INTERVISTA COL REPORTER DI GUERRA-1

 

 

n questi giorni riporterò l’intervista che c’è in questo libro di Lobo a colui che ha scritto anche IL LIBRO NERO DEL PETROLIO.

da IL LIBRO CHE LE MULTINAZIONALI NON TI FAREBBERO MAI LEGGERE-Klaus Werner-Lobo (Newton Company)

CAPITOLO:LISCIO COME IL PETROLIO

INTERVISTA CON IL REPORTER DI GUERRA            

 Aiutato dalla studentessa Jena,quindicenne all’epoca dell’intervista,che mi ha fornito la sua consulenza per rendere questo libro comprensibile anche ai giovani,ho rivolto a Thomas alcune domande sulla sua esperienza:

PERCHE’ HAI COMINCIATO AL PETROLIO?

Ho sempre viaggiato in Paesi nei quali imperversavano scontri armati e guerre civili,come ad esempio il Sudan,la Cecenia e l’Iraq,e ho avuto modo di notare che tutti questi conflitti avevano a che fare con il petrolio.
In Sudan un regime militare fondamentalista conduce una guerra senza quartiere contro i ribelli nelle aree ricche di petrolio nel sud del Paese.Interi villaggi vengono bombardati per proteggere gli impianti delle compagnie petrolifere,tra le quali c’era anche l’austriaca OMV.
In Cecenia si combatte per l’indipendenza dalla Russia,e anche questo conflitto ha a che fare con i giacimenti petroliferi presenti nella zona.
Da un lato il petrolio serve a finanziare i ribelli,dall’altro il governo di Mosca,naturalmente,non vuole rinunciare a una tale ricchezza.Anche nel conflitto iracheno il petrolio è stato un fattore centrale:se non fosse stato presente nell’area,la guerra non ci sarebbe stata.

VUOI DIRE CHE GLI STATI UNITI E GLI ALLEATI HANNO INVASO L’IRAQ PERCHE’ VOLEVANO IL PETROLIO?

Non è cosi semplice.Già il dittatore iracheno Saddam Hussein ha venduto il petrolio all’estero,sopratutto alla Francia e alla  Russia,ma anche alla Cina.Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna volevano certamente ottenere che anche le aziende americane e inglesi traessero profitto dalla situazione; ma c’è un fattore piu importante ancora:le riserve mondiali di petrolio sono agli sgoccioli e l’area nella quale si potrà contare piu a lungo su tali risorse si trova proprio l’Iraq ,l’Arabia Saudita ,l’Iran-il Kuwait e gli Emirati Arabi.La ci sono la metà delle riserve petrolifere mondiali e questo spiega perchè sia cosi importante mantenere una certa influenza a livello politico in quelle regioni.I Paesi che hanno invaso l’area volevano assicurarsi basi militari e portareai in loco per prevenire eventuali crisi.

COME SI è ARRIVATI ALLA DECISIONE DI INVADERE IL TERRITORIO?

Bè,è stato quasi come quando si opera una scelta di marketing:alla fine i conti devono tornare.E’ naturale che un governo si chieda:” A quali problemi interni vado incontro?  I miei elettori saranno favorevoli o contrari a questa guerra? Se fossero contrari,come posso farli diventare favorevoli? Quasi ovunque l’opinione pubblica era contraria,tuttavia anche i capi di Stato di Paesi come l’Italia e la Spagna si sono schierati al fianco degli americani.Bisognava quindi trovare una giustificazione accettabile e cosi si è abbozzata la teoria che il dittatore Hussein costituisse una minaccia per la pace mondiale.Naturalmente sarebbe stato tutto molto piu facile per gli americani se la popolazione  irachena li avesse accolti esultante,ma non è stato cosi.

PERCHE’ IL GOVERNO STATUNITENSE HA DECISO,NONOSTANTE TUTTO,DI PROCEDERE ALL’INVASIONE?

Perchè ha fatto credere di agire nell’interesse nazionale.Ora la domanda è:chi ha avuto l’idea? Chi decide gli obiettivi da perseguire? La risposta sembrerebbe quasi scontata:chi ha potere.Se sono a capo di un’azienda statunitense che vale svariati milioni di dollari,avrò che dei lobbisti che creano le condizioni ideali per i miei interessi.Tuttavia il ruolo dell’industria petrolifera nel conflitto non è ben chiaro,poichè si tratta di individui accorti,che certo non desiderano che le regioni in cui fanno affari saltino in aria.Per questi motivi in ultima analisi non è ben chiaro chi fosse realmente seduto nella stanza dei bottoni. 

PENSI CHE GRUPPI COME LA EXXONMOBIL O LA BP AVESSERO QUALCHE INTERESSE NELLA GUERRA?

