Free news/All’interno il video di Portsmouth-Chelsea

Sono reduce da un incontro molto interessante che si è tenuto nell’Aula Magna dell’Università di Parma dove Raffaele Cantone ex Pm che ha combattuto in Prima Linea contro la Camorra,ha tenuto. Adesso sto scaricando i video, saranno 40 minuti da non perdere. Sul mio canale di Youtube (www.youtube.com/anglotedesco)  potrete vedere i video già in tarda serata. Qui li troverete domani all’interno di Free News.

Commento volentieri gli articoli di Peter Gomez e Daniele Martinelli. Si cerca sempre di combattere la crisi ma in realtà alla classe politica piu vergognosa del mondo  non gli frega niente, loro sono al riparo,sanno che in affanno non ci saranno mai,al massimo come dice Martinelli andranno all’estero a differenza di un operaio (come me) che non se lo può permettere. Per le prossime elezioni europee a giugno ,votando in due giorni,siamo costretti a buttar via 400 milioni di euro e con quei soldi qualcosa per i disoccupati puoi fare. Io personalmente ,e al piu presto comincerò anche se prima voglio valutare bene alcune cose, vorrei contrastare l’altra piaga che è l’evasione fiscale.Abbiamo in tasca miliardi di euro in meno per colpa di questi farabutti e ci mettessimo in tanti a fare quello che voglio fare,le cose cambierebbero.

da www.voglioscendere.it

NUMERI (di Peter Gomez)

 nodi stanno arrivando al pettine. Ampiamente annunciata la crisi economica sta per travolgere il nostro Paese. Nei prossimi mesi il numero dei senza lavoro si impennerà per arrivare a toccare, secondo alcuni studi, i tre milioni di disoccupati in più.
Per buona parte di loro non ci sarà nessun sussidio. Il premier Silvio Berlusconi ha detto chiaro e tondo che i soldi per gli assegni di disoccupazione non ci sono. E guardando ai bilanci dello Stato sembra difficile dargli torto.

Il problema però resta. Tra poco, non appena si troveranno assediati da continue manifestazioni e proteste, anche i signori di Montecitorio e Palazzo Madama cominceranno a rendersi conto di come ci sia qualcosa di surreale nelle discussioni parlamentari di queste settimane. Non che di giustizia o di testamento biologico non si debba parlare, ma è evidente, comunque la si pensi, che per il Paese le priorità sono adesso altre.

Certo i margini di manovra sono molto piccoli. Ma esistono. E, prima ancora di discutere di strategie, è necessario dare un forte segnale d’inversione di tendenza. Per evitare che la rabbia di chi ha perso l’occupazione rischi di sfociare nella violenza è necessario dimostrare che anche le classi dirigenti stringono la cinghia. Un intervento deciso sui costi della politica s’impone. Non solo per arrivare finalmente all’abolizione delle province (da tutti promessa in campagna elettorale e da tutti dimenticata), ma anche per evitare nuove uscite straordinarie.

Come è noto, il referendum sulla legge elettorale se verrà messo in calendario per il fine settimana successivo alle elezioni europee costerà agli italiani la bellezza di 400 milioni di euro. Una spesa che verrebbe praticamente azzerata se si andasse a votare in un’unica tornata. Eppure Italo Bocchino, il vice presidente dei deputati del Pdl un tempo membro del comitato promotore del referendum, ha dichiarato pubblicamente che è meglio non accorpare le due chiamate alle urne. Farlo, ha spiegato, significherebbe infatti dare ai referendari molte chance di raggiungere il quorum.

