Intervista a Nicola Tranfaglia dopo la rottura con Antonio Di Pietro

Caro Piero Ricca,so che leggi questo blog.Sabato andrai a Bergamo per parlare di legittimo impedimento,nucleare e acqua pubblica, e ci sarà anche Di Pietro.Quando parli con Tonino non ti viene in mente di chiedergli perchè si rifiuta sempre di confrontarsi in pubblico con Mario Di Domenico ,non da Paragone ma da Santoro, perchè deve spiegare delle cose ai cittadini.E poi il Trattato di Lisbona che non ha nulla a che vedere con la democrazia, con la volontà di aiutare la gente.L’unica cosa che gli interessa è far star bene i banchieri, a privatizzare. Hanno detto di si perchè siamo di fronte ad una vera e propria dittatura. E al cittadino non è stata data nessuna spiegazione.

da IL RIFORMISTA del 22/03/2011-Intervista a Nicola Tranfaglia di Chiara Privitera

Dopo Elio Veltri e Giulietto Chiesa è la volta di Nicola Tranfaglia,ex responsabile cultura dell’Idv,che abbandona l’Idv sbattendo la porta.”Di Pietro ha costruito una società privata con la moglie,ha incamerato piu di cento milioni di euro per i rimborsi elettorali e poi viene da me,anzi mi manda la tesoriera del partito,Silvana Mura,e senza spiegazioni mi comunica che il mio rimborso spese mensile è stato sospeso per improvvise difficoltà economiche? Non potevo restare”. Insieme al rimborso spese,per Tranfaglia,è inconcepibile “la gestione del partito come fosse una piccola oligarchia capeggiata da Di Pietro,che certo non usa metodi democratici”.

E LEI LASCIA L’IDV PER UNA QUESTIONE DI RIMBORSO SPESE?

Devo prima fare una premessa doverosa.

PREGO.

Tre anni fa,quando il centrosinistra fu sconfitto da Berlusconi ,avevo appena lasciato i comunisti italiani a seguito di una loro dura critica.Durante un’intervista su Raiuno avevo detto una cosa semplicissima:che a Cuba c’è la dittatura.Ne nacque,come dicevo,uno scontro e io lasciai il partito.In quell’occasione mi chiamò Di Pietro e insieme organizzammo i primi convegni di formazione politica.A Di Pietro l’iniziativa era talmente piaciuta che volle creare una vera e propria scuola per trecento,studenti.Mi nominò responsabile nazionale per la Cultura,titolare del nuovo Dipartimento del Partito.

ADESSO PERO’ DI PIETRO L’ACCUSA DI RICATTO.

Guardi questa è da ridere.Sono un professore che insegna da piu di cinquant’anni e il ricatto non fa parte del mio linguaggio.C’è stato uno scambio di messaggi tra me e Di Pietro,ma io non ho ricattato proprio nessuno.

NE AVETE PARLATO PERSONALMENTE?

Si,prima dei messaggi.Quel giorno che la Mura mi comunicò la decisione del partito.Di Pietro venne nel mio studio.Gli dissi che volevo esporgli la mia strategia culturale per il partito.L’ex pm era molto euforico quel giorno …e replicò: “Macchè cultura e instruzione! Macchè strategia!” E a proposito di linee strategiche disse che non aveva niente da imparare perchè lui è l’unico,insieme a Bossi,che ha fondato un vero partito.

UN APPREZZAMENTO A BOSSI

Di piu.Disse che il Senatur è l’unico che stima in Parlamento.Mi sono così permesso di ricordargli che se la stima è dovuta alla fondazione del partito,allora anche Berlusconi ne ha fondato uno.

PENSA CHE BOSSI,DI PIETRO O BERLUSCONI CONDIVIDANO LINEE POLITICHE SIMILI?

Della Lega penso il peggio possibile.E’ una forza pericolosa per il paese,secessionista e antimeridionale.Ma un elemento in comune tra i tre c’è:il populismo.

MI PERDONI,MA COM’E’ ALLORA CHE HA SCELTO L’IDV?

Per una ragione di fatto:nel 2008 mi sembrava che questa fosse la forza di opposizione piu netta contro Berlusconi.Fu una scelta contingente al mio impegno politico,notoriamente contro il berlusconismo.

NON E’ UN PO’ TARDI PER ACCORGERSI CHE L’IDV E’ UN PARTITO DI TIPO FAMILIARE

Nel gruppo ci sono tanti elementi positivi,come i giovani che ne fanno parte.Ma anche troppi elementi negativi.Sopratutto quando si tratta di prendere decisioni l’ultima parola è sempre la sua,di Di Pietro e dalla sua fida Silvana Mura.

NELLA SUA LETTERA LEI CONTINUA DICENDO:”DI PIETRO GOVERNA SCHIERE DI AMICI,AMICHE E PARENTI

Quando facevo parte del comitato esecutivo ho detto a Di Pietro che per un partito piu democratico occorreva creare accanto al consiglio di presidenza del partito,formato da cinque persone,un organo intermedio con una commissione di almeno trenta persone.Per tutta risposta Di Pietro si oppose.Poi c’è la storia dei responsabili per la cultura regionali e quelli dei dipartimenti regionali e quelli dei dipartimenti nazionali,sempre nominati da lui.E un dispotismo evidente tipico di un partito populista di destra.

GUARDIAMO AL FUTURO.ANNO SABBATICO O NUOVO PARTITO?

Il mio principale mestiere è l’insegnamento,continuerò a farlo.Dipenderà dalle prospettive che offrirà il centrosinistra.

IPOTIZZANDO,VENDOLA O PD?

Valuterò,ma bisogna diffidare delle forze politiche di tipo personale.Mi sono troppo scottato le mani stavolta.

DOPO DC,PDCI ,SINISTRA ARCOBALENO ADESSO ANCHE L’IDV.NOMADE DEI PARTITI?

E’ un percorso giustificato dalla mia linea ideologica,sempre all’opposizione.L’unica fuoriuscita da questi filone è stata questa avventura sfortunata nell’Idv.Ma non ho nessuna intenzione di uscire dalla politica,continuerò con chi sarà piu vicino alle mie idee.
 

Intervista a Nicola Tranfaglia dopo la rottura con Antonio Di Pietroultima modifica: 2011-03-23T19:55:36+01:00da anglotedesco
Reposta per primo quest’articolo