Intervista ad Ilaria Cucchi

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Questa intervista è apparsa sull’Unità giovedi 21 ottobre cioè due giorni dopo l’udienza. Molto cose le ha dette a milano lunedi scorso dove ero presente,altre invece sono nuove.Per prima cosa l’avvocato della difesa che ha detto “dopo il libro anche il film” andrebbe “squalificato a vita” ma molto probabilmente nessuno lo toccherà. Oltre ai poliziotti che a mio avviso l’hanno picchiato ma non l’hanno ucciso i veri colpevoli sono i medici che lo hanno curato male. Anche questa è una categoria che difficilmente viene toccata. Qualche volta sono stato  in ospedale ad assistere a qualche parente e quasi sempre ho avuto da ridire con medici e infermieri spocchiosi che molto probabilmente sono entrati li con concorsi fasulli perchè in questo paese ,non tutti,ma la maggior parte lo sono.

da l’Unità di giovedi 21/10/10- intervista a Ilaria Cucchi di Tullia Fabiani

E’ come se fossimo noi gli imputati.Io e i miei genitori,i colpevoli.L’atmosfera che abbiamo percepito in Aula è ostile,come se accusa e difesa fossero coalizzate contro di noi.Forse ci si dimentica che io e i miei genitori stiamo li perchè è morto mio fratello.O forse siamo quelli che stanno dando fastidio solo perchè chiediamo,senza tregua,che venga conosciuta la verità”.Ilaria Cucchi è molto amareggiata:due giorni fa è stata scortata dai carabinieri fuori dal tribunale.Era in corso l’udienza del processo che vede imputate 13 persone tra agenti di polizia penitenziaria e medici dell’ospedale romano Sandro Pertini,dove suo fratello Stefano è morto un anno fa,il 22 ottobre,dopo una settimana di agonia.”Mi hanno detto che dovevo uscire dal tribunale per motivi di ordine pubblico e mai avrei immaginato di creare un simile problema.Mi sento umiliata e molto triste,anche perchè dover sentire certe cose…”.

QUALI COSE?

Ho sentito dire da uno dei legali della difesa:”Adesso oltre il libro faranno anche il film”.Ecco, questo è l’atteggiamento nei nostri confronti,come se nel raccontare quanto accaduto a mio fratello avessimo chissà quale secondo fine.Come posso sentirmi di fronte a certe affermazioni? E’una grande mortificazioni;ripeto,le sensazione è di essere gli imputati.

E DIPENDE DAL FATTO CHE VA IN TV,RILASCIA INTERVISTE,SCRIVE LIBRI SU QUANTO ACCADUTO?

Si,anche.Penso che certi atteggiamenti,come l’allontanamento dal tribunale,dipendano dai miei interventi.Evidentemente non vorrebbero tutta questa attenzione mediatica.

CHI NON LA VORREBBE?

I soggetti coinvolti:accusa e difesa.Però se i pm si sentono sotto pressione possono sempre farsi sostituire.

LA PROCURA HA CHIESTO COMUNQUE CHE DALLA PROSSIMA UDIENZA SIANO AMMESSI IN AULA STAMPA E TV.

Si.Ci sarà un’udienza martedi 26 e vedremo cosa decide il gup.Per me non c’è alcun problema,anzi.E’ importante che i giornalisti possano seguire ciò che avviene in aula,vedere come procede l’udienza e qual’è il rapporto tra le parti.Che ci sia o meno la stampa la mia impressione sull’atmosfera che respiriamo quando siamo li non cambia”.

CE L’HA CON LORO PERCHE’ E’ STATA RESPINTA LA VOSTRA RICHIESTA DI UNA SUPER PERIZIA SU STEFANO?

No, non è questo.So bene che ci sono motivazioni precise e che è stata rigettata non perchè infondata,ma perchè,come ha spiegato il nostro avvocato,è inammissibile in questa frase processuale.La questione è un’altra:l’episodio dell’altro giorno,venire allontanati dal tribunale,vietare a mia madre di andare sul piazzale per fumare una sigaretta a dare cosi tanto fastidio al pm che dice ai miai avvocati “Non santifichiamo questa famiglia”.Che significa? Che non siamo dei santi e allora non possiamo chiedere giustizia per la morte di mio fratello? E’ assurdo.Ed è la dimostrazione che la battaglia che stiamo portando avanti è una battaglia impari.

PERCHE’ IMPARI?

Oggi sento che questa giustizia non è per tutti.Sento una forte ostilità  e un’ostinazione nel voler continuare a negare la realtà.Ma come si fa a continuare a negare la realtà.Ma come si fa a continuare a parlare di lesioni lievi quando queste “lesioni lievi” hanno causato la morte di Stefano? La verità ci è dovuta ci è dovuta e io la pretendo.

IL 22 OTTOBRE SARA’ UN ANNO DALLA MORTE DI SUO FRATELLO.COME PASSERETE QUESTA GIORNATA E COSA VI ASPETTATE DOPO?

Per i giorni che verranno vorrei solo che si mettesse finalmente fine all’ipocrisia.E che cominci un’altra storia.E’ stato un anno tremendo, ci siamo trovati a combattere una battaglia al di sopra delle nostre capacità e delle nostre forze,con la disperazione di non avere risposte.Abbiamo passato giornate drammatiche e solo oggi,dopo un anno,sembra che stiamo cominciando a realizzare l’assenza di Stefano.Domani ci sarà una messa nella nostra parrocchia,alle 15.30 a Santa Giulia Billiart,al Casalino.Poi seguirà un incontro,uno spettacolo teatrale,e la presentazione del libro “Vorrei dirti che non eri solo”.Perchè al di là delle allusioni e delle mortificazioni per me anche un libro è un mezzo buono per denunciare l’uccisione di mio fratello e per continuare a chiedere ancora,un anno dopo,verità e giustizia”.

Intervista ad Ilaria Cucchiultima modifica: 2010-10-25T18:41:17+02:00da anglotedesco
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