SEggi lasciati agli eredi come case e comò

da LA CASTA-Gian Antonio Stella,Sergio Rizzo (Rizzoli)

SEGGI LASCIATI AGLI EREDI COME CASE E COMO’

La Loggia e Mancini,Craxi e Di Pietro,al potere per dinastia

“Parlamentari ,cattedratici-funzionari di banca! Ai vostri figli non la zappa ma la penna,non la pala ma un quaderno,non una battona ma una supergirl!. Massimo D’Alema,avviato fin da giovine pioniere alla carriera parlamentare da papà Giuseppe il quale,dopo aver inneggiato in gioventù agli italiani ferocemente desiderosi di dittatura,era diventato deputato comunista.
E qui una delle prove inconfutabili di come la politica italiana,al di là dei distinguo,sia diventata una Casta:nella trasmissione del potere.A prescindere dall’appartenenza della destra o alla sinistra.
E ci sono stati i nipoti d’arte come Luca Danese,eletto col Polo in omaggio a zio Andreotti.Pronipoti d’arte come le due cugine omonime Anita Garibaldi,candidate per l’una o l’altra sponda.Cognati d’arte come Paolo Pillitteri,che avendo sposato la sorella di Craxi fu promosso sindaco di Milano prima di schiantarsi su Tangentopoli  o,sul fronte opposto,Gabriele Cimadoro,che ai tempi del mito di Di Pietro veniva invitato ai convegni con tanto di maiuscole:”Suo Cognato”.Vedove d’arte come Vincenza Bono Parrino,la mitica ministra dei Beni culturali che aveva ereditato il seggio senatoriale  dal marito Ciccio come fosse un comò.E perfino generi d’arte,come Marco Ravaglili,candidato senza fortuna nel 94′ contro Francesco Storace quale marito di una figlia di Zio Giulio.Un ruolo con un precedente famoso e tragico:quello di Galeazzo Ciano.
Che avendo sposato Edda Mussolini si beccò per l’eternità un nomignolo portentoso:”Generosissimo”.Il più volte ministro  Sergio Mattarella è figlio di Bernando,presidente regionale e ministro pure lui.Carlo Vizzini,ministro e segretario del Psdi travolto da Mani Pulite prima di riciclarsi come parlamentare di Forza Italia,è figlio di Casimiro,senatore di largo seguito elettorale.Francesco Musotto,presidente della Provincia di Palermpo,è figlio di Giovanni,ex deputato Psi.Claudio Scajola,ministro degli Interni berlusconiano dopo essere stato sindaco di Imperia,è figlio di Ferdinando (sindaco prima di lui) e fratello di Alessandro,lui pure sindaco e poi deputato democristiano.Mauro Pili, voluto dal Cavaliere alla presidenza della Sardegna,è figlio di Domenico,un feudatario delle tessere Psi abbattuto da una condanna per tangenti.Raffaele Fitto,imposto giovinetto alla guida della Puglia,è figlio di Totò,a sua volta presidente della Regione.Giuseppe Cossiga,deputato azzurro,è figlio di Francesco,già presidente della Repubblica,il quale a Montecitorio ha pure il nipote prediletto Piero Testoni.Come di un altro presidente,Antonio Segni,è figlio Mariotto,deputato alla Camera e a Stragburgo e storico leader referendario.Per non dire di Alessandra Mussolini,che ha fatto del cognome la sua ragione sociale e politica.

