I 60 milioni di conti vaticani di Giulio Andreotti

Venerdi su Libero ho trovato questa interessante intervista fatta da Gianluigi Nuzzi a Marino Fleri ex console generale in Israele. Uno dei pochi motivi per prendere questo quotidiano diretto da Maurizio Belpietro è proprio Nuzzi autore di un libro fantastico VATICANO S.P:A che ha venduto 160.000 copie in tre mesi.Qualcuno intelligente c’è, molti ricchiani però non lo comprano (cosi è apparso nei commenti nel blog di Piero Ricca) perchè era seduto vicino a Pecorella nell’ultima puntata di Iceberg del lunedi. Poverini…

da LIBERO di Venerdi 21 agosto 2009-Articolo di Gianluigi Nuzzi

Su questo conto agli inizi degli anni 90′ transitarono 60 milioni di euro di oggi.E proprio l’intensa movimentazione determinò i tentativi di depistaggio dei magistrati di Mani pulite da parte della maxitangente Enimont,mazzetta simbolo di Tangentopoli ,era transitata proprio su “Fondazione Spellman”,ovvero il conto  attribuibile a Andreotti coperto nei carteggi della Santa Sede dell’emblematico nome in codice Omissis”.
Oggi infatti si impone una nuova testimonianza che arricchise e consolida quanto già emerso dal bestseller “Vaticano Spa” (160 mila copie e 11 edizioni in tre mesi) ,saggio che grazie allo sterminato archivio segreto di monsignor Renato Dardozzi scandaglia le finanze occulte della Santa Sede.”Vaticano Spa” già indica Andreotti come politico con firma sul conto fondazione Spellman dello Ior ma ora interviene un racconto che pare definitivo nell’attribuire questo deposito al sette volte presidente del Consiglio.A fare chiarezza è il diplomatico Marino Fleri,già console generale a Gerusalemme tra il 1983 e il 1991.Il suo nome emergeva nel saggio Vaticano Spa come uno dei destinatari dei numerosi bonifici partiti dal conto fondazione Spellman.In particolare Fleri era destinatario di 30 mila dollari quando si trovava in Israele a capo della residenza consolare in Israele.

SCUSI FLERI CI RACCONTA LA STORIA DI QUESTI 30 MILA DOLLARI CHE “VATICANO SPA” INDICA COME DENARO CHE LEI RICEVETTE DA ANDREOTTI TRAMITE LO IOR,LA SANTA SEDE?

Certo,all’epoca Andreotti era ministro degli Esteri e veniva spesso con l’allora presidente De Mita in visita in Israele dov’ero console nella capitale.Io gli sottoponevo le necessità di aiuti italiani alla popolazione di Gaza e lui,in uno di questi viaggi,mi segnalò le iniziative portate avanti dall’Arche Europe du Sud-Moyen Orient,un’associazione benefica che si occupa dei disabili piu disabili.In particolare mi parlò di un finanziamento di carattere privato che voleva fare per l’acquisto di un minibus.

E COME ANDO’A FINIRE?

L’automezzo era destinato al trasporto di handicappati nella zona di Betania,vicino a Gerusalemme.Cosi mi è stata trasmessa la somma di 30 mila dollari che a mia volta ho direttamente trasferito e consegnato ,a tale scopo,al coordinatore dell’Arche.Mi risulta che questi denari sono stati effettivamente impiegati sia per l’acquisto del minibus che per la stipula di polizze delle assicurazioni necessarie per il trasporto delle persone sofferenti di handicap mentali residenti nella comunità della Arche a Betania

RICORDA COME LE ARRIVARONO QUEI SOLDI? SE PARTIRONO DAL CONTO SPELLMAN DELLO IOR?

No mi dispiace.Si parlava di 30mila dollari.Andreotti e il periodo è proprio quello indicato nel libro…Non è affatto escluso che la somma sia stata accreditata sul mio conto personale e da qui girata all’associazione.Voglio però sottolineare come queste attività rientrassero nei miei compiti istituzionali in quanto all’epoca ero console generale d’Italia in Gerusalemme e proprio in quel periodo il ministro  degli Esteri aveva creato una vasta e multiforme rete di assistenza sanitaria alla popolazione palestinese dei Territori occupati”.

Il sereno contributo del console Fleri è rilevante:Andreotti aveva quindi potere decisionale sui soldi che partivano dal conto Spellman.Titolarità che certo offre fondità e chiavi di interpretazione alle tante operazioni compiute su quel conto (come i pagamenti dell’avvocato Odoardo Ascari ,difensore del senatore nei processi di mafia.
Ma che spiega sopratutto le grandi manovre organizzate in Vaticano per proteggere fino all’ultimo dagli occhi dei magistrati le movimentazioni del conto Spellman.Un’operazione portata avanti  per mesi evitando di inserire nelle risposte alle rogatorie del Pool i miliardi (almeno 4,5) passati sul Spellman.Andreotti era infatti non solo presidente del consiglio e uno dei candidati piu papabili alla presidenza della Repubblica per succedere a Francesco Cossiga.Ma anche il primo referente della Santa Sede nel governo italiano.Cosi Andreotti nell’inchiesta Enimont,la madre di tutte le tangenti,venne appena lambito.Anziu fu l’unico dell’allora potente Caf (Craxi Andreotti Forlani) a uscirne indenne.

I 60 milioni di conti vaticani di Giulio Andreottiultima modifica: 2009-08-23T13:44:27+02:00da anglotedesco
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