INTRIGO DI STATO–uno scandalo dove c’è in mezzo Silvio Berlusconi

Nelle ultime settimane si è parlato del caso Noemi ma come dice il libro,non si è mai parlato di questo scandalo dove c’è di mezzo,tanto per cambiare,un uomo che solo in Italia può diventare Presidente del Consiglio per la terza volta in 15 anni. Qui ti fa capire cosa può succedere se una donna si vende a Berlusconi.

Leggete attentamente e mi raccomando,comprate questo libro.Io ne riporto un pezzo ma per leggere tutto questo scandalo,andate in libreria e spendete bene i vostri soldi.

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da INTRIGO DI STATO-Kaos Edizioni

Pubblichiamo in queste pagine la documentazione giudiziaria relativa a un vero e proprio intrigo di Stato che ha avuto come protagonisti la presidenza del Consiglio dei ministri,l’agente del Sisde Federico Armati,i vertici del servizio civile,una annunciatrice della Rai-tv e due parlamentari berlusconiani.
I fatti si sono svolti a Roma tra il settembre 2003 e l’inizio del 2009,occultati da un silenzio mediatico pressochè assoluto:nessuna tv,pubblica o privata,se ne è mai occupata.La vicenda ,originata da una denuncia dell’Armati a carico dell’onorevole Silvio Berlusconi presidente del Consiglio,si è conclusa con un paradosso all’italiana: il Tribunale dei ministri nel gennaio del 2009 ha sentenziato il “non doversi promuovere l’azione penale nei confronti  del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi”,ma il querelante (mai ascoltato dall’autorità giudiziaria) non è stato accusato di calunnia.
La documentazione giudiziaria qui pubblicata è in forma pressochè integrale.Nei limiti del possibile,data la particolare tipologia della vicenda e le varie implicazioni,sono stati omessi riferimenti e disgressioni di carattere esclusivamente “privato” ,omissioni indicate col segno…

LA DENUNCIA DI FEDERICO ARMATI- Roma,25 gennaio 2008

Al procuratore della Repubblica il Tribunale ordinario di Roma

Il sottoscritto dott Federico Armati ,nato a Roma già coniugato con Virginia Sanjust di Teulada e,dal 18 luglio 2007,con decreto della Corte d’appello di Roma-Sezione della persona e della famiglia ,individuato quale genitore unico affidatario del figlio(…) di anni nove,espone fatti e circostanze,alcuni certamente da qualificare fatti e circostanze,alcuni certamente da qualificare reati,che hanno visto lo scrivente ingiusta vittima a decorrere dal settembre 2003 a oggi.

Nel settembre del 2003,già separato,il sottoscritto viveva assieme al figlio in un appartamento in locazione ubicato in piazza Campo dei fiori 8.Infatti,il figlio minore,che,in seguito a separazione consensuale dei genitori ,omologata dal Tribunale nel gennaio 2000,era stato affidato alla madre Virginia Sanjust ,di fatto,fin dall’agosto del 2000,a ragione di tacito accordo dei genitori,si era permanentemente trasferito presso la casa paterna.Unicamente  per questo motivo il sottoscritto aveva consentito alla madre,quando questa lo desiderava,di poter visitare il figlio e,eventualmente,di soggiornare e dormire in casa con lui.
Nello stesso periodo lo scrivente prestava attività lavorativa presso il Sisde (Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica),assunto fin dal 31 gennaio 1985,con la qualifica di segretario,svolgendo mansioni di agente info-operativo e gestore,in via esclusiva,di “fiduciario di settore”.

La Sanjust ,invece, dalla fine di agosto del 2003 era stata assunta come annunciatrice televisiva da Rai-1 e,già in data 29 settembre 2003,le era stato richiesto di annunciare un messaggio a reti unificate dell’allora (e attuale) presidente del Consiglio ,on Silvio Berlusconi,che si rivolgeva al Paese sulla materia delle pensioni

L’annuncio di quel messaggio avrebbe segnato il principio di una lunga relazione fra la Sanjust,nata a Roma (nel) 1977,e il presidente Berlusconi .

