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Da oggi ho deciso di fare un unico post con articoli e video.Sono tutti interessanti. Bruno Tinti ancora una volta ci spiega il ridicolo sistema giudiziario italiano,le pene idiote. Fa capire che non solo le rapine sono gravi ma anche la corruzione,l’evasione fiscale.Ci tolgono i soldi dalle tasche senza bisogno di puntare pistole e coltelli. Nel blog di Beppe Grillo si parla dei quotidiani italiani e mi trova d’accordissimo. Il corriere della Sera che compravo al sabato sopratutto per leggere il Magazine dove scriveva Milena Gabanelli (adesso non c’è più,stesso trattamento riservato a Carlo Vulpio?) ha dedicato pochissimo spazio alla condanna di Mills e in prima pagina ci ha piazzato le dimissioni di Veltroni. Da leggere sopratutto gli articoli che vengono dall’Inghilterra e dagli Usa. Lo dico in modo provinciale:mi è venuto duro quando ho letto questi articoli, da antitaliano provo solo godimento. Un paese di marionette.Non potevo nascere inglese o americano?

EVITATE DI COMPRARE I QUOTIDIANI E GUARDARE TG DI MERDA SULLE TV IN CHIARO

da www.beppegrillo.it

IL MILLSGATE E IL CORRIERE DELLA SERA

Negli anni ‘ 70 il Corriere della Sera era nelle mani della P2. Angelo Rizzoli, il proprietario, aveva la tessera 532, Tassan Din, il direttore generale, la tessera 534 e Franco Di Bella, direttore del giornale, la tessera 655. Oggi, anno 2009, chi controlla il Corriere della Sera? Chi suggerisce gli editoriali di Panebianco e di Battista? Chi ha ordinato a Mieli di togliere le inchieste giornalistiche di Why Not a Carlo Vulpio senza alcuna ragione apparente? Chi è la P3 che governa il Corriere della Sera? Dov’è la nuova lista di Castiglion Fibocchi?
Ieri, tutti i giornali del mondo hanno riportato la notizia della condanna di Mills. L’avvocato corrotto da mister B. Hanno spiegato che lo psiconano non è stato giudicato per il lodo Alfano. Una legge che si è fatto su misura e che lo rende intoccabile. Hanno argomentato che nessun premier sospettato di corruzione per evitare la condanna in due processi sarebbe ancora al suo posto in un Paese normale, democratico, occidentale. Se non si fosse dimesso lo avrebbero cacciato. Leggetevi
El Pais, The Guardian, Le Figaro, The Herald Tribune. La reputazione di un Paese è importante come e più della sua economia e noi l’abbiamo persa. Se gli Stati Uniti hanno avuto il Watergate, l’Italia ha il suo Millsgate. Se Nixon sospettato di corruzione avesse imposto al Congresso una legge per la sua impunità e il corrotto fosse stato condannato, Nixon sarebbe stato cacciato in due minuti.
Li immaginate in quel caso titoli del Wall Street Journal o del New York Times?
Il Corriere della Sera è invece diversamente giornale.
Il Corriere della Sera ha toccato il fondo con la prima pagina di ieri. Meglio della Pravda.
Il titolo principale è: “Veltroni si dimette, il Pd è nel caos“. L’editoriale di Panebianco Cuor di Leone è dedicato a: “Il Peso delle Oligarchie“. A centro pagina campeggia: “Intercettazioni, Mancino attacca“.Seguono in ordine di dimensione: “Maltrattati gli animali delle fiction Rai “(il solo titolo 15 x 2,5 cm), “Benigni, show politico su Berlusconacci e i gay” (9×7,3 cm), “Mori prepara le ronde anti-ronde” (13×3,6 cm), la vignetta di Giannelli (9×6 cm), “Roma: sparano alle gambe a Calvagna, regista del ‘Lupo’” (5,7×5,5 cm) e “Il fondatore della tv islamica: ‘Ho decapitato mia moglie’” (5,7×5,5 cm).
La notizia su Berlusconi presidente del Consiglio imputato a Milano al processo Mills per il quale il corrotto è stato condannato a 4 anni e mesi ha un riquadro di 3,5×9 cm. Nel titolo non è neppure menzionato Berlusconi: “Mills corrotto. Condannato a 4 anni e mezzo“. Persino il colore di richiamo di un pezzo dale dimensioni di un francobollo è studiato per non attirare l’attenzione del lettore: un azzurrino chiaro al posto del blu e del rosso usati per gli altri. Infine, l’articolo è a pagina 21, dopo i gossip e le notizie di cronaca.
Licio Gelli disse: “Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media“. Chi controlla il Corriere della Sera e con quali obiettivi? L’elenco della P3 è in via Solferino 28 a Milano o a un altro indirizzo?

