Sceriffi democratici-Filippo Penati

 

 

 

Domenica Filippo Penati sarà in ballottaggio con Podestà per la poltrona della presidenza della provincia di Milano.E’ del Pd ma ha idee leghiste.non so se avete notato che chi (sindaci-assessori-politici) va in mezzo alla gente che vive nei quartieri difficili,c’è sempre l’idea di dividere gli italiani dagli extracomunitari.A Foggia la giunta del Pd ha diviso gli autobus,Salvini (Lega) vorrebbe dividere la metropolitana e diversi sindaci di sinistra fanno l’occhiolino al terzo partito italiano e basta leggere questo libro per capirlo bene.

Sabato scorso sono state inaugurate le “ronde nere” prima ci sono state quelle verdi e rosse. Dallo scorso agosto c’è l’esercito. Per prima cosa dico che se c’è questa situazione è tutto merito del governo Prodi che non ha fatto nulla di quello che aveva promesso( legge sui conflitti d’interessi,cancellazioni legge-veregogna -cancellazione legge Gasparri). e la gente o non vota o sceglie Lega.Sento Di Pietro e Franceschini spesso dire che in certi quartieri ci devono andare i poliziotti e non l’esercito.Benissimo,perchè non lo hanno fatto loro? Loro per la sicurezza hanno fatto l’indulto perchè fosse per loro farebbero uscire tutti.La droga per loro non è un problema,(mai fatte campagne contro la droga) ,chi spaccia non fa nulla di male e infatti sono molto attaccati agli spacciatori tunisini e marocchini ed è giusto farli uscire.Se uno si azzarda a manifestare contro lo spaccio (come fece Nando dalla Chiesa nel 95′) viene preso per fascista,stessa cosa se denunci un extracomunitario.Oggi mi sono rivisto la puntata di due anni e mezzo fà di Annozero dove si parlava di via Anelli a Padova (due anni fa non potevi neanche passarci) e c’era un tunisino uscito di galera che ringrazia Prodi per l’indulto.Infatti solo un governo cosi idiota può fare cose del genere,tanto da far ridere l’Europa intera. Con l’informazione di merda (destra e sinistra,Fede e Santoro) che c’è nessuno sa se la gente è contenta dell’esercito perchè purtroppo in certe zone di certe città,ci vuole sorveglianza, e oltre ai poliziotti, l’esercito non mi sembra scandaloso,anche se inizialmente non ero d’accordo.

da SCERIFFI DEMOCRATICI-Jacopo Tondelli (Marsilio Tempi)

MILANO

La mafia al Sud,i rom al Nord

“Al Sud l’emergenza è quella della criminalità organizzata,al Nord è quella dei campi rom”.La frase non è di Borghezio,non viene dalla propaganda leghista:l’autore è Filippo Penati da Sesto San Giovanni,ex Stalingrado d’Italia,classe 1952,oggi presidente della Provincia di Milano.”Non ha senso parlare al Nord di emergenza crimninalità,se qui la questione più sentita dalla popolazione è quella dei campi rom.Dopodichè,non ho mai inteso dire che i rom  sono mafiosi,o che c’è una priorità nazionale che non è più la mafia ma quella dei rom:sarei uno stupido”.
Unico amministratore del centrosinistra ad avere un ruolo di peso nelle istituzioni insediate a Milano,sui temi della sicurezza Penati assomiglia indubbiamente a uno strano incrocio tra un vecchio comunista dell’ala destra del partito e un leghista tutto legge e ordine.La sua opinione “muscolare” sulla questione rom,ma non solo,gli è valsa l’accusa di “neoleghismo” da parte di figure  importanti della sinistra milanese,come Barbara Pollastrini.Resta da capire se per lui si tratti d’ingiuria o di complimento furbamente incassato per andare alla caccia del voto e della sensibilità leghista.Per chi gli chiede se non esagera,se non mischia misure troppo diverse tra loro,se non asseconda narrazioni pubbliche irrealistiche che finiscono per alimentare il “mito nero” dei rom,Penati ha pronto il distinguo.

