IMMIGRAZIONE:le mille versioni di Antonio Di Pietro

Da quando ho deciso di non risparmiare nessuno (grazie anche a qualche libro di gente neutrale),ho ricevuto critiche sia da una parte che dall’altra,sul mio canale Youtube e altri miei blog.Mi sono beccato ovviamente del comunista da parte dei berlusconiani (non sanno dire altro) ,ma anche i dipietristi non hanno molta  fantasia e infatti mi etichettano sempre come “fazioso”.Ma d’altronde funziona cosi: bisogna evitare di guardare le tv berlusconiane e gran parte della Rai.Sono d’accordo perchè non fanno informazione ma leccano il culo al Primo ministro. Allora bisogna informarsi con la rete e sopratutto con certi giornalisti (scuderia Di Pietro) che sono perfetti quando si tratta di parlare di Pdl-Pd e  Udc, mentre dell’Idv parlano solo in modo positivo  senza tirar fuori invece le minchiate dette e anche fatte.Se uno le tira fuori, ti danno appunto del fazioso e del bugiardo.

Antonio Di Pietro sta al Centrosinistra perchè dall’altra parte c’è Berlusconi e non ci vuole molto a capirlo che lui vuole solo ed esclusivamente distruggere il Piduista (mi auguro che ce la faccia) ,come in un film western del mitico Sergio Leone.Senza Berlusconi,l’ex pm starebbe con l’Udc o Alleanza Nazionale. Cosa mi fa dire questo? Lui è cresciuto in una famiglia di democristiani che gli proibivano di giocare con il figlio del muratore perchè ritenuti comunisti e peccatori, come se tutti i democristiani non fossero peccatori (difficile trovarne uno che non sia divorziato o che non faccia le corna alla moglie e c’è anche una foto dove lo stesso Di Pietro bacia una giovane donna a Roma). Però ci sono anche i cittadini e di questo sembra che gli interessi poco. Basti ricordare che lui tira fuori sempre il fatto che Berlusconi abbia depenalizzato il falso in bilancio ma mai che lo stesso Berlusconi abbia depenalizzato i reati degli imprenditori (o meglio i padroni).

Il bello è che vuole far credere alla gente di essere diverso dal centrodestra ma in realtà è quasi la sua fotocopia. Litiga sempre col centrosinistra e si divide perchè ovviamente ha idee di destra.Sappiamo benissimo che la sinistra ha un debole per l’immigrazione clandestina e che l’Indulto (che lui ha votato contro) l’hanno fatto oltre che per far uscire i colletti bianchi (destra e sinistra) anche per svuotare le galere dove sono scoppiate grazie agli stranieri (quasi tutti clandestini).Inutile star a litigare, loro hanno queste idee.Io che non sono pagato profumatamente dai cittadini,come Di Pietro,non ho regole da seguire e alcune cose sull’immigrazioni clandestina le condivido e le dico.L’Italia dei Valori dice di essere diversa sopratutto dalla Lega,però ha approvato il federalismo fiscale e poi c’è altro…

L’Italia dei Valori in Europa fa parte del gruppo LIBERALE che:

-Ha votato la legge Bolkestein che è per la privatizzazione del servizio in Europa

-E’ per il prolungamento  dell’orario di lavoro a 65 ore settimanali

-E’ a favore per detenere gli immigrati clandestini (anche senza commettere reati) all’interno dei Cpt o Cie fino a 18 mesi e mandarli in Libia dove possono anche essere mandati in Cpt non del loro Paese di origine

E per quanto riguarda la politica estera:hanno votato per uno stretto rapporto tra l’esercito europeo e la NATO e per rafforzare la presenza europea in Afghanistan.

Ieri ho lasciato un commento al sito VOGLIOSCENDERE dove scrive Travaglio.Ho detto che spero che almeno una volta l’anno prossimo ,o su Passaparola o ad Annozero,si parli anche della politica italiana ed estera dell’Italia dei Valori.Anche perchè dopo non si devono arrabbiare quando gli dicono che sono al servizio di Di Pietro. Comunque adesso basta e leggetevi un pezzo del bellissimo libro di Alberico Giostra.

da IL TRIBUNO-Alberico Giostra (Castelvecchi)

Nel 1997 Di Pietro su “Oggi” evocava il “taglio d’attributi” (A.Polito,Di Pietro è tornato ma l’Italia è diversa,in La Repubblica,5 settembre 1995) agli immigrati delinquenti.Poi quando Sandro Curzi ,suo antagonista al Mugello,glielo fece notare,naturalmente Tonino ritratterà:

