L’università Mangiaspaghetti

Questo è solo un anticipo di quello che riporterò tra qualche settimana.In questo Paese non si salva niente, farabutti  anche nelle università ,che ricordiamoci bene, è la piu costosa del mondo ma anche una delle piu scadenti (non entranomai nelle prime 100).Nel meraviglioso libro la Deriva vengono riportati alcuni episodi e dele classifiche. Il migliore però sugli scandali Università italiane è IL PAESE DEI BARONI dove qualcuno ,con le palle, ha registrato alcuni colloqui che mettono in mostra il sistema mafioso che regna ovunque.Per chi si fosse perso la prima parte,ne riporto in unico post.

da LA DERIVA-Sergio Rizzo,Gian Antonio Stella (Rizzoli)

LAUREE BELLE,LAUREE FRESCHE,PREZZI BUONI!

Università in crisi:dai concorsi taroccati agli atenei fai da te

Gaetano MottA non è mai arrossito.Eppure la storia di come è andato in cattedra,ma sopratutto di come questa cattedra si è imbullonato insieme con una sfilza di raccomandati come,lui,è forse la piu incredibile e spudorate che mai si sia sentita.Capace da sola di illustrare in che condizioni versa l’università italiana.C’è chi dirà:”E’ un caso limite!” Può darsi.Ma c’è un posto solo al mondo dove una schifezza simile poteva accadere:il nostro sistema universitario.
Tutto comincia nel 1988 quando viene bandito un concorso con in palio 16 cattedre.Un concorso truccato con in palio 16 cattedre.Un concorso truccato,vinto da 16 figli di papà o raccomandati di ferro.E seguito nel 1992,per ulteriori 9 cattedre,da un altro bando taroccato.Due storie brutte,finite con la condanna nel 95′ di una serie di baroni.Primo fra tutti,sia per la durezza della pena (durezza si fa per dire:un anno e otto mesi)sia per il ruolo,Giovanni Motta,bollato nella sentenza come il despota dell’Otorinolaringoiatria napoletana.E padre del nostro Gaetano,uno dei beneficiati dell’aiutino.
Cinque anni dopo,finalmente,arriva l’Appello:condanne confermate.Un altro anno e a fine 2001,sospiratissima,ecco la Cassazione.Che ribadisce la colpevolezza degli accusati e sottoscrive il verdetto precedente.Dove si parla degli imputati come di uomini “affetti da delirio di potere”,convinti che il loro rango accademico li rendesse impunemente “legibus soluti” e consentisse di disporre delle cattedre della loro materia come loro più conveniva,quasi si trattasse di beni privati di loro esclusiva pertinenza.
Una vergogna ,denunciano gli autori della sentenza.E scrivono di cinismo autoritario.Di livelli inimmaginabili per la fantasia dell’uomo medio.Di criteri del tutto abnormi.Di totale assenza di correttezza,di senso etico,di rispetto della legge.Di arbitrio,illegalità e falso,che coprono l’intero arco dei lavori concorsuali,perchè nella,neppure un atto è stato fatto secondo la legge.E giù aggettivi:Abnorme-aberrante-assolutamente inammissibile.
Sono schifati,i giudici,da quella profonda e amorale illegalità e della dolosa professionalità
 con cui gli imputati avevano architettato,nel corso di circa un paio di anni,la falsificazione dei risultati del concorso.Sopratutto da lui,il potente barone Giovanni Motta,uomo altamente egocentrico,posseduto da un’incontenibile sete di potere e da un’innata tendenza a microconoscere e calpestare gli ardui diritti.Per non dire della spocchiosa sicumera corruttiva del Motta figlio.E della viltà dei colleghi del despota che mai avevano osato opporsi al taroccamento delle prove preferendo la scelta di convivere con il dispotico barone variamente strisciando per terra al suo cospetto,senza mai contraddire il suo volere.Come un docente che aveva fatto mettere a verbale:”Dovevo saltare il culo,altrimenti tutti i cattedratici italiani avrebbero visto in me la persona che denunziava una situazione anomala.
Ora:se avesse avuto per le mani una sentenza cosi dura che sanciva: “la falsità del verbale conclusivo,cosa avrebbe fatto un ministro serio di un paese serio?Avrebbe scaraventato tutti,i baroni che avevano falsato la gara e i professori andati in cattedra col trucco,fuori dalla porta a calci nel sedere.Qui no.Avuto in mano il verdetto,il ministro dell’Istruzione e dell’Università Letizia Moratti e i suoi collaboratori chiedono al Consiglio di Stato:cosa dobbiamo fare? Intanto,i sedicenti vincitori fanno ricorso al Tar e alla Corte d’Appello contro la prospettiva di essere degradati.E cosi passano altre settimane,altri mesi,altri anni…
Nel frattempo,non bastasse il figurone già fatto,il professor Gaetano Motta si guadagna un’altra apparizione sui giornali.Alla fine del 2001,forte del ruolo di direttore della clinica otorinolaringoiatrica dell’Ospedale Gesù e Maria della Seconda Università di Napoli,decide di chiudere per ferie dal 22 dicembre al 2 gennaio.Come se invece di una clinica fosse padrone di una tabaccheria.Come si è permesso? saltano su indignati alcune colleghi.Lui fa spallucce.E spiega di aver chiesto alla Direzione sanitaria l’autorizzazione per chiudere la clinica ma di non aver mai avuto nessuna risposta negativa.E o pazienti che erano in lista per il ricovero? Dov’è la lista? Mistero misterioso:qualcuno l’ha rubata!
Fatto sta che il 28 aprile del 2006,cioè 18 anni dopo il concorso (diciotto!) la cosa finisce finalmente per la decisione finale sul tavolo di Antonella Masia.chi è? Il direttore generale del ministero.Uno che,dopo 37 anni ai piani alti della pubblica amministrazione,si permette di dire:”I ministri passano,i direttori generali restano.Culo di pietra come pochi,alla giornalista Francesca Patanè che gli chiedeva dello scandalo dei baroni che mettono in cattedra figli-mogli-cognati e parenti vari che,per carità,non bisogna dare alle baronie un significato cosi negativo.Il barone era quello che faceva scuola,che formava i giovani,che li portava avanti e riusciva a farli arrivare alla cattedra.Poi c’è la degenerazione,certo,ma questo è l’aspetto patologico.Io però,quando penso al barone,penso al maestro.
Soave difensore del sistema italiano (Non credo alle classifiche internazionali) dice che in questi anni i casi di nepotismo saranno stati cinque sei sette e ha qualche perplessità solo sui business delle università telematiche.Tranne,si capisce,la marconi :”E’ la prima e secondo gli attuali dati in mio possesso,ha quasi 7500 iscritti”.