“Non nego che ci sia chi ci marcia,ma è innegabile che la presenza dei rom è comunque e sempre complicata.Una volta in un’intervista (un’intervista che fece molto discutere,in cui Penati per la prima volta creò il parallelo con la mafia) dissi che i rom non sono i Gipsy Kings e in effetti nelle nostre periferie dove si concentrano campi nomadi,non siamo esattamente a un concerto in Camargue…”.Su questo non ci piove.Ma resta lecito chiedersi se l’emergenza sia davvero cosi pervasiva e tentacolare,o se sarebbe egualmente percepita se la sua reppresentazione non affondasse le radici in un percorso di pregiudizi secolari”.

“Qui ci troviamo di fronte a degli insediamenti che con la tradizione dei rom e dei sinti hanno poco o nulla a che fare.Stiamo parlando,spessissimo,di baraccopoli informi organizzate come le faveles brasiliane con un unico ingresso che può essere controllato e con il nucleo centrale,inaccessibile,che costituisce il “cuore pulsante” dei traffici,anche illeciti.Tutti sanno che spesso sono centrali di prostituzione minorile,di smercio di droga,di ricettazione e smistamento di merce rubata,e il campo diventa addirittura attrattivo per rom che vivono altrove e si traferiscono li perchè quello era il centro business”

“Guardandola poi dal lato dai cittadini e dei residenti,non si può dimenticare che i rom,quando arrivano in una zona,creano tensioni e allarmi non sempre immotivati:aumentano gli scippi-i furti-anche quelli in casa,entrano nei box…Basta parlare con la gente:l’aver fatto il sindaco mi ha insegnato che se arriva un campo rom in un quartiere quello diventa il problema”. “La gente ,il punto di riferimento o forse la “tentazione” di ogni politica dell’ordine pubblico…”Da sindaco feci l’ordinanza che proibiva su tutto il territorio cittadino di fare un campo rom,e la feci rispettare.Questo consentiva ai vigili di intervenire ,e di evitare che si formassero insediamenti e accampamenti di roulotte.Nell’ordinanza evitammo di mettere la confisca dell’automezzo,grazie al quale-in fondo-potevano continuare a essere mobili e a uscire  dal territorio comunale.Da sindaco la tua dimensione è piu facile:tu proteggi il tuo territorio,e gli altri si arrangino,per dirla chiaramente”.Da presidente della provincia,però,Penati ha assunto un ruolo che non prevede poteri diretti in materia,e un punto di osservazione più ampio che meglio consente di capire un dato fondamentale: la dioi cittadini,alle quali su mia richiesta presenziò anche il capitanomensione istituzionale del sindaco non basta per affrontare una questione: la dimensione istituzionale del sindaco non basta per affrontare una questione che tracende il mero ordine pubblico e riguarda i grandi temi della cittadinanza,dell’integrazione ,del concetto stesso di Europa e di democrazia.”Sono convinto che ci debbano essere delle aree di transito,come previsto anche dai trattati europei,e però stabiliamo qual’è il tempo massimo di permanenza;e se sono cittadini europei hanno ovviamente il diritto di circolazione ma se non hanno i mezzi di sostentamento devono essere riaccompagnati al loro paese.Stare nell’Unione europea non significa solo godere dei benefici del mercato unico,a crescere del 7% o dell’8% come è capitato alla Romania:significa anche dotarsi di uno stato sociale che protegga i bambini.Mi ha molto colpito la denuncia della Caritas di Venezia che ha spiegato quali cifre smuova il racket dei mendicanti,spesso bambini mandati fuori dagli orfanotrofi e dati e delle famiglie a chiedere l’elemosina sfruttati e schiavizzati.L’Unione europea non può permetterlo:la Romania non può essere il paese cui si va a produrre a basso costo mentre tutti gli effetti indesiderati vengono scaricati sugli altri paesi senza che nessuno dica mai niente”.
A chi aveva dubbi sul fatto che nella complicata campagna elettorale del 2009,in cui punta a essere riconfermato come presidente del 2009, in cui punta a essere riconfermato come presidente,l’ex sindaco di Sesto San Giovanni giocherà molte delle sue fiches sul tavolo della sicurezza,lui ha chiarito le idee in maniera diretta e brutale,a modo suo.Nelle infuocate giornate seguite alle dimissioni di Walter Veltroni ,e proprio alla vigilia dell’assemblea che ha dato mandato a Dario Franceschini come nuovo segretario,dopo aver invocato-invano e in minoranza-primarie  immediate,Penati ha annunciato anche che sua Provincia darà 250.000 euro per le “ronde”,fresche di istituzione da parte del governo e fortemente avversate dall’opposizione.”Ma solo per quelle fatte da ex poliziotto ed ex carabinieri disarmati,perchè mi fa orrore la giustizia fai da te”.E probabilmente anche per il sospetto-manifestato a chi scrive poco tempo prima-“che le ronde fossero solo una scusa per fare arrivare soldi alle associazioni leghiste”.Intanto,però,sul punto ha spaccato ancora una volta il partito,la sua giunta e la sua fragile coalizione di governo.Il rapporto con la “gente” prescinde da tutto:tanto più mentre arriva a grandi passi il voto.Cosi,alla manifestazione della Cgil contro ronde e razzismo lui decide subito di non andare,e lo dice e lo ripete con insistenza,mentre c’è una parte importante dell’establishment del Pd cittadino e ci sono i rappresentanti della  Casa della Carità ,l’istituzione indipendente fondata da Carlo Maria martini e presieduta da Virginio Colmegna,che annovera tra i suoi amici e finanziatori diversi nomi del progressismo milanese che conta.Del resto,nella fila del centrosinistra Penati è tra i più espliciti a negare la matrice razzisti dell’omicidio di Abdul Guibre,diciannove italiano figlio di immigrati dalla Costa d’Avorio,massacrato barbaramente in via Zuretti all’alba di un giorno di settembre da due pregiudicati italiani che li gestivano un bar. “Vittima del razzismo? non credo proprio.E’ stato vittima di due sciagurati,due delinquenti,che forse erano razzisti,ma non è certo su un episodio come quello che si misura l’esistenza del problema razzismo a Milano”

