RIPARTE REPORT:leggere attentamente quello che scrive Paolo Barnard

Stasera ricomincia Report su Raitre condotta,come dice Paolo Barnard, dalla serva della Rai di Regime, Milena Gabanelli.
Il programma lo guardo, saltano fuori delle cose vere ,però chi lo dice che lo siano al 100%. Inutile girar la minestra, Raitre è il canale di sinistra e dunque bisogna solo ed esclusivamente offendere l’altra parte, esattamente quello che fanno i canali Mediaset contro i programmi del centrosinistra. E’ inutile anche quando i giornalisti di Report dicono che sono neutrali. Lo sono come Emilio Fede,usando però il metodo delle palle o del silenzio invece delle parole pesanti ,tattica della Destra da quando esiste.Esiste però anche un 10% che non è rincoglionito ne da il centrosinistra ne dal centrodestra e non ama farsi prendere per il culo dalla classe giornalistica che serve la politica.

Della condanna a 47.000 euro che sono stati condannati Paolo Barnard, la RAI e Milena Gabanelli ,nessun giornale di Sinistra ne ha parlato.Solo Libero ha dato la notizia un paio di settimane fa.I soliti cretini diranno: ma è un giornale di Centrodestra non è credibile. Mi dispiace deludervi ma Barnard l’ha scritto sul suo blog molto prima.
Risultato: questi signori che vogliono far credere che fanno informazione piu degl’altri , ma hanno fatto di tutto per dar ragione la Gabanelli nell’ultima puntata di Report quando disse che hanno vinto tutte le cause.Si col culo…

Su l’Unità di venerdi c’è un articolo sulla Gabanelli e su Report.Ovviamente non ci pensano minimamente di criticarla, va difesa perchè fa un ottimo lavoro di una grande paladina dell’informazione…di centrosinistra. Adesso invece riporto veramente come stanno le cose con due articoli di Paolo Barnard. Scriverò anche a Concita De Gregorio (direttore Unità) e voglio vedere cosa ne pensa.Lo farò tutti i giorni con pezzi di articoli presi dal blog di Barnard.

CLICCA QUI per leggere l’articolo dell’Unità su Report

da www.paolobarnard.info

GABANELLI MENTE E GLISSA

Nella puntata di chiusura di Report, Milena Gabanelli ha affermato che Report ha vinto tutte le cause che gli sono state intentate, e ne ha fatto un elenco, oltre a profferire generose offerte di stampo umanitario. Mente. La cosa non è grave solo per la sua mendacità, che non ci si aspetterebbe dalla ‘paladina’ della verità televisiva, ma anche per ciò che essa nasconde.

Con sentenza del 18/05/2007 il tribunale di Roma ha condannato Milena Gabanelli, la RAI e il sottoscritto a risarcire un informatore di una multinazionale farmaceutica che figurava in una mia inchiesta trasmessa da Report l’11/10/2001 (“Little Pharma & Big Pharma”). Ma la cosa grave, è che nell’iter di quel procedimento giudiziario la Gabanelli si rendeva responsabile di uno dei peggiori casi di Censura Legale che si ricordi, tradendo non solo la sua ‘anima’ di ‘paladina’ della libera informazione, ma anche tutta la categoria dei giornalisti indipendenti d’Italia. La Censura Legale è oggi, in tutto l’Occidente, la singola maggior causa di censura all’informazione che esista (su Censura Legale e la storia del caso si legga. Io denunciai il caso più di un anno fa, e nel corso della breve polemica che ne seguì, Gabanelli arrivò persino a censurare dal forum di Report gli spettatori che le chiedevano spiegazioni, e non contenta, chiuse addirittura il forum. Intervistata su radio RAI nella trasmissione I Luoghi della Vita, fu messa in imbarazzo e si rifiutò di rispondere in modo completo.

Ma naturalmente, nell’Italia afflitta a 360 gradi dal carattere nazionale di servilismo adorante per chiunque, Sistema o Antisistema, sia arrogante a sufficienza e famoso a sufficienza, nulla si mosse. Gabanelli rimane blindata dalla protezione della RAI, di tutta la stampa di centrosinistra e di sinistra, e di tutti i suoi colleghi ‘eroi’ dell’Anticasta. La Censura Legale, con la devastazione che infligge alla libertà di informare, rimane intoccata e non figura mai, mai, nelle filippiche dei gatekeepers travagl-santor-grill-guzzantiani del Potere italico. Guarda caso. Infatti la mia denuncia colpiva soprattutto gli editori, anche i loro. E si sa, chi ti dà il pane non si tocca, alla faccia dei decantati principi.

