574 pagine,neanche una sul’Italia dei Valori

Già la settimana scorsa avevo proposto questa iniziativa cioè paragonare iil libro di Alberico Giostra IL TRIBUNO a quello della coppia Gomez-Travaglio SE LI CONOSCI LI EVITI.E’ bello questo paragone perchè nel libro della Chiarelettere mancano quelli che invece Giostra descrive nel suo.A dimostrazione che anche grandi giornalisti come Gomez e Travaglio leccano il culo a qualcuno.In questo libro ci sono anche politici che penalmente non hanno mai ricevuto condanne ma che,giustamente, si sono lasciati andare a delle cazzate che meritano di essere ricordate. Però guarda a caso in SE LI CONOSCI LI EVITI non ci sono quelli dell’Italia dei Valori ,come se fossero tutti dei santi e la cosa non mi sta affatto bene.

Nel Partito di Di Pietro ci sono un sacco di ex democristiani e questi come sappiamo possono cambiare partito ma restano sempre persone poco affidabili.E poi risultano molti ex Udeur e anche un ex An come Li Gotti.Mica male per un partito che ha come uno dei punti di forza la democrazia.Uno che viene dal MSI democrazia ce l’ha nel sangue…

da IL TRIBUNO-Alberico Giostra (Castelvecchi)

LUIGI LI GOTTI

Viene dall’MSI e da AN,ma rispetto a lui Di Pietro sembra fascista,tanto sono misurati i toni dell’avvocato crotonese.Nel 2007,quando era sottosegretario alla Giustizia,ha messo in discussione uno dei “totem” del suo capo,la galera ,sostenendo e difendendo la legge Gozzini ,più volte attaccata da Di Pietro.Importante il suo lavoro di avvocato: a farlo conoscere,il processo Moro,dove era legale la parte civile,quindi l’incarico di difensore di Tommaso Buscetta e di altri collaboratori di giustizia ,dai quali si è dimesso nell’aprile del 93′ in segno di prpoesta contro Luciano Violante che aveva espresso perplessità sul fatto che assistesse più pentiti.Nel 1996 criticò aspramente la tesi di Andreotti che dietro Buscetta ci fosse un suggeritore ,paragonandola al proclamo di Riina contro “i comunisti” autori della legge sui pentiti  ,tra i quali totò “u curtu” metteva anche Li Gotti.Il tutto mentre Di Pietro non spendeva una sola parola in sostegno dell’inchiesta di Palermo,limitandosi a farlo solo dopo la sentenza della Cassazione.
Nel 2006 ha difeso Raffaele Vrenna,presidente del Crotone Calcio e vicepresidente della Confindustria calabrese,poi condannato in primo grado a quattro anni per associazione mafiosa.E’ stato anche legale della famiglia Calabresi e,pur contrario alla grazia per Sofri,ha espresso sull’ex leader di Lotta Continua un giudizio equilibrato:”Credo che la genesi di quell’omicidio non fu nella sua testa.Il capo,quella volta,subì una decisione”.In precedenza Sofri aveva definito Li Gotti un “teppista”.E’ stato accusato da Angela Napoli (AN) di clientelismo perchè sua moglie lavorava alla Regione Calabria,ma Svletana Parrilla in Li Gotti era stata assunta nel 1988 a Palazzo Chigi e comandata a Catanzaro sei mesi prima che il marito diventasse sottosegretario.Purtroppo ha anche difeso la legge sulle intercettazioni del governo Prodi che Di Pietro,dopo averla votata alla Camera,ha sconfessato.Ad essere sconfessato dall’IDV è stato poi Li Gotti stesso,quando il 27 gennaio 2009 con il suo voto decisivo in giunta al Senato ha salvato Paolo Guzzanti da una richiesa di autorizzazione a precedere.Il giorno dopo l’avvocato calabrese in aula applaudiva Schifani che difendeva Napolitano da Di Piero.

da SE LI CONOSCI LI EVITI-Marco Travaglio,Peter Gomez (Chiarelettere)

GIACHETTI ROBERTO (Pd)

Ex radicale,divorziato ,noto inizialmente per rappresentare l’ala laica del Pd,nel febbraio el 2008 viene contagiato dal clima di inciucio con Berlusconi e i suoi cari e invita nientemeno che Giuliano Ferrara,impegnato in una violenta crociata sull’aborto,a tenere una lezione ai giovani quadri del Pd nella sede ufficiale del partito.Tra gli altri “docenti” invitati :Giulio Tremonti-Ciriaco De Mita-Marco Pannella-Maurizio Costanzo e Maria De Filippi.Nella sua lecito magistralis,Ferrara ha insultato l’Unità e la magistratura,irriso a Prodi e Veltroni,strillato contro “quel delinquente di Marco Travaglio” ,beatificato Berlusconi e se stesso.Poi,quando l’Unità lo critica,perservera rivendicando l’ottima idea di invitare Giuliano Ferrara a una serie di incontri realizzati dall’associazione “CarpeDem” e riservati a ragazze e ragazzi tra i 16 e i 40 anni:

“La scelta nasce dalla mia precisa convinzione che in tempi di insulti e di sputi anche nelle sedi isituzionali bisogna ringiovanire dentro e fuori di noi l’esercizio del rispetto,della tolleranza,e dello scambio tra posizioni diverse.Nella mia introduzione a Ferrara ho testualmente detto che lo chiamavo perchè ,pur essendo una persona molto faziosa ,lo considero un uomo libero”.

574 pagine,neanche una sul’Italia dei Valoriultima modifica: 2009-07-28T22:11:48+02:00da anglotedesco
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