Il predetto rapporto,nel corso del tempo,si sarebbe rivelato portatore di conseguenze profondamente negative principalmente  in riferimento alla vita professionale dello scrivente e,purtroppo,per logica inevitabile conseguenza,anche rispetto a quella del proprio figlio minore.
Solo pochi giorni dopo il predetto annuncio,la Sanjust sarebbe stata invitata,direttamente dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,a una colazione a Palazzo Chigi.In quell’occasione,omaggiata dall’onore di un cosi importante invito e del contestuale dono di un bracciale di brillanti (gioielleria Damiani),veniva resa oggetto del più diretto e concreto interessamento del Berlusconi in riferimento alla propria situazione professionale e familiare,con particolare interesse all’aspetto economico.Cosicchè,nel corso della conversazione che seguiva,il presidente ,ascoltate le risposte della Sanjust,seduta stante riteneva di impartire disposizione all’allora segretario generale della presidenza del Consiglio,dott Catricalà,di predisporre un immediato decreto di nomina della Sanjust “in qualità di esperto nell’ambito del proprio Ufficio stampa”,rivolgendo alla stessa un invito a non preoccuparsi e a considerare il predetto incarico solamente come un regalo,nella possibilità del presidente,che avrebbe contribuito a farla vivere più adeguatamente.Nella stessa conversazione,informato dalla SanJust-la quale,di propria iniziativa,riferiva riguardo la situazione professionale del padre del proprio figlio in quanto a conoscenza del fatto che,lo stesso,già laureato e ampiamente meritevole ,da anni era in attesa della promozione al grado superiore di funzionario (collaboratore)-il presidente Berlusconi disponeva,sempre rivolto al dott Catricalà e in presenza della Sanjust,di assumere,al piu presto,informazioni circa la situazione professionale del “proprio dipendente”.
Con decreto del presidente del consiglio dei ministri del 20 ottobre 2003 veniva conferito alla Sanjust il predetto incarico per il relativo compenso annuo lordo di 36.000,00.Copia del decreto alla fine di gennaio 2004 perveniva per posta presso l’indirizzo,autonomamente indicato dalla Sanjust,di piazza Campo dei Fiori 8 .


Con informazione che lo scrivente riceveva,già alla fine di ottobre 2003,dalla Sanjust,la quale, a sua volta,riferiva di averla appresa direttamente dal presidente Berlusconi per via telefonica,mentre il predetto era in viaggio di Stato in Cina,e confermata dal proprio Ufficio per mezzo di consegna della Nota Sisde n.2003 PRS 001758/01498 del 13 novembre 2003,il sottoscritto apprendeva,con non poca commozione,di aver ricevuto la tanto attesa attribuzione della qualifica superiore di Collaboratore.

Sul punto è opportuno specificare che:

-la nota Sisde n. 2003 RCR0004884/A/33.2 del 25 ottobre 2003 con la quale veniva proposto l’avanzamento di grado faceva riferimento a una “complessiva valutazione basata esclusivamente sul criterio del rendimento in servizio effettuata con l’apporto del campo Centro:

-in occasione del saluto svolto presso il Centro criminalità del Roc in riferimento alla promozione del sottoscritto,il dott Pasquale Angelosanto,capo del Raggruppamento operativo centrale (Roc),Ufficio operativo di punta del Servizio voluto dall’allora direttore del Servizio Mario Mori,del quale lo scrivente aveva fatto parte fin della sua costituzione,ebbe a sottolineare,in presenza di tutti (circa 30) i colleghi dell’Ufficio,che questo avanzamento rappresentava il giusto riconoscimento per la dimostrata specializzazione settoriale del dott. Armati,e anche per la sua dimostrata capacità di saper gestire e indirizzare nel modo più proficuo il proprio fiduciario di settore:

-già con la nota Sisde n.2000 DAO.0003774/CART.DAO A.39/RMA3 del 15 settembre 2000,lo scrivente era stato soggetto della nota di merito dell’apprezzamento che gli veniva attribuito a seguito di istruttoria e sulla base del parere favorevole espresso dalla Commissione consultiva.

