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Si parla di nucleare e dell’accordo che l’Italia ha firmato. L’80% dei cittadini piu cretini dell’Occidente ha voluto Silvio Berlusconi “IL CORRUTTORE” sperando che Mr 7 pescrizioni facesse gli interessi loro senza sapere minimamente chi sia perchè non gli interessa. Con questa vergognosa decisione, si è avuto l’ennesima prova che il piduista pensa solo ai cazzi suoi.Il belpaese delle banane ha l’aria piu inquinata d’Europa e per migliorarla ci mettiamo le centrali nucleari perchè non bisogna mai fare passi avanti,ma indietro ,sbattendosene dei bisogni  della gente che è costretta a fare salti mortali per arrivare alla terza settimana del mese. In Germania ovviamente sono piu avanti e preferiscono l’energia solare e i risultati sono straordinari (vi consiglio il libro VOGLIA DI CAMBIARE-SALVATORE GIANNELLA -CHIARELETTERE)

Divertente ma utile l’intervento di Antonio Di Pietro ad una tv della Rai: l’accusa può denunciare il giudice se non gli va bene e farlo tutte le volte che vuole in modo da far passare anni e anni per fare arrivare la benedetta prescrizione. Ah ah ah ,neanche nel Burundi la giustizia è cosi ridicola. Pensate cosa si inventano per salvare il culo alla classe politica più vergognosa del mondo.Io mi sono sempre chiesto,ma quelli che,nonostante queste stronzate che danneggiano i cittadini, non si vergognano di essere italiano, cosa sono in realtà? Secondo la mia modesta opinione di operaio onesto che però sa più di uno che fa l’università (basta chiedere ad uno studente che fa Chimica di che cosa si parla in Italia in questo momento), i punti sono 3:

1) O è uno che sta bene al mondo perchè non capisce un cazzo

2) O è un furbetto anche lui che se ne approfitta del sistema marcio per vivere bene

3) E’ uno che fa favori alla mafia.

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da www.voglioscendere.it

RAISET LA GRANDE ABBUFFATA (Marco Travaglio)

Le dimissioni di Veltroni e le convulse giornate del Pd, o di quel che ne resta, culminate nell’elezione di Franceschini a nuovo segretario, hanno oscurato una vicenda che forse meriterebbe qualche riflessione e spiegazione: quella del nuovo Cda Rai. Non si vede perchè il Pd abbia partecipato all’ennesima abbuffata di poltrone in base alla legge Gasparri, anziché restarne fuori e battersi per cambiare la legge e departitizzare la Rai. Ma c’è dell’altro. Il vecchio Cda, nominato nel 2005, era composto da 5 esponenti del centrodestra (Petroni e Urbani di FI, Malgieri di An, Bianchi Clerici della Lega, Staderini dell’ Udc) e 4 del centrosinistra (Petruccioli e Rognoni dei Ds, Rizzo Nervo della Margherita, Curzi del Prc). Quello nuovo ne avrà 5 del centrodestra (Verro e Gorla di FI, anzi di Mediaset, Bianchi Clerici della Lega, Rositani di An, cui presto si aggiungerà il solito Petroni, pure lui di FI, nominato dal Tesoro), 3 del Pd (Rizzo Nervo e Van Straten, scrittore e soprattutto compagno di vacanze di Veltroni, cui dovrebbe aggiungersi il nuovo presidente: o Petruccioli o Pietro Calabrese) e 1 dell’Udc (De Laurentiis).

In apparenza nulla cambia: l’Udc ora sta all’opposizione, o almeno così dice,e il Pd ha deciso di regalarle la quarta poltrona riservata alle minoranze, tagliando fuori l’Idv e la galassia della sinistra (che hanno almeno il doppio dei consensi dell’Udc). Scelta davvero curiosa: i rovesci elettorali del centrosinistra in Abruzzo e in Sardegna che han portato alle dimissioni di Veltroni hanno visto l’Idv e la sinistra alleate col Pd, mentre l’Udc marciava ora sola ora addirittura con la destra. Se, puta caso, l’Udc rientrasse all’Ovile delle Libertà, come chiede l’azionista di maggioranza Totò Cuffaro, il centrodestra si ritroverebbe con 6 consiglieri su 9.

Del resto già ora c’è da dubitare che il consigliere Udc Rodolfo De Laurentiis, da anni membro della Vigilanza Rai, si batterà contro l’occupazione berlusconiana della tv pubblica. Finora anzi s’è sempre associato agli anatemi del berlusconismo più oltranzista contro i pochi programmi liberi sopravvissuti. Il 9 marzo 2007, per esempio, De Laurentiis attaccava alzo zero Michele Santoro: “Annozero dimostra che ormai non è rimasto altro mezzo che l’aggressione e l’intolleranza. Calpesta la sensibilità altrui in nome di un’ideologia che vuole accampare diritti a tutti i costi. Il programma a senso unico di Santoro non risparmia nemmeno il credo religioso dei cattolici con continue picconate”. Il 21 maggio 2007 tornava alla carica in una nota congiunta coi pasdaràn berlusconiani Butti e Lainati: “Santoro è in pieno delirio di onnipotenza. Fa finta di non capire e si lancia in invettive giustizialiste contro i vertici dell’azienda”. Se questo è un consigliere d’opposizione, figurarsi quelli di governo.

