IL LIBRO:negri froci giudei

 

Periodo di Natale ,periodo di regali ,sopratutto libri. Questo bellissimo libro non  tratta gli argomenti che hanno fatto balzare in testa all’hit parade  Gian Antonio Stella,ma di razzismo nel mondo. Io riporto un pezzo del primo capitolo.

da NEGRI FROCI GIUDEI-Antonio Stella (Rizzoli)

SANGUE PURO,PATRIOTTISMO INFETTO

L’ossessione feticista dell’identità e la deriva xenofoba

Sarebbe un delitto se il rancore e la voglia di “rivincita” dei neri annietassero un paese che,ha ricordato in parlamento Pieter Mulder,il leader del partito di destra VF+,è “economicamente due volte più forte della Nigera,quasi tre volte più forte dell’Egitto,ottanta volte più forte della media di tanti paesi africani” e dotato di “quasi la metà di tutte le strade asfaltate in Africa”.Il prezzo pagato dai neri alle leggi dell’apartheid introdotte dal 1948,però, non può essere liquidato come un danno collaterale o qualcosa che,per usare le parole dette da un abitante di Orania a Luigi Offeddu del Corriere Della Sera: “non ha funzionato,ci ha portato cattiva pubblicità”.
Vogliamo ricordare cos’era l’apartheid?
“Quasi ogni giorno a Johannesburg alcuni uomini sono condannati alla morte civile”,scrive Enrico Altavilla su “La Stampa” nel maggio del 1956 raccontando la tragedia delle sentenze che stabilivano la “negritudine” di questo o quel cittadino piu o meno meticcio.
“Ho visto uno di questi uscire dall’aula del tribunale speciale dove un giudice gli aveva comunicato che doveva considerarsi negro e vivere tra i negri.Era un uomo sui quarant’anni,con la pelle scura e con i capelli ricci,non crespi:ai miei occhi inesperti appariva come mulatto,non come un bantu.Ma osservando i suoi caratteri somatici o compiender indagini sui genitori dei suoi nonni,o motivando in segreto il verdetto  con il suo matrimonio con una negra,il giudice l’aveva classificato tra i bantu e ora egli barcollava come un ubriaco.Mi spiegarono che avrebbe dovuto,entro qualche giorno,abbandonare la sua villetta nel quartiere dei colored per andare ad abitare in una bicocca di terra o di lamiera lontana dalla città,fra gli zulu o altre tribù negre” e che da quel momento sarebbe potuto andare al cinema per “vedere soltanto le pellicole salvate dal censore ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai negri” e avrebbe perduto “il permesso di acquistare liquori”. Peggio,s’indigna Altavilla :”Per lui da quel giorno lo sciopero era reato e i suoi figli sarebbero stati tenuti lontani da ogni mestiere qualificato.I poliziotti potevano arrestarlo e tenerlo tre mesi in carcere senza giustificazione senza lasciapassare-gli avrebbero domandato: “Preferisce affrontare il verdetto del giudice o lavorare per sei mesi nella fattoria di un bianco?”
Perfino un giornalista conservatore come Max David restò sconvolto,un giorno del 1952,alla stazione ferroviaria di Johannesburg,assistendo all’arresto di cinque ragazzi neri che per protesta si erano semplicemente avviati ai binari entrando da un varco riservato ai “soli bianchi” mentre la distinta vecchietta seduta al suo fianco saltava su strillando: “Oh,my God! Delinquenti! Arrestateli! Maledetti! Pigliateli!”.E questo sistema ignobile andò avanti,immutabile,per decenni.Al punto che i giornali sudafricani arrivarono ad attaccare la Svezia nel 1984 (quando già la Lega che oggi esalta Orania aveva due parlamentari a Roma) per l’assegnazione del Nobel per la pace al vescovo nero Desmond Tutu.
C’è un articolo dell’Osservatore romano” del 19 giugno 1985 che dice più di mille saggi sociologici.Sotto le foto di una bella ragazza bianca e di un distinto signore nero c’è scritto:” Il primo matrimonio tra persone di diverso colore è stato celebrato ieri nella chiesa cattolica di Marianhill in Sudafrica.Suzanne e Protas Mdlala hanno potuto coronare il loro sogno d’amore dopo che il governo sudafricano ha abrogato ,mesi fa,la legge del 1949 che vietava i matrimoni interraziali”.La cosa più interessante arriva però la riga dopo:” Contro la norma si erano già pronunciati i vescovi del Sudafrica nel novembre 1983″. Nel 1983? Ma come ,e fino ad allora?
” Il genocidio dei boeri”: titolano oggi molti siti olandesi denunciando le aggressioni ai bianchi da parte di bande criminali di colore gonfie di odio razziale che da Durban a Johnnesburg sono responsabili dal 1994 al 2009,secondo il quotidiano “Reformatorisch Dagblad”,di oltre tremila omicidi.Il grande paradosso sudafricano,quello che mostra come la bestia razzista possa presentarsi sotto mille forme,è qui.I boeri protagonisti di tante brutalità contro le popolazioni indigene e oggi vittime di troppe vendette sono gli stessi boeri che furono vittime del primo vero genocidio del XX secolo.Perpetrato dagli inglesi che volevano liberarsi di quei bianchi africani nati da un miscuglio di olandesi -francesi-tedeschi…
Una mattanza.”Circa 30.000 fattorie furono distrutte,almeno 120.000 persone,in grandissima maggioranza donne e bambini,quasi al 50% della popolazione boera,vennero internate nei campi di concentramento dove oltre 22.000 bambini persero la vita”,la denuncia il libro Deportazione e memorie femminili a cura di Bruna  Bianchi.”E questi dati devono essere considerati sottostimati poichè la registrazione dei decessi iniziò solo qualche tempo dopo l’internamento.Le morti infantili,che spazzarono via almeno una intera generazione,furono ben superiori a quelle dei combattenti di entrambe le parti”.
“In una tenda c’era una donna,Mrs, Akkerman accanto al figlio di 8 anni steso su un mucchio di immondizia.Lo aveva portato li perchè in quella tenda c’era luce e voleva vederlo morire”E’ l’ultimo dei miei 7 figli che ho portato nel campo.Sono passati nove giorni dalla morte del primo.Cinque stanno aspettando la loro sepoltura”, avrebbe ricordato Johanna  Rousseau,prigioniera nel lager di Kroonstad.Fu cosi spietata,la pulizia etnica inglese,che sarebbe stata utilizzata da Adolf Hitler per rigettare sul Regno Unito nel 1941 le accuse di genocidio e raccontata in un film “girato per istigare le SS a vendicare le donne e i bambini boeri”.