da www.voglioscendere.it

FINE CORSA

Nessuno è in grado di dire se il Partito Democratico esisterà ancora una volta superata la boa delle prossime elezioni europee. Dopo aver letto le parole usate mercoledì da Walter Veltroni nel suo discorso di commiato, un fatto è comunque chiaro. L’ex segretario non ha capito perché milioni di cittadini hanno smesso di votare per il suo partito. Non ha capito o, forse, come fanno altri dirigenti del Pd, ha fatto finta di non capire.

Il tarlo che sta erodendo quella formazione politica ha infatti un nome preciso: credibilità. Il Pd perde perché non è credibile. E non è un problema di idee o di progetti. È invece una questione di uomini e di comportamenti.

Il continuo susseguirsi di scandali, le mancate dimissioni di chi ha fallito come amministratore pubblico (vedi Campania), la decisione di non sottrarsi alla logica delle nomine partitocratiche nella Rai, nelle authority e in ogni altro ente, hanno finito per togliere agli elettori di centro-sinistra anche le ultime illusioni. A poco a poco il mito della differenza, della diversità dal centro-destra, è venuto a cadere.

Per questo è il caso di ricordare che, paradossalmente, il Pd era entrato in crisi già due anni prima di nascere. Aveva cominciato a morire alla vigilia delle elezioni del 2006 quando fu pubblicata (da “Il Giornale”) una celebre telefonata tra  Piero Fassino e il big boss di Unipol, Giovanni Consorte,  in cui l’allora segretario dei Ds diceva «Siamo padroni di una banca». È stato da quel momento in poi che Silvio Berlusconi ha potuto cominciare a ripetere «anche loro sono uguali» venendo sempre più creduto. Giorno dopo giorno, infatti, ci pensavano le pagine di cronaca (spesso nera) dei giornali a dargli ragione.

A un situazione del genere il centro-sinistra prima, e il Pd poi, avrebbe potuto (e dovuto) reagire con dei gesti forti e simbolici. Invece non è accaduto nulla. Il gruppo dirigente è rimasto immobile. Veltroni ha taciuto. O ha parlato troppo poco. E dal Pd se ne sono così andati i migliori. Gli elettori.

da www.italiadallestero.info

ITALIA INDIFFERENTE AL PROCESSO PER CORRUZIONE DI BERLUSCONI

L’avvocato aziendale inglese David Mills è stato condannato per aver accettato una tangente per testimoniare il falso in due processi giudiziari.

Mills sembra aver ricevuto un guadagno di 600.000$ (350.000£ circa) dal Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi. Il tribunale di Milano ha condannato Mills a 4 anni e 6 mesi. Lui dice di essere innocente e che farà ricorso in appello.

Il caso giudiziario riguarda due processi del 1997 e del 1998 che coinvolgono Berlusconi. In breve, si sostiene che Mills sia stato pagato per tacere sulle compagnie offshore del Presidente del Consiglio, in modo che Berlusconi potesse evitare di pagare le tasse. Mills era un testimone esperto in ambito fiscale e si pensa che la sua testimonianza abbia tenuto Berlusconi fuori dai guai.

Si presume che Mills abbia usato i soldi ricevuti per pagare il mutuo della casa di Londra che divideva con Tessa Jowell, ministro inglese per le Olimpiadi. Un’inchiesta parlamentare appurò che la Jowell era estranea da qualsiasi coinvolgimento. La coppia ora è separata.

L’accusa nel suo ultimo processo ha provato a descrivere l’intero caso come dominato da potere e soldi. Il potere per Silvio Berlusconi. I soldi per David Mills.

Ci si chiede se Mills andrà davvero in prigione e in che modo questo caso possa coinvolgere il Presidente del Consiglio italiano. Probabilmente, no è la risposta alla prima domanda. Mills ha già detto alla BBC che intende fare ricorso in appello e che ha solide ragioni per farlo. E’ molto arrabbiato per come si è conclusa la vicenda e pensa di essere vittima di manovre politiche.

