Roberto Baggio e i gravi infortuni che gli hanno condizionato la carriera

Se i gravi infortuni non gli avessero condizionato la carriera,Roberto Baggio sarebbe diventato in assoluto il piu grande calciatore italiano di sempre,un “Maradona italiano”.In questo bellissimo libro scritto nel 2001 ,Baggio racconta quello che ha passato e anche  rapporti con certi allenatori sopratutto quel Marcello Lippi che lo trattò come un cane perchè si rifiutò di fargli da spia.Il tecnico viareggino spesso lo ha detto che Baggio non lo stimava ,come disse che lo avrebbe querelato per quello che c’è scritto nel libro, ma poi non lo ha mai fatto.

Per il bene del calcio sarebbe stato meglio Roberto Baggio campione del mondo e non Marcello Lippi.Purtroppo nel 1994 in finale contro il Brasile,scese in campo non al massimo della forma (quasi tutti davano Zola titolare) ,altrimenti avrebbe sicuramente deciso la gara visto che in quel mondiale fece cose straordinarie.

In questo pezzo del suo libro che pubblico oggi,ci parla del primo grave infortunio della sua carriera.Era appena diciottenne  e quando ho letto quello che ha scritto,mi sono sentito male.

 da UNA PORTA NEL CIELO-Roberto Baggio (Limina)

NASCERE,SOFFRIRE,COMINCIARE

DUE MILIARDI E 700 MILIONI.NON MALE,PER UN RAGAZZO DI 18 ANNI,CHE GIOCAVA IN C1

E infatti il Vicenza ha accettato subito.Era il 3 maggio.Non poteva dire di no, Maraschin aveva fatto miracoli per tirare su la società.Io ho accettato la cessione, ma non ho fatto in tempo a rendermi conto di quello che mi stava succedendo,che il mondo mi è crollato addosso.

DUE GIORNI DOPO, IL 5 MAGGIO,L’INFORTUNIO.

Si giocava Rimini-Vicenza.Sulla panchina del Rimini sedeva Arrigo Sacchi.Dopo pochi minuti vincevamo già 1-0,
avevo segnato io.Poi ho rincorso uno da dietro,sono entrato in scivolata,la gamba si è girata all’incontrario.Mi sono partiti il crociato anteriore,la capsula,il menisco e il collaterale della gamba destra.Una tragedia.

TI SEI ACCORTO SUBITO DELLA GRAVITA’ DELL’INCIDENTE?

No,ma ho provato immediatamente un dolore tremendo,una lama di coltello infilata nella gamba.

LA FIORENTINA PERO’,A DISPETTO DEI TIMORI DI MARASCHIN,A QUEL PUNTO NON HA RICUSATO IL CONTRATTO

Sono stati molto corretti.Si può dire che la Fiorentina mi ha comprato due volte.Il loro osservatore in Veneto, Vicariotto,aveva detto che con me valeva la pena aspettare,che era giusto fare una puntata grossa.

DOVE TI SEI OPERATO?

A Saint-Etienne,dal professor Bousquet.Il 5 giugno 85′, un mese dopo l’incidente.Tieni presente che al tempo un’operazione del genere era molto difficile.Giocatori come Zmuda, Brischi e Marangon avevano dovuto smettere di giocare,per traumi simili.E io tutte queste cose le sapevo.L’operazione andò bene,paragonata alle tecniche di quegli anni,ma fu terribile.Durante l’intervento mi hanno bucato la testa della tibia col trapano,poi hanno tagliato il tendine,lo hanno fatto passare dentro quel buco,lo hanno tirato e lo hanno fissato con 220 punti interni.Hai capito bene:220 punti.
Quando mi sono svegliato dell’anestesia,ho avuto paura.La gamba destra era diventata cosi piccola che pareva un braccio.Appariva come una strana mutazione genetica,con tre braccia e una gamba.Il ginocchio,gonfio come un melone e rosso per la tintura di iodio,non era stato cucito esternamente col filo:era tenuto insieme con delle graffette di ferro,tipo quelle che si vendono dal cartolaio.Provavo un male incredibile,ero distrutto,mi sentivo totalmente privo di speranza.Il dolore,il dolore mi trapassava il cranio.

