli sarebbero bastati.Intavolava trattative che chiamava <<il gioco grosso>>.Blandiva mogli di vari politici,attrici,produttori,e il segretario della Cisl BONANNI <<che,mi dicono,controlla,controlla tre voti in Senato>>.Telefonava al fedele direttore di Raifiction,AgOSTINO SACCA’,per conoscere i retroscena della Rai,e intanto piazzare attrici,un pò per sè,un pò per <<il gioco grosso>>.
Nel frattempo convocava a Palazzo Grazioli gli alleati FINI CASINI e BOSSI,ma al vertice arriva solo GIANFRANCO ROTONDI,quello di Avellino.Chiamava gli alleati,ingrati.definiva la Casa delle libertà <<un ectoplasma>>.Per liberarsene battezzava l’alleanza con un nuovo nome al giorno,compreso l’ultimo,il Popolo della libertà,un inedito soggetto politico fondato direttamente tra la folla,issandosi sul predellino della Mercedes,in piazza San Babila a Milano.
L’ex amico GIANFRANCO FINI,per rappresaglia,gli rinfaccia le leggi ad personam.CASINI addirittura il conflitto di interessi.BOSSI sta a Gemonio (Varese).Tutti e tre dicono che è arrivato il momento di una nuova legge di riforma tv.Il <<Secolo d’Italia>>,quotidiano di An,è scatenato:<<Abbiamo vissuto la stagione berlusconiana con disagio>>.E lo stesso FINI rincara:<<BERLUSCONI con me ha chiuso,non pensi di recuperami.Io al contrario di lui non cambio posizione.Se vuol fare il premier dovrà fare i conti ccon me,che ho pure vent’anni di meno.Non penserà mica di essere eterno.Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai.Per farlo ha bisogno del mio voto,ma non lo avrà mai più.Mai.Si faccia appoggiare da VELTRONI>>.
A questo punto solo la Sinistra può salvare il Cavaliere.E la sinistra è lì apposta,fin dai tempi della Bicamerale di  D’ALEMA,che salvò BERLUSCONI sconfitto e abbandonato nel 96′.Stavolta c’è VELTRONI,ma rifà la stessa cosa.Come dice CURZIO MALTESE,l’Unione è una <<coalizione a ripetere>>.Walter usa i 3 milioni di voti delle primarie per rafforzare il governo PRODI,ma per aprire il tavolo delle riforme,elettorali e costituzionali,col centrodestra.PRODI ricorda subito la riforma del conflitto d’interessi,ma viene zittito dagli alleati:zitto che disturbi il dialogo con BERLUSCONI.Già,perchè il dialogo VELTRONI non lo apre FINI CASINI e BOSSI,pronti a discutere anche di tv.Lo apre con BERLUSCONI:invece di isolarlo,isola i suoi alleati che lo stanno isolando.Geniale.Il veltroniano GOFFREDO BETTINI e GIANNI LETTA passano le vacanze di Natale insieme.Indossano i panni dei <<padri della terza Repubblica>>.Silvio elogia Walter:<<E’ un vero riformista,spero che abbia la forza di non farsi condizionare dai suoi>>.E Walter : <<L’intesa con BERLUSCONI è indispensabile,non c’è legislatura al dialogo con lui>>.
MASTELLA e i partitini dell’Unione sono allarmati:l’accordo sulla legge elettorale rischia dell’unione sono allarmati:l’accordo sulla legge rischia di farli sparire.E,se salta, sono spacciati lo stesso perchè si va al referendum. PRODI ogni mattina li rassicura per tenere in piedi il traballante governo,che in primavera potrebbe riprendere consensi restituendo i tesoretti.Il 13 gennaio BERLUSCONI fa sapere il prezzo del dialogo:via la legge GENTILONI che taglia il 20% di pubblicità a mediaset.Il pd rinvia la GENTILONI.Il 16 gennaio arrestano la moglie di MASTELLA,che si dimette ma assicura l’appoggio esterno.Ma il 19 gennaio VELTRONI dà il colpo di grazia a lui e al governo: <<Alle prossime lezioni,quale che sia la legge elettorale,il Pd andrà da solo>>.MASTELLA lascia il governo per far saltare l’accordo VELTRONI-BERLUSCONI e il referendum.Se si andrà al voto meglio la vecchia legge elettorale,il Porcellum:BERLUSCONI gli ha promesso 20 deputati e 10 senatori,per iscritto:e lui ci ha creduto.
PRODI cade al senato tra sputi,champagne e martadelle.MARINI prova a fare un governicchio per la legge elettorale.VELTRONI si appella al <<senso di responsabilità di BERLUSCONI>>.Ma BERLUSCONI ha ottenuto quel che voleva,far cadere il governo.E va dritto alle urne.VELTRONI gli raccomanda di andare da solo anche lui.Ma lui se ne infischia e imbarca Lega,ALESSANDRA MUSSOLINI,gli autonomisti siciliani, persino quelli dello sputo,dello champagne e della mortadella.FINI,che non voleva sciogliersi,invece si scioglie e torna l’ovile.Otterrà la presidenza della Camera.CASINI resta fuori,anche se nessuno se ne accorge.Il 13 aprile,cinque mesi dopo quell’ulimo autunno che sembrava carico di addio,BERLUSCONI stravince e WALTER VELTRONI straperde

Veltroni fuori dai coglioni!ultima modifica: 2009-02-18T17:14:10+01:00da anglotedesco
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