Free News-La Repubblica delle banane preferisce Sanremo

Il Belpaese dei senza dignità ieri sera ,per non disturbare Il Festival di Sanremo, non ha mandato in onda Annozero. Per carità,anche se io lo ritengo il Festival dei Rincoglioniti,non ho nulla nel mandarlo in onda,però su Raidue si può far vedere lo stesso il programma di Santoro.C’erano argomenti molto interessanti,sopratutto il caso Mills.La Rai è la peggior tv di stato dell’Occidente e deve sempre fare delle cazzate. Come potete leggere nell’articolo del blog di Di Pietro,ha ignorato il processo Mills,parlando più di Veltroni e del Festival di Sanremo perchè questo è un Paese di mangiaspaghetti ,l’importante è vivere di stupidate e mettere da parte le cose serie.W l’Italia sempre e comunque. A chi dice cosi,gli consiglio di andarsene in quel posto…Comunque non c’è bisogno che lo dico io,ci pensano gli altri paesi.

LEGGETE QUESTI ARTICOLI E EVITATE DI COMPRARE I QUOTIDIANI.SONO TUTTI SCHIERATI E NON FANNO INFORMAZIONE

da www.voglioscendere.it

GIANNI ALEMAGNA

Gli elettori italiani sono nati per soffrire. Di quelli del Pd già si sapeva (ora, per rincuorarli un po’ dopo gli ultimi rovesci, Enrico Letta annuncia una bella alleanza con l’Udc di Casini, Cesa e Cuffaro). Quelli di destra invece erano abituati benino, nell’ultimo periodo, dunque meritavano anche loro una bella mazzata. Ha provveduto Gianni Alemanno, sindaco di Roma, annunciando che presto la Capitale dedicherà – a titolo di «doveroso omaggio e riconoscimento» – una strada a Bettino Craxi, «un grande leader che ha anticipato la modernizzazione del Paese. Un’esigenza oggi portata avanti dal Presidente Berlusconi». Sulla continuità fra Craxi e Berlusconi, niente da dire: la testimoniano anche i 23 miliardi di lire passati dai conti esteri del secondo a quelli del primo nei primi anni 90. Più controversa la questione del grande leader modernizzatore: forse Alemanno si riferisce alle due condanne per il magnamagna di Tangentopoli, o al rapporto debito-pil passato nei 4 anni del governo Craxi dal 70 al 92%, o all’alleanza coi generali argentini e col tiranno somalo Siad Barre, o alla fuga organizzata per sottrarre alla giustizia il terrorista palestinese Abu Abbas dopo il sequestro della nave Achille Lauro e l’assassinio di un ebreo paralitico americano. La via di Roma dedicata all’unico premier corrotto e latitante della storia dell’Occidente sarà quella antistante l’hotel Raphael. Una scelta non casuale: proprio lì, nell’aprile ’93 gli elettori delMsi, e poi di An e poi di Alemanno tirarono le monetine a Bettino urlando «via Craxi». Ora, finalmente, verranno esauditi.

MASTELLA TEOCON FAMIGLIA

Tra le mozzarelle e le vongole Clemente Mastella ha sempre scelto i princìpi. Ne avanzava un piatto fumante alla tavola del Cavaliere, apparecchiata per le prossime Europee: ci si è accomodato coi gomiti larghi, intimando il silenzio ai commensali circostanti, fulminati con un preventivo “Chi pensa male è un farabutto”. Ma il silenzio è diventato una risata. La quale anziché spettinarlo dalla vergogna, ha funzionato come un salvacondotto, insieme con gli occhioni stupefatti d’eterno garzone della politica, servitore con zelo, anche a sessant’anni suonati, dai tempi di De Mita a quelli di Cossiga, passando per quasi tutti.

“Che ci volete fare? E’ Mastella!” Il “Teocon Famiglia” secondo la formidabile definizione del Sole 24 Ore. Quello con il finanziamento pubblico incorporato. Il seggio garantito. La processione dei sindaci del Sannio. La villa a Ceppaloni. Le melanzane, la pastiera. Le storielle per rallegrare il capo di turno. E la scorta: fino a ieri (comicamente) affidata alla polizia penitenziaria, in quanto ex Ministro di Giustizia e non in qualità di fragile consorte della temuta Sandra, arrestata domiciliarmente per certe sonore telefonate, nelle quali ragionava (in verità) più di primari che di princìpi, e con gli artigli ben conficcati nel sommo bene: le Asl

Non ci sarebbe niente da ridere davanti a una simile deriva della politica: il tradimento a sinistra ripagato a destra. La coltellata a Prodi e il seggio a Strasburgo. Lo scandalo senza scandalo. Ma andrà peggio con i prossimi fuochi d’artificio, se sono veri i pronostici, lui avversario di Antonio Bassolino, stessa circoscrizione. Epica lotta: Godzilla contro King Kong. Per raccontarlo ci vorrà Dario Argento.

da www.antoniodipietro.it

LA RAI E’ MORTA

Mercoledi 18 febbraio è stato nominato il Cda Rai con ottiche di mera spartizione delle poltrone, senza nessun riguardo alla professionalità dei suoi membri e alla salvaguardia della libera informazione. Mercoledì 18 febbraio muore la Radiotelevisione italiana.

