La giustizia mangiaspaghetti-2

Come ho già ricordato in settimana l’ultimo libro di Bruno Tinti LA QUESTIONE IMMORALE,è meraviglioso.Spiega alla perfezione com’è vergognoso il sistema giudiario italiano,il peggiore d’occidente.Per salvare il culo alla classe politica si sfascia il sistema giudiziario e poi la gente (l'(80%) si stupisce se gli extracomunitari o quelli dell’est europeo vengono qui a delinquere.In Inghilterra o in Germania sono obbligati a comportarsi in maniera diversa.

Questo libro ammutolisce chiunque anche il centrodestra peggiore d’Europa,.Devi leggere e star zitto.I vari Pecorella ,Ghedini e copagnia brutta possono far credere ciò che vogliono.

da LA QUESTIONE IMMORALE-Bruno Tinti (Chiarelettere)

IMPUNITA’-2
Le delegittimazione dei giudici

LA VERITA’ PROCESSUALE E LA VERITA’ SOSTANZIALE
 
Il secondo strumento utilizzato dalla classe dirigente del Paese per sottrarsi al controllo di legalità consiste nella delegittimazione del provvedimento giudiziario.
Siccome,tranne appunto il nuovo corso rappresentato dai casi Forleo e De Magistris,il sistema descritto piu sopra non può per sua natura essere applicato alla fase delle indagini (il pubblico Ministero indaga,raccoglie testimonianze,documenti e intercettazioni e nessuno glielo può impedire,ma si sta cominciando a fare anche questo),e siccome l’informazione comunque da conto delle indagini e dei loro risultati (ma anche qui stanno  correndo ai ripari),diventa urgente sterilizzare anche questa fase:lo si fa riproducendo il magistrato e il suo provvedimento a soggetto e atto di natura politica.
Ciò è percepito con facilità solo da chi fa di mestiere il giurista,per gli altri cittadini occorre una spiegazione.
La sentenza e gli altri atti e provvedimenti emessi dal Giudice non sono sempre “giusti”.E’ normale che cosi avvenga:i Giudici sono uomini,possono sbagliare,possono non disporre di tutti gli elementi necessari per prendere la decisione corretta,possono non valutare bene le informazioni di cui sono in possesso.E,attenzione,l’errore può essere  nei due sensi:può essere stabilito che una persona è colpevole,quando invece è innocente,ma può essere stabilito che una persona è innocente,quando invece è colpevole.Cosi,ad esempio,la sentenza giusta (nel senso che rispecchia la realtà dei fatti) dalla Corte d’Appello;e cosi può avvenire per la richiesta del Pubblico Ministero (forse giusta) e per la decisione del Giudice per le indagini preliminari che la rigetta (forse sbagliata).
Insomma,le sentenze dei Giudici possono non essere giuste,cosi come avviene per ogni azione umana.
Ma ciò che bisogna assolutamente perservare è la loro natura di “atto di giustizia”.Giusta o sbagliata che sia una sentenza,essa è essenziale per consentire la civile convivenza con i cittadini.I cittadini devono sapere che i loro rapporti,i loro conflitti,le loro pretese,sono disciplinate dalla legge;che la legge è applicata in maniera imparziale e valida per tutti;che la decisione di chi applica la legge è definitiva e che obbliga  tutta la collettività.Se cosi non fosse,si aprirebbe la strada all’arbitrio e alla prepotenza;i cittadini,non piu assoggettati alla legge,si farebbero giustizia da se medesimi e prevarrebbe il più forte.
Insomma l’atto di giustizia è una convenzione:i cittadini decidono di gestire i loro rapporti attraverso la legge;affidano ai magistrati il compito di applicarla:sperano che i magistrati le applichino bene,e studiano un sistema che consenta una buona garanzia contro gli errori,attraverso successivi gradi di giudizio.Il prezzo di questo sistema è l’accettazione (appunto perchè l’atto di giustizia è una convenzione) dell’eventuale errore.E,verrebbe da dire,chi non è d’accordo con tutto ciò si affidi alla giustizia divina,perchè su questa terra la giustizia può essere esercitata solo dagli uomini.
In realtà la classe politica non è d’accordo con questo sistema,e non intende nemmeno affidarsi alla giustizia divina (credo che dovrebbe temerla assai di piu).Ma ha trovato un sistema nigliore:quando la sentenza riguarda uno di loro,dice che la sentenza non è giusta,la rifiuta e si fa assolvere dal popolo.

IL RIFIUTO DELLA GIUSTIZIA COME CONVENZIONE SOCIALE

E’ ovvio che nel momento in cui l’atto di giustizia non è piu riconosciuto convenzionalmente come giusto,l’impunità diventa solo un problema di rapporti di forza.Se l’extracomunitaria che ruba un etto di formaggio al supermercato si mette a strillare che la sentenza emessa non è giusta perchè ha due bambini piccini che hanno fame e non ha soldi per comprare da mangiare,tutti se ne fregano e lei finisce in prigione.Ma se Mastella,Ministro della Giustizia  (e prima di lui un foltissimo elenco di politici di ogni partito,di volta in volta condannati,oggetto di indagini,di arresto,di intercettazioni),si mette a strillare che tutto quello che è contestato a lui e ai suoi amici e parenti non è vero e non costituisce reato e sopratutto gli è contestato nel quadro di un complotto che usa la giustizia come arma politica; e tutto il Parlamento applaude e gli manifesta solidarietà e comprensione;allora la pretesa “non giustizia” della sentenza (e dell’atto di giustizia interlocutorio,la misura cautelare con cui si dispone la reclusione,il provvedimento di sospensione dai pubblici uffici,il sequestro) diventa il suo presupposto della sua impunità.E,sia chiaro,il problema non è se Mastella e i suoi amici abbiano o no commesso i fatti che sono loro addebitati (questo sarà deciso,nei limiti dell’umanamente possibile,dal processo)il problema è che,per sottrarsi agli atti di giustizia che li riguardano,i politici hanno negato il valore convenzionale di questi atti di giustizia,li hanno ridotti allo stesso livello della loro autocertificazione di innocenza,hanno incassato la solidarietà dei loro simili e,in una parola,hanno delegittimato il concetto di legalità.
I cittadini  imparano dalla loro classe dirigente.In particolare,quando l’esempio è cattivo e stimola i loro interessi più egoistici,quando scorgono la possibilità di trovare un alibi che li autorizzi a coltivare,anche in spregio alla legge,i loro interessi più meschini.Insomma,i cittadini abbandonano il principio cardine della civile convivenza,il principio di legalità.Ed è cosi che questo secondo strumento di impunità elaborato dalla classe dirigente ha inferto i colpi più gravi alla funzionalità e all’esistenza stessa sistema giustizia italiano.

La giustizia mangiaspaghetti-2ultima modifica: 2009-02-23T15:17:10+01:00da anglotedesco
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