Sotto il glaciale sistema legale italiano qualsiasi ricorso in appello potrebbe richiedere uno, due, tre o più anni. Ciò potrebbe comportare l’entrata in prescrizione, che interviene drasticamente dopo sette anni e mezzo.

La legge sull’immunità

Quindi potrebbe vincere il ricorso, ma se anche non riusciusse, l’accusa potrà semplicemente non avere più tempo a disposizione per condannarlo. Comunque vada, rimarrà libero.

Per uno come David Mills vincere un ricorso in appello sarebbe più che favorevole, perchè gli permetterebbe non solo di dimostrare la propria innocenza, ma anche di recuperare la reputazione.

Per quanto riguarda Berlusconi, ha un lasciapassare fatto apposta per restare fuori dal carcere, almeno per ora. La sua stessa amministrazione ha approvato l’anno scorso, in maniera controversa, una legge sull’immunità dai processi per lui e una manciata di altri ministri. Perciò non può essere toccato, finché è al potere. Tuttavia le accuse sono sospese, non cancellate.

Esperto in materia

Eppure anche se tornassero a perseguitarlo quando finirà il mandato, Berlusconi ha dei noti precedenti in quanto a terminare tutte le procedure di ricorso in appello, secondo la legge italiana.

Berlusconi insiste nel proclamare la propria innocenza e nega di aver pagato Mills. E non è certamente nuovo al sistema legale italiano: si stima sia stato coinvolto in circa 2500 udienze durante la sua carriera. In alcuni casi giudiziari è stato anche dichiarato colpevole. Le accuse in passato hanno riguardato corruzione e falso in bilancio.

Però non è mai stato in carcere per aver vinto il ricorso in appello, oppure perchè assolto, oppure per decorrenza dei termini.
Per darvi un’idea di come gli italiani vedono il loro Presidente del Consiglio e le sue vicende giudiziarie, nel giorno in cui è stato pronunciato il verdetto su Mills, nell’aula di Milano c’era appena una manciata di telecamere per seguire il fatto. Era semplicemente un fatto non degno di essere annunciato.

Il perdono degli elettori

Immaginate la stessa situazione in altri paesi, dove il capo di un Governo è coinvolto in un’enorme truffa per corruzione. Non ci si potrebbe neanche muovere fuori dal tribunale a causa dei microfoni e degli obiettivi delle telecamere.

Ma non in Italia. Qui la maggioranza degli italiani è silenziosamente rassegnata a vedere il loro capo muoversi ai confini della legalità; una bufera ogni tanto mostra solo che è umano. È persino una caratteristica della sua personalità eccentrica.

Sembra che gli italiani sono pronti a perdonare Berlusconi, finché tiene lontana dagli scogli la grande nave Italia. Certamente ciò non li trattiene dal votarlo, come è stato provato dallo schiacciante successo elettorale alle elezioni politiche dell’anno scorso.

Ma potrebbe esserci una svolta inaspettata per Berlusconi. Esiste un grosso movimento per eliminare la sua nuova legge sull’immunità. Se coloro che lo appoggiano convinceranno il tribunale di avere un numero sufficiente – e legittimo – di firme, potrebbero imporre un referendum. Ciò potrebbe rendere Berlusconi più vulnerabile.

L’ITALIA CONDANNA UN AVVOCATO PER AVER PRESO UNA TANGENTE PER PROTEGGERE IL PREMIER

Roma – Martedì il tribunale di Milano ha presentato una sentenza che manderebbe le istituzioni politiche di molti paesi in tilt. Ha accusato l’avvocato inglese David Mills di aver accettato 600.000 dollari per mentire al fine di proteggere il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi.

In Italia, la sentenza non era nemmeno una delle notizie principali al telegiornale della sera. Questo onore è andato al maggior opponente politico di Berlusconi, Walter Veltroni, che si è dimesso martedì dopo la netta sconfitta del suo  partito lunedì alle elezioni per presidente della Sardegna, in cui il candidato del Partito Democratico ha perso contro il figlio del commercialista di Berlusconi. Così la storia del giorno non era sulla corruzione, ma sulla presa di potere sempre più asfissiante di Berlusconi in Italia.

Mills afferma che farà ricorso in appello. “Sono innocente, ma questo è un caso altamente politicizzato” ha affermato in una dichiarazione.