Che certi fratelli non si stimino,per usare un eufenismo,è vero.Si pensi ai due figli di Bettino,partendo da un’intervista di Stefania contro i giustizialisti rossi: “Non posso negare che mi fa una certa impressione vedere mio fratello,un Craxi,che si allea con tutti i nemici che gli hanno massacrato il padre”.Una tesi che Bobo potrebbe rovesciare pari pari.Ricordando come Silvio Berlusconi sia lo stesso che,dopo essere stato beneficiato in tutti i modi dal “Cinghialone”,non lo andò a trovare nemmeno una volta ad Hammamet e ai tempi in cui Antonio Di Pietro era sugli scudi  come “giustiziere” dei corrotti (e dei socialisti) gli mise a disposizione i suoi giornali e le sue televisioni e gli offrì il Viminale.Per non dire di Gianfranco Fini che bollava l’ultimo governo della Prima Repubblica come un “governissimo dei ladroni”.O di Umberto Bossi che chiamava il segretario socialista “Bossi Crassi”.
Fatto sta che i due,dopo aver premesso in una sfilza di interviste “non parlo di mio fratello” e “non parlo di mia sorella”,hanno finito per ritrovarsi,nella XV legislatura,dentro la stessa aula di Montecitorio.Lei sui banchi di Forza Italia,lui su quelli del governo nel ruolo di sottosegretario agli Esteri,avuto come risarcimento dopo aver rotto con Gianni De Michelis ed essere stato trombato dalle elezioni.
Che sarebbe finita cosi potevate scommetterci.E’ da quando era un ragazzone lungo lungo e rivendicava lo stesso sangue di quel padre cosi ingombrante ma facendosi insieme piccin piccino (Se non altro abbiamo lo stesso numero di scarpe) che Bobo,il quale porta all’anagrafe il nome del nonno,Vittorio,è stato spinto dalla politica.Al punto che papà lo fece segretario del Psi milanese quando ancora aveva i brufoli.E lo coinvolse in tutte una serie di società che via via gli sono rimaste per anni appiccicate addosso.E Bobo era azionista con l’84% dell’azienda agricola di Campiglia Srl col cugino Stefano Pillitteri,figlio dell’ex sindaco di Milano Paolo,e poi col 25% dell’immobiliare Villaeuropa Srl,proprietaria della villa di Hammamet e poi al 50% dell’immobiliare Dafin Srl col segretario particolare di papà Cornelio Brandini e via cosi,di società in società.
Ed è da quando una bella ragazza bionda e grintosa che Stefania,a sua volta detentrice di azioni in altre società della galassia craxiana,ha avuto la strada in discesa:dalla segretaria di produzione della Fininvest alla creazione di una “sua” casa (Italiana Produzioni) fondata col marito Marco Bassetti grazie a un fido dell’Istuto bancario italiano,guidato allora Giampiero Cantoni,prima socialista e poi senatore di Forza Italia.Partito che,per diretta intercessione del Cavaliere,ha innovato la storia patria portando in Parlamento,dopo figli e nipoti e cugini,anche una moglie separata che aveva del tempo libero:perchè dovrebbe pagare gli alimenti il marito se ci può pensare lo Stato?
E cosi,sugli scranni di Montecitorio,è finita Mariella Bocciardo,la prima di Paolo Berlusconi.Cosi fortissimamente voluta che,per farle posto tra gli eletti della Lombardia 1,si sono fatti cavallerscamente da parte,optando per altre circoscrizioni,tutti quelli più votati da lei,dall’ex cognato Silvio a Giulio Tremonti a Sandro Bondi.
Perfino l’uomo che era venuto fuori di prepotenza per rovesciare il mondo della politica e fare piazza pulita di tutti i magna magna,cioè l’Umberto Bossi,non ha poi resistito alla tentazione di ipotizzare una successione in famiglia con la pubblica investitura del figlio,portato al balcone in pubblica ostensione per la folla in delirio e benedetto con un’intervista al “Corriere”:Dopo di me verrà mio figlio Renzo”.
Idea che la corte leghista,vergine di servo encomio,applaudì calorosamente: “E’ la cosa piu naturale del mondo” disse Roberto Calderoli,”Renzo è la fotocopia del papà,se lo facciamo crescere,avremo un ottimo cavallo da corsa”. La Lega prima che un partito è un modo di essere,quindi è naturale che un padre voglia trasmettere i propri valori ai figli confermò fervente Roberto Castelli ,”conoscono bene i figli di Bossi, Renzo è un ragazzo eccezionale e noi abbiamo bisogno di giovani in gamba”.Al che saltò su Riccardo Bossi:”E io?”.
C’è da capirlo.Lui,il primogenito che il Senatur aveva avuto dal primo matrimonio si era dovuto accontentare di molto meno:dal primo matrimonio si era dovuto accontentare di molto meno:un posto da assistente accreditato al Parlamento europeo,al seguito di uno dei piu fedeli collaboratori del papà,Francesco Speroni,il controllore di volo promosso ministro per le Riforme istituzionali nel Berlusconi I e reso indimenticabile dalle cravattine texane e dalle giacche fucsia.Un posticino piuttosto buono:per gli attachè (possono essere uno o due) ogni deputato della Ue riceve infatti 12.750 euro.Pari a 24.687.000 di vecchie lire.Al mese.

