Quattro pagine sulla D’Addario,neanche una su De Magistris

 

 

 

Ieri il Corriere della Sera a pagina 19 ha riportato la notizia dell’archiviazione di Prodi sull’indagine Why not. Romano Prodi fu indagato nell’estate del 2007 assieme a Clemente Mastella,per presunti rapporti avuti con Antonio Saladino,principale imputato nell’inchiesta Why not.I numeri di casa di Saladino furono trovati numeri di telefono intestati alla Delta Spa che,secondo De Magistris,erano riconducibili a Prodi.

Ebbene si,il nostro De Magistris prese un bel granchio. Io devo ammettere che per le europee ho votato per lui e in maniera troppo frettolosa prendendo solo le cose positive fatte da lui senza però,purtroppo,indagare a 360 gradi anche grazie ai soliti “giornalisti liberi” e ad altri che non hanno quasi mai messo in discussione il suo operato.Be quelli “lavorano” per Di Pietro, sono amici di alcuni magistrati e dunque non possono parlare male di certa gente.
Oltre ad ammettere di averlo votato, mi ricordo che non prendevo sul serio quelli che sostenevano che De Magistris è entrato in politica perchè sa di aver pestato delle merde.In effetti abbandonare la magistratura a soli 42 anni è parecchio strano.
Questo flop su Romano Prodi è la prova che in politica oltre che per far carriera ci è entrato per rimediare a certi errori e secondo me ne salteranno fuori altri.
Peccato che il Fatto Quotidiano non ne abbia parlato ,ha dedicato 4 pagine allo straordinario libro di Patrizia D’Addario che uscirà tra poco (roba che se avesse incastrato uno dell’Idv o amico dei giornalisti del Fatto, l’avrebbero insultata come ha fatto Travaglio con quelli che non consideravano credibile l’articolo di Beatrice Borromeo sul consumo di cocaina in Europa). Neanche una riga sul loro amico che in questo caso ha dimostrato di essere un pò malato di protagonismo (guardiamo se ammetterà l’errore).L’Unità ospitandolo tutte le domenica non ha voluto dire nulla.Non so Repubblica perchè non l’ho letta.

da www.corriere.it

«Why not, niente prove» Archiviazione per Prodi
Il gip sulle indagini di De Magistris: accuse vaghe La loggia segreta La partecipazione del «professore» a una loggia massonica segreta di San Marino liquidata come «teoria affascinante, ma non supportata da uno straccio di prova»

 

 

 

CATANZARO – «Accuse vaghe e generiche». Queste le conclusioni del gip di Catanzaro Tiziana Macrì che ha archiviato la posizione dell’ ex presidente del Consiglio Romano Prodi, finito nell’ inchiesta Why not aperta dall’ allora pubblico ministero di Catanzaro Luigi De Magistris, oggi parlamentare europeo di Idv. Le accuse con le quali l’ ex pm aveva iscritto Prodi nel registro degli indagati erano «inutilizzabili» perché «notizie de relato» scrive il gip. Nel provvedimento d’ archiviazione il giudice Macrì sostiene che «si deve escludere che l’ onorevole Prodi abbia mai fatto parte di quel gruppo di persone indicate quale comitato di San Marino: dette persone erano solo di area politica riconducibile all’ onorevole Prodi». De Magistris aveva ipotizzato la partecipazione di Romano Prodi a una loggia massonica segreta con sede a San Marino. Proprio in quella Repubblica – secondo l’ ex pubblico ministero – si sarebbero sviluppati affari e connivenze per avviare una fitta rete di complicità che aveva come scopo la frode sui finanziamenti europei. «Una teoria affascinante, non supportata da uno straccio di prova», l’ ha liquidata il gip nel suo provvedimento. L’ ex presidente del Consiglio era stato indagato, nell’ estate del 2007, assieme all’ allora ministro della Giustizia Clemente Mastella, la cui posizione è stata archiviata già nel marzo dell’ anno successivo. Prodi, così come Mastella, era stato accusato di avere mantenuto rapporti di amicizia con Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere del Sud Italia e principale imputato nell’ inchiesta Why not. Durante una perquisizione in casa dell’ imprenditore, in un’ agenda, furono trovati dei numeri di telefono intestati alla società Delta Spa e riconducibili, secondo De Magistris, proprio a Romano Prodi. Gli accertamenti successivi condotti dal pool di magistrati della procura generale – che intanto aveva avocato l’ inchiesta dopo le vicende giudiziarie che si sono concluse con il trasferimento di De Magistris a Napoli -, hanno stabilito che «tra il 2004 e il 2007 Saladino ha utilizzato quei numeri per intrattenere rapporti con “uomini di fiducia di Prodi” e non con l’ ex premier. Quelle sim card passarono poi, nel 2005, in uso a “L’ Ulivo i democratici”». Il giudice Macrì ha accolto quindi la richiesta di archiviazione nei confronti di Romano Prodi, depositata lo scorso dicembre dalla procura generale che, contestualmente, dopo due anni di indagini, aveva chiuso l’ inchiesta chiedendo 106 rinvii a giudizio. Al processo, iniziato da qualche mese, sono finiti in novantotto. Alcuni hanno chiesto il rito abbreviato, altri si sono affidati al dibattimento. Nei giorni scorsi il giudice delle udienze preliminari Abigail Mellace, ha rigettato la richiesta di costituzione di parte civile di Caterina Merante, la principale teste d’ accusa dell’ inchiesta, anche lei comunque indagata in Why not. Assieme a quella dell’ ex presidente del Consiglio Romano Prodi, è stata archiviata la posizione di Sandro Gozi, deputato del Partito democratico ed ex assistente politico di Prodi quando era presidente della Commissione europea, quella di Piero Scarpellini, deputato del Pd e, in passato, consulente di Prodi, del consulente aziendale Luigi Bisignani e del consigliere regionale calabrese Antonio Acri. Carlo Macrì RIPRODUZIONE RISERVATA Inchiesta Indagato Prodi fu indagato nell’ estate 2007, assieme a Clemente Mastella, per presunti rapporti avuti con Antonio Saladino, principale imputato nell’ inchiesta Why not I numeri In casa di Saladino furono trovati numeri di telefono intestati alla Delta Spa che, a detta di De Magistris, erano riconducibilia Prodi

Macri’ Carlo

Quattro pagine sulla D’Addario,neanche una su De Magistrisultima modifica: 2009-11-23T16:47:02+01:00da anglotedesco
Reposta per primo quest’articolo