Sul piano specifico,per una migliore comprensione si suggerisce,fin da ora,l’ulteriore acquisizione delle note del Sisde con protocollo n. 98PRS n. 000272/113.1-1 del 12-1-98,n. 98MD.006980/0.24/1 CINA dell’ 8-9-98,e n. 98RM3.002576/50/86-73 SEGR del 18-9-98.

In merito al predetto decreto che conferiva alla Sanjust l’inarico di “esperto” presso l’Ufficio stampa del presidente Berlusconi,occorre puntualizzare che la stessa non ha mai riscosso il previsto comnpenso.Infatti,a seguito di articoli di stampa,tra i quali,in particolare,quello apparso sul quotidiano “Il Messaggero” del 21 febbraio 2004

e alle importanti reazioni,anche politiche (on Giuseppe Scalera della margherita) che immediate seguirono ,

il presidente Berlusconi,come asserito dalla Sanjust,ritenne piu opportuno consigliarla in tal senso richiedendole,tra l’altro,la restituzione della copia originale del decreto che avrebbe mandato a ritirare,in tutta fretta,da un proprio autista di fiducia presso l’abitazione di Campo dei Fiori dove il  documento era conservato.Naturalmente in sostituzione al predetto,la Sanjust,solo dopo pochissimi giorni (meno di una settimana),avrebbe ricevuto l’inaspettata notizia di essere stata prescelta quale conduttrice  del prestigioso programma “Oltremoda” di Rai-1.
Intanto ,nel maggio 2004,per ragioni di logica opportunità,veniva presa  la comune,consensuale decisione di divorziare.Con il divorzio (nostro figlio) veniva affidato congiuntamente a entrambi i genitori e restava collocato presso la casa paterna con facoltà per la madre di vederlo e prenderlo con sè quando lo desideri,previo accordo con il padre…”
Tuttavia,la delineata predetta situazione della Sanjust,in particolare il ‘proseguimento dello stesso rapporto con il dott Berlusconi-del quale il sottoscritto aveva diretta conferma  che dovendo assistere alle lunghe quanto surreali telefonate svolte durante le ore notturne tra la madre del proprio figlio e il presidente del Consiglio ogni qualvolta essa si trovava a pernottare ospite presso l’abitazione dello scrivente-portata la Sanjust ad assumere uno stato di vera e propria esaltazione che caratterizzava in modo sempre più pervasivo i propri comportamenti.A ciò contribuiva in modo determinante la disponibilità che la stessa cominciava ad avere di ingenti  somme di denaro contante,che il presidente Berlusconi provvedeva a fornirle direttamente.