“In un mio articolo,ho sostenuto che di fronte a violenze commesse da parte di immigrati io mi affido alla giustizia.Se vivessimo invece in uno Stato antico gli sarebbero stati tagliati gli attributi.In questo senso capisco la rabbia di quei genitori che hanno visto le loro figlie massacrate sulla Maiella.Anch’io direi: “tenetemi ferme le mani”.Ma non ho mai detto che in uno stato moderno,quindi oggi di fronte all’emergenza immigrazione,io farei come facevano gli antichi” (Ansa,26 agosto 1997)”

Non lo avrà detto,ma solo averlo evocato era più grave.Nell’agosto del 1998,Di Pietro sparava a zero sulla politica sull’immigrazione dell’Ulivo definendola “permissiva” e chiedeva di arrestare e rimpatriare in 24 ore gli immigrati che si rifiutavano di rivelare la nazione di provenienza.Scoppiò una bufera,”Ha metodi da secondino”,protestava Caccavale di Forza Italia,”vuole le cannoniere”,accusava Giovanardi dell’Udc,”Di Pietro è superficiale e demagogico”,dichiarava Ranieri dei DS.La Iervolino lo invitava a ricordarsi dei diritti umani e Corbelli lo voleva persino denunciare per istigazione alla xenofobia.La verità è che il leader dell’IDV è sempre stato a favore del reato di immigrazione clandestina.”Dando per scontato che la clandestinità deve costituire reato”,dichiarava a Trieste nel 2001, “il problema della pena è legato a quello di una riforma del Codice di procedura penale” (Ansa,17 febbraio 2001).Il reato di immigrazione clandestina,che a giudizio dell’ex -pm doveva essere punita con il carcere da 15 giorni a tre anni,non doveva scattare al momento dell’immigrazione,ma al momento della contestazione.Nel decreto con cui l’immigrato clandestino veniva espulso,avrebbe dovuto essere indicata la pena che il pm chiedeva al gip nel caso il clandestino fosse stato ritrovato in territorio italiano.Solo quando ciò avveniva dovevano scattare l’arresto per direttissima e la pena (Ibidem).Era il periodo in cui l’IDV correva da sola contro il Centrosinistra cercando voti a Destra per battere Berlusconi,che vincerà proprio grazie a Di Pietro.

Nel maggio del 2002 appoggiava una proposta sull’immigrazione dell’UDC Bruno Tabacci,all’epoca al governo con il Cavaliere:”Mi sembra che la proposta Tabacci sia da accogliere perchè sull’immigrazione dobbiamo adottare una legge che nello stesso tempo esprima solidarietà a chi lavora e sia più rigorosa contro la criminalità clandestina” (Ansa 31 maggio 2002).
Un annetto dopo,dovendo a tutti i costi rientrare a far parte del Centrosinistra,si diceva invece d’accordo con Oliviero Diliberto:”Sono d’accordo con la proposta fatta dal segretario del PDCI su un patto tra le opposizioni per affrontare in maniera organica la delicata questione dell’immigrazione,dando risposte certe e chiare a cittadini che non possono essere considerati di serie B,ma che devono avere gli stessi diritti e doveri,a cominciare da quelli elettorali,dei cittadini” (Ansa,17 ottobre 2007).Poi incredibilmente,quando qualcuno proporrà di far votare gli immigrati alle primarie dell’Unione, Di Pietro si opporrà.E il bello è che aveva appena finito di accusare il Centrosinistra di essere “farfallino” sul tema dell’immigrazione.Ma chi più “farfallino” sul tema dell’immigrazione.Ma chi più farfallino di Tonino? Quando Giuseppe Pisanu alla Camera escludeva che esistesse un  binomio clandestinità-immigrazione,Di Pietro lo incensava:
“Ci voleva un ex-democristiano come il Ministro Pisanu per recuperare un pò di senso di responsabilità e frenare le velleità neonaziste della Lega,riportando la questione all’interno di un alveo di legalità (Ansa,23 giugno 2005).Esattamente un mese dopo ecco cosa dichiarava a Libero:”Sull’immigrazione clandestina,loro,i miei alleati dicono che è sempre una risorsa,ma gliel’ho detto che ci sono pure i criminali,i terroristi.Io e Clemente Mastella siamo stati molto chiari.Bisogna distinguere tra immigrazioni regolare,clandestina e criminale (in Libero ,23 luglio 2005).Quindi nell’ottobre dello stesso anno,dopo la pubblicazione dello straordinario reportage di Fabrizio Gatti de l’Espresso sul CTP,Di Pietro si scagliava contro il Ministro Pisanu definendolo “in malafede e mentitore” per aver nascosto che gli immigrati erano trattati come “bestie da macello” (Ansa,7 ottonre 2007).Critica sacrosanta,ma dov’era Di Pietro quando i parlamentari della vituperata Sinistra radicale avevano fatto la stessa denuncia di Gatti? C’era qualcuno che potesse legittimamente sostenere di ignorare che cosa succedeva nei CPT italiani?