IL DELITTO DELLE RONDE (Pino Corrias)

“Se qualcosa può andar storto, lo farà”. Anche questa storia delle ronde – appena diventate legge nell’Italia assediata dall’ossessione sicurezza – rispetterà la prima legge di Murphy. Cittadini con basco e pettorina (e torcia elettrica e cane lupo e telefonino) a caccia, nel buio delle periferie, di una traccia da inseguire, di un sospetto da segnalare, di un crimine da sventare. Tutto qui? Secondo gli ottimisti sì, tutto qui, una normale “Passeggiata per la legalità”, come la definiscono i ragazzi con la testa rasata di Forza Nuova a Torino intruppati in manipoli, o i militanti della Guardia Padana che si stanno organizzando tra le nebbie del Nord. 

Invece no. Probabile – come ha avvertito per tempo l’ex prefetto Achille Serra – che prima o poi spunteranno le armi di difesa personale, magari i coltelli e i bastguardia padana, forza nuova, oni, che finiranno per coincidere con quelle di aggressione. Chi si avventurerà di notte nel buio di un parco? Il più coraggioso? Il più aggressivo? Il più spaccone? E siamo sicuri che la pattuglia di turno non regolerà i conti con un vicino di casa detestato, con un bar troppo rumoroso, con una palazzina abitata da stranieri? E se dovessero essere aggrediti da un gruppo di spacciatori in fuga, come reagiranno i buoni cittadini delle ronde? Chi avrà la peggio?

Dopo la rissa la vendetta. Dopo i feriti la spedizione puntiva: fa tutto parte delle normali reazioni a catena che insanguinano le strade di infinite città del mondo. Per questo da un paio di secoli, almeno nell’Occidente democratico, esistono forze di sicurezza pubblica. Privatizzarle – con forza di legge – è il crimine di strada di uno Stato fallito

da www.antoniodipietro.it

NUCLEARE ABBIAMO TUTTO DA PERDERE

Questa mattina alla trasmissione “Il Caffè” di RaiNew24 ho parlato di economia, di giustizia ed anche di nucleare. Il nucleare è una tecnologia vecchia, superata, che tutti i Paesi d’Europa stanno smantellando. La Francia per rientrare dalle perdite in questo settore, finanziato dal governo per scopi militari prima che civili, sta tentando di vendere ad altri Paesi questa obsoleta tecnologia. Nel 1987 con un referendum abrogativo gli italiani hanno cestinato questa fonte di energia. Se si vuole tornare indietro bisogna ripercorrere lo stesso iter democratico (ignoto al governo). Il nucleare non può essere deciso né da Scajola né da Berlusconi, solo dai cittadini.

Testo dell’intervista

Corradino Mineo: La cosa che abbiamo subito chiarito con Di Pietro, ed è interessante, è che non è a favore di questo accordo italo francese per costruire 4 centrali nucleari di terza generazione perché non sappiamo come smaltire le scorie, il nucleare è una bomba a scoppio ritardato che entrerà in funzione tra molto, molto tempo, quando invece dovremmo investire sulle energie alternative. Quindi, un Di Pietro ecologista che sta con Obama da questo punto di vista.
Antonio Di Pietro: Sono molto orgoglioso di stare con Obama, ma non mi metta troppo sul piedistallo. Voglio dire soltanto questo: le centrali nucleari di terza generazione sono quelle di trent’anni fa. Oggi c’è una tecnologia, che si chiama di quarta generazione post nucleare, su cui si stanno facendo delle sperimentazioni, dove anche l’Italia partecipa. Fare oggi le centrali nucleari vuol dire comunque arrivare ad una soluzione che non arriverà prima del 2050.

