Una sentenza che offende quei morti

Lunedi prossimo sarò a Bologna per il 30esimo anniversario della strage della stazione e ci sarà anche Fortunato Zinni sindaco di Bresso che è riuscito a sopravvivere alla bomba che fece saltare in aria la Banca  Nazionale dell’agricoltura del 12 dicembre 1969 in Piazza Fontana a Milano.Nel marzo del 2008 andai al Circolo della Stampa a riprendere la presentazione del suo bellissimo libro PIAZZA FONTANA NESSUNO E’ STATO . Ci sono documenti interessanti e raccoglie testimonianze e anche lettere.Quella che pubblico è del sindaco Letizia Moratti.Il suo partito fa ben poco per scoprire la verità di quella tragedia e giustamente il 12 dicembre scorso fu fischiata.Spero di essere presente il prossimo anniversario.

da PIAZZA FONTANA NESSUNO E’ STATO-Fortunato Zinni (Maingraf Editore)

UNA SENTENZA CHE OFFENDE QUEI MORTI di Fortunato Zinni

L’articolo che segue è apparso sull’Avanti dopo la sentenza di assoluzione della Corte d’Appello di Catanzaro del 1981.

Aver vissuto quel tragico pomeriggio del 12 dicembre 1969,ricordare lo sgomento della città,profondamente ferita che piangeva i suoi morti,rivivere la relazione del paese incredulo di fronte alla feroce lucidità di un piano eversivo chiaramente finalizzato a bloccare l’avanzata dei lavoratori con le lotte dell’autunno caldo, mi rende piu penoso esprimere oggi un giudizio razionale sulla sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro per la strage di Piazza Fontana.
Appena conosciuta la decisione dei giudici,ho rivissuto il luogo interminabile attimo,quella scena tremenda.
Il boato ,l’odore acre del fumo,i lamenti imploranti dei feriti,i corpi martoriati di gente che conoscevo da anni, e poi il sangue,il terrore,l’urlo delle sirene,l’arrivo dei primi soccorsi.Vennero in tanti, la autorità fecero solenni promesse di giustizia.
Alcuni li ho rivisti,in qualità di testimoni,al dibattimento durante il processo di primo grado balbettare inquietanti “non ricordo”.
Eppure l’imponente e silenziosa presenza dei lavoratori sul sagrato del Duomo,il giorno dei funerali,aveva dato al Paese una rassicurante dimostrazione di fiducia nelle istituzioni.Poi,la lunga interminabile sequela di ambiguità,di intrighi,di condizionamenti sul tormentato iter del processo istruttorio.Al goffo tentativo di colpire le forze di sinistra attraverso la pista anarchica seguiva lo scippo dei processi ai suoi giudici naturali e la definitiva assegnazione alla magistratura di Catanzaro.
Intanto il coraggioso lavoro dei giudici Stiz e Calogero prima e successivamente di D’Ambrosio-Fiasconaro ed Alessandrini consentiva il rinvio a giudizio della cellula neo-fascista veneta di Freda e Ventura e di Giannettini,l’uomo che teneva i collegamenti con i servizi segreti.
I giudici di primo grado,seppure parzialmente,emisero una sentenza che apriva ampi squarci di luce sulla torbida vicenda della strategia della tensione.Oltre alla condanna all’ergastolo dei fascisti e di Giannettini,la corte di Catanzaro rimetteva per ulteriori accertamenti alla magistratura milanese lo stralcio d’istruttoria sulle responsabilità di generali e ministri emerse nel corso del dibattimento.Questa istruttoria avviata da Alessandrini e conclusa da Fenizia giace tuttora inevasa presso l’Inquirente.
Oggi arriva una sentenza assolutoria generale.Per la Corte d’Appello di Catanzaro quel pomeriggio del 12 dicembre,non è successo niente o quasi niente.La strategia della tensione? Il complotto contro lo Stato?
Tutte fantasie,ha detto in TV un avvocato di parte civile ed ha aggiunto:una prova c’era,quella del tassista Rolandi;ma non è stata ritenuta sufficiente.
E cosi torniamo al mostro Valpreda.All’opinione pubblica bisogna pur dare un colpevole.
Ma piazza della Loggia,l’Italicus,la stazione di Bologna,e poi il terrorismo,le Brigate Rosse,i NAR,anche queste sono fantasie?
Anche qui c’è il mostro di turno.Questa sentenza per la sua tremenda importanza sembra incoraggiare proprio questa tendenza alla fatalità,al superficialismo.E’ una sentenza che rappresenta emblematicamente il degrado morale delle istituzioni.
Nessuno mi convincerà che a Catanzaro sia stata resa giustizia ai morti di Piazza Fontana.
Anzi questa è una sentenza che offende quei morti,che scuote le coscienza civile del Paese.Per questo dobbiamo tutti insieme riprendere la battaglia per il definitivo accertamento della verità.

13 aprile 2004

LETTERA DEL SINDACO DI MILANO

Letizia Moratti

Milano,16 gennaio 2008

Gentile Dottor Zinni,

La ringrazio di avermi inviato il suo libro “Piazza Fontana nessuno è Stato” presentato nella ricorrenza del 38esimo anniversario della strage.

Ho apprezzato il suo gesto e le sue parole pronunciate da chi ha vissuto in prima persona quel tragico fatto e ancora oggi si batte per cercare la verità,assumono un grande significato.Le sono grata di aver sottolineato il ruolo del Comune e il mio appello ai milanesi.

Questo suo libro,oltre ad essere una preziosa testimonianza,e contributo alla memoria e attestazione dei valori di libertà e democrazia,e in questo sono sia personalmente a nome della Città di Milano al suo fianco.

Continuerò ad ammirare il suo impegno e contraccambio di cuore l’augurio di un felice 2008.

Con i saluti piu cordiali

Letizia Moratti

Una sentenza che offende quei mortiultima modifica: 2010-07-30T18:51:09+02:00da anglotedesco
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