Si fa fatica a darsi da fare in un Paese così.

470.000

La sentenza del tribunale di Roma è arrivata. Paolo Barnard, la RAI e Milena Gabanelli sono condannati a pagare 47.000 euro di danni al dirigente di una multinazionale del farmaco che fu da me filmato, in qualità di redattore di Report, mentre ammetteva l’esistenza della corruzione dei medici durante i congressi-vacanza di lusso (reato penale che danneggia milioni di ammalati, e che ne uccide ogni anno migliaia).

Come è noto , RAI e Milena Gabanelli mi hanno non solo abbandonato in giudizio, ma si sono accaniti affinché il giudice mandasse solo me al macello dei risarcimenti, nonostante l’inchiesta in oggetto fosse stata da loro voluta, apprezzata, vagliata, e replicata. Come è noto , oggi la scure maneggiata contro di me dal binomio RAI-Gabanelli si è abbattuta proprio sulla conduttrice di Report. Come è noto, nel 2008 io da solo denunciai pubblicamente l’abominio dell’abbandono legale da parte degli editori ai danni dei loro giornalisti free-lance quando vengono denunciati dai ‘gaglioffi’ smascherati dalle loro inchieste. A quel tempo Milena Gabanelli e i suoi valenti redattori mi diedero del vigliacco piagnucolante. Non gradiva, la ‘paladina’, che si sapesse ciò che ella stava facendo contro di me e contro l’anima stessa della libera informazione pur di compiacere ai suoi dirigenti in RAI.

Oggi Gabanelli, privata dell’assistenza legale, reagisce stoicamente: “Continueremo comunque”. Report andrà in onda lo stesso. Ma in quel modo la signora di Report ha per la seconda volta cucinato la sua viltà e la sua paura di perdere la carriera in RAI sfornando un finto eroismo. Quasi tutti ci sono cascati, e sono in tripudio per il ‘coraggio’ di questa donna e dei suoi seguaci nell’andare avanti in ogni caso. Coraggio?

L’andare avanti in ogni caso di Milena Gabanelli è l’esatto contrario, è il piegarsi alla logica abietta del ‘padrone’ RAI permettendogli di perpetrare la sua ingiustizia senza conseguenze, senza cioè una ribellione pubblica della redazione del programma, alla stregua di ciò che fece il pool di Mani Pulite nel 1994 contro altri abietti padroni; senza una presa di posizione pubblica di Gabanelli contro i suoi datori di lavoro, che farebbe clamore; senza un incrociare le braccia chiamando a raccolta altri giornalisti per paralizzare i palinsesti in difesa del diritto alla tutela legale, cioè lotta civica, che è ciò che fecero per secoli i veri eroi dei nostri Diritti. Ma quegli eroi, a differenza di Milena Gabanelli, accettavano di pagare il prezzo del coraggio. Un prezzo che lei non pagherà mai e poi mai, perché il rischio per lei e per i suoi vassalli è di perdere ben di più di qualche causa civile. Il rischio è di perdere la carriera, la fama, lo stipendio, le amicizie che contano nel nome di un battaglia per un principio. Meglio di no, meglio chinare il capo e farla passare liscia agli scherani del Cavaliere a viale Mazzini. Questo è il suo ‘coraggio’.

Ciò che voi, pubblico, guadagnerete dal permanere in onda di Report a ogni costo (a ogni costo), è mille volte inferiore a ciò che perderete. Perché nel breve termine avrete ancora qualche sprazzo d’informazione, ma nel lungo termine morirà per sempre il coraggio di ribellarsi radicalmente, e con esso non morirà solo l’informazione, ma anche la speranza. Se non capite questo, è finita.

Nel 2008 chiesi pubblicamente a Report di schierarsi con me nella denuncia degli editori che abbandonano i loro giornalisti. Certo, il rischio era altissimo, e io ho pagato le conseguenze di quella denuncia, pesanti, tanto. Dalla redazione di Gabanelli mi arrivò disprezzo, “noi continuiamo a lavorare”, mi scrissero col piglio ‘eroico’ del lavoratore che non vuole disturbare il padrone. Non sapevo che il coraggio si esprimesse così. Per fortuna, così non lo espressero per secoli gli uomini e le donne cui dobbiamo ogni libertà che ci è rimasta.

RIPARTE REPORT:leggere attentamente quello che scrive Paolo Barnardultima modifica: 2009-10-11T16:30:00+02:00da anglotedesco
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