In effetti Berlusconi è stato un co-imputato fino all’anno scorso, quando ha fatto passare una legge in Parlamento che garantisce alle più alte cariche, in particolare a sè stesso, l’immunità contro l’azione giudiziaria mentre è in carica.

Nonostante le logiche irrazionali della politica italiana, la sentenza piuttosto che una sconfitta per Mills, sembra l’ennesima vittoria per Berlusconi il quale in 15 anni di dominio della vita politica italiana è riuscito a trasformare ogni sconfitta legale in capitale politico.

Un miliardario che possiede il più grande impero mediatico privato in Italia, Berlusconi è stato ripetutamente accusato di corruzione, solo per vedere le accuse rovesciate in appello o appassire quando cadevano in prescrizione. Lui si è dichiarato innocente in tutti i casi. Più Berlusconi sfrutta il sistema a suo vantaggio, più gli italiani sembrano ammirarlo.

“C’è una parte della società italiana che pensa che sia scandaloso che ci sia un Presidente del Consiglio che ha affrontato così tante accuse, che abbia un enorme conflitto di interessi” ha affermato Sergio Romano, un editorialista per il quotidiano Corriere della Sera. “Probabilmente è una minoranza, ma è abbastanza rumorosa”.

“Credo che la domanda che ci dobbiamo porre è perché c’è una parte della società italiana che non è scandalizzata” ha aggiunto.

La maggior parte degli italiani non può neanche fare ordine fra i vari casi giudiziari di Berlusconi. Sembra che anche lui ci riesca appena. “Sono il detentore universale di un record per il numero di processi nella intera storia dell’uomo e anche delle creature che vivono negli altri pianeti,” ha detto l’anno scorso.

Roberto D’Alimonte, un professore di scienze politiche all’Università di Firenze, ha affermato: “Le sole persone che si preoccupano fanno parte della minoranza anti-Berlusconi. La pubblica opinione non si preoccupa. Tutto questo è parte del fenomeno Berlusconi.”

C’è anche una specie di condiscendenza cattolica, per la quale è accettato che gli esseri umani sono peccatori.

Alexander Stille, l’autore del “Sacco di Roma”, un resoconto critico dell’ascesa di Berlusconi, afferma che la maggior parte degli italiani “si sono convinti che la politica sia un affare sporco, che tutti abbiano degli scheletri nell’armadio. I giudici hanno prestato più attenzione a Berlusconi che a tanti altri cittadini, per cui hanno trovato più scheletri nell’armadio”.

Berlusconi è entrato in politica nel 1994, sulla scia di uno scandalo di corruzione nel quale un terzo del Parlamento è stato coinvolto. La magistratura allora era vista come una eccellente braccio del governo.

Ma nel corso degli anni, Berlusconi è riuscito a trasformare la percezione dell’opinione pubblica nei confronti della magistratura con le sue incessanti accuse secondo le quali i magistrati sono ideologi di sinistra che lo hanno preso ingiustamente di mira. “C’è una parte del paese che è spaventata della sinistra; hanno paura della sinistra e Berlusconi approfitta di quelle paure” ha spiegato Romano.

A dicembre, i Pubblici Ministeri hanno accusato Mills di aver accettato denaro nel 2000 in cambio di aver fornito falsa testimonianza nei processi del 1997 e 1998, collegati alle compagnie estere che Mills aveva contribuito a creare negli anni novanta per la Fininvest, la società per azioni di Berlusconi.

I Pubblici Ministeri affermano che Mills non abbia rivelato alla corte che due compagnie estere  che compravano diritti cinematografici negli Stati Uniti erano collegate a Berlusconi, secondo quanto riportato da Associated Press. Hanno anche detto che Mills non ha rivelato una telefonata con Berlusconi nella quale i due discussero quelli che furono definiti pagamenti illeciti da parte di Berlusconi al leader socialista Bettino Craxi, morto nel 2000.

Martedì Mills ha ricevuto una condanna di quattro anni e mezzo, ma è improbabile che vada in prigione. Secondo la legge italiana, la reclusione comincia solo dopo una sentenza definitiva. È anche improbabile che i due successivi appelli si concludano prima del 2010, quando il limite di dieci anni per la prescrizione sarà scaduto. Analogamente, se Berlusconi rimane in carica fino a quel momento, il caso contro di lui sarà estinto.

