Il caso Ciancimino-1

Nelle ultime settimane Massimo Ciancimino ha fatto il giro della stampa e delle televisioni per parlare di suo padre (ex sindaco mafioso di Palermo)  e anche di tante altre cose interessanti. Ferruccio Pinotti  e il sostituto procuratore a Roma,Luca Tescaroli,ci spiegano bene cosa ha combinato Vito Ciancimino.Lo riporterò in due parti. Intanto mi fa piacere notare che il video di 1 ora e 25 minuti ,della puntata (ultima) di Iceberg , l’hanno scaricato 142 volte. Questo vuol dire fare informazione utile e in modo semplice.Le informazioni si apprendono cosi non andando in piazza con il megafono e parlare dei cazzi propri .

 da COLLETTI SPORCHI-Ferruccio Pinotti,Luca Tescaroli (Bur)

IL CASO CIANCIMINO

Tescaroli affronta un caso simbolo di questo sistema:quello di vito Ciancimino,ex sindaco di Palermo,vicino a Cosa Nostra e responsabile di una delle più grandi speculazioni edilizie della storia italiana.
“La mia memoria corre inevitabilmente a Ciancimino,morto nella sua casa romana il 19 novembre 2002,punto di collegamento tra i Corleonesi,il mondo politico e quello imprenditoriale.Egli è riuscito ad accumulare un’enorme quantità di denaro liquido con oscure interessenze in attività edilizie di privati,occultandola tra i meandri del sistema bancario.E’ stato il protangonista del cosidetto “Sacco di Palermo”:la corsa del cemento in direzione ovest,verso la Piana dei Colli,dove era nata un’altra Palermo,quella dei palazzoni costruiti da Cosa Nostra,con le imprese edili dei suoi boss,sulla base di licenze edilizie monitorate proprio da Ciancimino.Potentissimo assessore ai Lavori pubblici nei primi anni Sessanta e sindaco della città di Palermo,è riuscito a creare un sistema che è durato decenni.Nella sua villa di Mondello decideva,d’intesa con i mafiosi che lo sostenevano,chi dovesse aggiudicarsi gare pubbliche e concessioni:quali imprese,in quali mandamenti e a che prezzo.Fu arrestato soltanto nel 1984 e per la sua condanna definitiva a otto anni di reclusione per concorso in associazione di tipo mafioso e corruzione si è dovuto aspettare il 2 dicembre 1993″.
Una vera e propria carriera criminale,quella del colletto bianco Ciancimino,costruita sulle connivenze.
“E’ stato riconosciuto responsabile di aver mantenuto costanti rapporti di affari nelle più rilevanti imprese economiche da lui avviate con soggetti mafiosi e loro parenti,indebitamente favoriti nell’esercizio della sua attività di pubblico amministratore;di essere prodigato per il controllo dei pubblici appalti inerenti al risanamento e ai piani di  recupero relativi a quattro quartieri di Palermo;di aver determinato,quale componente del consiglio di amministrazione dello Iacp di Palermo,la cessione del contratto di appalto per la costruzione di 422 alloggi popolari ,in località Sperone,di cui era aggiudicataria la Delta SPA ,alla ditta Spatola Rosario,a fronte di un compenso di 50 milioni di lire”.
Tescaroli descrive anche il ruolo avuto da Ciancimino nell’ambigua trattativa fra lo Stato e cosa Nostra nel periodo delle stragi.
Il boss pentito Giovanni Brusca aveva indicato in Antonino Cinà e Vito Ciancimino gli uomini cerniera che avevano consentito l’intavolarsi della trattativa.Due ufficiali del Ros,il colonnello Mario Mori e il capitano Giuseppe De Donno,avevano ammesso nella sostanza (sia pure con alcune differenze temporali) di aver in queol torno di tempo incontrato Vito Ciancimino,con la diversa prospettiva.Però, di sfruttare una finte qualificata per iniziare un’efficace attività di contrasto e giungere all’arresto di Salvatore Riina e Bernardo Provenzano ,e ottenendo,nel contempo,la collaborazione formale con l’autorità giudiziaria del Ciancimino stesso.

Il caso Ciancimino-1ultima modifica: 2009-07-29T19:05:21+02:00da anglotedesco
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