Non si può certo dire che siano soli.A ben vedere molti ne hanno tratto profitto.Per esempio,coloro che prima della guerra possedevano azioni o titoli di complessi militari-industriali o delle cosidette “società di sicurezza” hanno fatto affari d’oro ,perchè tali titoli hanno fruttato parecchio.

QUANTO E’ COSTATA LA GUERRA IN IRAQ?

E’ difficile dirlo con precisione,ma verosimilmente siamo molto sopra i cinquecento miliardi di dollari.

E CHI PAGA?

Questo è un altro chiave.Il presidente Bush ha ridotto le tasse,sopratutto quelle dei ricchi,e quindi gli Stati Uniti hanno dovuto contrarre dei debiti.A pagare questo debito sono coloro che possiedono dollari o azioni e titoli di Stato americani,poichè il dollaro è in piena svalutazione.Inoltre a pagare è il popolo americano,perchè il sistema sociale non è piu finanziabile.

E’ POSSIBILE PREVEDERE QUANDO IL PETROLIO FINIRA’?

Non precisamente,ma verosimilmente siamo prossimi al cosidetto “picco petrolifero”.Potremmo spiegare la questione come segue:la produzione di petrolio,un tempo limitata,è cresciuta e continuerà a crescere fino a raggiungere un “picco” massimo; da quel momento la quantità di petrolio estratta non potrà che diminuire,fino a esaurirsi del tutto.

NON ESISTONO ALTERNATIVE?

Al momento disponiamo ancora quantità relativamente abbondanti:a un certo punto scarseggerà,Abbiamo ancora dieci-quindici prima di arrivare al picco del gas,come il petrolio,è una risorsa “a termine” ,non è come le energie solare,eolica o idrica,che ogni giorno si rinnovano e sono sempre a disposizione.Se oggi utilizzo l’energia solare,domani il sole splenderà di nuovo,non meno luminoso di prima.Al contrario,ogni litro di petrolio che viene bruciato è perso per sempre.La corrente può invece essere prodotta in molti modi diversi.

COSA COMPORTERA’ PER NOI IL FATTO DI OLTREPASSARE IL PICCO DEL PETROLIO?

Abbiamo già sperimentato l’aumento costante del prezzo del petrolio.Cento dollari per un barile da 159 litri per noi è ancora relativamente poco, ma per i poveri della terra è un prezzo esorbitante. Inoltre se ognuno tenta di accaparrarsi le restanti risorse petrolifere,aumentano i conflitti e le guerre,e tutti i Paesi che possiedono ancora petrolio,come la Russia e l’Iran,guadagnano potere.Io credo che l’attuale crisi in Iran abbia molto a che vedere con il petrolio:all’improvviso si sono ritrovati con molto denaro e il regime autoritario si è rafforzato. 

COM’E’ LA SITUAZIONE IN AFRICA?

Gli americani hanno dichiarato di voler coprire in futuro il 25% del loro fabbisogno di petrolio con le risorse africane,in particolare nigeriane.Ciò potrebbe portare gli Stati Uniti a cercare di ottenere maggior peso sul territorio,creando una pericolosa situazione di concorrenza con l’Europa e sopratutto con la Cina.Quest’ultima in particolare ha conosciuto negli ultimi anni una notevole crescita economica.Ciò significa che la popolazione desidera una notevole crescita economica.Ciò significa che la popolazione desidera auto e frigoriferi.Attualmente in Cina ci sono meno automobili che in Germania (sebbene in Germania vivano solo 80 milioni di persone e in Cina ben 1,3 miliardi) e il consumo di petrolio giornaliero si assesta sui 7 milioni di barili contro i circa ventuno milioni degli  Stati Uniti.Se ogni cinese consumasse quanto ogni americano,tutto il petrolio del mondo dovrebbe andare in Cina.E’ evidente che cosi non si può continuare,visto che non possiamo semplicemente dire:”Cari cinesi,siamo spiacenti,ma non potete utilizzare l’auto perchè solo noi possiamo farlo”.

CHE ALTERNATIVE CI SONO?

E’ ovvio che ci sono diverse soluzioni.Una di queste è l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.Nutro qualche speranza in merito al fatto,ad esempio,che presto l’energia solare diventi un argomento attuale e importante.Il fotovoltaico si basa sulla tecnologia dei semiconduttori,come nei computer e,se consideriamo il rapidissimo sviluppo dei computer negli ultimi vent’anni, possiamo  ben sperare in significativi progressi anche in questo campo.Un’altra soluzione è rappresentata dal risparmio energetico.E’ pazzesco pensare aq quanta energia viene sprecata.Aolo per la modalità stand-by dei televisori e cose del genere in Europa sono necessarie un paio di centrali nucleari.Risparmiare non significa che dobbiamo congelare o rinunciare alle comodità,ma solo che dobbiamo trovare soluzioni intelligenti.

INTERVISTA COL REPORTER DI GUERRA-1ultima modifica: 2010-01-25T20:01:26+01:00da anglotedesco
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