Pubblico il video ed il testo del mio intervento durante la trasmissione Omnibus di oggi, giovedì 19 febbraio.

Edgardo Gulotta: Lei ha commentato con parole di apprezzamento per il gesto, per il modo e per la scelta di Veltroni di dimettersi, comprendendone politicamente il gesto, però ieri è arrivata la prima critica abbastanza pesante, anzi pesantissima, sulla nomina del Cda Rai, definendola “l’ultimo atto del Veltrusconismo”. E’ già finito l’armistizio con il Pd, se armistizio c’è stato?
Antonio Di Pietro: Vede, la ragione per cui credo che Veltroni abbia fallito la sua missione sia proprio questo: non ha mai scelto se essere carne o pesce, come ha detto Quagliarello che condivido nella sua analisi. Veltroni un giorno sembrava che volesse fare opposizione con me, un giorno sembrava che volesse fare le moine a Berlusconi. C’è da fare una scelta di campo nella politica, non è che si può stare con un piede in due scarpe. Il Partito Democratico ha espresso in questi mesi una classe dirigente molto frazionata, dove chi si alzava per primo la mattina pretendeva di comandare, e noi stessi non sapevamo con chi parlare. Con riferimento alla nomina del Cda Rai, ritengo che sia stata fatta ancora una volta una cosa sconcia, peggio delle altre volte, perché la Rai è il servizio di informazione pubblica che ci fa capire cosa fanno e come si comportano quelli che stanno al Governo, nel Parlamento e nelle istituzioni. Se mandi alla Rai a comandare nel Cda ex parlamentari, trombati dalla vecchia politica, sodali di partito se non di ombrellone, e te li spartisci tra maggioranza e opposizione, “un pezzettino a me e un pezzettino a te”, hai già fatto un inciucio di comunicazione. Se il controllore è nominato dal controllato, quest’ultimo nomina quello che conviene a lui. Se poi si mettono d’accordo maggioranza ed opposizione nel Paese non c’è più opposizione. Mi sento meno opposizione e più resistente in questo momento, non credo che ci sia una maggioranza e un opposizione. Credo che in questo momento ci sia un regime in costruzione e una resistenza in azione.

Edgardo Gulotta: Avevate un nome, come Italia dei Valori, per il Cda Rai?
Antonio Di Pietro: Noi avevamo suggerito due cose: che si rifacesse la Legge Gasparri, che si eliminasse il Cda Rai e che le nomine venissero fatte direttamente dai giornalisti della Rai. Non ci siamo permessi di indicare dei nostri nomi, abbiamo rivendicato il fatto che ci debbano andare gli indipendenti. Per questo non abbiamo partecipato alla nomina di quest’ennesima lottizzazione.
Mi lasci dire una cosa. Il Partito Democratico se ha preso meno voti non è per chissà quale ragione, ma perché è successo lo scandalo in Campania, lo scandalo in Abruzzo, lo scandalo in Calabria, perché ogni volta da una parte e dall’altra non si prendono decisioni serie e chiare in materia di trasparenza.
Tornando alla Rai, l’altro ieri al Tribunale di Milano c’è stata la sentenza di questo signor Mills che è stato corrotto da un signore che si chiama Silvio Berlusconi. Questo lo affermo e me ne assumo le responsabilità, ma il tema è un altro: la Rai non c’era, si è “scordata” di mandare i cameraman. C’era la Cnn, la BBC, c’erano tutti i giornali internazionali perché era un fatto importante, dove un signore viene corrotto da fondi che provengono da aziende del capo del governo italiano. E’ una cosa importante, politicamente importante, ma se a Porta a Porta si fanno dieci volte il processo di Cogne si dimentica di fare questo. Questa è la Rai.

da www.danielemartinelli.it

DE MAGISTRIS A GIUDIZIO,MASTELLA A SBAFO

Una breve d’agenzia di oggi dice:
Luigi De Magistris comparira’ domani davanti alla Sezione disciplinare del Csm. L’ex pubblico ministero di Catanzaro dovra’ difendersi dalla contestazione di aver disposto intercettazioni dell’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella senza aver chiesto l’autorizzazione della Camera dei Deputati e dall’accusa di aver affidato al suo perito Giacchino Genchi “una delega abnorme di indagini” con incarichi che implicavano “accertamenti e valutazioni del tutto estranei a quelli di un consulente tecnico”. La procura della Cassazione ha citato sei testi, tutti ufficiali e sottufficiali del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri. De Magistris, che sara’ assistito nell’insolita veste di legale dal procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, chiedera’ invece di ascoltare 12 testimoni, tra i quali lo stesso Genchi, oltre a magistrati e investigatori che hanno lavorato con il consulente tecnico.