I Pubblici Ministeri di Milano incominciarono a investigare Mills nel 2004, dopo un soffiata delle autorità londinesi, quando il commercialista di Mills si era fatto avanti denunciando il potenziale uso improprio di denaro.

Nel 2004, Mills scrisse al suo commercialista, Bon Drennan, riguardo alla situazione fiscale di un pagamento fatto da Berlusconi. In una lettera a Drennan, Mills scrisse: “Non ho mentito, ma ho aggirato ostacoli molto complicati, per dirla con un eufemismo e ho tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo”, secondo una copia della lettera che è stata ampiamente pubblicata.

In cambio della sua testimonianza, ha affermato, ha ricevuto denaro che “poteva considerare come un prestito a fondo perduto o un regalo”.

Nel luglio 2004, Mills disse ai Pubblici Ministeri di Milano che la lettera era corretta e che aveva ricevuto 600 mila dollari da collaboratori di Berlusconi come premio per aver fornito una testimonianza favorevole. Più tardi Mills ha ritrattato la sua dichiarazione.

Mills è l’ex marito del Ministro per le Olimpiadi britannico, Tessa Jowell, che in una dichiarazione di martedì emanata dal suo ufficio ha affermato: “Questo è un colpo terribile per David e, nonostante la nostra separazione, non ho mai dubitato della sua innocenza.”

Il Pubblico Ministero nel processo Mills, Fabio de Pasquale, ha messo in dubbio la legalità della legge che garantisce l’immunità a Berlusconi e alle più alte cariche dello stato. La Corte Costituzionale non ha ancora emesso una decisione sulla questione.

Le cronache in autunno hanno riportato che Berlusconi stava pensando di nominare Niccolò Ghedini, il suo avvocato,  a una posizione vacante nella Corte Costituzionale. In un’intervista lo scorso autunno Ghedini ha affermato che sarebbe stato improbabile, ma non a causa del suo coinvolgimento nei processi del Presidente del Consiglio. “No, niente affatto” ha affermato allora. “Ma perché mi piace fare l’avvocato. Non vorrei mai diventare giudice”.

da www.antoniodipietro.it

MONNEZZA C’ERA MONNEZZA C’E’

Ieri è stata aperta la discarica di Chiaiano contro il volere dei cittadini del posto. Ancor più singolare, ma allarmante, il fatto che questo gesto sia stato compiuto sotto scorta dell’esercito.
Le forze dell’ordine dovrebbero essere utilizzate per tutelare i cittadini piuttosto che garantire le imposizioni di un gruppo di potere che ha occupato le istituzioni.
In Campania i media stanno tacendo, è calato il sipario mediatico sulla diossina, sulla monnezza, sui politici campani, sui rapporti tra camorra e politica, anche sulle intercettazioni.

In Campania ora tutto tace, ma è tutto come prima, da almeno quattordici interminabili anni. Le sedute del Consiglio dei ministri napoletane di Silvio Berlusconi non hanno risolto il problema spazzatura nei fatti, ma solo a parole.
Molti italiani sono stati tratti in inganno dagli show televisivi del premier, ma i napoletani no, perché, oltre alla scomparsa dei rifiuti da piazza del Plebiscito e alle manganellate in testa a dei sessantenni di Pianura, non hanno notato alcun miglioramento nella loro regione. Monnezza c’era, monnezza c’è, camorra comandava, camorra comanda.

Nel frattempo sono centinaia i ragazzi campani che mi scrivono, inviano foto e filmati per chiedermi appoggio nel denunciare il degrado.
Chiaiano è parte di questo degrado, non la sua soluzione, altrimenti non ci sarebbe bisogno dell’esercito per aprire una discarica.
Le segnalazioni erano così tante che l’Italia dei Valori ha realizzato un
breve filmato, per non dimenticare Napoli e la Campania.
Scorrendo le immagini quel che provo è vergogna per l’informazione latitante, frustrazione per la dignità dei campani, ribrezzo per la falsità di questo governo.