Sappiamo  bene che uno degli sport preferiti da Di Pietro è il tiro all’alleato.Nemmeno il Prodi II è stato in questo senso graziato dall’ex-pm,che viene spesso emotivamente coinvolto dai fatti di cronaca.E cosi,quando il 15 maggio del 2007 tre extracomunitari dirottavano un pullman  di linea nei pressi di Novara,l’Idv si scagliava contro il governo in tema di immigrazione”, dichiarava in aula il capogruppo dell’Idv,Massimo Donadi, “ha una linea ondivaga che scivola su un buonismo ideologico dannoso per i cittadini.Tra la sicurezza e un governo non avremmo esitazioni nella scelta (Ansa,17 maggio 2007).Insomma,Di Pietro minacciava la crisi per un pullman dirottato da tre extracomunitari,dando peraltro la colpa al fantomatico “buonismo ideologico”,leggi Sinistra radicale,quando in quel momento era in vigore la Bossi-Fini.Cinque mesi dopo chiedeva di regolamentare gli ingressi dei Rom in Italia, “almeno fino a quando
non saranno assicurati i mezzi necessari per ospitarli”.Il titolare di Porta Pia accusava il governo “di aver aperto indiscriminatamente le frontiere” e sottolineava come in Italia ci fosse un numero di Rom dieci volte superiore a quello degli altri Paesi europei:”Senza lavoro,senza casa e senza sanità diventano una bomba sociale” (Ansa,6 ottobre 2007).A parlare,lo ricordiamo,era un Ministro del governo di Centrosinistra.
Quattro mesi dopo Prodi cadeva,Berlusconi tornava a Palazzo Chigi ,ma Di Pietro sull’immigrazione non sembrava aver cambiato idea.”Che l’immigrazione clandestina divenga reato è indispensabile per il nostro Paese”,dichiarava l’ex-pm.”Noi rispettiamo  l’immigrato che lavora onestamente e che sia regolarmente registrato.Ma riteniamo anche che non si possa piu chiudere un occhio di fronte a chi viola la legge.Se un italiano,per esempio,si rifiuta di dare le proprie generalità,commette un reato.Non si capisce perchè lo stesso non debba valere anche per l’immigrato” (Ansa 15 maggio 2008).Passavano cinque giorni ed ecco la sorpresa.Presentando una proposta di legge sulla sicurezza in sette punti,Donadi dichiarava:”Prima di tutto va detto una volta per tutte che il reato di immigrazione clandestina è decisamente una bufala,perchè si creerebbero 650mila criminali a piede libero e perchè di questi,una volta che venissero arrestati,cosa se ne potrebbe fare? ( Ansa,20 maggio 2008).
Ma non era Di Pietro che da anni parlava di mandare in galera i clandestini? Che i troppi Rom erano una bomba sociale?
Ma c’era un’altra sorpresa:tra le misure ipotizzate per affrontare l’emergenza clandestini l’IDV prevedeva l’istituzione dei “centri di identificazione amministrativa” e l’inserimento nel Codice del reato di “mancata collaborazione alla propria identificazione”.In sostanza Di Pietro cambiava le parole pensando di cambiare le cose.Ribattezzava i CPT centri  di identificazione amministrativa,senza peraltro spiegare se gli immigrati dovessero essere trattenuti a  forza come prima oppure no,e poi introduceva un reato che era la fotocopia di quello di clandestinità,il cui solo titolo,”mancata collaborazione alla propria identificazione”,faceva insieme sorridere e venire i brividi.
L’8 aprile 2009, infine,l’IDV alla Camera,anzichè votare a favore,si asteneva su un emendamento all’art 5 del decreto legge sulla sicurezza,presentato dal PD e dall’UDC per bocciare l’allungamento dei tempi di permanenza fino a sei mesi dei migranti nei CIE,i centri di identificazione ed espulsione.E questo accadeva mentre una parte della stessa maggioranza votava contro,facendo andare sotto il governo.

IMMIGRAZIONE:le mille versioni di Antonio Di Pietroultima modifica: 2009-06-24T16:49:47+02:00da anglotedesco
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