L’Emilia-Romagna “rossa” che piace tanto alle mafie

Oggi scendiamo di qualche categoria e parliamo di mafie regionali e sulle infiltrazioni in una regione da sempre “rossa” come l’Emilia Romagna. Io sono emilano ,ma a differenza della stragrande maggioranza di quelli che vivono in questa regione ricca ma anche molto provinciale, me ne frego se c’è qualcuno che con fatti certi,dimostra che la mafia ,qui, fa affari  .Prima di essere emiliano sono italiano e per me l’Emilia Romagna e la provincia di Parma non sono il mondo intero.
Quello che riportano la coppia Abbondanza-Amorosi nel loro bel libro TRA LA VIA EMILIA E IL CLAN dimostra per l’ennesima volta l’ipocrisia della sinistra. Moralisti nati, sono sempre bravi a dare del mafioso,omertoso o razzista agli altri ma che poi quando gli fai notare che anche loro lo sono, si nascondono dietro il silenzio.
Un mesetto fa Eleonora Bianchini è venuta dalle mie parti (c’è il video sul mio canale di Youtube) a presentare IL LIBRO CHE LA LEGA NON TI FAREBBE MAI LEGGERE e parla anche dei rapporti della Lega nord e alcuni clan mafiosi ,e non c’è nulla di sbagliato (ne parlano benissimo anche su METASTASI) ma peccato che la Bianchini, emiliana, che collabora per Il FATTO QUOTIDIANO (li i leghisti non sono ammessi) non scriva nulla dei rapporti invece che ha la sua regione rossa con la Camorra ,Ndrangheta e Cosa Nostra.
Ho 35 anni ,so come sono sempre stati considerati i meridionali ,anche prima che nascesse la Lega Nord, e allora erano i cominusti a guardarli male e poi,grazie al cielo, è nata la Lega e allora hanno trovato qualcuno da dar la colpa.
Mi ricordo a novembre quando Christian Abbondanza e Antonio Amorosi sono venuti a presentare il libro ,appena ha tirato fuori qualche partito di sinistra, qualcuno si è arrabbiato dandogli del qualunquista perchè sai, quando si parla rapporti partiti-mafia ,gli unici da nominare sono Pdl-Lega o Udc ,gli altri invece combattono alla grande.Tutte cazzate,come leggerete sotto nel pezzo di libro che pubblico oggi, i “compagni emiliani-romagnoli” sanno e stanno zitti.
A Parma un paio di anni fa fecero sparire tutte le copie dell’Espresso perchè parlava di infiltrazioni mafiose nella loro provincia,peccato però che l’Espresso è anche online oppure basta andare in altre province e lo trovi.Io l’avevo saputo leggendo La Repubblica.
Lo dico sempre, è una regione che hanno solo i soldi perchè come mentalità sono dei provinciali e le mafie ne approfittano.Nonostante tutto in pochi lo ammettono e preferiscono prendersela con altre regioni.

da TRA LA VIA EMILIA E IL CLAN- Christian Abbondanza e Antonio Amorosi (Legalitabooks)

L’Emilia Romagna è terra di mafia.Lo è da decenni.Non è una realtà dove le mafie hanno un controllo “militare! del territorio,bensì dove le mafie fanno i loro affari, quelli illeciti e quelli nell’ambito della cosidetta “economia legale”.
Parte della classe politica e imprenditoriale,centrata per lungo tempo su un monopolio impenetrabile e spregiudicato,ha garantito il terreno fertile per permettere alle cosche di trovare uno spazio sicuro per i propri affari.
Si è negato e si nega ancora questa decennale e sempre piu insidiosa presenza… e cosi facendo,volenti o nolenti,anche alte cariche istituzionali,hanno dato un contributo determinante-o per meglio dire:indispensabile -alla “colonizzazione” sociale ed economica promossa dalle mafie italiane e,poi,straniere.

Che mai affermazione di auto-denuncia piu forte vi poteva essere da parte di un organo Istituzionale quale la Commissione d’inchiesta sulle mafie che, presieduta da Giuseppe Lumia, nel 2000 ,approvò una relazione in cui sulla questione della Camorra in Emilia Romagna affermava :”Sulla vicenda dei rapporti tra Camorra ed i settori dell’imprenditoria vicini al PCI-PDS è stato fino ad ora,anche nelle relazioni della Commissione Antimafia ,seguita una linea omissiva e quasi autocensoria”.
La forza delle mafie trae origine da un lato dal condizionamento della paura e dall’omertà che tendono a trasformare i cittadini in sudditi,dall’altro dalla “disponibilità” al compromesso e dalla complicità di politica,pubblica amministrazione ed economia.La cultura mafiosa ha saputo diffondersi e diventare “patrimionio” anche della politica e di colossi dell’economia e del mercato che,nel nome del profitto e del potere,si sono fatti predoni del bene comune,del territorio,della vita.

L’Emilia Romagna,con la Lombardia e la Liguria sono tasselli fondamentali per le mafie.Sono sedi “strategiche” ,crocevia di traffici e rapporti.Nonostante i duri colpi inflitti al braccio “armato”,solo tra il 2008 e 2009,in quest’ultima legislatura,sono state approvate dal Parlamento quelle riforme attese dalla metà degli anni Novanta che rendono piu concreta la possibilità di aggredire davvero il patrimonio mafioso.
Accanto alla Ndrangheta e Camorre in Emilia Romagna troviamo da decenni la presenza di Cosa Nostra,ed in particolare dei “gelesi”,e le pesanti infiltrazioni delle mafie straniere, a partire da quelle russa ,albanese e cinese.L’Emilia Romagna infatti oltre ad essere una regione importante dal punto di vista logistico per i traffici criminali è un luogo ideale per dare supporto ai latitanti,ma è sopratutto la meta “perfetta” ,dove,oggi, possono essere non solo gestite le attività prettamente criminali (come quelle legate agli stupefacenti,allo sfruttamento della prostituzione ,al gioco d’azzardo, l’estorsione ,l’usura e la contraffazione), ma anche un luogo “libero” in cui raccogliere,costruita nei decenni passati,per riciclare il denaro sporco,oltre che produrre ulteriore ricchezza “criminale” con l’infiltrazione negli appalti,le speculazioni edilizie ed il controllo, quanto meno l’influenza pesante- nel settore ricreativo e del divertimento.

L’Emilia-Romagna “rossa” che piace tanto alle mafieultima modifica: 2011-05-22T16:15:53+02:00da anglotedesco
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