Il 6 marzo scenderemo ancora una volta in piazza, questa volta a Napoli, per difendere le intercettazioni, per la monnezza, per il poltronismo politico e per la questione morale tutt’altro che risolta. Piaghe che umiliano la città e la regione screditandola a livello mondiale. E con lei tutto il Paese.

da www.danielemartinelli.it

NECROLOGIO APERTO A UOLTER VELTRONI

Bravo Uolter! La sceneggiata napoletana sulle tue dimissioni dal partito derelitto non poteva che avvenire alle 16 di ieri, un’ora dopo la lettura della sentenza del processo Mills.
Con precisione chirurgica ti sei gettato in pasto ai media di regime che ti hanno mangiato, bevuto per digerirti nell’arco di qualche settimana. Giusto il tempo per far dimenticare dolo alfano e che il Berlusconi è un corruttore non solo politico, ma anche giudiziario.
La tua funzionalità all’alleato Silvio è stata perfetta fino alla chiusura di questo ciclo. Sei riuscito a distruggere del tutto la già flebile sinistra d’opposizione.
Le tue scuse riportate da tutti i giornali senza rinunciare allo stipendio e ai privilegi da deputato, sono una presa per il culo.
Un po’ come tutta la tua recita degli ultimi 2 anni, cominciati con la farsa delle elezioni primarie nell’autunno del 2007 ricordi? I giornali cominciarono già dalla primavera a riportare le tue dichiarazioni di come la pensavi su argomenti di tutti i tipi: dal gossip al motomondiale, dai pirati della strada all’etica, Veltroni qui Veltroni là. Foto sui giornali e ospitate televisive apparentemente innocue ma utilissime per darti notorietà. Eri ancora sindaco di Roma e Romano Prodi era ancora presidente del consiglio. Rutelliani e fassiniani che dovevano impegnarsi a fare una legge sul conflitto d’interessi per rispettare le famose 280 pagine di programma, andavano in giro per l’Italia a intavolare il partito derelitto. Sembravano alieni. Ricordi Uolter?

Poi le primarie di ottobre. 3 milioni di allocchi spesero un euro ognuno per preferirti a Rosy Bindi, Mario Adinolfi (sai che fatica!) e ad altri nomi stantii.
La frittata fu servita. Prodi cadde e tu approfittasti subito in campagna elettorale per fare comizi senza argomenti. Nessuna parola sul conflitto d’interessi del tuo alleato piduista, niente riferimenti alle sue leggi vergona, men che meno sull’abusivismo di Rete4.
Un niente che ti fece perdere le elezioni ma vincere il terno al lotto della comoda e blanda opposizione a 20 mila e passa euro al mese ai banchi del parlamento.
Antonio Di Pietro in pochi mesi ti ha fatto le mutande col referendum sulla porcata alfano e sull’opposizione politica degna di tale nome. Sta facendo incetta dei tuoi elettori.

E tu, fantoccio camuffato da leader politico innocuo come una lumaca, sei stato funzionale fino in fondo al tuo amico Silvio. Ti sei dimesso dopo milioni di frasi fritte sulla politica di Obama, ben sapendo che tu ed Obama siete come il bianco e il nero. Non c’entrate proprio nulla.
Lui sempre pronto a rispondere ai giornalisti, tu invece ti sei sempre arrogato della codardia di scappare dalle domande dei giornalisti come il sottoscritto senza rispondere.
E oggi torni nel baccanale delle seggiole parlamentari a fare l’anonimo parlamentare mantenuto da noi italiani.
Eh no caro Uolter! Obama insegna che chi perde se ne va a casa. Mai miglior occasione come questa per trascinarti fuori dalla scena anche  rutelli, fassino, soru, soro, sòrreta, e tutta la ciurma di politici morti. Morti assieme al pd.

da www.togherotte.ilcannocchiale.it

RESTI IN CARCERE IL SERIAL CRIMINALE

Per spiegare le infinite possibilità di evitare il carcere offerte ai condannati per reati anche gravi, racconto spesso una storiella: come si può ammazzare la moglie e non fare nemmeno un giorno di prigione. Mettendo in fila tutti gli sconti di pena, i permessi, le libertà vigilate, le liberazioni anticipate previste dalla legge, succede che le pene inflitte dai giudici alla fine del processo sono nei fatti almeno dimezzate e spesso annullate. La legge prevede la possibilità di lavorare all’esterno del carcere dopo 5 anni di pena effettivamente scontata (10 per gli ergastolani); 45 giorni di permesso premio ogni anno dopo almeno un quarto di pena effettivamente scontata (10 anni per gli ergastolani); quando restano solo 3 anni da scontare (e per tutte le pene inferiori a 3 anni), l’affidamento in prova al servizio sociale: il condannato sta fuori del carcere e racconta all’assistente sociale come si sta comportando; gli arresti domiciliari per un massimo di 2 anni (la cosa è un po’ più articolata ma questa è la parte che c’interessa); la liberazione anticipata (la famosa legge Gozzini): uno sconto di 45 giorni ogni 6 mesi; quindi, in realtà, 1 anno sono 9 mesi, 4 anni sono 3 anni, 10 anni sono 7 e mezzo. Tutto questo si cumula, e così si capisce perché in prigione ci stanno poche persone e per poco tempo.

