L’orda nera

Altro pezzo di questo interessante libro.Sulle multinazionali sono d’accordo.

da L’ORDA NERA-Giovanni Fasanella -Antonello Grippo (Bur)

VECCHI VALORI E NUOVE PAROLE D’ORDINE-Le guerre che contano-1

“C’è una sola guerra che conta.La guerra a cui bisogna prepararsi che opporrà l’Europa agli Stati Uniti,la civiltà alle barbarie mercantile e degenerata”.Stati Uniti contro Europa? Incredibile ma vero.C’è qualcuno che arriva a profetizzare che il prossimo scontro planetario non vedrà il gigante americano opporsi a qualche Paese mediorientale ma alla culla della civiltà,l’Europa appunto.Ancora più incredibile è che a disegnare uno scenario del genere non sia uno dei pensatori della sinistra estrema e no-global,ma uno dei teorici più accreditati della destra radicale: Alain de Benoist,in un editoriale pubblicato dal giornale leghista “La Padania” e poi ripreso da Paolo Rumiz per Repubblica.it. Dossier dell’11 aprile 1999.Sorprendente.Ma solo fino a un certo punto.Visto che in uno dei suoi saggi più noti-Il nemico principale.Considerazioni per anni decisivi-il teorico francese arriva a sostenere che il nemico principale appunto,è il liberismo borghese, l’Occidente atlantico-americano,di cui la socialdemocrazia europea non è che uno dei più pericolosi succedanei”.
De Benoist è tutt’altro che una voce isolata nell’arcipelago della destra radicale.Dove,tra le nuvole parole d’ordine,l’antiamericanismo è d’obbligo.Seguito dalla lotta alla globalizzazione,all’immigrazione e alla società multirazziale.E ancora,dalla lotta alle banche e alle multinazionali,in difesa dei risparmiatori e delle fasce socialmente più deboli.Ma attenzione.A guardar bene dietro questi nuovi slogan,non è difficile veder riaffiorare vecchi valori come la lotta al giudaismo internazionale,la difesa della razza pura o il fascismo socialisteggiante e populista del primo Mussolini.Dietro le battaglie politicamente corrette di oggi,si mimetizzano insomma le lotte e gli obiettivi di sempre.E’ un ritorno alle origini.Ma con spruzzate di sinistrismo,destinate nelle intenzioni-spesso con successo anche nella pratica-a legittimare l’occupazioni di quegli spazi vitali,quei luoghi necessari per la soppravivenza e la crescita,presidiati dalla sinistra dal Sessantotto in poi.Si insegue il nemico di ieri sul suo stesso terreno.Si portano avanti vere e proprie azioni parallele per contendere ai rossi l’egemonia sul mondo giovanile e sulle crescenti fasce del malessere sociale.
“vecchie valori per una nuova politica” si legge su un manifesto verde affisso di recente per le strade di Roma dal Trifoglio , una delle tante sigle della destra radicale romana.Ed è proprio questo il leimotiv:restare sempre fedeli a se stessi,tornando addirittura alle origini socialiste di fascismo e nazismo,per superare a sinistra una sinistra,che,dopo la caduta del Muro e la crisi planetaria del comunismo,si è frammentata, dispersa,perdendo via via la propria identità.E per occuparne lo spazio lasciato vuoto.
Con la fine della guerra fredda nella destra radicale ha infatti perso quasi ogni significato una delle parole d’ordine più importanti:l’anticomunismo.Ma per riuscire nell’alchemica trasformazione del piombo in oro,della ciurma in soldati politici,riveste un’importanza determinante la scelta di un nuovo nemico.Quello di sempre,in fondo:l’America.
“Antiamericani per scelta” è uno degli slogan della Fiamma tricolore.Quel che la destra proprio non perdona agli Stati Uniti è di aver contribuito a liberare l’Italia dal fascismo.Ma non solo.Il nemico americano è accusato di ridurre al silenzio le identità nazionali,di imporre e governare un ordine mondiale e totalitario,di spingere i poveri del mondo a migrare,di regolarne le nascite e di sottrargli il grano, di controllare l’acqua e,sopratutto ,l’oro nero.
C’è una fetta del mondo neofascista-per esempio quella che ruota intorno ad alcune riviste e laboratori come “Orion” , “Diorama” ed “Elementi”-che individua nell’Occidente ,borghese e capitalista,e nella globalizzazione, o meglio del mondialismo (termine preferito dalla destra radicale), la nuova forma di un vecchio nemico.Significativo,a questo proposito,il lungo excursus storico sui mali generati dall’America scritto da Gabriele Adinolfi sulla rivista “Orion” del febbraio 2002 intitolato L’euro:facciamolo nostro.Un Paese,gli Stati Uniti,nato, secondo il teorico della destra radicale:

“Sulle escrescenze e sui rifiuti dell’Europa,l’unica nazione a memoria d’uomo ad aver compiuto meticolosamente e definitivamente un genocidio,quello dei pellirosse.Ha fondato la sua economia innanzitutto sullo sfruttamento totale delle immense risorse naturali senza mai realizzare un rapporto uomo-ambiente di tipo normale e poi sulla riduzione in schiavitù di essere umani rapiti a ritmo incalzante dall’Africa.Giunto il momento della rivoluzione industriale e,quindi,della liquidazione del latifondo,l’America si è allora accorta della schiavitù e le ha dichiarato guerra.Peccato che ciò sia avvenuto allorquando detta pratica era stata di fatto abbandonata e che i coloni agricoli “liberati” siano stati poi sradicati nelle bidonville e inchiodati alle catene di montaggio”.

L’orda neraultima modifica: 2010-01-06T12:40:45+01:00da anglotedesco
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