Il FATTO QUOTIDIANO non ha padroni…

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Come vedete nelle foto alle prime pagine dei Quotidiani di stamattina si nota lo stile di fare giornalismo made in Italy (e non solo).
Da una parte i Giornali di Berlusconi che si dimenticano sempre le volte che è stato indagato il loro padrone,anzi è sempre una scusa per scrivere che “la magistratura ha un piano per far fuori Silvio”.Mentre c’è anche Il Fatto Quotidiano con una strana prima pagina dove fa notare che è nato ilfattoquotidiano.it e che non ha padroni.Basta leggere il ritratto che hanno fatto di Elio Veltri per capire che solo un ultrà può essere d’accordo.
Pensate se Elio Veltri non avesse mai detto queste cose su Di Pietro.Fino ad ora Veltri era molto stimato ma appena ha toccato il tasto sbagliato,tutti addosso e non parlare piu di lui.Il cagnolino piu fedele di Tonino,Marco Travaglio,non gli risponde piu ne al telefono e neppure agli sms.

Questa volta non si può tirar fuori la scusa dei giornalisti o politici servi del presidente del Consiglio,sono due persone di sinistra e a mio avviso serie.Anche Filippo Facci ne ha parlato molto nel suo ultimo libro,si è dato molto da fare ma di questo giornalista non mi fido piu di quel tanto.
Sarà una gara dura per Veltri, ma sto dalla sua parte.Di Pietro sicuramente non ha bisogno di corrompere i giudici come fa qualcun’altro perchè in un paesi di servi e di poco coraggiosi,nessuno se la sente di condannare uno che è stato nel bene o nel male il giudice piu famoso al mondo.
Avrei piacere anche per Alberico Giostra che ha scritto il suo libro grazie alla collaborazione di Elio Veltri e che ha subito una denuncia dal signor Di Pietro.
Avevo scritto anche un post dove criticavo  Giostra perchè non mi aveva permesso di mettere alcuni pezzi del video di Modena di metà gennaio,ma poi per telefono abbiamo chiarito tutto.Intanto leggete quello che Il Fatto Quotidiano ha scritto su Veltri.

da IL FATTO QUOTIDIANO DEL 22/06/10-pagina 4

ECCO CHI E’ IL SOLIDALE PENTITO

Calabrese,72 anni, medico chirurgo,sindaco Psi di Pavia dal 1973 al 1980,nel 1981 Elio Veltri polemizza con Craxi sulla questione morale ed è espulso dal PSI.Nel 1989 entra con democrazia proletaria nel consiglio regionale della lombardia e anticipa Tangentopoli con molte denunce sul malaffare,denunce poi valorizzate dal pool di Mani Pulite e confluite nel libro “Milano degli scandali” (scritto con Gianni Barbacetto).Nasce così il rapporto di amicizia con Antonio Di Pietro,di cui Veltri diventa il portavoce ufficioso quando l’ex pm lascia la toga nel 94′ e si avvicina alla politica.Nel 96′ è eletto deputato dell’Ulivo in quota Di Pietro e fa parte delle commissioni antimafia giustizia e anticorruzione.Nel 97′ partecipa a a San Sepolcro come cofondatore alla nascita dell’Italia dei Valori.Nel 2001 scrive con  Marco Travaglio “L’odore dei soldi” e si candida con IDV alla camera,ma non è eletto (il partito sfiora il quorum del 4% e resta fuori dal parlamento).Poi,in polemica con Di Pietro,lascia l’IDV e fonda con Enzo Marzo e Paolo Sylos Labini il movimento opposizione civile.Nel 2004 fa la pace con Tonino,che lo candida alle europee nella lista Di Pietro-Occhetto,ma senza successo.Sconfitto anche alle comunali di Pavia,Veltri polemizza con l’ex PM sulla destinazione dei rimborsi elettorali denuncia piu volte alle autorità parlamentari e giudiziarie.Ma senza alcun’esito.Nel 2009 chiede il suo stesso libro “L’Odore dei soldi”,sostenendo che editori riuniti l’hanno ripubblicato e aggiornato a sua insaputa,ma ottiene solo il ritiro dal mercato di poche copie prive dell’inidicazione di Travaglio come autore degli aggiornamenti.Nel 2010 perde una causa civile intentata da Di Pietro a lui e al Giornale,per un’intervista in cui Veltri accusava l’ex Pm di uso privato dei rimborsi elettorali.Intervista giudicata diffamatoria dal tribunale di Monza:”Veltri ha dichiarato che i soldi del finanziamento pubblico non vanno al partito,ma personalmente a Di Pietro a Susanna Mazzoleni e a Silvana mura e ha dichiarato che il tribunale di Roma avrebbe affermato che  i finanziamenti non possono andare all’associazione” omonima al  partito IDV;invece l’ordinanza del tribunale di Roma non reca una siffatta affermazione,anzi dice che “tale condotta non è illegittima”.Dunque la notizia “non è oggettivamente vera” e lede la reputazione e l’immagine dell’On Di Pietro.Che va risarcito con 44.000 euro,in solido da Veltri e dal Giornale.non contento,Veltri è tornato sulla vicenda con l’ennesima denuncia:quella che ieri ha portato,come atto dovuto,all’iscrizione di Di Pietro sul registro degli indagati.

Il FATTO QUOTIDIANO non ha padroni…ultima modifica: 2010-06-22T19:10:10+02:00da anglotedesco
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