Corradino Mineo: Gli impianti saranno costruiti dal 2020, ha detto Berlusconi.
Antonio Di Pietro: Questo lo ha detto lui. Bisogna trovare il sito, bisogna mettere d’accordo le popolazioni, e bisogna sapere dove mettere le scorie. Piaccia o non piaccia, siccome in natura nulla si crea e nulla si distrugge, queste scorie radioattive, che durano migliaia di anni e faranno morire un sacco di persone, da qualche parte dovremo metterle, un posto bisogna trovarlo, e voglio vedere chi è disposto a tenerle sotto casa sua. Fare tutto questo investimento, sprecare tutti questi soldi, mettere a rischio la salute a l’ambiente del nostro Paese per arrivare ad una centrale nucleare già obsoleta nel 2050, e arrivarci quando la scienza e la tecnologia avrà già portato a termine altre soluzioni, come l’ottimizzazione dell’energia solare e dell’energia eolica, energie alternative non inquinanti e con minor dispendio di energie. Per questa ragione, a me pare inopportuno, dispendioso, pericoloso, ambientalmente distruttivo, e sul piano della salute una bomba ad orologeria, altro che bomba nucleare.

da www.danielemartinelli.it

LE SCORIE NUCLEARI? NEL GIARDINO DI BERLUSCONI

Nell’Italia ammorbata dall’ignoranza consapevole di molti suoi sudditi indotti al silenzio e alla passiva accettazione di ogni nefandezza della casta, tutti i giorni c’è qualcuno che reagisce, che pensa, che apre gli occhi. Purtroppo, per ora, i numeri ci dicono che gli italiani disinformati e inermi sono ancora la maggioranza. Ma non sarà sempre così. Prima o poi qualcosa dovrà accadere. Anche se l’Italia va verso il digitale terrestre anziché verso la banda larga. Anche se l’Italia è il paese con l’aria più inquinata d’Europa. Anche se l’Italia è il paese più corrotto e anche se l’Italia, da oggi, sarà l’unica nazione del mondo occidentale ad andare verso l’energia nucleare. Alla faccia del voto unanime espresso 30 anni fa dagli italiani, che con un referendum bandirono per sempre questa fonte energetica pericolosa, inquinante e ormai superata.

Invito Berlusconi a trasferirsi a vivere nella centrale di Caorso, o mettere a disposizione il suo giardino di Arcore per stipare le scorie radioattive prodotte dalle 4 fantomatiche centrali nucleari previste in Italia, la prima delle quali dovrà entrare in funzione nel fantascientifico 2020. Berlusconi, a rigor di logica, entro quell’anno dovrà essere stecchito o imbalsamato in qualche tribunale già da un po’. Peccato che non è detto.
Mentre il mondo evoluto avrà già fondato le sue economie sulle fonti di energia alternativa, in Italia, qualche amico di Berlusconi avrà lucrato su inutili studi di impatto ambientale e su progettazione di centrali, che nel frattempo non saranno nemmeno state costruite, ma che avranno gravato sulle esangui risorse degli italioti.

Ecco la vera ragione dell’incontro odierno del nano piduista con Sarkozy. E’ quella di assicurare fondi che arricchiscano i suoi amici e perdere tempo per far vedere che sta facendo qualcosa. Benché sappiamo che Berlusconi e il suo governo stanno facendo soltanto danni, abbiamo la speranza che vengano travolti tutti molto presto dalla crisi economica.
Dopo la caduta dei governi d’Islanda e della Lettonia, ora vacillano Bielorussia, Ucraina, Grecia e poi toccherà all’Italia. Settembre? Fine anno? Personalmente spero prima. Solo per togliermi lo sfizio di poter rispondere alla lettera di Massimo, con parole simili a quelle che mi ha scritto.

Ciao a tutti. Leggo questo blog solo da qualche settimana. Mi costerna leggere quello che succede in Italia e scrivo per cercare di “confortarvi” nella vostra battaglia. Vivo all’estero dal 1996, anno in cui andai in Inghilterra a lavorare per imparare bene la lingua inglese con la previsione di rimanerci solo un anno. Alla fine sono rimasto là 6 anni.
Non sono uno di quei “cervelli” che ha lasciato l’Italia perché non ha potuto mettere in atto ció che ha studiato. Lavorando nel settore alberghiero mi accorsi che la conoscenza della sola lingua inglese non bastava. Perciò mi iscrissi al corso universitario di Turismo e ospitalità di Londra, che conclusi molto bene nel 2002, anno in cui tornai a Milano. Che tristezza vedere quanta gente impreparata occupa certi posti di lavoro!
Comunque, a parte la questione personale, leggo su questo blog di gente che vuole lasciare l’Italia, stanca della situazione che si protrae da anni. Io, da italiano all’estero, non mi permetto di consigliarvi come cercare di contrastare questa situazione. Voglio solo dire che sono solidale con coloro che sono in Italia e che in qualche modo cercano di contrapporsi ad una forza opprimente.
Credo che il cancro si sia esteso troppo. Quindi onore a voi che rimanete e cercate di cambiare la situazione con i vostri ideali di giustizia. Purtroppo capisco anche che certa gente si sia ormai rassegnata dopo anni di costante sopruso. Forse era meglio agire in massa prima, adesso le cose sono piú difficili. Ecco perché ritengo un buon tentativo quello di rivolgersi all’Europa. Non mandiamo a Bruxelles gente a rappresentarci indegnamente, potrebbero corrompere (ulteriormente?) questa barca di salvataggio.
Nel milanese vivono ancora i miei genitori, le mie sorelle con i loro figli. Conosco i loro disagi, leggo dei vostri. Molti di voi non possono ovviamente emigrare. Dopo aver vissuto in Francia, Inghilterra e ora da qualche anno in Germania dove ho conosciuto una ragazza tedesca, madre della nostra splendida figlia, io in Italia non ci torno a vivere.
Aggiungo una cosa sulla burocrazia italiana. Essendo io anche francese (per mio padre), ho dato senza difficoltà la nazionalitá francese a mia figlia, che è anche tedesca. Avrei potuto anche darle la cittadinanza italiana. Ma ci ho rinunciato, visto che il consolato italiano mi ha chiesto di esibire il certificato di nascita tradotto da un loro traduttore autorizzato alla “modica” cifra di 200 euro. Il tutto nonostante quel certificato sia già emesso su un formulario europeo in piu lingue, tra cui l’italiano. E con l’aggiunta che, in caso di errori di traduzione, il consolato non si prende la responsabilitá. Se vorrà, quando sarà cresciuta, sarà mia figlia a decidere quale cittadinanza scegliersi. Io non sono ancora disposto a pagare il “privilegio” di essere italiano.
Un abbraccio a coloro che perseverano nella ricerca della giustizia e non vogliono essere lobotomizzati. Se questo puó aiutarvi a non rassegnarvi.
Cordialmente
Massimo

