Graziano Cioni non è l’unico

 

 

 

Se da una parte c’è la prepotenza dall’altra c’è l’ipocrisia, cioè la Sinistra italiana.In questo libro si parla delle misure di sicurezze di alcuni amministratori di sinistra che per molti usano metodi di Destra.  Nel pezzo di libro che riporto oggi si parla di Graziano Cioni ex assessore alla sicurezza di Firenze. E’ sempre stato di Sinistra,ad un certo punto  comincia a fare norme anti-lavavetri.Il motivo? Perchè sono andati a rompere le scatole a sua moglie.

Quello che ripeto sempre io sui politici ipocriti del centrosinistra: ” Finchè non succede nulla a me e miei famigliari,va tutto bene…”. In effetti si sentono spesso discorsi falsi sui clandestini, aumento della delinquenza e dello spaccio di droga. In realtà la Sinistra vuole far entrare questa gente solo ed esclusivamente per motivi di voti.Della fame-povertà-guerre non gli frega nulla, e basta guardare cosa fanno per questi disperati:niente! Anche quando parlano delle galere ,fosse per loro dovrebbero essere degli hotel, fino a quando qualche delinquente faccia del male a loro o alle loro famiglie.Allora si che devono marcire in galera.

Per non parlare dei Rom. La Lega ha preso un sacco di voti da quelli che vivono vicino ai campi nomadi. Non penso che tutti quelli che vivono li siano sempre stati di destra ,ma ad un certo punto quando senti certi politici di sinistra (nessuno abita vicino ad un campo Rom) dire che tutti ce l’hanno con gli zingari solo per razzismo o che i continui furti che subiscono le persone che abitano vicino a questi campi,sono solo invenzioni,si rompono i coglioni. Io non ho problemi di nomadi perchè per fortuna dove vivo non ci sono campi ,ma se ce ne fosse uno ,voterei per il sindaco che promette di tirarlo via.  

Cari miei politici di sinistra, inutile che fate certi discorsi, non tutti sono idioti.Parlate cosi, ma se qualche rom vi rapina ,diventate tutti Graziano Cioni.

  da SCERIFFI DEMOCRATICI -Jacopo Tondelli (Marsilio Tempi)

DUE ESTATI DI FUOCO E ACQUA SPORCA

Il 25 agosto ,di solito,Firenze è più che mai degli americani.E dei giapponesi,dei tedeschi,dei francesi,degli spagnoli e degli australiani che non si rassegnano al fatto che tutta quella bellezza,tutta insieme,sia vera.I fiorentini il loro museo a cielo aperto ce l’hanno tutto l’anno,ci vivono coccolandoselo undici mesi l’anno.Ad agosto no:il caldo torrido di Firenze è proverbiale e lasciano volentieri la città a chi arriva da ogni parte del mondo per ammirare quella meraviglia sorseggiando Chianti.Il 25 agosto del 2007,poi,cadeva di sabato: nessuno o quasi doveva essere alle postazioni lavorative,con la sicura eccezione della giunta di Firenze.Proprio in quel sabato di fine estate,infatti,il primo cittadino firma un’ordinanza fortemente voluta dal suo assessore alla sicurezza (e peraltro provvista di svariate altre deleghe),Graziano Cioni.Nell’ordinanza si decide di applicare le sanzioni previste dall’articolo 650 del Codice penale,un reato che prevede multe salate e contempla anche l’arresto,a chi si fosse reso colpevole di vagabondaggio.In realtà,l’obiettivo dichiarato dell’ordinanza,nelle intenzioni espresse proprio da Graziano Cioni, sono i lavavetri-perlopiù rom rumeni-,che in alcune zone si avvicinano ai parabrezza degli automobilisti imponendo il rituale della secchiata d’acqua e della spazzolata non proprio detergente.Capita a Firenze come in altre città,e non è dato davvero di capire se le proporzioni del fenomeno-aletorio e difficilmente censibile per definizione-siano nel capoluogo toscano davvero abnormi.Sta di fatto che l’ordinanza viene emanata,e sveglia l’Italia che voleva restare in vacanza.Anche in seguito alla scelta dell’amministrazione fiorentina inizia nei fatti una lunga e violentissima campagna elettorale, giocata per una parte decisiva sui temi della sicurezza.Solo che,in quella fine dell’estate,nessuno ancora lo sapevo con certezza.

Le cronache di allora sembrano scoprire di colpo Graziano Cioni.E’ lui a oscurare subito il sindaco Leonardo Domenici.E’ lui ad addossarsi di buon grado-ma diremmo perfino ottimo-la paternità di quell’idea.E’ lui a occupare il centro della scena,a non negarsi a nessuna cronaca,intervista o ritratto giornalistico che sia.In città si vocifera che il motore di questa decisione repentina,di questa improvvisa emergenza da affrontare in un sabato di agosto sia stato un lavavetri particolarmente aggressivo con la signora Cioni.
Ma forse sono malignità senza fondamento;è certo è che l’assessore “sceriffo” -come tutta la stampa dell’arco costituzionale lo chiama senza provocare in lui nessuna reazione -tira dritto per la sua strada.Non senza qualche toscanismo colorito che sul cronista (e sul lettore) fa sempre colpo.In quell’estate-l’ultima passata a Palazzo Chigi da Romano Prodi-fa capolino sul palcoscenico della narrazione politica questo strano personaggio con quarant’anni di sinistra italiana alle spalle,e una vita tutta dedicata alla politica.Graziano è simpatico-sanguigno-ruvido-diretto.Piace ai giornalisti,intriga i lettori,non ama troppo le diplomazie,e si fa perdonare con la battuta pronta anche qualche innegabile gigioneria e demagogia di troppo.Resta memorabile,per esempio,il suo racconto di una telefonata della figlia che lo rimproverava per eccesso di demagogia.

Graziano Cioni non è l’unicoultima modifica: 2009-12-08T18:18:00+01:00da anglotedesco
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