In altri momenti si sarebbe parlato della strana concezione di democrazia che anima questo parlamentare. Oggi è invece il caso di occuparsi solo di numeri. Bisognerebbe insomma chiedersi quanti assegni di disoccupazione, quante auto per le forze di polizia, quanti insegnanti, si potrebbero pagare con quei soldi risparmiati. E se i deputati alla Bocchino, in tempi di crisi come questo, ce li possiamo ancora permettere

BATTISTA,IL GIORNALE! (di Marco Travaglio)

Il vicedirettore del Corriere, Pierluigi Battista, se la prende con Federazione della stampa e Ordine dei giornalisti (dimenticando prudenzialmente la Federazione editori) che osano contestare la legge-bavaglio: quella che vieta di raccontare le indagini in corso, “anche se non sussiste più il segreto”. A lui il bavaglio piace da matti (anche se non ne ha bisogno), in nome del “diritto alla riservatezza” e “a non vedere distrutta la reputazione”: forse ignora che il primo diritto è già tutelato dalla legge sulla privacy del ‘96 e il secondo dal Codice penale, che fin da Zanardelli punisce la diffamazione. “Avete una pallida idea – si legge nello psichedelico articolo – di come sia rigidamente applicato il diritto alla riservatezza in Gran Bretagna?”. Sì, l’abbiamo. I tabloid inglesi pubblicarono financo le telefonate (“vorrei essere il tuo tampax”) del principe Carlo con Camilla, registrate illegalmente da un maggiordomo. E nel 2008 il governo Brown ha comunicato che nel Paese s’intercettano 1000 nuove persone al giorno, a opera di ben 653 organismi: non solo servizi e polizia, ma pure uffici finanziari e fiscali, direttori di carceri, comuni, poste, servizio ambulanze e pompieri. In Italia si fanno (e si pubblicano) solo quelle disposte dai giudici. Poi c’è lo spionaggio illegale. Come quello su migliaia di persone a opera di Giuliano Tavaroli, capo della security Telecom di Tronchetti Provera, azionista del Corriere. Tra gli spiati c’era un vicedirettore del Corriere, Massimo Mucchetti. L’altro vicedirettore, invece, ha difeso Tronchetti Provera: indovinate chi è.

da www.danielemartinelli.it

PILLOLE DELLA GUERRA CHE MONTA

Ocse e Ue avvertono l’Italia: la crisi economica provocherà effetti peggiori del previsto perché la recessione si aggraverà. E l’Italia, col suo terzo debito pubblico più alto del mondo, si prepara a pagare un dazio maggiore rispetto alle democrazie.
Il commissario Almunia non rimane più composto nelle sue frasi. Dice apertamente che i rischi di un deterioramento nell’Eurozona sono più elevati. Fra i tanti numeri che si rincorrono uno è certo, quello relativo al Pil italiano. Per il 2009 è assestato a meno 2,1% ma nessuno è più in grado di smentire che quel dato possa peggiorare ulteriormente. E con lui anche la tenuta del governo piduista. Non a caso la caduta di Berlusconi sarebbe, per paradosso, il lato B della medaglia che darebbe prospettive più rosee e liberatorie all’Italia.
Almunia ammette per la prima volta che col quadro deprimente della crisi economica globale “i Paesi di Eurolandia potrebbero andare in default”. Dopo l’Islanda, la Lituania, la Lettonia ora tocca all’Irlanda e alla Grecia. Nazioni che con la loro bancarotta creerebbero un cataclisma a “go down” in tutta l’Eurozona. Figuriamoci in Italia!
Almunia si rende conto e va in cerca della sua proverbiale “misura”. Deve almeno fingere di avere sotto controllo la situazione. Quindi aggiunge che “siamo pronti a intervenire perché siamo equipaggiati intellettualmente”. Ma non bisogna essere economisti per capire che quella frase è una mera stronzata.

Intanto oggi i giornali raccontano la balla della pensione per le donne a 65 anni. Sapete cos’è? E’ l’antipasto al taglio delle pensioni che fra un po’ riguarderà i mini nababbi che se la passano 3 mesi l’anno a Loano. Ex operai e dipendenti pubblici sulla settantina, abituati a percepire 1.500-2.500 mensili, fra un po’ saranno costretti ad accontentarsi di molto meno e forse a rinunciarci del tutto. Oppure a concorrere al milionario del loro idolo Gerry Scotti.
La disoccupazione che incalza sta provocando un minor gettito fiscale. Ci sono industriali che stanno facendo personalmente il porta a porta dalle aziende loro creditrici per riscuotere il dovuto, stufi di telefonare alle impiegate per sentirsi inventare qualunque scusa che ha il solo obiettivo di non passare il capo debitore.