Fedeli seguaci del Capo,si accordarono nella scelta della successione domestica anche il sottosegretario agli Interni Maurizio Balocchi e il questore della Camera Edouard Ballaman.I quali,al nascere della luminosa Era Berlusconiana,fecero sbarcare in Parlamento la moda degli scambisti.Certo,mica gli scambisti a luci rosse dei club privè.Ci mancherebbe.I due,però,si scambiarono davvero le mogli:ognuno assunse  in ufficio,a spese dello Stato e quindi di noi cittadini,la moglie dell’altro.Balocchi prese come collaboratrice Tiziana Vivian,sposata Ballaman.E contemporaneamente,la stessa settimana,Ballaman arruolò nel suo ufficio a montecitorio la signora Laura Pace,cioè la nuova compagna che a Balocchi,separato dalla prima moglie,avrebbe da lì a poco dato un figlio.Una bella pensata che,aggirando gli stucchevoli paletti di una legge bigotta contro il familismo,apriva nuovi orizzonti al mantenimento di figli e cugini -generi e cognati ,zie e concubine.Senza il piu fastidioso ingombro di provvedere al vitto e alloggio dei propri cari,comodamente collocati a carico delle pubbliche casse.
“Quanta ipocrisia! Pensò Egidio Masella,assessore al Lavoro della Regione Calabria per Rifondazione comunista. Basta coi sottorfugi,tutto alla luce del sole! E come primo atto pensò al lavoro della moglie Lucia.Assunta come responsabile amministrativo del suo assessorato.Apriti cielo! Neanche il tempo di leggere dello scandalo sui giornali e Agazio Loiero,da poco governatore,tagliò di netto:licenziati tutti e due.Lui,coda tra le gambe,diede ad Angela Frenda del “Corriere”,un’intervista accorata:”Giunta e consiglio regionale sono pieni di parenti!Ma no, eh,si sono accorti solo di quelli di Egidio!.E piangeva:”Mi hanno trattato come un delinquente qualunque e,invece,ho sempre rispettato tutti.Mi dispiace solo che per una mia ingenuità sia stata coinvolta Lucia in questa roba orrenda.Ma lei,voglio che se lo ricordi ancora una volta,in Regione non ha mai avuto un contratto,non ha mai percepito un centesimo.Perchè l’ho proposta? Perchè non sapevo di chi fidarmi.
Esattamente le stesse parole dette pochi mesi prima da una che ai comunisti pianterebbe le unghie agli occhi,la senatrice azzurra Elisabetta Alberti Casellati.La quale,insediata come sottosegretaria alla Salute,si era guardata intorno con affanno.
Di chi avrebbe potuto fidarsi davvero,in quel luogo cosi delicato? Finchè,esaminati tutti i curriculum,scatenati nella ricerca i migliori cacciatori di teste,riuscì a individuare finalmente la persona giusta:sua figlia Ludovica.La quale,in una indimenticabile intervista al “Corriere del Veneto”,respinse con sdegno l’ipotesi di essere raccomandata: “ci ho messo dieci anni perchè non mi chiamassero “figlia di” e desso non vorrei passare per quella aiutata da mammina.Ma si figuri,signorina,si figuri.cose che capitano nelle migliori famiglie.Lo confermava un’agenzia del marzo del 2007 dandpo notizia di Cristiano Di Pietro,consigliere provinciale di Campobasso ,che su delega del presidente della provincia era stato incaricato di partecipare al tavolo che si è tenuto al ministero delle infrastrutture con il ministro Di Pietro.Summitt mondiale:”Caro papà Ministro.Caro figlio Consigliere…
“E poi dicono che nelle famiglie italiane non c’è dialogo,ironizzò su La Stampa Massimo Gramellini.Parole sante.Tanto piu che il leggendario “eroe di mani Pulite” era quello che aveva gettato la toga per cambiare una certa politica,che tuonava “basta con i candidati che se non è zuppa è pan bagnato,Nicola o Francesco!”,che diceva:” Le mie priorità sono l’abbattimento dei costi della politica e l’eliminazione di ogni nepotismo”.Ricordate la celeberrima sfuriata nei giorni in cui pareva l’Angelo Vendicatore? Scrisse che non ne poteva più di fasc-ismo /neopostfasc-ismo, fondamental-ismo,papal-ismo /centr-ismo/ plescinitat-ismo/traform-ismo/ clerical-ismo/ autoritar-ismo/ giacobin-ismo e insomma di quella sfilza di ismi che dicono tutto o nulla>>.E chiudeva: “C’è qualcunpo in questo Paese,che, con parole semplici e chiare,ci spieghi bene le cose come stanno e senza “ismi”?

Bravo Tonino:ci spiega con parole semplici e chiare,cos’è il nepot-ismo?

SEggi lasciati agli eredi come case e comòultima modifica: 2009-03-25T18:44:00+01:00da anglotedesco
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