Anche a ragione della illustrata situazione,la Sanjust iniziava a vivere con crescente insofferenza la propria attività professionale e quindi,nell’autunno 2004,pur dopo avere rinnovato il proprio contratto annuale di annunciatrice-unica tra le sei nuove annunciatrici (della Rai-tv) ad avere beneficiato di una più favorevole forma contrattuale-decideva,senza che le fosse richiesta alcuna penale,asseritamente dietro insistente e ferma sollecitazioni del presidente Berlusconi,di lasciare la Rai.Cosi a settembre,pur già inserita nei palinsesti quale conduttrice della trasmissione “Oltremoda”,passava la mano alla conduttrice Katia Noventa (piu nota quale ex fidanzata di Paolo Berlusconi),mentre nel mese di novembre dava le proprie formali dimissioni dall’attività di presentatrice Rai-1.
Pochi giorni dopo l’abbandono definitivo della Rai,la Sanjust venne a trovare il sottoscritto chiedendo di portare,per qualche giorno (il figlio) con lei nel tempio di Damanhur,presso una comunità spirituale (setta) che si trovava in Piemonte.Senza esitare lo scrivente rispondeva negativamente facendole presente che in quel tipo di posti (il figlio)  ci sarebbe andato qualora ne sentisse il bisogno solo da maggiorenne.Ne scaturì un fortissimo litigio avvenuto alla presenza della nonna paterna e purtroppo anche (del figlio).La sanjust lanciò un ombrello con violenza e,prima di andare via sbattendo la porta,giurò al sottoscritto che me l’avrebbe fatta pagare facendomi diventare povero cosi da non poter essere più in grado di accudire e tenere (nostro figlio) con me.
Quindi,fin dai giorni successivi alle predette minacce,in Ufficio cominciai a respirare un’aria completamente diversa,in particolare fui messo di fatto nell’impossibilità di continuare  a gestire il “fiduciario di settore” il cui rapporto con il Servizio venne quindi cessato,con decreto del direttore Mori,nella prima metà di gennaio 2005.Fintanto che,nei giorni immediatamente successivi alla chiusura del predetto “rapporto fiduciario” ,fui trasferito,con decorrenza immediata (31 gennaio 2005) e modalità del tutto peculliari-delle quali,data la riservatezza della materia,il sottoscritto fa espressa riserva di riferire direttamente in modo più dettagliato-dal Centro criminalità del Roc alla Divisione fonti aperte,con la nuova specifica mansione di leggere giornalmente la stampa quotidiana.Sul punto è bene precisare la contradittoria circostanza che,solo pochi mesi prima (del) predetto punitivo trasferimento,lo scrivente,con nota Sisde n.2004GSR.0001498/UFR del 12-5-2004,era stato nominativamente scelto,dal direttore Mario Mori, quale  facente parte del “Nucleo gestori fonti” del Centro criminalità organizzata del Roc.Attribuzione da cui scaturiva la specifica competenza gestionale del sottoscritto esclusivamente sulle fonti fiduciarie di alto profilo,funzionali a progetti di intelligence,cioè in grado di assicurare al Servizio collaborazione continuativa in operazioni complesse e di lunga durata.
Quindi,mentre lo scrivente leggeva i giornali al Sisde,la Sanjust,piena di soldi,prendeva in affitto un attico nel centro di Roma (via del Corallo…)potendo pagare anticipatamente 9 mesi di pigione,e contemporaneamente,con sempre crescente prepotenza,incurante delle reali esigenze di nostro figlio,richiedeva ‘per mezzo dei suoi numerosi avvocati che il bambino si trasferisse a vivere con lei,proprio mentre,in modo del tutto incoerente,affrontava lunghi,costosi e sempre più frequenti viaggi di natura spirituale ed esoterica in giro per il mondo,in particolare negli Stati Uniti dove,ad esempio,soggiornerà per oltre sette settimane (23 aprile-10 giugno 2005) per dedicarsi alla costruzione di un tempio nel Middletown in California.
Ciò fino al 31 ottobre 2005,giorno in cui,rientrata da un ennesimo viaggio all’estero (Berlino) ,fece in modo di sottoporre nostro figlio,che si trovava con lei presso la sua abitazione,a un episodio altamente traumatico,in seguito al quale il sottoscritto prendeva la definitiva decisione di richiedere l’intervento del Tribunale per i minorenni di Roma (4 novembre 2005),nonchè di proporre ricorso presso il Tribunale Civile di Roma (9 novembre 2005) per la revisione della sentenza di divorzio in relazione alle modalità di incontro madre-figlio.Giova sottolineare che,da quella data ad oggi,intervenuti Servizi sociali,Ctu,procedimento minorile,procedimento civile,e relativi procedimenti di appello,la Sanjust ha sempre potuto vedere il bambino unicamente alla presenza di terzi.Anche l’ultimo indicato decreto della Corte d’Appello di Roma (18 luglio 2007) che ha riconosciuto “sua interesse del minore di venire affidato esclusivamente al padre>>,ha espressamente stabilito che gli incontri della madre (con il figlio) debbano avvenire “sempre con la presenza di un educatore”.sul punto anche il competente Pm dott.ssa Nunzia D’Elia,in relazione a unico procedimento penale comprendente i fascicoli n. 54439/05 e 19158/06 nel quale il sottoscritto,sulla base di plurime denunce della Sanjust,risultava indagato per il reato di cui all’art 388 cp., nella propria richiesta di archiviazione del 16-6-2006 affermava di giustificare senza dubbio il comportamento paterno .