Insomma,una bellissima realtà! E chi è la direttrice generale della Marconi,che,ai tempi dell’intervista,risultava aver fatto la bellezza di 30 bandi di gara per docenti ma di averne a carico 2 soli? Aida Croce,dirigente lei pure,per anni,del ministero.Nonchè moglie del nostro direttore generale.
Ma torniamo al concorso bufala.Con in mano tutte quelle sentenze che dichiarano la nullità dei concorsi,condannano i colpevoli come autori di plurime e prolungate condotte criminose e ordinano la rimozione dei sedicenti vincitori,cosa decide Masia in quei giorni di fine aprile 2006 in cui -moratti ha giàun piede fuori dal ministero perchè punta a fare il sindaco di Milano,il governo Berlusconi è in scadenza e il nuovo ministro prodiano deve ancora arrivare?
Padrone del campo,decide che visto che la sentenza penale non annulla automaticamente l’atto amministrativo senza la pronuncia del giudice amministrativo,mai intervenuta e che l’annullamento di un atto non può fondarsi sulla mera esigenza di ripristino della legalità,ma deve tener conto della sussistenza di un interesse pubblico,il concorso taroccato non va annullato.
Cosa cosa?  L’annullamento di un atto non può fondarsi sulla mera esigenza di riprestino della legalità? Eppure proprio chi scrive,l’ineffabile direttore generale,fottendosene del messaggio devastante lanciato agli italiani perbene e sopratutto ai suoi studenti universitari.Dunque il nostro Motta e tutti gli altri professori promossi in quel concrso taroccato,che magari nel frattempo si sono guadagnati la qualifica di ordinari da altre parti e regolarmente,conservano le loro cattedre.Prese con un esame truffa.Seriosissimo commento della rivista Università Oggi: “Chi ha avuto,ha avuto,ha avuto, /chi ha dato,ha dato ha dato/scurdammoce o passato/simmò e Napule paisà”.
Il bello è che nel frattempo gente come Paolo Puxeddu,il presidente della commissione del concorso truffa  del 1988,ha continuato come niente fosse a far parte di altre commissioni.
E a restare coinvolto in altre faccende ambigue,come la nomina del 2001 a professore associato all’Università di Cagliari (nomina annullata dal Tar di Sardegna) di suo figlio Roberto,messo in cattedra da una commissione della quale facevano parte Antonino Roberto Antonelli e Alberto Rinaldi Ceroni,cioè due  dei docenti promossi nella gara taroccata dell 88′ prosieduta da papà Puxeddu.E lo stesso Gaetano Motta,dopo essere stato destituito da numerose sentenze della magistratura penale e della magistratura amministrativa ma non dal ministero,ha avuto la faccia tosta,con l’appoggio indecente dei diversi atenei,denuncia Università Oggi di fare parte delle commissioni di più concorsi ,perfino di quello per un posto di associato vinto da suo fratello Sergio presso l’Università di Messina.