NON TI AIUTAVANO GLI ANTIDOLORIFICI?

Magari! Sono allergico agli antidolorifici piu potenti,e quelli che mi davano non li sentivo neanche.Stavo cosi male che mi girai verso mia madre,che mi sedeva accanto,e le dissi: “Mamma,se mi vuoi bene uccidimi,perchè io non ce la faccio piu”.Era un tormento continuo, 24 ore su 24.Sono tornato a casa,e anche là non dormivo e non mangiavo.A due settimane dall’operazione pesavo 56 chili,ne avevo persi 12.Non ce la facevo neanche ad andare in bagno, tanto mi girava la testa.Avevo un gesso a doccia,aperto sul davanti,per fasciare la gamba dovevo stenderla.Solo che non ce la facevo a stenderla.Riuscivo a sopportare il male soltanto flettendola leggermente.Insomma,un martirio.

QUALI ERANO I TUOI PENSIERI?

I miei pensieri erano,sempre,in un modo solo:disperati.Troppe notti bianche:notti intere a fissare il soffitto,come impazzito,a chiedermi perchè.Di continuo:perchè.C’è una cosa che ho letto di recente,mi è rimasta impressa.Te la racconto come lo ricordo.Primo Levi era ad Auschwitz,lottava per la vita.Aveva una sete tremenda,inestinguibile, non c’era acqua potabile.Era riuscito a staccare dal tetto della baracca una colonnetta di ghiaccio.Le stava succiando avidamente.Lui era era un “piccolo” numero, uno arrivato da poco.Arriva un “grande” numero,un vecchio confinato,spietato nella sua determinazione a vivere,pronto a tutto.Gli strappa di forza il sottile ghiacciolo di mano e si mette a succhiare.Levi,stupito, domanda:”Perchè?”.E l’altro: “Qui non c’è perchè”.Capisci? Qui non c’è nessun perchè.

QUELL’INFORTUNIO TI HA CONDIZIONATO E TI CONDIZIONA TUTTORA

Da quando mi conosce il grande pubblico,ho sempre giocato con una gamba e mezzo.Ho una gamba piu piccola dell’altra,un ginocchio a orologeria,i menischi non so neanche piu cosa siano.Con il male che ho io al ginocchio,avrebbero già smesso tutti da anni.Io ho male tutte le volte che gioco,da 16 anni a questa parte.

SONO COSE CHE NON HAI MAI RACCONTATO.PARADOSSALMENTE,IN MOLTI TI HANNO ACCUSATO DI ESSERE UN MALATO IMMAGINARIO.

Certi “addetti ai lavori” sanno essere cattivi.Non ne ho parlato perchè non voglio la pietà della gente.E poi,se lo avessi detto agli allenatori,quelli mi avrebbero schiaffato in panchina piu di quanto,oggettivamente,abbiano fatto.E gli avversari si sarebbero approfittati delle mie debolezze,vere o presunte.Anche quando mi alleno,sento quasi sempre male.Ancora oggi.Ma non lo dico, perchè, se poi lo dico,non gioco.Nessuno escluso,almeno un’ora al giorno,devo impegnarmi in esercizi di potenziamento particolare,senza i quali la gamba perderebbe tono, il ginocchio rischierebbe nuovamente di cedere.Sono assolutamente convinto che parti del nostro corpo, sottoposte a operazioni importanti,non tornino mai come prima.Mi considero, di questo, una prova vivente.Si può dire che convivo conn il dolore,è il mio compagno,un vecchio compagno.Mi vuole bene, davvero,non mi lascia praticamente mai.Se fosse una donna, direi:ecco un’amante fedele-discreta-insaziabile.Chi mi vedesse allenare prima della partita,avrebbe paura:durante i massaggi,la mia gamba destra fa delle torsioni innaturali,come se si dovesse spezzare da un momento all’altro.Credo che, una volta appese le scarpe al chiodo,dovrò fare degli esercizi ancora piu specifici,programmare una specie di prevenzione antiartrosi,altrimenti arrivare a sessanta anni integro e perfettamente decambulante,come dicono oggi,sarà dura.

Roberto Baggio e i gravi infortuni che gli hanno condizionato la carrieraultima modifica: 2010-07-25T16:21:00+02:00da anglotedesco
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