Tutto cominciò quando gli inglesi,che a cavallo tra il 1899 e il 1900 avevano invaso la Repubblica Sudafricana e lo Stato Libero d’Orange puntando a impossessarsi degli immensi giacimenti diamantiferi,si accorsero che la guerra minacciava di andare per le lunghe.Fu allora che Lord Frederick Sleigh Roberts decise di tagliar corto: “A meno di non infliggere sofferenze ai civili come ritorsione per le azioni degli uomini in armi contro di noi,non finirà mai”.
Fu un uomo,il maledetto,di parola: “Mai prima d’ora l’intera popolazione femminile di una nazione è stata sradicata e posta in tali condizioni di vita”,scrisse Emily Hobhouse,una filontrapa britannica che volle vedere coi suoi occhi i lager.Certo,non c’erano forni crematori.Ma alcuni campi,per le terribili condizioni di vita,fecero registrare un tasso di mortalità addirittura superiore a quello dei futuri campi di sterminio nazisti.”Le persone muoiono come mosche,per la fame,l’esposizioni alle interperie ,le malattie”,scriveva la Hobhouse.”E’ impossibile immaginare le condizioni e le sofferenze delle donne e dei bambini.Il tifo infuria ovunque”.
C’era sul posto,come inviato di guerra,Arthur Conan Doyle.Ma fece davvero una pessima figura.E attribuì l’ecatombe di bimbi “all’ignoranza ,all’ostinazione e alle sudicie abitudini dei genitori”. Una tesi razzista.Allineata a quella dei troppi connazionali.Sui giornali inglesi,denuncia la Bianchi, “i boeri erano descritti come sleali-pigri-sporchi-ignoranti-bigotti e schiavisti”.Qualcuno si avventurò,come l’Indian Planters Gazette”,ancora più in là:” I boeri non solo andrebbero uccisi,ma bisognerebbe ucciderli con la stessa spietatezza con cui essi ammazzano un topo infetto”.
Fu,quello,solo il primo di tanti genocidi di un secolo tremendo.Che avrebbe visto via via sterminare intere popolazioni con le motivazioni più diverse.Dai contadini ucraini uccisi nel 1932-33 dall’Holondomor (la carestia artificiale provocata da Stalin che secondo lo storico Stanislav Kulchitsky avrebbe ammazzato da tre a tre milioni e mezzo di persone) ai musulmani massacrati negli anni Novanta dai serbi (e dai croati) in Bosnia.
Dai greci che prima del crollo dell’impero ottomano vivevano a Costantinopoli ,nell’Asia Minore e in Cappadocia,liquidati dai turchi a cavallo della Grande Guerra prima dello scambio di popolazioni con Atene ,fino ai tutsi vittime della spaventosa mattanza scatenata dagli hutu del 1994.
Tutti genocidi mossi dalla deliberata intenzione di annientare l’identità nazionale,religiosa ed ed etnica di un popolo.

IL LIBRO:negri froci giudeiultima modifica: 2009-12-25T23:33:42+01:00da anglotedesco
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