Con tempismo coincidente,immediatamente successivo alle comprensibili quanto doverose iniziative giudiziarie assunte dal sottoscritto a tutela del figlio,il direttore del Sisde Mario Mori,in prima persona,a coronamento delle sue esposte iniziative già precedentemente intraprese dallo stesso a danno dello scrivente,verso la fine d3el mese di novembre del 2005 decideva di presentare una lista di dipendenti del Servizio (circa 30 persone),predisposte con nota Sisde n. PRS.0015883 del 42-11-2005 con allegato appunto e schede informative,dei quali richiedeva l’allontanamento con restituzione ad altra amministrazione dello Stato per “cessate esigenze di servizio.Nella lista era inserito il mio nominativo.Il Consiglio del personale,che si sarebbe svolto presso il Cesis,con propria determinazione ,n 311-1/101/62266 del 25 novembre 2005,ratificava la richiesta del generale Mori.
Successivamente,in data 20 marzo 2006,il sottoscritto apprendeva in via ufficiale dal capo del personale del Sisde che,con decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 24 febbraio 2006,era stato disposto il proprio trasferimento presso il ministero della Giustizia con mansione di “direttore di cancelleria” (C3) e inquadramento in soprannumero,ai sensi del combinato disposto degoli articoli 9 e 6,lettera b,del Dpcm n.7 del 1980 ,con decorrenza 30 marzo 2006 (nota Sisde n.2006 PRS.0004199 del 14-3-2006).

Dalla predetta decretazione ne sarebbe derivata la reale riduzione degli emolumenti effettivamente percepiti dallo scrivente nella misura di quasi due terzi del reddito netto mensile (riserva di riferire nel dettaglio).Non potevano,quindi,non riecheggiare  nella mente le predette minacce della Sanjust,la quale,nel mese di novembre 2004,per non aver ricevuto il consenso a recarsi nel tempio di Damanhur con il figlio,aveva urlato,diretta al sottoscritto,che lo avrebbe fatto diventare povero.
La situazione era veramente disperata anche perchè,solo in data 6 febbraio 2006 lo scrivente aveva contratto un mutuo ipotecario di durata trentennale,per l’acquisto dell’appartamento nel quale vive attualmente con il figlio,la cui rata mensile è di 1.087,00 euro.
La ribellione del sottoscritto fu totale.In ogni modo,fu gridata l’ingiustizia di un provvedimento del quale era evidente che l’origine proveniva da motivazioni perverse e assolutamente estranee alla propria attività professionale e al riscontrabile qualificato rendimento,ma sopratutto al corretto e lecito funzionamento della Istituzione della quale lo scrivente si onorava di appartenere da oltre vent’anni.Per queste ragioni,venne predisposto dal medesimo un esposto per il procuratore della Repubblica di Roma che sarebbe stato depositato solo nel momento in cui il predetto fosse divenuto esecutivo,la mattina del 30 marzo 2006,cioè prima che il sottoscritto si fosse recato a prendere servizio presso la Corte di cassazione,che nel frattempo,dal ministero al quale era stato assegnato,gli era stata indicata essere la nuova propria sede lavorativa.
A meno di 24 ore dalla esecuzione dell’infausto decreto,nella mattinata del 29 marzo 2006,il sottoscritto veniva nuovamente convocato dal capo del personale del Sisde,il quale gli rendeva noto che “era stata richiesta la sua professionalità dal Cesis” domandadogli,contestualmente,se volesse aderire a tale richiesta.

