La banda d’Italia-2

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I giornali di centrosinistra hanno in testa un solo conflitto d’interessi da raccontare:quello di Silvio Berlusconi.Quelli di Mario Draghi non se ne parla.Come mai si fanno manifestazioni contro il Premier ma mai contro Mario Draghi? Questo si domanda Paolo Barnard quando parla dei danni che Draghi ha fatto a noi italiani. Semplice:quei giornalisti leccaculi che scrivono sui giornali o che  vanno in tv ,devono  far credere che i veri delinquenti sono i politici,che il debito pubblico è colpa loro ecc ecc.Purtroppo il vero problema di questo Paese è la mancanza di sovranità monetaria e che la Banca d’Italia è privata e non pubblica.

da BANKSTER-Elio Liannutti (Editori Riuniti)

BANDA D’ITALIA

TORNIAMO ALLA BANDA D’ITALIA,CHE A FINE MAGGIO HA PRESENTATO IL CONSUETO RAPPORTO ANNUALE

Già,anche quest’anno per la consueta adunanza degli illustri invitati,specie banchieri,l’istituto ha dimostrato di prediligere in ogni occasione esclusivamente i propri interessi,visto che per l’occasione le auto blu hanno congestionato il traffico in via nazionale a Roma davanti Palazzo Koch.Nelle relazioni finali svolte di fronte all’assemblea dei partecipanti Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia-la quale di fatto agisce come una Spa,perchè controllata dalle banche azioniste-ha esortato ad una politica di sacrifici per risanare i conti pubblici dissentati,proponendo una serie di ricette che finiscono per avere gravissime ricadute su lavoratori e pensionati.La manovra varata dal governo,con l’anticipo delle misure correttive per il 2011 e 2012 e i tagli alla spesa corrente,era “inevitabile”,secondo Draghi,date le condizioni dei mercati.”Nelle nuove condizioni di mercato-ha detto-era inevitabile agire,anche se le restizioni di bilancio incidono sulle prospettive di ripresa a breve dell’economia italiana”.”La gestione del turnover nel pubblico impiego e i tagli alle spese discrezionali dei ministeri recentemente decisi dal governo-aggiunge il governatore-devono fornire l’occasione per ripensare il perimetro e l’articolazione delle amministrazioni,per razionalizzare l’allocazione delle risorse,riducendo sprechi e duplicazioni tra enti e livelli di governo.Occorre un disegno esteso all’intero comparto pubblico,che accompagni le iniziative già avviate per aumentare la produttività della pubblica amministrazione attraverso la valutazione dell’operato dei dirigenti e dei risultati delle strutture”.
Parole sante.Quello che però Draghi non ha detto riguarda la composizione e la retribuzione del personale della Banca d’Italia che,a quanto mi risulta,non ha pari in nessun altro settore della pubblica amministrazione.E’ un esercito con 7629 dipendenti [dato al 31 dicembre 2009] che,rapportati alla produttività ed all’efficacia di un’autorità come l’Antitrust con circa 330 unità lavorative,fanno impallidire anche il piu accanito sostenitore dell’attuale governatore Draghi.

I RIGORI,INSOMMA,COME AL SOLITO VALGONO SOLO PER GLI ALTRI,PER LA GENTE COMU/NE,E NON DEBBONO SFIORARE I VIP?

Per quanto riguarda i Vip di Palazzo Kock-in numerose interrogazioni ed interpellanze parlamentari,tutte ancora senza risposta-ho messo in luce veri e propri “buchi” nell’attività di prevenzione,a cominciare dal riciclaggio del denaro sporco,scoperto solo a seguito di indagini penali delle procure della Repubblica:da quelle di Forlì per la Cassa di Risparmio di San Marino e di Roma per l’affaire Fastweb-Telekom Sparkle,alla piu recente riguardante la “cricca” degli appalti del G8 e dei mondiali di nuoto.Senza contare gli omessi controlli nel settore delle carte revolving,acclarati in virtù delle indagini della procura di Trani e del pubblico ministero Michele Ruggiero.
La verità è che il governatore Draghi,come tutti i banchieri pronti a mettersi in cattedra per elargire lezioni di etica economica,scruta attentamente con la lente d’ingrandimento nelle case degli altri per contenere la spesa pubblica e gli sprechi,ma dimostra strabismo,disattenzione e complicità in casa propria,sui costi del personale della Banca d’Italia e sui privilegi conseguiti dalla “casta delle caste”,che non ama rispondere ad alcuno del proprio operato,ritenendo di poter agire nella piu totale impunità.

