Julian Assange il “dittatore” (1 parte)

Ero un pezzo che aspettavo questo libro per capire chi è veramente Julian Assange.A descriverlo è un suo ex collaboratore tedesco:Daniel Domscheit-Berg. Siamo sempre alla solita storia, dietro a questi “paladini” c’è sempre la voglia di arricchirsi sfruttando il lavoro degli altri Assange è diventato famoso, si è arricchito (piu avanti metterò anche i soldi che hanno incassato con le donazioni) grazie a molti collaboratori che però ha spesso  mandato al diavolo, da vero dittatore. Uno di questo è Berg. Nei prossimi giorni pubblicherò alcune chattate tra Berg e Assange. Ad un certo punto lo zingaro australiano ha addirittura incaricato un collaboratore 17enne di scrivere un comunicato per diffamarlo.Già questo ce ne sarebbe abbastanza per prenderlo a calci in culo.

da INSIDE WIKILEAKS -Daniel Domscheit-Berg (Marsilio)

PROLOGO

Guardai il monitor.Schermo nero,scritte verdi.Dopo quello che avevo scritto io c’erano un altro paio di risposte.Avevo già smesso di leggere.Quelle erano le mie ultime parole.Non c’era altro da dire.Era finita,per sempre.
Lo stesso Julian non era piu comparso in chat,o comunque non aveva piu risposto.Forse anche lui era seduto in silenzio di fronte al computer, immobile, impassibile oppure agitato,da qualche parte in Svezia o dovunque si trovasse in quel momento.Non lo sapevo.Sapevo solo che non gli avrei mai piu parlato.
Come si fa a dare le dimissioni,se il proprio posto di lavoro è il mondo intero? Se non ci sono colleghi da cui congedarsi con una stretta di mano? Se un paio di righe in caratteri verdi,in inglese, scritte velocemente sono bastate a rendere il ritorno assolutamente impossibile? Se nessuno ti ha nemmeno dato una pedata per cacciarti via?
“You’re suspended” mi aveva scritto Julian qualche settimana prima.
Come se fosse lui a dover decidere.Era proprio finita.Il mattino dopo,al mio risveglio,tutto sembrava uguale a prima.Mia moglie,mio figlio,il nostro confortevole disordine,era tutto come al solito,il sole entrava come sempre dalle finestre della stanza.Ma si sentiva che c’era qualcosa di diverso.Una parte della mia vita che sembrava puntare verso un futuro pieno di promesse ,si era per sempre trasformata in passato,irreversibilmente.
Avevo tagliato i ponti con la persona con cui avevo condiviso gli ultimi tre anni della mia vita,per cui avevo lasciato il lavoro e trascurato la mia ragazza,la famiglia e gli amici.
Per anni la chat Wikileak era stata il mio principale canale di comunicazione con il mondo esterno.Spesso,quando ero impegnato nella pubblicazione di un documento importante,diventa l’unico per giorni e giorni.Non mi sarei piu connesso.Julian aveva bloccato qualche settimana prima l’accesso alla mia casella di posta elettronica.Aveva anche minacciato di denunciarmi.Invece di firmare l’accordo di riservatezza che mi era stato sottoposto da qualcuno del gruppo,ho deciso di scrivere questo libro.
 

Julian Assange il “dittatore” (1 parte)ultima modifica: 2011-02-28T20:19:00+01:00da anglotedesco
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