Fanno eccezione terroristi e mafiosi, schiavisti e sequestratori di persona a scopo di estorsione, associati a delinquere per contrabbando e stupefacenti: per loro niente benefici a meno che non si pentano e collaborino con la giustizia. Però la Gozzini resta applicabile a tutti, che collaborino o no: basta che in carcere non si comportino male. Adesso questa straordinaria severità (si chiama certezza della pena) sarà applicata anche agli stupratori, ed è proprio una buona cosa. Se scomodiamo i principi generali e ci chiediamo perché alcuni condannati debbono essere trattati peggio di altri (il che potrebbe sembrare ingiusto), la risposta è che si tratta di persone certamente pericolose: il mafioso e il terrorista, finché restano tali, aderiscono ad associazioni antagoniste dello Stato; e le persone condannate per gli altri reati che impediscono di godere dei benefici carcerari sono considerate a forte rischio di reiterazione: l’esperienza insegna che molto probabilmente commetteranno altri reati della stessa specie.

Questo punto è molto importante. La maggiore severità non dipende dalla particolare gravità del reato; per questo c’è già la pena prevista dalla legge: più il reato è grave, più la pena è alta. Se così non fosse, tanto varrebbe introdurre, per alcuni reati, pene di specie diversa, per esempio la tortura, il che in un Paese civile non si fa. Sicché impedire agli stupratori di uscire dal carcere prima di aver scontato la pena, come si fa con i mafiosi, i terroristi ecc., non dipende dal fatto che il reato da loro commesso è grave (certo lo è); serve per garantirsi, nei limiti del possibile, che non stuprino ancora. Tutto bene? Sì, per quanto riguarda la certezza che gli stupratori se ne stiano in prigione quanto gli tocca (ma resta la Gozzini). No, per quanto riguarda il fatto che questo regime finalmente giusto non è stato applicato a tutte le altre categorie di delinquenti presunti seriali.

La Giustizia spende un sacco di soldi per far funzionare i Casellari Giudiziari: gli uffici che aggiornano i certificati penali. Sarebbe bene trarne una qualche utilità. Se una persona è stata condannata più volte per rapina, furto, truffa, guida in stato d’ebbrezza o sotto l’influsso di stupefacenti, omicidio colposo commesso perché ubriaco o drogato, se insomma la previsione che commetterà altri reati dello stesso tipo è fondata, visto che continua a commetterne; per quale motivo non dev’essere assoggettata allo stesso regime oggi previsto per gli stupratori? Forse che le vittime di questi reati non hanno diritto alla stessa tutela di una persona violentata?

Naturalmente a questo punto si apre un problema: che ne facciamo degli amministratori pubblici condannati per corruzione? E degli imprenditori condannati per falso in bilancio e bancarotta? Anche questo tipo di delinquenti provoca dei bei danni; sembrano meno gravi perché non sono sanguinosi, colpiscono tanta gente tutta insieme e quindi senza volto; e, soprattutto, sono un po’ sdoganati dai fulgidi esempi della classe dirigente. Però chi ti rapina una volta ti porta via il portafoglio o il contenuto della cassa; ma chi fa fallire una società in cui hai investito i tuoi risparmi ti porta via tutto; e chi aggiunge al prezzo dell’appalto la sua tangente impoverisce tutto il Paese. Forse anche per questa gente dovrebbe valere il principio per il quale, accertato che si tratta di soggetti pericolosi, è bene garantirsi che non ne combinino altre. Proprio come per gli stupratori. Eh, magari. Mi accontenterei che non venissero eletti in Parlamento

VIDEO

Auto della polizia FONDI INADEGUATI

SPORT

ZENIT-STOCCARDA

WERDER BREMA-MILAN

MANCHESTER UNITED-FULHAM

Free newsultima modifica: 2009-02-19T17:31:50+01:00da anglotedesco
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