Prologo (da Too big to fail)-1 parte

Vorrei vedere dei tifosi di Travaglio o Grillo,in quanti hanno sentito nominare Joseph Cassano, Jamie Dimon-Henry Paulson.Quasi nessuno li ha mai sentiti nominare.Grazie all’informazione di merda che sentiamo tutti i giorni via telegiornale, giornali o web.Ti invitano sempre a prendertela con quelli (le marionette) ma mai con questi che hanno fatto crollare il mondo.

La seconda parte la trovate venerdi 

da TOO BIG TO FAIL -Andrew Ross Sorkin (De Agostini)

PROLOGO

In piedi nella cucina del suo appartamento di Park Avenue Jamie Dimon si versò una tazza di caffè nella speranza di placare il mal di testa.Si stava riprendendo da una leggere sbornia,ma il vero motivo per cui la testa gli doleva in realtà era un altro:sapeva troppo.
Erano da poco passate le sette del mattino di sabato 13 settembre 2008.Dimon, Ceo di JP Morgan Chase,la terza banca piu grande del Paese,aveva trascorso parte della serata precedente in una riunione d’emergenza alla Federal  Reserve Bank di New York,una sorta di mobilitazione generale,insieme a una dozzina di Ceo di Wall Street suoi rivali.Avevano ricevuto l’incarico di mettere a punto un piano per salvare il disastro Lehman Brothers,la quarta banca d’affari piu grande degli Stati Uniti, o rischiare i danni collaterali che ne sarebbero derivati sui mercati.
Si trattava di uno scenario terrificante,per Dimon, e mentre si precipatava a casa,subito dopo la riunione,la testa aveva iniziato a girargli vorticosamente.Era già in ritardo di oltre due ore per una cena organizzata da sua moglie Judy.Tardare tanto lo imbarazzava,dal momento che gli ospiti erano i genitori del ragazzo di sua figlia,e li avrebbe incontrati per la prima volta.
“Giuro che non sono mai stato cosi in ritardo” provò a scusarsi,sperando di suscitare comprensione.Cercando di non rivelare piu del dovuto,tentò ugualmente di lasciar trapelare qualcosa di quanto era successo durante la riunione.”Sapete,non sto mentendo sulla gravità della situazione” disse agli ospiti leggermente allarmati,mentre si preparava un martini.”Sarà sui giornali di domani”.
Come promesso,i quotidiani del sabato riportavano in prima pagina la notizia drammatica alla quale aveva alluso Dimon.Appoggiato contro il bancona della cucina aprì il Wall Street Journal e lesse il titolo dell’editoriale:”Ore contate per Lehman;la crisi dilaga”.

Dimon sapeva che Lehman rischiava di non superare il weekend.JP Morgan ne aveva esaminato la contabilità a inizio settimana,nell’ipotesi di un prestito,e non ne era rimasta favorevolmente impressionata.Aveva anche deciso di chiedere alcune garanzie supplementari da parte della banca,per paura di un crollo.Nelle ventiquattr’ore successive-questo gli era chiaro-Lehman poteva soltanto essere salvata o abbandonata alla rovina. 

Prologo (da Too big to fail)-1 parteultima modifica: 2011-01-24T16:14:32+01:00da anglotedesco
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