La bolla universitaria.Usa peggio dell’Italia (1 parte)

Tra oggi e domani pubblicherò dei pezzi preso da un bellissimo articolo dell’Internazionale su come devono fare i salti mortali i ragazzi che frequentano l’università negli Usa.
Sui loro libri Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo hanno spesso parlato dei problemi delle università italiane,peccato che però non parlano degli altri paesi piu ricchi e potenti dell’Italia che dovrebbero garantire a quasi tutti gli studenti la possibilità di studiare senza fare dei debiti pazzeschi. Barack Obama aveva promesso delle agevolazioni ma essendo un democratico è capace solo di parlare e prenderti in giro. E poi ovviamente ci sono le banche.
I tanti giornalisti e politici filoamericani dicono un mare di stronzate su questo paese;non avranno le mafie italiane ma quelle bancarie che ti succhiano il sangue cento volte di piu.

da L’INTERNAZIONALE -settimana dal 20-26 maggio 2011

LA BOLLA UNIVERSITARIA- Articolo di Malcolm Harris

Il Project on Student Debt,che valuta i costi dell’istruzione negli Usa,ha calcolato che nel 2009,gli studenti statunitensi si sono laureati con un debito medio di 24.000 dollari.Nell’agosto del 2010 i prestiti agli studenti hanno superato le carte di credito come maggiore fonte del debito del paese,avvicinandosi a mille miliardi di dollari.Quando si parla del debito al consumo, i politici, sia democratici sia repubblicani,assumono subito un atteggiamento moralistico ma nessuno ha il coraggio di dire che l’istruzione universitaria che adesso staquasi per scoppiare.La disoccupazione ha colpito in modo particolare i neolaureati,e dopo la recessione del 2007 è quasi raddoppiata.Il risultato è che la generazione piu indebitata della storia americana non trova un lavoro che le permetta di estinguere i suoi debiti.

A SCOPO DI LUCRO

Prestiti e costi sono entrati in quel tipo di circolo vizioso che si verifica quando prestare diventa remunerativo e al tempo stesso apparentemente privo di rischi:il continuo aumento delle tasse universitarie significa che gli studenti devono chiedere piu soldi in prestito,piu prestiti significano che le banche possono creare piu pacchetti di titoli da vendere,piu vendite significano che le banche hanno piu capitale da prestare e quindi le università possono continuare ad aumentare i costi.Il risultato è che gli studenti sono indebitati per 800 miliardi di dollari, piu del 30% dei quali sono convertiti in titoli negoziabili,e il governo federale ne è direttamente o indirettamente garante.
Se tutto questo vi suona familiare,è normale,e i paralleli con il mercato immobiliare alla vigilia della crisi non finiscono qui.Il corrispettivo dell’aspetto piu deteriore del mercato dei subprime sta nelle università private a scopo di lucro.
Nel 2010 il Government Accountability Office ha avviato un’indagine sul loro funzionamento:gli agenti hanno finto di essere studenti e hanno scoperto che le quindici istituzioni a cui vi sono risvolti usavano tecniche di reclutamento e finanziamento ingannevoli,mentre in 4 casi si trattava di vere e proprie truffe.E’ emerso che le università pagavano i reclutatori,li sceglievano sulla base di false credenziali,camuffavano i costi reali e incoraggiavano i candidati a mentire quando compilavano i moduli per il sussidio federale.I corsi dei college a scopo di lucro non sono affatto convenienti come dichiarano gli spot televisivi,anzi sono quasi tutti piu costosi delle loro alternative no profit.E per riuscire a vendere le loro lauree spendono un capitale in pubblicità.
Le istituzioni a scopo di lucro hanno subito cercato l’appoggio dei poteri tradizionali nel mondo dell’istruzione,della politica e dei mezzi d’informazione.La Washington Post Company possiede la Kaplan Higher Education e costringe il Washington Post a pubblicare articoli con imbarazzanti apprezzamenti sulle università a scopo di lucro.Grazie a questi contatti,ai miliardi spesi in pubblicità e ai quasi 9 milioni di contributi alle lobby e alle campagne elettorali solo nel 2010 nell’ambito dell’istruzione statunitense il settore delle università a scopo di lucro cresce piu di ogni altro.

IL VALORE DELL’ISTRUZIONE

Cosa ci ha insegnato la crisi immobiliare? Cosa succede quando i ragazzi non possono pagare? Il governo federale raccoglie solo i dati degli studenti morosi nei primi due anni di restituzioni del finanziamento,ma dal 2005 a oggi la percentuale di quelli che non riescono a pagare è aumentata ogni anno.Secondo gli analisti,solo il 40% è in regola con i pagamenti,gli altri hanno chiesto una proroga o non pagano.L’anno prossimo il dipartimento dell’istruzione calcolerà il tasso di morosità sulla base di tre anni dall’inizio delle rate anzichè due.Secondo le proiezioni.I risultati saranno sconcertanti:la morosità della classe del 2008 passerà dal 7% al 13,8%.
Il vantaggio del salvataggio preventivo è che spesso non è necessario:se gli investitori sanno di essere protetti dai rischi hanno meno motivo di innervosirsi quando i titoli scendono ,e quindi è meno probabile che si verifichi un crollo speculativo.Nel peggiore dei casi è il  governo che paga per mandare al college gli studenti e, a parte l’arricchimento dei finanziatori privati e degli speculatori,questo non sarebbe un gran male se si crede nell’intervento dello stato,nell’istruzione gratuita o anche negli stimoli fiscali keynesiani.

La bolla universitaria.Usa peggio dell’Italia (1 parte)ultima modifica: 2011-05-23T16:56:41+02:00da anglotedesco
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