da www.beppegrillo.it

COMUNI A CINQUE STELLE:ACQUA

Il 5 agosto 2008 l’acqua è stata privatizzata. Un diritto naturale è diventato merce grazie al PDL e al silenzio assenso del PDmenoelle. Lo ha sancito l’articolo 23 bis del decreto legge 112 di Giulio Tremorti. L’acqua in mano ai privati costa di più (ad Aprilia è arrivata a costare il 300% in più) e il livello di servizio rimane uguale a prima o peggiora. Se non paghi il pizzo alla società ti staccano il contatore. L’acqua deve rimanere pubblica. I Comuni a Cinque Stelle dovranno impedire la privatizzazione dell’acqua. Un Comune senza acqua non esiste. Rogge, torrenti, ruscelli, fiumi vanno controllati dal Comune. Se non gestisce il primo bene, il più essenziale per la comunità, il Comune non serve. Il Comune non è un’azienda.
Un passo dopo l’altro ci tolgono l’aria (avvelenata da CO2), il sole (coperto dallo smog), il cibo (intossicato dai rifiuti tossici), l’acqua (privatizzata). Che logica perversa è mai questa? Chi sono questi pazzi che ci tolgono la bellezza di vivere? E perché noi continuiamo a permetterglielo?
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?).Noi neppure.

L’incontro nazionale delle Liste dei Comuni a Cinque Stelle si terrà a Firenze, al Saschall Teatro, domenica 8 marzo 2009.
Le Cinque Stelle corrispondono a cinque aree specifiche: Acqua, Energia, Sviluppo, Ambiente e Trasporti. Oggi pubblico un post sull’ACQUA. Inviate le vostre considerazioni nei commenti.

Iscrivetevi all’incontro nazionale dei Comuni a Cinque Stelle dell’otto marzo.
Programma otto marzo:ore 9.15 accredito; ore 10 Beppe Grillo; Marco Travaglio; Ambiente/Pallante; Economia/Beppe Scienza; Energia/Boschini; Rifiuti e riciclo/Incerti; Connettività/ Anti Digital Divide; Diritti dei cittadini/Sonia Alfano; Acqua/Petrella;Presentazione sito Comuni a Cinque Stelle; Interventi delle Liste Civiche e dei Meetup; Conclusioni:Beppe Grillo.

ACQUA
1. L’acqua deve rimanere pubblica
2. Definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi
3. Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni
4. Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo
5. Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione
6. Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d’appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d’ammortamento degli investimenti (sul modello delle esco)
7. Rilevazione semestrale inquinamento corsi d’acqua nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità competenti
8. Obbligatorietà di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale
9. Promozione uso acqua potabile comunale
10. Promozione detersivi a basso livello di inquinamento
Con la collaborazione di Maurizio Pallante

I VIDEO

MARCO TRAVAGLIO CONFERENZA ALLA MONDADORI DI VENEZIA

ENRICO MENTANA SPIEGA A “L’INFEDELE” LE SUE DIMISSIONI

DI PIETRO SUL DDL DELLE INTERCETTAZIONI

BERLUSCONI E DI PIETRO SUL NUCLEARE

NUCLEARE :NEL NOME DEL DIO DENARO(Intervento alla camera di Scilipoti IDV)

Free newsultima modifica: 2009-02-25T20:35:06+01:00da anglotedesco
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