L’ORDA NERA

 

 

 

Questo è un libro un  pò pesante, duro da digerire ma è realtà,quello che viene descritto in questo libro non sono invenzioni come nei romanzi gialli. Avevo letto anche BANDE NERE ma questo lo trovo fatto meglio.

Sicuramente non è il  più interessante in circolazione e dopo Natale leggerò e mettero dei pezzi del libro :IL LIBRO CHE LE MULTINAZIONALI NON TI FAREBBERO MAI LEGGERE dove vengono elencati in modo sintetico e preciso i veri problemi dell’Italia e non solo.

da L’ORDA NERA-Giovanni Fasanelle e Antonella Grippo (Bur)

L’inseminazione evoliana dà i suoi frutti negli anni dell’esplosione della violenza politica,persino oltre le stesse intenzioni del filosofo tradizionalista.Al primo Evola si rifanno gruppi come Ordine nuovo e Avanguardia nazionale.Al secondo,lo spontaneismo armato degli ultimi anni Settanta,per esempio quello dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari),per cui il militante porta avanti un’azione isolata-violenta-distruttiva.Insomma,è il soldato politico che compie il gesto esemplare:una delle idee che oggi costituiscono il nucleo centrale del pensiero e dell’azione della nuova destra radicale.
Dunque,formare poche persone pronte all’azione,allo stadio come in piazza.Si parte dalla difesa della curva e si arriva al presidio del territorio,la fortezza da difendere dal nemico;e poi ,dal quartiere fino alla patria.Questo è oggi il compito del soldato politico,come emerge da un’analisi di tutto il materiale teorico e propagandistico prodotto negli ultimi anni dalle varie sigle della galassia nera.
Il nemico ,d’altronde,è sempre alle porte:ieri i comunisti,oggi le “zecche” dei centri sociali di sinistra,la squadra di calcio avversaria,le “guardie infami” delle forze dell’ordine, l’immigrato, il rom.
“Difendi il tuo simile,distruggi il resto” è lo slogan che corre underground,nel sottosuolo invisibile della destra alla destra di Fini.E per non farsi trovare impreparati si va allo stadio con le lame e in piazza coi manganelli.Magari avvolti nel tricolore.
Un’orda nera poco conosciuta.E in forte espansione,come si diceva.Questo libro non fa un inventario di nomi ,luoghi e azioni violente,ma cerca di fornire una spiegazione del fenomeno a partire dalle sue motivazioni più profonde,dalle sue radici culturali,dai bisogni reali che spingono tanti giovani a trasformarsi in soldati politici.
La destra radicale ha molti volti,dai suoi esordi ha tenuto insieme-come scriveva già nel 1984 il sociologo Franco Ferraresi nel saggio DA EVOLA A FREDA:

Monarchici e repubblicani;socializzatori e difensori della proprietà privata,corporativi e anticorporativi ,filoborghesi e antiborghesi ma anche neutralisti -filoatlantici e antisraeliani.Inoltre:cattolici osservanti,tradizionalisti anti o a-cattolici;fra questi,gli ostili alla Chiesa per motivi politici (il tradimento del fascismo) ,i neopagani ,i mistici orientalisti,i simpatizzanti per l’Islam,e cosi via.
A decenni di distanza,sono ancora tante,complesse e di non facile lettura le anime di questa magmatica “Cosa nera”.Ma trovano un loro comune denominatore proprio nell’opposizione alla destra instituzionale.Da cui si distinguono per le loro istanze antimondialiste (contrario alla globalizzazione),antiamericane e antisioniste,spesso antioccidentali -antisemite e filoislamiste.Quasi sempre razziste.
Una destra sommersa,certamente nuova per le modalità organizzative,per il target a lui lancia i propri messaggi,per i canali di comunicazione che adotta.E’ fortissima nel mare magnum del web,che fornisce grande pubblico e la possibilità di difendersi dai rigori della legge nascondendosi dietro identità fittizie.Nuova,ma con radici nella storia e nella tradizione.Il primo Mussolini ,sindacalista e rivoluzionario,ma anche la Repubblica sociale,per esempio,costituiscono dei veri e propri miti fondanti.Per i fascisti del Duemila,i ragazzi di Salò non erano soldati che combattevano dalla parte sbagliata,secondo l’interpretazione finiana.Ma uomini d’onore fedeli alla parola data ad eroi e romantici.Oltretutto,molti di loro,con l’aura d’artista,di filosofo o di intellettuale:Giorgio Albertazzi e Walter Chiari, Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, Filippo Tommaso Marinetti ed Ezra Puond, Giovanni Gentile e Julius Evola ,Ardendo Soffici e Anton Giulio Bragaglia…Non tutti,nel corso dei decenni,rimasero fascisti.Ma tutti,dopo il 25 luglio 1943,come rivendica con una punta di fierezza Albertazza nella sua biografia UN PERDENTE DI SUCCESSO,scelsero la Repubblica sociale, “non coloro che si erano già arresi,che disprezzavo,bensì la causa perduta.
Ieri,la causa perduta era la difesa del fascismo ormai agonizzante e dell’alleanza con il nazismo.Oggi,è lotta alla globalizzazione e all’immigrazione.Osserva il politologo Giorgio Galli:

” La nuova destra radicale è antiglobalizzazione e in alcune sue enunciazioni si propone come una grande epopea anticapitalista.Stiamo attenti,sono posizioni che hanno una forte capacità di impatto,è un fenomeno embrionale e si evolverà in base alle vicende del XXI secolo”

Il nemico,dunque,è ancora una volta l’America:ieri nella veste della democrazia vittoriosa sul fascismo;oggi in quella di un capitalismo “di rapina”.
Curioso punto di contatto con la sinistra più estrema,anch’essa antiamericana,anticapitalista e contraria alla globalizzazione.Curioso,ma spiegabile.Non solo alla luce di un’antica tradizione di strumentale contaminazione tra gli opposti,che ha caratterizzato una lunga fase della storia dei rapporti tra  i due nemici sin dall’ultima fase della guerra partigiana,e che ha toccato il suo punto più alto durante la strategia della destra radicale tendente a occupare spazi tradizionali della sinistra.
In questo caso,estrema destra e estrema sinistra sono contrarie alla globalizzazione.La differenza è che la sinistra vede nella globalizzazione il primato del mercato e della tecnica,l’odiato capitalismo che getta la maschera e svela il suo volto di predatore.La destra ,invece,riconosce nella  globalizzazione la vecchia idea dell’internazionalismo socialista,l’omologazione della cultura e delle tradizioni dei popoli ,l’abbandono dell’idea di patria.Fin qui le due visioni contrastanti e alternative dello stesso problema.Ma entrambe rifiutano il mondo omologato nei consumi e nei gusti,odiano l’America e le sue esportazioni forzate di democrazia.Ed è questo il terreno sul quale la destra estrema cerca punti di contatto con l’estrema sinistra.Per contenderle l’egemonia sul movimento antiglobalizzazione.E se il contatto viene rifiutato-come spesso accade-la destra radicale sceglie una tattica più soft,una sorta di mimetizzazione di uomini e idee per occupare gli spazi sociali usurpati dall’avversario.

L’ORDA NERAultima modifica: 2009-12-22T21:25:04+01:00da anglotedesco
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