MA RIUSCIAMO A GUARDARLO PIU DA VICINO,QUESTO ESRCITO DI DIPENDENTI?

L’esercito è composto da 5009 uomini e 2514 donne.In particolare,la tavola 22.1 della relazione annuale,diffusa il 31 maggio 2010 all’assemblea da Banca d’Italia,illustra la composizione del personale:653 dirigenti,1450 funzionari,1273 coudiutori e 4147 unità sotto la voce “altro personale”.Eclatanti poi le cifre sul costo del personale:nel solo 2009 ben 798 milioni di euro e passa,con un costo medio di 104.611 euro a testa.La lievitazione di questa spesa rispetto al 2008 è stata di ben 18 milioni di euro,a fronte di una riduzione del personale di 232 unità.Un dato sconcertante sopratutto nella attuale fase di gravissima crisi economica la cui responsabilità, come abbiamo visto,è indubbiamente attribuibile ai bankster ed alla “cricca” dei loro compari,che non hanno vigilato sui crac finanziari e sulla creazione del denaro dal nulla,inondando i mercati di titoli per lo piu tossici scambiati per un controvalore di 600.000 miliardi di dollari,contro un Pil mondiale di 50.000 miliardi di dollari.Somme enormi,insomma,quelle spese dei contribuenti e correntisti italiani per tenere in piedi una Banca d’Italia invece,mentre il loro governatore chiede sacrifici a tutti,godono perfino di indennità di trasferta,proporzionata alla distanza,attribuita al personale di Roma Vermicino,con una media di 300 euro al mese per ciascun lavoratore di quella sede.

QUALI SONO LE ALTRE VOCI DI SPESA?

Altre spese enormi sarebbero quelle derivanti dalla chiusura delle filiali:oltre ad elevati costi per la guardiana di edifici vuoti,rilevanti importi vengono destinati dalla Banca d’Italia per adattare gli archivi e le apparecchiature in seguito alla contrazione delle filiali e per spostare tutto il materiale di quelle chiuse.Per capirci,l’istituto presieduto da Draghi,come se fosse una grossa impresa,ha un servizio di attività immobiliari composto da circa trecento persone,cinquanta delle quali effettuano quattro missioni al mese presso le filiali,con un guadagno netto mensile di 2000-3000 euro oltre allo stipendio.Un funzionario di primo livello percepisce uno stipendio medio netto di 7000 euro al mese.E in ogni filiale chiusa si sono resi disponibili quattro o cinque dirigenti,che il governatore Draghi ha ritenuto essere indispensabili all’istituto.Ma non basta.

COSA C’E’ ANCORA?

Tutti i dirigenti della Banca d’Italia ricevono al mattino due giornali.Secondo me bisognerebbe far compilare a queste persone una scheda giornaliera indicante l’attività svolta,giorno per giorno.Andiamo avanti.Oltre ai servizi tecnici,per la gestione del patrimonio immobiliare di Roma esiste una apposita società,la Sovigest,al cui vertice è stato collocato Luigi Scimia,ex funzionario generale della Banca d’Italia.Inoltre l’istituto paga in ogni filiale un tecnico esterno,chiamato a risolvere ogni problema.E ancora,visti i risultati,considero uno spreco di denaro anche molte fra le missioni degli ispettori,considerando che durano talvolta due o tre mesi.

IN UN RECENTE ATTO DI SINDACATO ISPETTIVO SU QUESTI ARGOMENTI,LEI HA PUNTATO IL DITO  ANCHE SUL “CASC”.VUOLE SPIEGARCI CHE COS’E?

Il termine indica il “Centro per l’assistenza sociale e culturale tra i dipendenti della Banca d’Italia”.Occupa un ex convento al Mandrione,all’interno di un grande parco:si estende su quattro piani per un totale di circa 1000 metri quadri,il cui restauro è costato 6 milioni di euro.Il Casc è gestito da un consiglio e da un presidente eletto dai sindacati.Le sigle di rappresentanza della categoria,peraltro, in occasione delle votazioni “si scannano” tra loro per gestire questo affare miliardario.La Banca fornisce trenta dipendenti,che sono distaccati,mentre la gestione sociale e culturale consiste nell’elargizione di contributi vari per l’acquisto di libri scolastici,per corsi di nuoto-judo-danza-lingue,viaggi all’estero,incontri internazionali come quelli di poker,bridge e golf.
La cosa piu assurda è che in ciascuna sede di filiale della Banca d’Italia viene lasciato libero un enorme alloggio a disposizione di questo sodalizio,alloggio che-per quanto ne sappiamo-viene usato solo (forse) a Natale per la consegna dei regali.E sa a chi compete la manutenzione della sede romana? Alla Giafi Costruzioni,la stessa società presente nell’elenco di quelle che hanno partecipato ai lavori per il G8 a La Maddalena.

