La banda d’Italia-1

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Avrei molto piacere che migliaia per non dire milioni di persone facessero circolare il piu possibile queste informazioni prendendo pezzi di libri come questo di Elio Liannutti.Dobbiamo farlo perchè in modo vergognoso nessun quotidiano nazionale si azzarda a toccare la vera mafia cioè quella finanziaria,quella che comanda il mondo.Quante centinai di volte sentiamo o leggiamo sui giornali:”La Banca d’Italia dice questo,dice quello,Mario Draghi dice che bisogna fare questo  ecc ecc,insomma cazzate. In due giorni pubblicherò un pezzo del capitolo dedicato alla Banca d’Italia che nessuno ha il coraggio di attaccare.Un po come si fa con la magistratura,bisogna far diventare imbecille il cittadino convincendolo che la casta politica è quella che ci comanda.Vergognatevi!

da BANKSTER-Elio Liannutti (Editori Riuniti)

BANDA D’ITALIA

TORNIAMO ALLA BANDA D’ITALIA,CHE A FINE MAGGIO HA PRESENTATO IL CONSUETO RAPPORTO ANNUALE

Già,anche quest’anno per la consueta adunanza degli illustri invitati,specie banchieri,l’istituto ha dimostrato di prediligere in ogni occasione esclusivamente i propri interessi,visto che per l’occasione le auto blu hanno congestionato il traffico in via nazionale a Roma davanti Palazzo Koch.Nelle relazioni finali svolte di fronte all’assemblea dei partecipanti Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia-la quale di fatto agisce come una Spa,perchè controllata dalle banche azioniste-ha esortato ad una politica di sacrifici per risanare i conti pubblici dissentati,proponendo una serie di ricette che finiscono per avere gravissime ricadute su lavoratori e pensionati.La manovra varata dal governo,con l’anticipo delle misure correttive per il 2011 e 2012 e i tagli alla spesa corrente,era “inevitabile”,secondo Draghi,date le condizioni dei mercati.”Nelle nuove condizioni di mercato-ha detto-era inevitabile agire,anche se le restizioni di bilancio incidono sulle prospettive di ripresa a breve dell’economia italiana”.”La gestione del turnover nel pubblico impiego e i tagli alle spese discrezionali dei ministeri recentemente decisi dal governo-aggiunge il governatore-devono fornire l’occasione per ripensare il perimetro e l’articolazione delle amministrazioni,per razionalizzare l’allocazione delle risorse,riducendo sprechi e duplicazioni tra enti e  dei risultati delle strutture”.
Parole sante.Quello che però Draghi non ha detto riguarda la composizione e la retribuzione del personale della Banca d’Italia che,a quanto mi risulta,non ha pari in nessun altro settore della pubblica amministrazione.E’ un esercito con 7629 dipendenti [dato al 31 dicembre 2009] che,rapportati alla produttività ed all’efficacia di un’autorità come l’Antitrust con circa 330 unità lavorative,fanno impallidire anche il piu accanito sostenitore dell’attuale governatore Draghi.

I RIGORI,INSOMMA,COME AL SOLITO VALGONO SOLO PER GLI ALTRI,PER LA GENTE COMU/NE,E NON DEBBONO SFIORARE I VIP?

Per quanto riguarda i Vip di Palazzo Kock-in numerose interrogazioni ed interpellanze parlamentari,tutte ancora senza risposta-ho messo in luce veri e propri “buchi” nell’attività di prevenzione,a cominciare dal riciclaggio del denaro sporco,scoperto solo a seguito di indagini penali delle procure della Repubblica:da quelle di Forlì per la Cassa di Risparmio di San Marino e di Roma per l’affaire Fastweb-Telekom Sparkle,alla piu recente riguardante la “cricca” degli appalti del G8 e dei mondiali di nuoto.Senza contare gli omessi controlli nel settore delle carte revolving,acclarati in virtù delle indagini della procura di Trani e del pubblico ministero Michele Ruggiero.
La verità è che il governatore Draghi,come tutti i banchieri pronti a mettersi in cattedra per elargire lezioni di etica economica,scruta attentamente con la lente d’ingrandimento nelle case degli altri per contenere la spesa pubblica e gli sprechi,ma dimostra strabismo,disattenzione e complicità in casa propria,sui costi del personale della Banca d’Italia e sui privilegi conseguiti dalla “casta delle caste”,che non ama rispondere ad alcuno del proprio operato,ritenendo di poter agire nella piu totale impunità.

MA RIUSCIAMO A GUARDARLO PIU DA VICINO,QUESTO ESRCITO DI DIPENDENTI?

L’esercito è composto da 5009 uomini e 2514 donne.In particolare,la tavola 22.1 della relazione annuale,diffusa il 31 maggio 2010 all’assemblea da Banca d’Italia,illustra la composizione del personale:653 dirigenti,1450 funzionari,1273 coudiutori e 4147 unità sotto la voce “altro personale”.Eclatanti poi le cifre sul costo del personale:nel solo 2009 ben 798 milioni di euro e passa,con un costo medio di 104.611 euro a testa.La lievitazione di questa spesa rispetto al 2008 è stata di ben 18 milioni di euro,a fronte di una riduzione del personale di 232 unità.Un dato sconcertante sopratutto nella attuale fase di gravissima crisi economica la cui responsabilità, come abbiamo visto,è indubbiamente attribuibile ai bankster ed alla “cricca” dei loro compari,che non hanno vigilato sui crac finanziari e sulla creazione del denaro dal nulla,inondando i mercati di titoli per lo piu tossici scambiati per un controvalore di 600.000 miliardi di dollari,contro un Pil mondiale di 50.000 miliardi di dollari.Somme enormi,insomma,quelle spese dei contribuenti e correntisti italiani per tenere in piedi una Banca d’Italia invece,mentre il loro governatore chiede sacrifici a tutti,godono perfino di indennità di trasferta,proporzionata alla distanza,attribuita al personale di Roma Vermicino,con una media di 300 euro al mese per ciascun lavoratore di quella sede.

QUALI SONO LE ALTRE VOCI DI SPESA?

Altre spese enormi sarebbero quelle derivanti dalla chiusura delle filiali:oltre ad elevati costi per la guardiana di edifici vuoti,rilevanti importi vengono destinati dalla Banca d’Italia per adattare gli archivi e le apparecchiature in seguito alla contrazione delle filiali e per spostare tutto il materiale di quelle chiuse.Per capirci,l’istituto presieduto da Draghi,come se fosse una grossa impresa,ha un servizio di attività immobiliari composto da circa trecento persone,cinquanta delle quali effettuano quattro missioni al mese presso le filiali,con un guadagno netto mensile di 2000-3000 euro oltre allo stipendio.Un funzionario di primo livello percepisce uno stipendio medio netto di 7000 euro al mese.E in ogni filiale chiusa si sono resi disponibili quattro o cinque dirigenti,che il governatore Draghi ha ritenuto essere indispensabili all’istituto.Ma non basta.

 

La banda d’Italia-1ultima modifica: 2010-10-27T18:54:09+02:00da anglotedesco
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