La risposta era affermativa e,ancora oggi,lo scrivente si trova collocato in detto Organismo.
I nuovi decreti del presidente del Consiglio a supportato della ulteriore disposta movimentazione ,cioè quello di revoca del decreto che aveva trasferito il sottoscritto al ministero della Giustizia-Corte di cassazione (nota Cesis n. 4310-C/16359 del 29-3-06) e quello di nuova assegnazione del medesimo al cesis (nota Cesis n. 4310-C/16935 dell’1-4-06),sarebbero stati motivati entrambi “per sopravvenute esigenze instituzionali”.
E’ doveroso aggiungere che nel decreto che disponeva il nuovo trasferimento al Cesis,lo scrivente era stato messo in compagnia di due dirigenti (direttori di Sezione) del Sisde i quali,pur essendo stati inseriti nel predetto elenco del 25 novembre 2005 tra le persone per le quali era stato deciso il trasferimento ad altra amministrazione dello Stato per cessate esigenze di servizio,non avevano ancora ricevuto,al contrario del sottoscritto,alcun decreto che individuava l’amministrazione di destinazione e la data del loro trasferimento.Quindi,mentre per il sottoscritto venivano spesi 3 decreti (trasferimento,revoca,nuova assegnazione) per i due dirigenti che lo “accompagnavano” nel nuovo incarico al Cesis era stato necessario predisporre,piu tranquillamente,unicamente il decreto di nuova assegnazione.
La vicenda oggetto della presente denuncia,per ragioni delle quali è,a tutt’oggi,impossibile dare una logica e plausibile spiegazione,è stata,in parte,già rappresentata e ampiamente confermata a seguito di una memoria-denuncia,in modo insolito sottoscritta inizialmente dal solo difensore della Sanjust,avv Domenico De Simone,presentata a questa Autorità giudiziaria in data 12 settembre 2006,dalla quale originava il fascicolo processuale n. 39424/06,delegato al Pm dott.ssa Olga Capasso,nel quale il sottoscritto era stato iscritto quale persona indagata per il reato di violenza privata nei confronti della Sanjust.