QUAL’E’ LA SUA PROPOSTA,DI FRONTE A TUTTO QUESTO?

E’ scandaloso che il governatore della Banca d’Italia continui a chiedere al paese ed agli italiani sacrifici,mentre il personale dell’istituto percepisce una remurazione media di ben 104.000 euro all’anno e vengono finanziati,a spese dei contribuenti,tornei di poker,brige e golf ed altre attività ludiche.Alla luce dei dati di bilancio,suonano come incompatibili,incoerenti e singolari, i richiami all’etica della responsabilità e del “tiro della cinghia”,avanzati da Draghi per tutti gli altri lavoratori del  pubblico impiego,sui quali graveranno i costi della crisi economica e della manovra Tremonti.Ho chiesto perciò al governo di assumere misure urgenti,al di fuori dell’indipendenza e dall’autonomia della Banca centrale,per impedire che siano sempre i soliti a pagare i costi della crisi,mentre gli oligarchi possono continuare a godere di inusitati privilegi.Occorre insomma che che i ministri impegnati nella manovra adottino misure coerenti affinchè siano chiamate a pagare anche le autorità indipendenti i costi sociali della crisi economica,evitando che lavoratori e pensionati,oltre al danno, debbano subire perfino la beffa di prediche ed esortazioni al risparmio da parte di coloro che non vogliono mai offrire soluzioni concrete,ed hanno contribuito in prima persona a determinare la congiuntura economica.

LEI CI SPIEGAVA PRIMA CHE LA BANCA D’ITALIA SI COMPORTA COME UNA SOCIETA’ PER AZIONI DI TIPO PRIVATO.VUOLE SPIEGARCI MEGLIO QUESTA AFFERMAZIONE?

Vediamo come stanno le cose.In base agli articoli 3 e 49 dello statuto,le quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia possono appartenere a casse di risparmio,istituti di credito di diritto pubblico e banche di interesse razionale,particolari società per azioni esercenti attività creditizia,istituti di previdenza,istituti di assicurazione,o fondazioni bancarie.Le quote in cui è suddiviso tale capitale sono  complessivamente 300.000,di cui la maggioranza è detenuta dalle banche del gruppo Intesa-Sanpaolo e dal gruppo Unicredit.Fra gli azionisti della Banca d’Italia,con i relativi diritti,ci sono oggi,oltre alla maggior parte delle banche italiane,anche la francese Bnp,la tedesca Allianz,i colossi assicurativi Fondiaria-Sai e Generali.Attraverso Unicredit,partecipa ora al capitale perfino la Banca di stato libica.In sostanza,lo stato italiano è solo un socio non ufficiale,privilegiato nella ripartizione degli utili,ma senza quote patrimoniali.Una legge sulla tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari,emanata il 28 dicembre del 2005,disponeva però che entro la fine del 2008 banche private avrebbero dovuto cedere le proprie partecipazioni ed il capitale dell’istituto di vigilanza sarebbe dovuto tornare in mano pubblica.
A tutt’oggi quella scadenza non è stata rispettata e resta cosi insoluto l’antico conflitto di interessi per cui i controllati (le banche) detengono ancora il capitale del loro controllore (la Banca d’Italia) conflitto che può gettare ombre sull’attività della Banca d’Italia e sulla sua trasparenza.Ho investito della questione il governo,ricordando anche ai ministri competenti che come gruppo dell’Italia dei Valori abbiamo depositato in Senato il disegno di legge “Norme sulla proprietà della Banca d’Italia e sui criteri di nomina del Consiglio superiore della Banca d’Italia”.Non c’è stata da parte dell’esecutivo alcuna iniziativa.Poi,anche qui,ci sono i conflitti  di carattere personale.

 

 

 

La banda d’Italia-2ultima modifica: 2010-10-28T18:49:00+02:00da anglotedesco
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