Sono impietose,le statistiche internazionali.Nella classifica Academic Ranking of World Universities 2007 della Shanghai Jiao Tong University sui migliori atenei del mondo (che vede in vetta gli americani Harvard,Stanford e Berkeley seguiti dal britannico Cambridge e dal Mit di Boston) non riusciamo a piazzarne neppure uno dei nostri nei primi cento.E dobbiamo accontentarci di avere la Statale di Milano,quella di Pisa e la Sapienza di Roma nella fascia indistinta tra il 102 e il 150esimo posto.Padova e Torino tra le prime duecento,il Politecnico milanese,Bologna e Firenze nelle prime trecento e giù giù giù…Totale:20 atenei tra i primi 500.Gli altri 74 riconosciuti dallo Stato inesorabilmente fuori.
Gela comunque il sangue scorrere anche una seconda classifica ,la Wur 2007 (World University Rankings) compilata dal “Times” di Londra in collaborazione con Qs,l’agenzia Quacquarelli Symonds,partendo dai voti assegnati da 5101 accademici di tutto il pianeta più tutti i criteri di cui dicevamo sopra.
Bene:anche qui è prima Harvard Stanford e berkeley seguiti dal britannico Cambridge e dal Mit di Boston) non riusciamo a piazzarne neppure uno dei nostri nei primi cento.E dobbiamo accontentarci di avere la Statale di Milano,quella di Pisa e la Sapienza di Roma nella fascia indistinta tra il 102esimo e il 150esimo posto.Padova e Torino tra le prime duecento,il Politecnico milanese,Bologna e Firenze nelle prime trecento e giù giù giù…Totale:20 atenei tra i primi 500.Gli altri 74 riconosciuti dallo Stato inesorabilmente fuori.
.”Noi che abbiamo avuto Archimede di Siracusa! noi,che abbiamo dato al mondo Leonardo da vinci! noi,che abbiamo dato alla scienza Galileo Galilei!”

Una tabella dell’Ocse,ripresa dall’Annuario Scienza e Società 2008,che spiega come nel 2005 in Nuova Zelanda fossero stranieri 29 iscritti agli atenei su 100,in Australia oltre 20,in Svizzera e in Gran Bretagna circa 18,in Germania 11 e cosi via.Noi eravamo quart’ultimi,davanti solo a Slovenia,Turchia e Polonia,con 2 studenti stranieri su 100.Un tredicesimo,secondo l’European Commission,degli Stati Uniti.Un quinto scarso della Spagna.Un terzo del Portogallo.”E ci credo!”,ridacchia amaro Alessandro Figà Talamanca,docente di Analisi matematica della Sapienza di Roma e profondo conoscitore del nostro sistema accademico.”Fino a all’anno scorso uno studente straniero che avesse voluto iscriversi alla Sapienza,e per farlo si fosse collegato al nostro sito internet,avrebbe trovato una procedura tutta in italiano e la prima domanda era: “Qual’è il tuo codice fiscale? Mettiamo che fosse un genio dell’elettronica di Bangalore:come prima domanda gli chiedi in italiano il codice fiscale?”
E non parliamo dei professori.”La bilancia commerciale dei cervelli,per usare una metafora economica,è in perdita”,spiegò un giorno Fabio Mussi.Quanto,lo dice uno studio di Pantelis Kalaitzidakis:nei duecento migliori dipertimenti economici del mondo (in testa,come sempre ,c’è Harvard) i docenti stranieri,cioè assunti anche se non hanno il passaporto del Paese in cui insegnano,sono mediamente uno su quattro.Tra i quali molti italiani,che all’Università del Minnesota arrivano a essere il 16%.La tabella dei Paesi è ancora più impressionante:nella facoltà di Economia citate,sono stranieri 64 docenti su 100 a Singapore,50 in Messico,38 in Australia,36 in Cina e in Canada e via a calare fino all’Italia.Dove ogni 100 docenti abbiamo un immigrato:uno! Cioè un trentesimo dell’Inghilterra,della Svizzera o dell’Austria.Un quattordicesimo della Francia.Un ottavo dell’Irlanda.
Perchè dovrebbero venire qui?

L’università Mangiaspaghettiultima modifica: 2009-03-03T16:42:00+01:00da anglotedesco
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