LA SICUREZZA LA SCOPRI SE FAI IL SINDACO

Se a Filippo Penati si chiede della sua storia politica,lui comincia partendo dal circolo cooperativo di cui  era presidente nella Sesto “rossa” degli anni settanta.Attraversa epoche sepolte nei libri di storia,un’alleanza zoppicante con i socialisti che lo porta a fare l’assessore al bilancio e arriva fino a quel 1994,”inatteso e drammatico per la sinistra”,in cui viene eletto sindaco proprio mentre esplode il fenomeno Berlusconi e l’alleanza al nord con la Lega consegna al Polo delle libertà il governo del paese.Ma partiamo dall’inizio,da quel circolo cooperativo di comunisti in cui la sicurezza non era all’ordine del giorno.”Allora iol tema non c’era,indubbiamente.La “mitica classe operaia”,ammesso che sia mai esistita al di fuori della testa degli studenti e nonostante tutte le contraddizioni di cui era portatrice,la classe operaia-dicevano -era comunque incubatrice della riflessione a cui  siamo dopo:se sei un delinquente,se sei un fannullone,se non rispetti le leggi,vai in galera.Su questo la chiarezza c’è sempre stata. Il “vietato vietare” era sicuramente portato dei movimenti studenteschi e del 1968,non degli operai del Pci,che erano decisamente piu pragmatici e assai più vicini al Pasolini di Valle Giulia,anche perchè il Pci era un partito molto esigente dal punto di vista della tenuta morale e della legalità.”