Senza ulteriori superflui commenti si ritiene utile allegare (in unico Allegato 9 con distinta) una serie di atti relativi al predetto procedimento,in particolare:la memoria depositata il 12 settembre 2006,la nomina del difensore del 12 settembre 2006,il verbale di dichiarazioni di Virginia Sanjust quale persona informata sui fatti del 29 settembre 2006,le istanze della difesa Sanjust depositate il 29 settembre 2006,la trascrizione del secondo interrogatorio della Sanjust reso innanzi i Pm Capasso e Lori con il relativo verbale in forma riassuntiva del 26 ottobre 2006,la richiesta di archiviazione del 21 febbraio 2007,e il decreto di archiviazione del Gip Giovanni De Donato del 26 marzo 2007.
Il sottoscritto,che sarebbe venuto a conoscenza dell’esistenza del predetto procedimento solo dopo la richiesta di archiviazione formulata dal Pm,poteva apprendere,consultando gli atti processuali,fatti e circostanze confermative delle proprie accuse,riferite ai Pm dalla Sanjust,quali telefonate intercorse tra la stessa e gli avvocati di Berlusconi,fratelli Niccolò e Nicoletta Ghedini,dei quali due la seconda,è riportato a verbale  dalla Sanjust,la spingeva insistentemente a registrare le conversazioni con lo scrivente,dicendole:”Continui a registrarlo,lo faccia parlare”,e con lo stesso Silvio Berlusconi il quale,asseritamente,in data successiva al 21 marzo 2006,la chiamava telefonicamente “con tono molto preoccupato,eccessivamente preoccupato” (pagg. 75 e 76 trascrizione interrogatorio del 26 ottobre 2006) per ricevere l’indomani,come dallo stesso richiesto,le copie delle registrazioni che la Sanjust fraudolentemente,anche presso il mio domicillio privato,aveva fatto a conversazioni tra noi intercorse (il 21 e il 28 marzo 2006) quindi ,successivamente al 20 marzo 2006 (data di comunicazione del decreto),quando il sottoscritto aveva cominciato a gridare tutto il proprio “schifo” per siffatto ingiusto provvedimento chiedendone, principalmente a tutela primaria degli interessi gravemente lesi del figlio,il rientro prima che il danno potesse divenire irreparabile.
Per comprendere ancora meglio cosa stava accadendo,va sottolineato che,in quel periodo,la Sanjust usufruiva pienamente dei consigli e dei servizi del pool di avvocati più fidati del presidente Berlusconi.Tra l’altro,la stessa ha più volte riferito direttamente al sottoscritto il fatto che la trascrizione delle registrazioni abusive del 21 marzo 2006 era stata concretamente effettuata proprio dello Studio Ghedini di Padova,e anche la particolare circostanza che nel mese di giugno 2006 si sarebbe tenuto un incontro a quattro a Palazzo Grazioli,presso l’appartamento privato di Berlusconi,tra il presidente,l’avvocato Ghedini,la Sanjust e uno dei suoi legali,l’avv Domenico De Simone,per discutere sulle iniziative da assumere nei confronti del sottoscritto.
Opportunamente,va riferito che nei confronti del predetto avv De Simone,in data 8 agosto il Pm dott.ssa Patrizia Marino ha emesso decreto di citazione a giudizio per il reato,commesso ai danni del sottoscritto,di cui all’atrt 595 ,1 e 2 comma,cp (allegato 10).E’ stata fissata udienza dinanzi al Giudice di pace di Roma in data 25 settembre 2008.Dalla carte processuali è,inoltre,emerso dal casellario giudiziale che lo stesso risulta essere già dato condannato per reati di bancarotta fraudolenta ad anni 1 e mesi 6 mesi di reclusione.
Quindi,mentre proseguiva la battaglia giudiziaria per la tutela del (figlio) che si sarebbe svolta,come già accennato,sia presso il Tribunale per i minorenni,sia presso il Tribunale per i minorenni,sia presso il Tribunale civile,e sia in seguito presso la Corte d’appello nelle proprie diverse composizioni della Sezione minorenni,sia presso il Tribunale civile,e sia in seguito presso la Corte d’appello nelle proprie diverse composizioni delle Sezione minorenni e della Sezione della persona e della famiglia ,passando per una Ctu favorevole al padre,per i pareri confermativi della non idoneità della madre espressi dal Servizio sociale,ma anche per un ancor oggi inspiegabile decreto di affidamento (del bambino) al Servizio sociale disposto dal Tribunale per i minorenni in data 8 giugno 2006 che,peraltro,avrebbe trasmesso la propria influenza negativa anche sulle successive decisioni dei giudici civili e che-durato un anno e un mese-sarebbe stato annullato solo con le più recenti pronunzie dei predetti collegi della Corte d’appello,la Sanjust ,fornita di disponibilità economiche importanti,poteva agire pesantemente anche sul fronte penale.
Infatti ,tra la fine del 2005 e il 2007,il sottoscritto ha dovuto subire ben quattro procedimenti penali (40909/05, (54439/05-19158/06), 39424/06 e 32264/06) istruiti a compendio di decine di denunce,esposti e memorie,tutti conclusi,peraltro,con archiviazione piene.E’ superfluo spiegare quanto ciò sia costato,non solo in relazione alle nostre vite (quella mia e di mio figlio),sia sotto il profilo fisico che sotto quello psicologico e mentale,anche con risvolti sul rendimento in relazione alla propria attività professionale dello scrivente;come è ben percepibile quale possa essere stato l’immenso (per la possibilità economiche dello scrivente)costo economico della necessaria difesa giudiziaria.

INTRIGO DI STATO–uno scandalo dove c’è in mezzo Silvio Berlusconiultima modifica: 2009-05-26T15:59:36+02:00da anglotedesco
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