Colpiamo le banche

Stamattina su due quotidiani ho trovato degli articoli interessanti.Il primo è una lettera presa da LIbero che spesso da spazio a coloro che si lamentano sulle banche mentre il secondo è un pezzo di un articolo preso dal quotidiano dove ha scritto per vent’anni Paolo Barnard cioè il Manifesto.Sul giornale diretto da Norma Rangeri si parla dei tagli  in Inghilterra e del pericolo di perdita di posti di lavoro per gli inglesi (i sindacati dicono tra i 300.000 e 700.000 nei prossimi tre anni). Si parla sempre e solo dell’Italia ma mi sembra giusto dare un occhiata al resto d’Europa. Quello che non fa mai l’Unità.

COLPIAMO LE BANCHE COLPEVOLI DELLA CRISI

Lettera di Gianluigi De Marchi presa da LIBERO del 25/05/10

Va bene,tassiamo i parlamentari,i ministri e i dirigenti pubblici.Ma non fermiamoci qui.Tassiamo anche i grandi banchieri che hanno provocato sconquassi a non finire pagati da noi tassiamo le banche che,dopo aver chiesto le coperture finanziarie allo stato,hanno ricominciato come prima con i disastrosi derivati.Non dobbiamo tappezzare l’Italia di manifesti con scritto “anche i ricchi piangono” ,ma almeno tranquillizziamo gli italiani che “anche i ricchi pagano”.Il loro contributo per uscire dalla crisi.

da IL MANIFESTO-Articolo di Paolo Gerbaudo

In breve

VIA 6 MILIARDI DI STERLINE DALLA SPESA PUBBLICA

L’esecutivo sostenuto dalla coalizione tra conservatori e liberal-democratici già soprannominata dai blogger “ConDem”,che suona come condanna,con questo primo passo lascia intendere che a pagare per il disastro finanziario e il salvataggio delle banche dell’autunno 2008, sono lavoratori pubblici e i servizi ai cittadini.
A finire sotto le scure dell’esecutivo sono le opere pubbliche,tra cui scuole e ospedali,con contatti siglati dal precedente governo che  verranno bloccati o rimandati per un risparmio di 17 miliardi di sterline.
Risparmi per quasi un miliardo di sterline anche dai fondi del ministero dell’economia,responsabile per l’università e la ricerca.Settore per cui si prospettano nuovi tagli dopo quello da 1 miliardo di sterline promesso qualche mese fa dal governo laburista.Delle attese tasse alle banche invece per il momento non si vede neanche l’ombra.
I sindacati paventano che i provvedimenti annunciati ieri dal governo ributteranno il Paese in una seconda recessione e causeranno la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro.Il Times ha stimato ieri che i piani complessivi del governo per i prossimi 3 anni, potrebbero portare alla perdita di 300.000 posti di lavoro,mentre altre stime,parlando di 700.000 posti di lavoro tra cui dipendenti delle autorità locali-dottori-infermieri-insegnanti e assistenti sociali.Si affaccia il rischio di un’impennata della disoccupazione simile a quella che si verificò negli anni 80′ durante il governo di Margaret Thatcher.E di fronte a questa minaccia tra i sonnolenti sindacati britannici si avvertono alcuni segnali di risveglio.In questi giorni è cominciato un secondo scioperi di 5 giorni dei dipendenti della compagnia aerea di bandiera British Airways,organizzato dal sindacato unite dopo che un giudice ha ribaltato una precedente sentenza che rendeva lo sciopero illegale.E la rabbia messa in mostra nelle ore all’aereoporto di Heatrow,potrebbe presto diffondersi tra tanti lavoratori pubblici condannati alla disoccupazione dal governo “ConDem”.

Colpiamo le bancheultima modifica: 2010-05-25T17:25:00+02:00da anglotedesco
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