I veri criminali (da TOO BIG TO FAIL)

Qualche ora fa ho visitato il sito di Forza Nuova dove ho letto di un paio di blitz davanti a Unicredit,per la precisione  a Catania e Roma.Proteste contro l’usura bancaria che purtroppo ha portato alla morte di molte persone.Di Forza Nuova non condivido alcune cose ma queste battaglie,si. Ricordiamoci sempre quello che è successo il 15 settembre 2008 e chi ha rovinato milioni di persone in tutto il mondo.Invece grazie a tv e giornali la gente,continua a prendersela con elementi  indecenti ma che  non riuscirebbero mai a fare i danni di quei signori che troviamo in questo meraviglioso libro che consiglio a tutti di acquistare.

 

da TOO BIG TO FAIL -Andrew Ross Sorkin (De Agostini)

PROLOGO

In piedi nella cucina del suo appartamento di Park Avenue Jamie Dimon si versò una tazza di caffè nella speranza di placare il mal di testa.Si stava riprendendo da una leggere sbornia,ma il vero motivo per cui la testa gli doleva in realtà era un altro:sapeva troppo.
Erano da poco passate le sette del mattino di sabato 13 settembre 2008.Dimon, Ceo di JP Morgan Chase,la terza banca piu grande del Paese,aveva trascorso parte della serata precedente in una riunione d’emergenza alla Federal  Reserve Bank di New York,una sorta di mobilitazione generale,insieme a una dozzina di Ceo di Wall Street suoi rivali.Avevano ricevuto l’incarico di mettere a punto un piano per salvare il disastro Lehman Brothers,la quarta banca d’affari piu grande degli Stati Uniti, o rischiare i danni collaterali che ne sarebbero derivati sui mercati.
Si trattava di uno scenario terrificante,per Dimon, e mentre si precipatava a casa,subito dopo la riunione,la testa aveva iniziato a girargli vorticosamente.Era già in ritardo di oltre due ore per una cena organizzata da sua moglie Judy.Tardare tanto lo imbarazzava,dal momento che gli ospiti erano i genitori del ragazzo di sua figlia,e li avrebbe incontrati per la prima volta.
“Giuro che non sono mai stato cosi in ritardo” provò a scusarsi,sperando di suscitare comprensione.Cercando di non rivelare piu del dovuto,tentò ugualmente di lasciar trapelare qualcosa di quanto era successo durante la riunione.”Sapete,non sto mentendo sulla gravità della situazione” disse agli ospiti leggermente allarmati,mentre si preparava un martini.”Sarà sui giornali di domani”.
Come promesso,i quotidiani del sabato riportavano in prima pagina la notizia drammatica alla quale aveva alluso Dimon.Appoggiato contro il bancona della cucina aprì il Wall Street Journal e lesse il titolo dell’editoriale:”Ore contate per Lehman;la crisi dilaga”.
Dimon sapeva che Lehman rischiava di non superare il weekend.JP Morgan ne aveva esaminato la contabilità a inizio settimana,nell’ipotesi di un prestito,e non ne era rimasta favorevolmente impressionata.Aveva anche deciso di chiedere alcune garanzie supplementari da parte della banca,per paura di un crollo.Nelle ventiquattr’ore successive-questo gli era chiaro-Lehman poteva soltanto essere salvata o abbandonata alla rovina.

 In ogni caso,con quello che sapeva,le sue preoccupazioni andavano ben oltre Lehman Brothers.Era consapevole che anche Merrill Lynch,un’altra icona di Wall Street ,navigava in cattive acque,e aveva appena chiesto ai suoi collaboratori di assicurarsi che JP Morgan fosse sufficientemente garantita anche nei confronti di quella banca.Gli erano infine del tutto chiari i nuovi pericoli che si andavano sviluppando nel gigante mondiale delle assicurazioni,l’American International Group (Aig) ,e che fino a quel momento erano passati relativamente inosservati agli occhi del pubblico:l’azienda era cliente della sua banca ,e si stavano affannando a cercare nuovi capitali per salvarla.Secondo i suoi calcoli,Aig aveva si e no una settimana per trovare una soluzione,o sarebbe finite pure lei a un passo dal baratro.
Nel gruppetto di grossi banchieri coinvolti nel dibattito sulla crisi incipiente-governo incluso- Dimon occupava una posizione insolita.Possedeva la cosa piu simile a un flusso perfetto di informazioni in tempo reale.Un simile deal flow gli permetteva di identificare le maglie sfilacciate nel tessuto del sistema finanziario,e persino nelle reti di sicurezza che altri ritenevano adeguate a garantire una soluzione.
Dimon cominciava a prendere in considerazione lo scenario peggiore,e alle sette emezza del mattino entrò nella bibloteca di casa sua e convocò in teleconferenza due dozzine di collaboratori.
“Stiamo per vivere la settimana piu incredibile mai vista in America,e dobbiamo prepararci all’ipotesi peggiore in assoluto” disse al suo staff.”Dobbiamo proteggere la nostra azienda perchè è in gioco la nostra sopravvivenza”.
I collaboratori ascoltavano con attenzione,ma nessuno capiva fino in fondo quello che stava cercando di dire Dimon.
Come la maggior parte della gente di Wall Street -incluso Richard S.Fuld Junior.Ceo di Lehman,titolare di uno dei regni piu lunghi nella storia dell’istituto-molti partecipanti alla teleconferenza pensavano che il governo sarebbe intervenuto a salvare la situazione.Dimon si premurò di smentirli.
“E’ una pia illusione.A mio parere è assolutamente impossibile che Washington si muova per salvare una banca d’affari.Nè dovrebbe farlo”,asserì deciso.”Voglio che sia chiaro a tutti che si tratta di una questione di vita o di morte.Dico sul serio”.
Dopodichè sganciò la bomba sulla quale aveva riflettuto per tutta la mattina.Era lo scenario da giorno del giudizio a cui lo avevano portato le sue considerazioni.
“Il punto è questo” proseguì.”Dobbiamo prepararci al crollo immediato di Lehman Brothers”.Fece una pausa.”E di Morgan Stanley”.E dopo un’ultima pausa,ancora piu lunga:”E potenzialmente anche al crollo di Goldman Sachs”.
Tutti trattennero il respiro.
 

I veri criminali (da TOO BIG TO FAIL)ultima modifica: 2011-01-28T19:09:38+01:00da anglotedesco
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