Ricapitolando: Luigi De Magistris compare davanti alla sezione disciplinare del Csm per aver intercettato Clemente Mastella, che invece comparirà all’europarlamento per la seconda volta a sbafo degli italiani.
A De Magistris si contesta la disposizione delle intercettazioni nei confronti del pingue ceppalonico senza il permesso della Camera. Come per Clementina Forleo nei riguardi del prescritto per tangenti Massimo D’Alema, assieme a Nicola Latorre Piero Fassino.
Gli altri pm che hanno intercettato decine di volte altri parlamentari, Berlusconi compreso nella vicenda Saccà, sono stati esentati da provvedimenti disciplinari. Poi che un magistrato non debba chiedere autorizzazione alcuna per intercettare un parlamentare pare non importare.
Mi piacerebbe sapere con quale criterio si è stabilita “la delega abnorme di indagini” affidata a Gioacchino Genchi e con quale metodo vengono bollate “estranee valutazioni a quelle di consulente”.
Il Csm del pari e patta delle procure di Catanzaro e Salerno farà le pulci a un magistrato libero e coraggioso che è stato relegato ad occuparsi di cause civili a Napoli. In Berluscalia è ciò che si sta normalizzando. Intanto il mondo ci guarda e ride.

da www.beppegrillo.it

IL PARLAMENTARE E’ UN DIPENDENTE PUBBLICO A STATUTO SPECIALE

Avete mai visto un celerino caricare dei politici, dei banchieri, dei bancarottieri? Le cariche sono riservate agli impiegati, studenti, operai che protestano. Si può affermare, in tutta sicurezza, che il braccio del potere con il necessario prolungamento del manganello cala solo sul cranio degli ultimi, degli indigenti, dei precari. E un manganello orientato in base al censo, sopra a un certo reddito sei al sicuro. Quello che vale per le mazzate fisiche, vale ancora di più per le leggi. Forti e spietate con i deboli, genuflesse e condiscendenti con i parlamentari. Dura lex, sed Brunetta lex.
Se l’impiegato con la gamba rotta è costretto agli arresti domiciliari e al fax di ordinanza, il deputato può fare ciò che vuole. Può fare l’assenteista in Parlamento, può avere un doppio incarico e paga doppia, può continuare a fare il suo lavoro, come l’avvocato Ghedini pagato dai soldi pubblici e remunerato dal suo cliente Berlusconi per difenderlo nei processi. Lo stipendio da parlamentare più alto d’Europa, il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo. Il parlamentare italiano è un dipendente pubblico a Statuto Speciale. Un esempio per la Nazione, infatti se le leggi non valgono per il Parlamento, allora non devono valere neppure per i cittadini. Dipendenti pubblici compresi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?), noi neppure.

Buongiorno Beppe,
vorrei porre alla tua attenzione il mio caso. Sono un’ infermiera di un’Azienda Ospedaliera, poche settimane fa mi è successo uno spiacevole incidente, nel quale ho riportato una frattura dello stiloide radiale e dello scafoide, con una prognosi di 90 giorni. Immaginerete che questa situazione è di per se assai disagevole, ma dato che al peggio non c’è mai fine si aggiunge la nuova legge Brunetta.La suddetta legge sottolinea tre punti importanti:
1- Dare la reperibilità per la visita fiscale dalle 8:00 alle 20:00 con solo “un’ora d’aria al giorno” (dalle 13:00 alle 14:00)
2- Dare comunicazioni solo per via fax ad ogni spostamento per visite di controllo ed altro.
3- Decurtazione degli incentivi dallo stipendio.
Primo punto:
Vorrei sapere dall’On. Brunetta se ha mai letto la Costituzione Italiana ,in particolare gli art.13 e art.14 (rapporti civili) dove viene trattato il principio inviolabile della libertà personale e un individuo non può essere relegato contro la sua volontà a differenza della nuova legge Brunetta che impone una sorta di arresti domiciliari.
Secondo punto comunicazioni via fax.
Io vivo da sola e non posseggo un fax nell’incidente ho riportato anche una distorsione al piede che non mi permette la deambulazione. Il primo negozio provvisto di fax dalla mia abitazione dista circa 3km, non posso guidare,vorrei sapere come posso inviare antecedentemente i vari fax che mi dovrebbero garantire gli spostamenti senza incorrere in sanzioni.
Terzo punto detrazioni sullo stipendio.
Mi viene negata la mia libertà;non posso tornare a lavorare per via della frattura. Come un detenuto devo comunicare tutti i miei spostamenti e per finire in più vengo anche penalizzata sullo stipendio.
Mi sembra che questa penalizzi solo chi ha dei veri problemi di salute e i soliti “furbetti del quartierino” riusciranno comunque a farla franca A questo punto faccio un appello per trovare a livello mediatico qualcuno che mi sostenga per una provocazione: essere riammessa al lavoro come “portatrice di gesso“. Questo perché non voglio rimanere in “carcere”per ben 3 mesi con solo la colpa di essermi infortunata. Saluti.” Paola M.

VIDEO

LA RAI E’ MORTA

EFFETTO BRUNETTA:tanti saluti alla sicurezza

VITTORIO SGARBI AD ICEBERG-INSULTI A DI PIETRO E TRAVAGLIO

UN MEDICO GUARITO DAL CANCRO CON LA CURA SIMONCINI

Free News-La Repubblica delle banane preferisce Sanremoultima modifica: 2009-02-20T19:47:55+01:00da anglotedesco
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