Intanto la casta degli Andreotti è già pronta alla fuga. Berlusconi ha le ville alle Bermuda, i Geronzi, i De Benedetti, i Cragnotti e l’oligarchia della loro specie hanno basi consolidate nei paradisi fiscali. Ecco perché la casta è l’ultima che provvederà a ridursi i ricchi benefici e gli scandalosi privilegi. Schifani che alza i prezzi alla Bouvette del Senato dopo la polemica sull’euro e mezzo di costo del pasto, è solo fumo negli occhi. Questo ex socio inconsapevole di mafiosi e accoliti al seguito dovrebbero ridursi lo stipendio a 1.000 euro al mese come i cassintegrati e smettere di servire i massoni dei titoli tossici. Ma sappiamo che è utopia.

Intanto l’Italia dei reality sta per essere travolta. Ogni giorno è un bollettino di guerra. Mentre i telegiornali si preoccupano dell’aids fra gli scambisti romani dimenticandosi le migliaia di transessuali che infettano ogni giorno mariti di tutta Italia, le aziende che licenziano e che chiudono o che si trasferiscono in Tunisia, Romania e Bulgaria non si contano più. La crisi globale tocca anche settori che fino a 6 mesi fa si pensava fossero blindati. Come l’hi tech.
A Belluno sono a riposo forzato i dipendenti della Luxottica, ad Agrate Stmicroeletronics e Numonys annunciano 3 mila esuberi, i dipendenti Fiat di Pomigliano e le 20 mila famiglie del suo indotto paiono destinate a cercarsi qualcos’altro. Mentre il fisco ha scoperto che da Dolce e Gabbana va di moda il “nero”, gli interessati lamentano un calo di compratori dei loro prodotti nell’ordine del 20%.

Anche l’editoria va di male in peggio: l’Unità di Renato Soru potrebbe chiudere i battenti da un’ora all’altra, mentre ieri pomeriggio, per 2 ore, l’Agr ha sospeso il dispaccio delle brevissime per un assemblea dei giornalisti. Oggi Repubblica a pagina 28 annuncia con parole dolcificate una riforma del giornale all’insegna della chiarezza. E’ in realtà un necrologio da cui si capisce che diminuiranno le pagine del quotidiano cartaceo assieme alle vendite che sono in continuo calo.

Di contro è soltanto la Rete che pare vivere numeri meno drammatici. Le aziende che investono lo fanno proprio in Internet dove impazzano blog e social network. Fra i siti di maggior successo c’è il www.tripadvisor.com specializzato nel recensire i peggiori alberghi per i turisti. Effetto povertà che induce un numero sempre maggiore di naviganti a cercarsi posti in economia in tutto e per tutto. Anch’io, nel mio piccolo non mi sono mai sentito così teoricamente ricco. Secondo il Business opportunities questo blog vale 100 mila dollari! Peccato che finora non ne abbia ancora visto uno.

Un po’ come Mediaset, che ha tentato inutilmente di farsi risarcire dal Corriere, reo di aver pubblicato stralci di video delle sue trasmissioni sul sito Internet. La sentenza, storica in Italia, ha negato diritti di risarcimento al biscione. Il Corriere dovrà rimuovere soltanto 4 video del Grande fratello e potrà continuare a pubblicare il resto per “diritto di cronaca”. Un diritto riconosciuto ai giornalisti ma che in Rete va riconosciuto a tutti. Ne riparlerò.

VIDEO

Portsmouth-Chelsea

Sonia alfano accette la candidarura alle Europee 

Free news/All’interno il video di Portsmouth-Chelseaultima modifica: 2009-03-04T21:10:29+01:00da anglotedesco
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