“Siamo sempre stati abbagliati dal fatto che la Lega prima era xenofoba coi meridionali e poi la è diventata con gli extracomunitari e non abbiamo capito quale fosse la profonda critica abtistato e antisistema-che stava alla base della forza leghista”

“Eppure,non si può non riconoscere alla Lega di aver capito per prima la portata “popolare” della questione sicurezza.Ricordo alcune assemblee in sala consiliare coi cittadini,alle quali su mia richiesta presenziò anche il capitano dei carabinieri,sul problema della prostituzione,in cui venivamo messi di fronte a racconti reali che consentivano di prendere tempo o di perderne.Capitava cosi che chi abitava in quartieri particolarmente frequentati da prostitute e clienti ci raccontava che aveva una figlia infermiera,che faceva il turno di notte,ed era costretta a farsi sempre accompagnare per evitare episodi sgradevoli.La cosa pazzesca,intollerabile per me come amministratore,è che dalle forze dell’ordine veniva la risposta di chi ha le mani legate ,e non può farci farci nulla.Ancora,nelle case popolari c’erano persona che prevaricavano altri inquilini,svolgevano attività illegali e nessuno poteva farci niente.Siccome in quei casi devi schierarti,a me viene naturale e ovvio schierarmi con i cittadini che subiscono l’ingiustizia,con le vittime,e appare abbastanza evidente che se davvero le forze dell’ordine non possono agire è altrettanto chiaro che lo stato deve cambiare le sue norme.Il tema della sicurezza,ovviamente,entra appieno nella seconda campagna elettorale,quello del rinnovo.Chiedo allora alla polizia di fare un coordinamento con carabinieri e vigili urbani per il pattugliamento  delle strade,in anni in cui la questione predominante resta quella della prostituzione,prima che iniziasse una tendenza al suo spostamento verso assi piu esterni della provincia.In tutti questi casi,se non interviene la politica,per le forze dell’ordine è difficilissimo agire”.

“Via via che il flusso migratorio ha assunto le proporzioni attuali,trovandoci peraltro tutti ampiamente impreparati,a partire dalla comunità dei cittadini che si è riscoperta insicura e non pronta,fino ai vertici delle istituzioni.E poi c’è un dato di fatto:le statistiche dimostrano che mentre non c’è una vera emergenza sicurezza (perchè non crescono gli omicidi,nè in generale i reati di sangue),aumentano fortemente i reati che creano allarme sociale:gli scippi ,magari a danno della vecchietta che esce dalla Posta,oppure i furti in casa.Anch’io peraltro ne sono stato vittima,mentre dormivo con la famiglia;la mattina,non trovando portafoglio e cellulare,non riuscino a capire cosa fosse successo, e ho pensato che magari avevamo lasciato aperta la porta facilitando l’ingresso di una zingarella.E invece abbiamo trovato un pezzo di cellulare sul balcone,e da un vicino  abbiamo saputo che lui ,mentre “visitavamo” il suo appartamento,si era svegliato facendo scappare i “ladri acrobati” nel palazzo vicino.Che cosa si prova in quel momento,sapendo che,te presente,qualcuno magari armato è entrato in casa tua per rubare?
Si è contanti di non essersi svegliati bambini non se ne siano accorti.E questi sono reati che creano un grande senso d’immedesimazione e,stando ai lati del Viminale e degli studiosi,sono cresciuti sopratutto quelli commessi da extracomunitari clandestini.E’ assolutamente sbagliato dire che ogni extracomunitari clandestino è un criminale,ma è altrettanto vero che tu non tieni sotto controllo l’immigrazione clandestina,dovrai fare i conti con il moltiplicarsi di questi fenomeni.

“Ma ancor piu,la sovrapposizione della questione sicurezza con il tema dell’immigrazione è frutto dello spaesamento provocato dal cambiamento delle facce,degli odori che circolano per le scale dei quartieri popolari,dei negozi e di chi le gestisce nelle strade in cui uno è cresciuto o vive da decenni.Del resto,anche nella mia memoria di bambino è ben impressa l’immag9ine della famiglia di meridionale subito individuata per i profumi diversi che uscivano dalle  loro cucine.Non è difficile fare un parallelo con l’attualità ,cioè con un epoca in cui è cambiata proprio nla fisionomia di interi quartieri”

Sceriffi democratici-Filippo Penatiultima modifica: 2009-06-19T23:26:00+02:00da anglotedesco
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